venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNew TardiniNews

NEW TARDINI, SALVAGUARDARE IL PATRIMONIO TIFOSI

(Gmajo) – L’aspetto fondamentale, che non andrebbe mai perso di vista, quando si analizza la questione New  Tardini, dovrebbe essere la salvaguardia del patrimonio tifosi: aspetto che, a mio modo di vedere, è stato invece trascurato dai vari progettisti ingaggiati dall’attuale proprietario del club che, incuranti, appunto, di questo patrimonio, hanno previsto un mono-cantiere di lavori dalla durata di 27 mesi, salvo complicazioni, per l’abbattimento totale e rifacimento dell’Ennio, anziché, come l’Atalanta ed altri club, optare per una procedura a stralci, che non comportasse un esodo dei supporters per (minimo) due intere stagioni.

E’, appunto, questo un punto di vista che non dovrebbe mai essere dimenticato neppure dagli amministratori pubblici i quali, un po’ alla Ponzio Pilato, dopo aver assecondato in totale modo acritico tutti i desiderata del committente, ora ci vengono a raccontare che la Legge Stadi prevede che ci sia la proposta di un soggetto privato e la valutazione di un soggetto pubblico che la può indirizzare. Ma non può essere il soggetto pubblico a modificare ed imporre il passaggio da un cantiere a fase unica ad un cantiere a fase a stralci: ci deve essere una formale proposta alternativa del proponente, che ad oggi non c’è stata. Parole e musica dell’assessore Marco Bosi, in risposta alla recente interrogazione di consiglieri di minoranza Vignali ed Osio a risposta orale trattata in Consiglio Comunale lunedì 24 febbraio 2025.

Nei corridoi della politica si narra che oggi la giunta (tutta? quasi?) vedrebbe di buon occhio, visto che la cosa è abbastanza popolare, il passaggio alla cantierizzazione a stralci: peccato, però che, per come pare l’abbiano intesa loro – nella salvaguardia dell’attuale progetto (che, sempre, secondo loro, ma non si capisce bene che film stiano vedendo…) per evitare di tornare al via nel Monopoli della Conferenza di Servizi non ci sarebbe l’unico aspetto positivo di tale soluzione, ossia, appunto, l’evitare la lunga serrata, con conseguente trasloco altrove della tifoseria. Orbene: tutti stiamo tifando per il passaggio a stralci non per una mera questione ideologica, ma appunto perché ad essa si abbina la possibilità/desiderio, di poter restare all’Ennio anche durante i lunghi mesi di lavoro. Che, peraltro, con la procedura a stralci sarebbero ben di più degli attuali 27 mesi (quindi con annesso ulteriore prolungamento dei disagi per gli scontenti abitanti della zona) col mono-cantiere.

Se, dunque, il passaggio a stralci non avesse il beneficio di ridurre la lontananza dal Tardini dei tifosi (col rischio, anzi, di prolungarla), tanto varrebbe restare all’attuale previsto mono-cantiere. Il problema, però, avrebbe dovuto essere preso in considerazione prima, non adesso, dopo quattro lunghi anni di gestazione. Per la verità, al problema, le menti pensanti avevano pensato anche allora, svelando anche pubblicamente, l’idea dello stadio provvisorio, che ogni tanto viene tirato a mano come scusa per giustificare lo stallo sul progetto stadio principale.

Di questi tempi, un anno fa, si era sviluppato un certo fermento sul territorio, con addirittura ben quattro candidature di comuni del parmense finite sul tavolo di lavoro: Fidenza, Montechiarugolo, Noceto, Sorbolo: tra i quattro litiganti, però, potrebbe spuntarla Collecchio, che finora, si diceva per ragioni urbanistiche  non era stato tenuto in considerazione, ma che, invece, potrebbe metter la freccia e superare gli altri. La Legge Regionale 2017, infatti, prevede l’art. 53 (PUG), in materia di nuove strategie urbanistiche e nuovi piani regolari, per cui, applicandolo, il Parma Calcio potrebbe richiedere l’ampiamento della struttura sportiva esistente e farsi, come forse logica vorrebbe, il temporary in casa. Del resto era già previsto uno stadio per giovanili e femminili a Collecchio: ampliandola il gioco sarebbe fatto. Certo, avrebbe un costo, del resto come altrove, ma almeno resterebbe un proprio bene.

