venerdì, Agosto 21, 2026
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JOEY SAPUTO: NEL CALCIO C’E’ ANCHE CHI PROMETTE E POI MANTIENE…

(Gmajo) – Di buon mattino, un tifoso Crociato di comprovata fede, mi ha girato un post FB di Calcio Totale che dimostra in modo equivocabile come Joey Saputo, presidente del Bologna, abbia superato la prova Ambra (quella di T’Appartengo, tormentone di una trentina d’anni fa, ai tempi di Non è la Rai, ma sempre gradevole da riascoltare, in italiano, o in tutte le lingue del mondo): infatti, esempio rarissimo nel mondo del calcio, l’imprenditore canadese di origini italiane, sulla tolda di comando del Bologna, dopo aver rilevato le quote da Joe Tacopina (quello di cui sono alle spalle nella foto sopra), non si è limitato a promettere, come la maggior parte dei suoi colleghi pallonari, ma ha anche mantenuto. Appunto, la difficile opera Ambra

Ma l’aspetto che più mi ha colpito, nel citato post (che sotto riproduciamo integrale) sono le esatte tempistiche previste dal presidente del sodalizio felsineo, che stanno a documentare che non ci troviamo al cospetto delle solite blablanate del calcio, ma, appunto, ad un raro esempio di programmazione. Aveva promesso  (addì 2015) che in dieci anni il Bologna avrebbe concorso con le grandi, e, anche in leggero anticipo sui tempi, ha mantenuto, non solo riportando il Bologna in Coppa dei Campioni (che mancava dai tempi di Fulvio Bernardini alla guida dello squadrone che tremare il mondo fa”) e ieri, nella Sera dei Miracoli all’Olimpico, ad aggiudicarsi la Coppa Italia (ultima conquistata nel 1974, mezzo secolo più un anno fa).

Promesse mantenute. Se uno prova a fare il confronto con quanto succede, sempre in Emilia, un centinaio di chilometri più ad Ovest del capoluogo di regione (ed immagino che fosse per quello che il Crociato in questione mi ha girato il post de quo), lo stesso è un po’ impietoso, considerato che, dalle nostre parti, in metà di quel tempo, ossia in un lustro, al di là dei proclami (il ritorno in Europa, ad esempio) abbiamo raccolto solo una tardiva promozione, maturata tre anni (persino Ghirardi aveva saldato il debito in una stagione) dopo una ignominiosa retrocessione e l’attuale stagione, che sì, vero, sta rispettando in toto l’obiettivo (salvarsi all’ultimo minuto dell’ultima partita), ma facendo sospirare non poco i tifosi, per via di discese ardite e risalite.

Se poi allarghiamo il discorso alle Grandi Opere, non mi pare si possano registrare sensibili cambiamenti rispetto al Centro Direzionale di Collecchio edificato sempre dal vituperato Ghirardi nel 2013, con ultima manutenzione straordinaria ai tempi dei vecchi soci… Tutto questo, nonostante la grande fanfara seguita all’acquisizione del manufatto (ecomostro) ex Parmalat e dei terreni agricoli, da trasformare in una dozzina di campi da calcio, sì da avere un complesso che manco alla Continassa… Col povero Vaeyens, tra l’altro, che ha dovuto assistere all’onta della ricollocazione di pareti e sanitari vecchi negli spogliatoi prima squadra, non essendogli stata autorizzata preventivamente la riqualificazione.

Per tacere del New Tardini, di cui abbiamo a lungo scandito le date mancate (anche se in questo caso soprattutto a causa delle manchevolezze della macchina amministrativa e di chi la guida), ora riaggiornate a Giugno 2026 (campa cavallo…), dopo il passaggio dal vecchio cantiere monofase (demolizione e ricostruzione) a quello a stralci, di cui, però, allo stato, per stessa ammissione dell’assessore Bosi, non esiste un progetto.

