sabato, Ottobre 24, 2026
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IL COLUMNIST di Luca Russo / NELLA SERA DEI MIRACOLI IL BOLOGNA ALZA LA COPPA ITALIA

(Luca Russo) – Se non l’avesse scritta nel 1980, e se fosse stato ancora tra noi, Lucio Dalla “La sera dei miracoli” l’avrebbe messa nero su bianco ieri sera. Sarebbe stato il Bologna, il suo Bologna, suo ma anche di Gianni Morandi, Luca Carboni, Cesare Cremonini e dei 30mila che hanno invaso pacificamente la Capitale, a ispirarlo e a offrirgli il destro per comporre quello che, a ragione, si può ritenere uno dei numerosi capolavori che per fortuna affollano il panorama musicale italiano. E magari le avrebbe dato un titolo differente da quello che conosciamo: il Bologna dei miracoli.

Sì, quel Bologna che nella finale di Coppa Italia andata in scena allo Stadio Olimpico di Roma (respnsabile della sicurezza, come sempre, il Direttore Operativo del Parma Stefano Perrone) ha superato per 1-0 il Milan, con un gol di Ndoye, e riportato sotto le Due Torri un trofeo che mancava dal lontano 1974. Allora fu Bulgarelli, da capitano, a sollevare al cielo la seconda Coppa Italia del club felsineo. Ieri, in una notte di mezza primavera romana, è toccato a De Silvestri, capitano del Bologna dei miracoli, cullare trionfalmente la terza.

Un successo meritato, senza se e senza ma. Tolto il quarto d’ora iniziale, durante il quale i ragazzi di Conceicao hanno avuto le migliori occasioni per sbloccare la partita e portarsi in vantaggio, gli uomini di Italiano hanno controllato agevolmente il resto della sfida, governandone l’andamento e gestendone il ritmo con un gioco corale di qualità e di sostanza e una pressione ad alta intensità che ha impedito ai rossoneri di mettere sul campo le proprie qualità, di far valere il proprio potenziale, di scoccare le pur numerose frecce al proprio arco e di esprimersi al meglio.

La rete di Ndoye non è stata che la diretta conseguenza di un film la cui trama è apparsa fin troppo chiara già a metà della prima frazione: da una parte una formazione priva di slancio e di slanci, dall’altra una squadra che ha lavorato ai fianchi l’avversario disinnescandone gradualmente, e nell’ordine, lo spirito, la manovra, l’inventiva e qualsiasi tentativo lo avvicinasse alla possibilità di inquadrare lo specchio della porta.

Dal 1974 al 2025, è l’abbinamento temporale più immediato ed intuitivo dopo ieri sera. Il Bologna ha azionato il cambio e scalato la marcia, dalla seconda alla terza… Coppa Italia. Da Bulgarelli a De Silvestri, capitani diversamente uguali di due Bologna così distanti per cifra tecnica e allo stesso tempo assai simili per determinazione, indole, temperamento e voglia di non arrendersi mai.

Dal 2005 al 2025, il passo è più breve, l’associazione temporale apparentemente meno diretta, specie se non si è mai masticato qualcosa del derby della via Emilia, ma non per questo trascurabile. Poco meno di venti anni fa il Bologna retrocedeva in Serie B per effetto della sconfitta nello spareggio contro il Parma. Venti anni dopo il Parma lotta per la salvezza, il Bologna festeggia la terza Coppa Italia della sua storia. Il calcio toglie, però poi gli basta una sera per restituire tutto. Non una sera a caso, la sera dei miracoli. Luca Russo

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5 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NELLA SERA DEI MIRACOLI IL BOLOGNA ALZA LA COPPA ITALIA”

  • Sartori?????Ahahahahahahahahahahahahahaha noi abbiamo Pderzoli e Notari uno dei migliori scout d’Europa. Non ci serve uno come Sartori. Calcio&Calcio maggio 2023

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  • Consiglio alle verginelle del calcio pulito e ai benpensanti elegantemente frigeriani (ci credo è juventino sai cazzo gliene frega se retrocediamo anzi può commentare con elegante distacco da dottorone) di leggere le parole di Galliani. Che dopo essere stato per decenni nella parte degli 11 “che cmq vada non retrocedono da vent’anni” (vedi Udinese l’anno scorso o Torino del nasone) si è trovato dall’altra parte della barricata…. e tra le altre 9 come nella fattoria di Orwell sono si tutte uguali ma alcune sono più uguali degli altri…

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    • Ma non si era autocensurato a divinis?
      Non ci illuda più in questo modo..

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      • Il suo abbandono al calcio è durato un giorno e mezzo.

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    • Non ho capito cosa c’entrano le parole di Galliani con il calcio poco pulito, non mi sembra che parlasse di quello, nemmeno in modo velato. Magari mi sbaglio e sono io a essere limitato

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