In questo senso si potrebbe leggere la presenza, tra i progetti finanziati con Fonti FSC (Fonti strutturali comunitari europei) di una bretella Parma Calcio, a Collecchio inserita tra le priorità della Provincia di Parma e confermate dalla Regione Emilia Romagna: “La Provincia ha stilato un elenco di opere stradali da realizzare con questi fondi. Sono 17 interventi per la rete stradale per un ammontare di 55 milioni di euro di lavori. Il contributo è circa 27 milioni di euro. I lavori comprendono la tangenziale di Corcagnano, l’innesto nuovo a Collecchio, l’intervento su Groppo Sovrano nell’Appennino parmense e altri lavori di manutenzione volti a risolvere le criticità e a migliorare le condizioni dei collegamenti”. E visto che si è sempre rimarcato coma la situazione viabilità sia quella da tenere al primo posto…

Tutto ruota, però, attorno al quesito che abbiamo posto la settimana scorsa: il New Tardini (e di conseguenza il provvisorio) è ancora una priorità per il Parma? Perché la mia sensazione è che non ci sia più tutto il fermento dei mesi scorsi nell’assecondare l’iniziale ferrea volontà dell’investitore di regalare alla comunità questa grande opera. Così, del resto, come tutto è fermo anche a Collecchio, dove, ad un anno circa dal Masterplan presentato con grande pompa ed etichettato come “Un nuovo biglietto da visita per l’ingresso di Collecchio”, non si vede nulla di nuovo all’orizzonte, con l’ecomostro del vecchio building Parmalat, pur passato di mano, sempre là a far bella mostra di sé alla rotonda, alle spalle del fatiscente edificio agricolo…

Delle grandi opere krausiane, l’unica sinora portata a termine (quasi a tempi di record) resta l’hub di Noceto: una moderna e funzionale tensostruttura dove è esodata la femminile, dopo esser stata sfrattata da Collecchio e dal Tardini (in controtendenza rispetto all’inclusività e parità di genere/trattamento con i maschietti che tanto era stata decantata, e che tanto era piaciuta, in occasione del finora primo e unico campionato disputato di Serie A Femminile).

In conclusione, vorrei tornare al tema iniziale: ossia la salvaguardia del patrimonio tifosi, di difficile attuazione se si chiede loro di andare a sostenere, per tre campionati in stecca, la squadra lontano dal territorio di cui è espressione e peggio ancora se ospiti in stadi di club poco amati (e magari a propria volta bisognosi di restyling, tipo il Garilli di Piacenza). Se a questo si aggiungono pure le delusioni sportive della presente stagione – a ben vedere frutto della stessa gestione autocratica che mette al primo posto, senza discussioni, il volere del sovrano e i suoi dogmi – non è difficile prevedere un futuro poco roseo per il Tifo Crociato.

Tifo Crociato che, come ha scritto il nostro Luca Russo, sugli spalti assieme agli oltre 500 che si sono sobbarcati la lontana trasferta di Udine, resta uno dei punti di forza a sostegno di una squadra tornata mollicciona, nonostante la medicina dei tre punti nella prima di Chivu grazie ai suoi accorgimenti tattico-strategici. Tifosi che, pur clienti scontenti, non fanno mancare il proprio appoggio ai propri rappresentanti in campo: è di ieri, infatti, l’ennesimo invito dei Boys a dare tutto il nostro sostegno ai ragazzi in difficoltà. Per questo chiediamo a tutti di portare con sé sciarpa e bandiera. Coloriamo tutto lo stadio. Diamo la carica nostri ragazzi per tutti i 90 minuti. Col claim: “La sciarpa al collo e la bandiera, abbiamo un unico obiettivo”.

