NEW TARDINI / PRIMA DI UNA NUOVA CDS SERVIRA’ UN NUOVO PROGETTO
(Gmajo) – In meno di 30”, ieri sera a Parma Europa, l’assessore ai lavori pubblici (etc. etc.) Francesco De Vanna ha liquidato un tormentone durato un paio d’anni, in luogo dei 90 giorni canonici, ossia la Conferenza di Servizi per il New Tardini, che, a questo punto, evidentemente, dobbiamo ritenere (finalmente) chiusa, dal momento che, solennemente, egli ha affermato: “Adesso va avviata una nuova Conferenza dei Servizi”. Bene, ne prendiamo atto, dal momento che il suo collega allo sport Marco Bosi aveva a lungo alimentato il dubbio – trovando conforto nel mainstream – sia nella sala consigliare in risposta ai consiglieri di minoranza Vignali ed Osio, che sul piccolo schermo, che si potesse in un qualche modo salvare quella, in quel momento, ancora in atto, al fine di risparmiare un po’ di tempo (e non sprecare tutto l’enorme lavoro svolto) ripartendo da capo.
Un conto, infatti, è procedere con un solo cantiere, un altro conto è rateizzarlo, e dal momento che il consesso tecnico regola anche il “come” (si procede) e non solo il “cosa” (il progetto), per me, pur digiuno di norme urbanistiche (ma, ahimè, non sono il solo, e non mi riferisco solo ai colleghi) era piuttosto evidente che non ci fosse proprio nulla salvare e si tornasse al principio del gioco dell’oca (o all’avvio del Monopoli).
Adesso, però, che lo ha sancito De Vanna, dal salotto buono della politica, tutti quanti (Bosi incluso, ed i suoi portavoce) una croce-crociona sulla vecchia Conferenza, ce la debbono mettere, loro malgrado. E con la old Conferenza dei Servizi, immaginiamo (ma anche di questo eravamo consapevoli ancor prima di ieri sera) sia definitivamente ritirato il “progettone”, che risultava piuttosto difficile potesse restare in piedi con il cambio di strategia operativa, ufficializzato dal club con la famosa PEC che dava il via libera all’idea “Progetto a Stralci”, in luogo del mono-cantiere (demolizione/ricostruzione). E, sempre con buona pace di Bosi (e dei suoi), questo passaggio non viene valutato all’interno del perimetro della Conferenza dei Servizi definitiva”, per ovvia estinzione della medesima.
Sempre quella logica che tendo a tener presente ogni qualvolta mi trovo dinnanzi la tastiera, mi suggerisce che sia alquanto improbabile quella (nuova) data che, da Pasqua, è diventata il nuovo mantra della Giunta (evidentemente ancora non paga delle continue smentite al crono-programma, che da un lustro si ripetono con regolarità e che erano alla base di un articolo/post di Gian Luca Zurlini, che impietosamente le aveva raccolte), ossia Giugno 2026, ribadita come possibile anche ieri sera: a Ferraguti che gli chiedeva: “Questo cantiere a stralci del Tardini potrà avviarsi già a Giugno 2026?, l’assessore De Vanna, rispondeva: “Sì, è una prospettiva”.
“Un elemento che oggi non abbiamo in mano”, “senza il progetto in mano”: con queste premesse come si fa a pensare che in tredici messi il cantiere possa avviarsi? Dunque, egregio assessore De Vanna (che dalla stessa trasmissione un anno fa, con gli stessi antagonisti di ieri sera in studio o collegati, Lavagetto a parte, aveva affermato “Stiamo rispettando in maniera religiosa l’iter della Conferenza dei Servizi”), la ringraziamo per averci chiarito che la vecchia Conferenza dei Servizi è andata in quiescenza, ma prima che l’erede (ossia la nuova) possa pronunciarsi su un qualcosa, quel qualcosa (il progetto), ci deve essere: ma se Bosi questo progetto non ce l’ha in mano (e dunque neppure Lei), come possono averlo i tecnici da vivisezionare?
Quindi, come già avevo cercato di spiegare con poche parole un mese fa: al momento allo stato c’è solo una PEC, autografata da Cherubini, in cui, secondo il giornalista Giuseppe Milano, che evidentemente l’aveva vista, il club fa sapere di voler «procedere alla proposta di una variante di progetto che porti con sé alcune nuove soluzioni. Tali soluzioni consistono in un intervento che presupponga un cantiere “a stralci”». Una PEC, accolta in Municipio con lo stesso entusiasmo dello spot Aruba, ma che di fatto, al momento, certifica uno stop delle grandi manovre sul Tardini, riportandoci, con la macchina del tempo, indietro al 2018/19, ossia ai primi vagiti del desiderio di dotare la città di un nuovo impianto, visto che il progetto nuovo (o rivisto) non c’è.