Cinque anni, nel calcio, sono una eternità (molti club passano di mano, infatti, dopo un lustro): in questo lasso di tempo, per esempio, la tanto vituperata (dai leoni da tastiera) Nuovo Inizio, aveva perfezionato, a tempo di record, una risalita “Come noi nessuno mAi”, da tanti imitata ed invidiata come la Settimana Enigmistica, ma mai replicata o doppiata.

Ma anche extra campo, diciamo lato corporate, i cinque anni dei Magnifici Sette, lasciarono un’impronta importante. E tutto questo a fronte di investimenti decisamente più contenuti. Quando si dice che alle volte contano più le idee dei soldi. Anche se il connubio delle due cose, certamente, sarebbe ottimale. Tornando a Giuseppe Saputo: egli, per meglio rispettare il crono-programma che si era prefissato, non ci ha pensato su due volte ad affidarsi al miglior dirigente sportivo italiano, Giovanni Sartori, che già miracol aveva mostrato col Chievo ed Atalanta e che volentieri si sarebbe accasato da noi (è del territorio), anziché finire sotto le Due Torri. Però, gli si dette di naso, malgrado questa sua disponibilità.

Conforta, tuttavia, sapere che ora al volante del Parma ci sia un altrettanto esperto conoscitore del calcio italiano, Federico Cherubini che si spera vivamente possa essere messo in grado di agire ed operare per il bene di tutti, custode e tifosi. Una volta schivata, all’ultima curva, la retrocessione, servirà ricostruire, accantonando filosofie e modelli lungimiranti alla prova dei fatti non funzionali in questo Campionato.

Questa stagione, tuttavia, ha fatto registrare la promozione in Primavera 1 della squadra Under 19 maschile (arrivata a pari punti, 69, col Como, ma dalla sua aveva gli scontri diretti) e quella della prima squadra Femminile (sebbene da seconde alle spalle della Ternana, non superata nello scontro diretto di domenica scorsa al Noce, malgrado l’ordine presidenziale – cinguettata sopra-, e difficilmente sorpassabile negli scontri incrociati dell’ultima giornata che si gioca questo weekend). Per completare il triplete, a differenza di quello all’incontrario blucerchiato: Samp declassata in tutte e tre le competizioni), ai Crociati manca proprio quello che conta di più, ossia il mantenimento della categoria da parte della prima squadra, che resta il core business, al di là dei bla bla bla e dei contorni coreografici, per quello che significa nel conto economico.

A proposito di femminile: ovviamente grande gaudio perché le Crociate ritrovano, sia pure un po’ in ritardo ed in par condicio con la maschile, la Serie A, già frequentata, nel primo anno di professionismo, dopo l’acquisto del relativo titolo sportivo dall’Empoli F.C., conclusosi con la retrocessione, malgrado gli enormi sforzi economici della proprietà, surclassata da società decisamente peggio in arnese, come poi successivamente documentato, come Pomigliano e Sampdoria. Seguendo la politica della programmazione, simil Saputo a Bologna, anziché comprare la Serie A, sarebbe stato decisamente più affascinante e coinvolgente dare fiducia alle ragazze del territorio che avevano appena conquistato la Serie C, ovviamente opportunamente potenziate. Alla fine la Serie A avrebbe potuto arrivare contestualmente all’attuale, ma attraverso un percorso di crescita delle atlete e dell’entusiasmo. Come era stata la scalata del Come noi nessuno mAi. Il tutto subito, a qualsiasi costo, non riserva le stesse soddisfazioni di chi va piano, va sano e va lontano, perché non è tanto importante la meta, quanto il viaggio… Gabriele Majo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

21 pensieri riguardo “JOEY SAPUTO: NEL CALCIO C’E’ ANCHE CHI PROMETTE E POI MANTIENE…

  • Magari avessimo saputo

  • D’altronde a Parma comanda l’UPI…..e come “business owner” ci voleva un “saltimbanco”.