Niente rabbia, solo espressioni di affetto e vicinanza: una ricetta, quella della paziente tifoseria Crociata, che spesso in passato ha funzionato (anche sul piano dei risultati) e che ora, con piacere, vediamo esser mutuata anche in altre piazze decisamente più calde ed in passato autrici di episodi violenti da stigmatizzare: a Salerno, hanno scelto la medesima strada ragionevole dei nostri, se si presta fede al racconto di TuttoSalernitana a proposito del civilissimo confronto andato in scena ieri, al termine dell’amichevole in famiglia con la Primavera, avvenuto in presenza dello SLO Domenico Napoli, del tecnico Roberto Breda e del team manager Salvatore Avallone. “Non ci basta più la maglia sudata. La tifoseria non ce la fa più, noi non siamo secondi a nessuno e Salerno non merita quello a cui stiamo assistendo. Avete una città al vostro fianco, in casa e fuori, e ora vogliamo vincere perché ci dobbiamo salvare. Avete cambiato tre allenatori, siete tra i più pagati della categoria: non ci sono scuse, tocca a voi”, in estrema sintesi il discorso di Marco Mancini, leader della Nuova Guardia.

Parole tremendamente efficaci nella loro semplicità, che, con le opportune varianti, potrebbero essere sovrapponibili anche alle nostre latitudini e che secondo l’autore dell’articolo Gaetano Ferraiuolo, avrebbero fatto centro su Ferrari e Cerri apparsi particolarmente carichi e colpiti. “Guardateci negli occhi, ricordate che rappresentate una tifoseria che vi segue ovunque. Non ci interessa del rigore sbagliato, ma sabato dovete sfondare la porta e per novanta minuti l’avversario non deve capire niente. Ripetetelo insieme a noi: dobbiamo vincere, vogliamo vincere, ci dobbiamo salvare”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

19 pensieri riguardo “NEW TARDINI, SALVAGUARDARE IL PATRIMONIO TIFOSI

  • Con la dotazione infrastrutturale viaria che abbiamo mi vien da ridere a pensare di andare a vedere le partite a Collecchio…. Bisogna partire due giorni prima!!!
    Purtroppo la tristissima verità è che dei tifosi che vanno allo stadio non importa nulla a nessuno, contano solo quelli che fanno l’abbonamento a Sky e DAZN… Anzi magari facendo lo stadio provvisorio lontano aumentano… anche perché i 27 mesi diventeranno 57 quando salteranno fuori i primi reperti romani.

    • Sulla questione tragi-comica dello stadio preferisco stendere un velo pietoso …ho già espresso il mio parere più volte , e il tempo che passa non fa che confermarmi quanto detto riguardo il totale immobilismo delle autorità comunali. Rimane certo una buona dose di incazzatura mista a delusione ma tant’è…. teniamoci il nostro buon vecchio stadio anni 90 … probabilmente interessano più gli abbonamenti a Sky (come ho già sentito dire).
      In questo momento meglio concentrarsi sul campo … Forza Parma!

      • Claudio TIFOSO INCAZZATO COME BESTIA AL MACELLO

        Bastava fare uno stadio nuovo all’ uscita dall’autostrada
        Non ci sarebbero stati vincoli come ci sono in realtà demolendo e costruendo un nuovo Tardini sempre ovvio nella stessa zona
        Inoltre il Parma avrebbe continuato a giocare al Tardini fino a che il nuovo stadio sarebbe stato pronto non andando a giocare nemmeno una partita in uno stadio provvisorio
        Terminato il nuovo stadio il Parma avrebbe abbandonato il Tardini per andate a giocare nel nuovo stadio e solo allora il Tardini sarebbe stato demolito facendo dove c’ era prima il Tardiniuna zona verde per la collettività o qualcos’altro altro di utile.
        Non si sarebbe offesa e distrutta la tifoseria che piuttosto che seguire la squadra chissà dove avrebbe preferito tifare Parma standosene a casa a vedere la partita su DAZN