Mi rendo perfettamente conto che oggi, mercoledì 14 maggio 2025, di questa tematica al lettore possa interessare una benedetta mazza, dal momento che, a dispetto di ogni rosea previsione, ci troviamo alla vigilia di uno snodo vitale per il mantenimento della categoria, dovendo il Parma ospitare il Napoli che avrebbe voluto festeggiare il tricolore proprio nella nostra città (per la gioia dei residenti e dei comitati, che potrebbero trovare ulteriore spunti per le proprie battaglie), ma che è andato a complicarsi la vita pareggiando in casa col Genoa, che pure non aveva più nulla da chiedere a questa stagione e che ha finito per rubare al Parma il ruolo di strappa-tricolore dalla casacca dei partenopei.
Però, per compito istituzionale, e per il nome che portiamo, non possiamo certo ignorare anche le più lievi scosse telluriche sulle vicende Stadio. Come scrivevo in apertura, sono bastati 30” a De Vanna per darci il la per questa articolessa a tema New Tardini, argomento che, viceversa, il direttore della tv locale non aveva molta voglia di affrontare, vista la fretta del diavolo che aveva affinché De Vanna liquidasse in poche parole, prima di dare la linea alla pubblicità.
Sfogliando la Gazzetta di Parma di stamani, su queste ultime novità, direi sostanziali sul New Tardini (ossia l’annuncio ufficiale dell’assessore De Vanna circa la chiusura della Conferenza dei Servizi), non ho trovato neppure un rigo: del resto noi siamo monotematici, mentre loro hanno uno sguardo sulla città più generalista, sicché han preferito, sempre attenti alla politica degli annunci, mettere in evidenza il proclama di De Vanna: “L’area della stazione sarà rigenerata: diventerà più bella”. Del resto si riferisce anche della riqualificazione del vicino ex Scalo Merci FS e di movida (e relativo questionario on line).
Quelli, evidentemente, sono stati i temi principali, o che hanno colpito l’anonimo redattore del foglio locale: io ricordo, però, anche qualche polemica sugli sfalci e i velocissimi accenni – liquidati dal conduttore (“mi sa che guarda un po’ troppo i social”) – di Gianpaolo Lavagetto e di Tommaso Moroni Zucchi (Missione Parma) alle problematiche sollevate ieri mattina su StadioTardini.it dal dimesso consigliere comunale Cristian Salzano (ex capogruppo di Effetto Parma, che, dopo essersi allontanato da tale gruppo consigliare di maggioranza, poi faceva parte della minoranza) circa il rischio caos traffico per il triplete di cantieri nel quadrante Est della Città nel 2026, ossia la nuova Scuola del Parco, la Piscina di Via Zarotto e, appunto, il New Tardini. Sempre ammesso che, a giugno 2026 si parta davvero coi lavori (cosa, della quale nutro molti ragionevoli dubbi…). Gabriele Majo
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Dire che abbiamo un’amministrazione imbarazzante è ormai scontato…. dire che la stampa locale è ridicola pure… dire che Krause ha sputtanato per l’ennesima volta una miriade i euro è un altro dato di fatto. Siamo messi davvero bene devo dire a Parma
DOMANDA: CHI HA ELETTO QUESTO SINDAGO E QUESTA GIUNTA? ALTRA DOMANDA : PERCHE SI CONTINUA DOPO LA GESTIONE ORRIBILE DI PIZZAROTTI(SIINDACO) ANCORA SI E DATO SEGUITO ALLA SOLITA INETTITUDINE TIPICA DEI RADICAL CHIC? ADESSO ASPETTO RISPOSTE
Per quanto mi riguarda ti posso rispondere “Io no”…purtroppo non è stato così per tutti
si ma non urlare…
Mi sembra tanto il gioco dell oca ,facciamo 10 /20 passi avanti poi caschiamo nella casella che ci riporta al via da capo ….assurda situazione
In realtà io non ho mai visto passi avanti. Solo il festival dei proclami e degli annunci. Non essendoci stati passi avanti non ce ne sono stati neanche indietro. O meglio: la storia del passaggio a stralci ai miei occhi appare come un passo indietro del club…
A me sembra che in questo momento sia il Parma a traccheggiare, probabilmente perché lo stadio non è più prioritario o di interesse. Credo che anche a Collecchio sia rallentato il progetto di riqualificazione.