    • Ma du scrivere ca***te non to stanchi mai? L’Upi con queste tristi vicende non c’entra una benedetta mazza. Quando tu e gli altri giapponesi rimasti fermi agli anni 70 ve ne accorgerete, forse sarete in grado di fare analisi più lucide e meno ideologiche.

  • Forse KK intendeva il Parma women quando parlava del suo programma….

    • Guardi, Gosino, come ho chiosato nell’articolo, anche la gestione del Parma Femminile, da parte dell’attuale proprietà, penso non sia esente da critiche. Anzi, nel suo piccolo, forse si è fatto persino peggio. Ricapitoliamo: appena vinci, dopo due anni, il tuo primo campionato, smantelli quella squadra, dopo averla coccolata in prima persona, o con propri top manager della capogruppo, fai acquistare da tuoi uomini di fiducia (poi arrampicatisi in posizioni apicali, quasi come premio), all’insaputa del management women in sella, un titolo sportivo di serie A (attraverso un ramo d’azienda ceduto dall’Empoli), spendi e spandi, mi si perdoni il termine poco educato, ma assai signicativo, da sborone, retrocedi, malgrado in quel campionato di dieci squadre siano iscritte le derelitte Sampdoria e Pomigliano, l’anno dopo non vieni promosso subito e devi attendere un ulteriore torneo, proprio per esser puntuali con quella che avrebbe potuto essere una scalata programmata, tipo come noi nessuno Mai

  • Krause in 5 anni è riuscito a vincere 10 partite in serie A….. e domenica qualcuno pensa di battere il Napoli…

    • Basta anche un pareggio

    • Se non sbaglio ne ha vinte nove. 3 nell’anno della retrocessione (Verona, Genoa, Roma) e 6 quest’anno. Su 74 partite fa una percentuale di successo del 12%.

      Per spezzare una lancia a suo favore, il numero di vittorie in A è nettamente superiore al numero di giacche che possiede (9 contro 1).

  • Direttore, ma i progetti Krause per i nipotini non meritano neanche di essere citati… siamo ridicoli

  • Elementi di insiemistica.
    La popolazione delle vedove di Pecchia coincide al 99% con quella dei fan di Cherubini. L’insieme dei tifosi che credono che il Parma presto giocherà le coppe e l’insieme dei tifosi che, alticci, fuori dall’osteria oltre l’orario di chiusura, aspettano un altro bicchiere, coincidono. I detrattori di Valenti visto quest’anno, sono al 95% gli stessi che quando si riferiscono a Man o Mihaila usano esclusivamente la categoria geografica, i due rumeni. Infine, in accordo al fatto che ogni procedura deve avere un “gold standard”….risulta correttamente che la totalità di chi sostiene che non ci salveremo e l’insieme dei cornaccioni, concordano al 100%

    • Qualcosa mi sfugge: perché mao le vedove di Pecchia dovrebbero coincidere con gli estimatori di Cherubini [che lo ha killerato]?

      • Perché secondo me non è stato un “killeraggio”. L’altissimo dell’Aiova ha chiesto (data la stima e soprattutto gradendo il riserbo) per l’ex mister una cerimonia d’addio (non più procrastinabile, vista la condizione), discreta. l’AD ha avuto il compito di accompagnare con sentimento l’amico (vedi la giaculatoria di Cherubini al compianto, recitata anche 2 minuti prima dell’esordio col Bologna). Le spose hanno capito l’animo del delegato e da vedove non l’hanno dimenticato.
        Ps il suo errore di battitura “mao” mi porta a citare questo frammento di Mao: “la marea del mio cuore segue in alto le onde” che un po’ si addice alla “disposizione”… delle Vedove. Ma magari ne ri-parleremo