    • Claudio TIFOSO INCAZZATO COME BESTIA AL MACELLO

      Non ho letto niente perché il commento è troppo lungo ma dal titolo di testa penso che se andiamo in B i tifosi saranno ai minimi storici se dovremo giocare le partite in casa…..fuori casa

    • Caro Maio vorrei sapere cosa ne pensa del nuovo stadio.
      Giusto demolire lo stadio e farne uno nuovo sempre in quel posto o era meglio costruirne uno nuovo all’ uscita dall’ autostrada?
      Ci tengo a sapere cosa ne pensa.
      Quello che penso io lo sa già ma al suo
      SINCERO PARERE ci tengo
      Se dovesse scegliere che è meglio demolire e poi ricostruire il Tardini allo stesso posto mi dica il perché perché sinceramente non capisco essendo per me il rifacimento del Tardini e ricostruirlo nello stesso posto per me è pazzia.
      La ringrazio anticipatamente per la risposta

      • Buongiorno Claudio,

        il mio pensiero dovrebbe esser piuttosto noto a chi da anni frequenta questo spazio virtuale, nato nel 2010 per iniziativa dei Tardini Boys, ossia di alcuni tifosi di Curva contrari alla delocalizzazione dello stadio. Una volta scampato quel pericolo, passarono la creatura a me, che ne ricavi il mio Diario Crociato. Erano i tempi quando ci mettevo il naso… Che poi sappiamo tutti come evolsero.

        Questa premessa dovrebbe già rendere manifesto il mio pensiero, ossia: sono contrario alla delocalizzazione dello stadio Ennio Tardini, dove da oltre 100 anni gioca il Parma Calcio. E’ la sua sede naturale e lì dovrebbe, a mio avviso, continuare a restare.

        Quello che, invece, secondo me è innaturale, è l’abbattimento totale della struttura (incluse le vestigia storiche rimaste e nascoste sotto la Tribuna Centrale rifatta negli anni novanta) ed il suo completo rifacimento, così come previsto dall’attuale progetto. La mia proposta è pari pari quella che a suo tempo avanzarono i Magnifici 7, ossia, una riqualificazione del preesistente, con un progetto a stralci e non un mono-cantiere, con l’handicap del trasloco dei tifosi per circa tre stagioni, come progettato da chi ha fatto carta stracci del precedente progetto che era peraltro già al termine del proprio percorso autorizzativo (con annessi buttati via gli anni precedenti quello studio e quelli successivi) e sarebbe abbastanza ridicolo se tutti quanti gli attuali protagonisti, smentendo se stessi, decidessero, appunto, di rientrare nella macchina del tempo, per tornare a dieci anni fa, ossia, agli inizi dell’idea di ristrutturare il Tardini, esigenza che Nuovo Inizio identificò dopo aver raccolto i resti del fallimento della gestione Ghirardi del Parma FC.

        Dunque, il mio ideale sarebbe, appunto, una ristrutturazione del Tardini, con il mantenimento di quanto salvabile del passato, adattandolo al presente, con vista sul futuro. E, secondo me, l’amministrazione comunale, che attraverso il proprio assessore deputato alla bega conosceva questa storia, avrebbe da subito dovuto guidare l’investitore verso una soluzione meno fantascientifica e più adattabile al contesto, dal momento che sembra che tutti via via fossero delle Alici nel paese delle meraviglie che si meravigliavano delle varie complicanze che emergevano durante il tortuoso iter, anziché assecondare la visione di chi chi metteva i soldi, solo perché abbagliati dalla enorme pioggia dorata di quattrini in uscita dal forziere con il mega idrante.