Forse vuol dire che KK si vuole smarcare dal club…?
Confermo la sua impressione: anch’io ho l’impressione che sia il Parma a traccheggiare. Probabilmente si è perso l’attimo (chiamalo attimo) fuggente. Allora: dinnanzi a quella che avrebbe dovuto essere la più importante operazione urbanistica del dopo guerra, chi amministra la città avrebbe dovuto evitare di offrire garanzie di fattibilità al progetto, perché non c’era bisogno dei tecnici per capirne le criticità…
Il vero responsabile secondo me è Krause perchè al suo ingresso in società esisteva già un progetto semplice e concreto che con un investimento sostenibile avrebbe consentito di avere un “New Tardini” capace di soddisfare le reali esigenze della tifoseria e della squadra.
Lo yankee invece ha voluto stralciare quel progetto per ricrearne uno nuovo che doveva essere faraonico con il risultato che alla fine non si farà nulla.
Della serie chi troppo vuole nulla stringe.
Si può dire che krause non ne ha fatta una giusta
Ma noooooooooooooooooo vai al Mapei veh come ha detto quello degli Asprilli oggi. Se devi criticare non sei un vero tifoso veh! Qui a Parma siamo democristiani, possibilmente filo pecchiani, eleganti e strisciati come Frigeri e krausiani come Ampollini e Milano. Vai a criticare a Reggio Emilia rozzo non tifoso
Notoriamente non sono uno spasimante di questa proprietà, però la colpa è solo in parte di Krause. Vero: con una certa ubris si era immediatamente disfatto del progetto dei vecchi soci, per puntare ad avere la Krause Arena a sua immagine e somiglianza. Ma qui entrano pesantemente in gioco l’amministrazione comunale, che avrebbe anche un doveroso compito di guida, benché si trattasse di investimento privato, e l’amministrazione privata, troppo prona (come sempre) ad assecondare i capricci del re, anziché spiegargli che l’erba voglio non esiste…
Krause non c’entra un c…o con tutto questo tergiversare!!! Ha messo a disposizione volontà,soldi, progetti nelle mani di chi deve dare l’ok . Che qualcuno si assuma qualche volta le responsabilità! La conferenza dei Servizi che cavolo sta facendo? O aspettando? E la giunta comunale? Deve fare un’altro sondaggio tra i cittadini se sono d’accordo? La burocrazia ancora una volta dimostra quanto sa rendersi opprimente in questo paese e quanto sia complicato districarsi da essa…. dell’Italia e di Parma questo sicuramente Krause l’ha imparato
Ho scoperto Stadiotardini.it solo qualche mese fa, leggendo l’incredibile notizia della diffida al direttore Majo (che conosco da quando andavamo a scuola). Seguendolo, ne apprezzo ora la parte giornalistica ed umano-pramzàna.
La questione New Tardini mi interessa sia professionalmente (sono un progettista) che civicamente (abito vicino allo Stadio). Mi permetto, in questi giorni di rotte da cambiare, di proporre due considerazioni, una per ogni cappello che ho in testa (capelli non ne ho più). Come residente nel quartiere dello Stadio posso dire che in questi trent’anni di Serie A e di Coppe i disagi ci son stati: ma il Quartiere li ha superati senza troppi problemi, soprattutto quando il Parma ha vinto. E così li supererà anche per un Tardini ristrutturato.
Come progettista, posso invece dire con certezza (e l’ho già fatto su queste pagine) che il progetto di rifacimento ed ampliamento del Tardini che è stato presentato alla Conferenza dei Servizi e che ho potuto vedere è un progetto che avrebbe intasato il traffico del quadrante sud-est della città almeno 6 giorni su 7, risultando al contempo poco sicuro per i tifosi durante le partite. Un progetto sconsiderato.
Alla fine il punto è solo questo. Gli Amministratori delle giunte precedenti, che hanno lasciato svilupparsi il vecchio progetto e forse lo hanno incentivato, sono gli unici responsabili dello stallo registrato fino a qualche settimana fa. Insieme a chi, avendo le competenze per capire cosa si prospettava, ha preferito abbozzare.