        • Errore di battitura? Dove? Per il resto io ho una visione diversa circa l’epilogo di Pecchia, che per me il dirigente avrebbe anche killerato prina [dopo gara interna col Lecce] se non frenato dal grande capo. Io non credo affatto che Cherubini godesse Pecchia (non vuol dire il fatto che avessero lavorato assieme: anch’io ho lavorato con mille persone ma non è che ci nasassimo tutti…

          • Le rispondo all’errore di battitura che avrà nel frattempo già trovato “perché mao le vedove di Pecchia….”. Per il resto le nostre opinioni convergono sul fatto che Cherubini non avrebbe mai potuto licenziare Pecchia senza disposizioni americane

  • Semplicemente dopo 5 vergognosi e disastrosi anni si può finalmente dire che Kraus è il peggio che ci potesse capitare. La peggior proprietà straniera della serie A con l’aggravante di continuare a pestare la stessa merda in modo apparentemente (non per me) masochistico

  • Manfredini farà il discorso di ringraziamento anche dopo la retrocessione??
    Gli asprillas faranno anche la sigle per la serie B?
    Ampollini dirà che giochiamo meglio in serie B che in serie A?
    Piovani starà ancora dalla parte di Man?
    Chiesa dirà anche per il prossimo anno che siamo la squadra più giovane della b?

    • Piovani quelli che diceva che Pecchia non si poteva esonerare “perché se no i nostri giovani sai come reagiscono male…” mentre Sky dava la notizia dell’esonero di Don Fabio? Se Italiano va al Milan, l’avvocato per la gioia della mogliera va ad allenare i rossoblu di Sartori?😅😅😅😅😅

  • È più filo governativo/pecchiano/krausiano/notariano/lancomiano va tutto bene madama la marchesista il piccolino degli Asprilli, Vito di Palla in Tribuna, Davidone di Palla in Tribuna, Frigggeri o Gianni il cavalèr sempre di Palla? O Rugolotto che è comoda essendo strisciato anche se questa domenica soffrirà con noi per lo scudo dei suoi amati colori?

  • Stiamo lottando per rimanere in seria A…. Concentriamoci su questo e non il continuo attacco al presidente Krause, almeno a fine campionato, ma basta per Pietà. Fallimentare già il fatto che abbiamo impiegato 3 anni per risalire, i soldi spesi inutilmente ( che lui per primo sa bene,tranquillli) ecc.ecc. chiedere a Sampdoria,Bari , Palermo….ecc.ecc.se è così semplice tornarci ..

    • Caro Parmigiano,

      noi – inteso noi autori e voi lettori – possiamo stare anche concentrati e sul pezzo, come suggerisce lei, ma poi in campo ci vanno i nostri eroi, ai quali credo impipi una benedetta mazza se attraverso un giornale on line tracciamo un sacrosanto parallelo tra chi ha programmato, dieci anni fa, di arrivare dov’è (Saputo), a differenza di tanti altri babalani che infestano di proclami il mondo del calcio, e la gestione del Parma Calcio, attualmente custodito da questa proprietà. Nel nostro articolo, severo ma giusto, come si dice in questi casi, non abbiamo fatto altro che ricordare il cammino (sportivo e corporate) percorso in cinque anni. Esercizio che non è, come lo legge lei, “un continuo attacco al presidente Krause”, ma solo la sacrosanta realtà fattuale, che personalmente non ho alcun timore di esporre (nonostante certe vicende che trovo inutile rivangare ancora una volta, ma che, ahimè resta come una spada di Damocle per me e credo come una macchia per il club)., nel pieno rispetto del mio dovere/diritto di giornalista professionista, nel pieno rispetto dello stesso Krause, della società Parma Calcio, dei tifosi, dei lettori.
      Se mi consente, al fine di poter godere di un territorio “sano”, anziché chiedere ai giornalisti non esercitare il proprio sacrosanto lavoro, sarebbe consigliabile sostenerli, perché la critica è uno strumento che non deve fare paura, ma appunto esser utilizzata per crescere

  • Forza Parma sempre …
    Especialmente adesso

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