        Vero è che chi ci mette i soldi dovrebbe veder accontentati i propri desiderata: ma se gli stessi riguardano un’opera riconosciuta di pubblica utilità ed interesse, allora il risultato finale dovrebbe essere un compromesso logico che ben tenga presenti le caratteristiche del luogo dove sorge.

        La soluzione di costruire la Krause Arena (secondo la progettualità che lui vuole) fuori dal centro storico, nella zona da lei indicata, potrebbe aver maggiore senso rispetto al tentativo di rifare il Tardini lì dov’è tenendolo chiuso per tre anni. Però, a mio avviso, il Parma Calcio dovrebbe continuare a giocare dove ciò avviene da oltre un secolo e la riqualificazione dovrebbe essere ragionevole, nel rispetto del dove si è e non un’arrogante imposizione innaturale

        • Rispetto caro Majo il suo PENSIERO ma non sono d’ accordo in quanto il passato va accantonato guardando il futuro.
          Lo stadio Tardini fa parte del passato
          Bisogna guardare al futuro.
          Un nuovo stadio farebbe parte del futuro
          Non si può costringere i tifosi per tre anni ad andare a giocare le partite
          in casa ma… fuori casa.
          Quanti tifosi si perderanno con Sky?
          Penso arriveremo ai minimi dei minimi storici.
          Ma lo sa i disagi dei condomini vicino allo stadio?
          Io conosco i Signori Ferrari che abitano vicino al Tardini e dello stadio Tardini non ne possono più e per questo vorrebbero vendere l’ appartamento .
          Quanti come loro?
          Ma come si fa andare a giocare in provincia o a Piacenza per 3 anni ?
          Leggevo che ristrutturare il Tardini ci vogliono 170 milioni mentre uno stadio nuovo costa dai 90 ai 100 milioni.
          Io la penso così e sono convinto di quello che dico.
          Fossi in Krause visto che sono io a metterci i soldi, la giunta dovrebbe adeguarsi al mio volere altrimenti stop con lo stadio
          Non posso pensare che a Krause vada bene la ristrutturazione del Tardini che gli viene a costare il doppio di uno stadio nuovo
          Buona domenica Maio lei è sempre il più grande di tutti

  • Se sento Manfredini paralre di maglia sudata dai sui barbis bsonti mi viene un prolasso anale intestinale ed esofageo

  • Speriamo che dopo la partita con il Torino abbiano almeno la maglia sudata 🫣

  • Direttore ma ha presente gli ultras della Salernitana? Se quelli fanno il discorsetto i piploni, ma anche i dirigenti si cacano sotto. Da noi chi lo fa il discorsetto? Davidone di Palla in Tribuna? Ampi 68? Manfredini che dice che non bisogna fischiare?

      • Ale Pongonazzo

        Dai Direttore…se Davide è Davidone…dott. Jekyll e mr. Hyde esistono 😂 … buon proseguimento

      • Direttore mi delude. I messaggi dello stalker del primo pomeriggio le sembrano in linea col mio pensiero? Un democristianone va tuttobenemadamalamarchesista. Qualcuno sostiene sia Piovani dal cesso di casa sua. Il top è stato sotto Natale quando Davidone ci aggiornava quotidianamente sui suoi spostamenti ai mercatini di Natale o l’anno scorso in maggio quando ci aggiornava sui presunti matrimoni a cui partecipava perdendo le partite “dominate” dal Parma di Pecchia. Consiglio però a Piovani, pardon Davidone di accontentarsi di un paio di messaggi a puntata. Ormai siamo ai 10 praticamente Davidone è il conduttore ombra

  • Direttore… sbaglio o è leggermente più positivo rispetto alle scorse settimane? L’ipotesi Collecchio mi fa ben sperare…

  • No, lui è Manfreddino

    • 🤣😂😆

  • Lunedì Dalla Tana per un pò di cieco ottimismo oltre a Rugolotto dovrebbe chiamare Vito direttamente da Palla in Tribuna. Per Vito si vincerà sempre e forza Parma. Ci manca un Doria alè alè

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