Grazie per le graditissime parole di stima, che ricambio: non addosserei le responsabilità alla sola amministrazione comunale, in quanto è stato il connubio con gli amministratori privati pro tempore (fatto di interlocuzioni sempre positive) che si è rivelato un mix bestiale…
Che il proprietario del Parma non c’entri un c… con tutto questo tergiversare, è vero sino lì, perché non mi risulta che, pure da parte sua, ci sia chissà quale entusiasmo nel perseguire la grande opera. Sarebbe ora, nei confronti della Comunità Crociata, che si dicessero le cose in modo chiaro e veritiero, perché da anni è la saga dell’annuncio, ma siamo tornati più indietro del punto di partenza (prestando fede alle parole degli stessi interessati, che abbiamo riportato e chiosato nell’articolo). Certo, più colpevole di tutti, ai miei occhi appare quel malefico mix tra amministrazione pubblica e dirigenti pro tempore del Parma, ostinatasi a portare avanti un progetto che avrebbero dovuto capire, sin da prima che si pronunziassero i tecnici (la Conferenza dei Servizi), che era improponibile per tutta una serie di motivi che StadioTardini.it ha più volte illustrato nei vari articoli dedicati al tema.
In tutta questa storia, molti tendono ad arrecare colpe ai tecnici (la CdS): ma loro non possono far altro che certificare tutte le criticità, alle quali sarebbe potuto arrivare chiunque di buon senso. E per la classe politica (amministrazione pubblica) sarebbe stato doveroso.
I sondaggi coi cittadini (incluso il fu Percorso Partecipativo) sono come la Corazzata Potemkin: siamo in una democrazia rappresentativa, e chi raccoglie i voti dei cittadini ha il diritto/dovere di amministrare: non si possono fare referendum ad ogni piè sospinto. Però, appunto, si tratta di fare le cose con cognizione, non incaponirsi sull’impossibile, e soprattutto evitando di propalare proclami, poi puntualmente smentiti.
Non è neppure colpa della burocrazia: luogo comune italico, che va sfatato. Le lungaggini sono insite nella natura stessa di un progetto impossibile per la zona in cui doveva sorgere. La classe politica, anziché schienarsi al desiderio del privato di farlo lì, considerata la tipologia di realizzazione, avrebbe dovuto dire, okey lo facciamo (raccogliendo l’opportunità) ma farlo da qualche altra parte dove sarebbe stato possibile farlo. Indipendentemente dalle promesse elettorali di qualcuno, che si è fatto bello (coi soldi altrui) con l’idea del nuovo Tardini. Beninteso: io, quale direttore di StadioTardini.it, sono contrario alla delocalizzazione, e per me il Parma deve continuare a giocare nello stesso sito in cui lo fa da oltre un secolo: ma se la volontà (legittima) dell’investitore era di farlo in quel modo lì, avrebbero dovuto dirgli, così lo fai altrove e non in Piazzale Risorgimento
grazie a tutti dei contributi che leggo, ma un’altra conferenza dei servizi è una iattura, quello è un buco nero dove tutto entra ma nulla esce.
Bla bla bla
Molte volte vengo rimproverato di “scrivere capitoli di libri” e non articoli: ebbene, lo faccio per cercare di spiegare in modo esaustivo ed inequivocabile determinati concetti ed idee. Mi aspetto, quindi, da chi frequenta queste pagine e non guarda solo le figure o i titoli, che cerchino di immergersi per approfondire, come sproniamo a fare, senza restare in superficie.
Per questo motivo sono deluso da chi contribuisce a propalare il solito luogo comune per cui la Conferenza dei Servizi sarebbe l’emblema dell’aspetto peggiore della burocrazia.
Il consesso tecnico (formato da enti, che una volta Giuseppe Milano, sulla Gazzetta di Parma, ci aveva illustrato chiaramente, enumerandoli tutti) non fa altro che valutare le proposte progettuali pervenute, valutandone la fattibalità e le problematiche, indicandone prescrizioni per la risoluzione di eventuali problematiche che dovessero sorgere. E non si tratta solo di questioni di lana caprina, ma soprattutto importanti per la sicurezza (poi se uno tira su una cattedrale in pieno centro e questa cade, di chi è la colpa? E’ palese che chi appone gli autografi debba esser sicuro di non certificare corbellerie.
La differenza rispetto alla politica (ma si vai, tranquillo, è solo una formalità…) è che si tratta di tecnici qualificati, in ogni settore, appunto adibiti a far sì che tutto vada nel migliore dei modi, facendosi garanti per la Comunità.
insisto a rischio di ban, ne so qualcosa di tavoli e conferenze, se qualcosa è deciso non è in queste occasioni ma da accordi colleterali, mi creda
Sulla qualità dell’Ente Magistrato per il Po (uno dei tanti della nomnklatura che costituisce la CDS) avrei parecchio di ridire…(basta leggere la cronoca) e così via.
Una CdS che esamini un fattibile progetto di ristrutturazione può impiegare fino a 10 o 20 volte in meno di una che debba esaminare un infattibile progetto di rifacimento con ampliamento.