lunedì, Aprile 15, 2024
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GRUPPO KRAUSE, NO TENGO (PIU’) DENARI…

(Gmajo) – Lo ammetto: non ho resistito alla gigionesca tentazione di ricorrere a parafrasare il noto motivetto anni ’80 dei fratelli Righeira, prodotto da quelli La Bionda, per confezionare un titolo probabilmente acchiappa click, ma la notizia ci sta tutta, e abbiamo tutto il dovere ed il diritto di darla: Franco Denari, già Group President & Chief Direct Investment Officer non fa più parte del Krause Group.

Nei recenti casi di uscita di capi del personale (italiani ed americani), o dell’ufficio legale abbiamo soprasseduto dal farlo, non trattandosi di persone note ai tifosi e quindi di non rilevante interesse pubblico, sia pure di grande importanza all’interno della casa madre del Parma Calcio (in pratica, nel giro di pochi mesi, dopo la vendita di Kum & Go, Krause ha salutato tutti i suoi più stretti collaboratori, che lo avevano accompagnato per tanti anni), ma Denari era stato speso, undici mesi fa, come spokesperson, quando, sulle pagine cartacee di Repubblica era uscita l’anticipazione che il Parma aveva acquistato il mega building di Collecchio lasciato incompiuto dall’era Tanzi. Franco Denari, presentato come amministratore delegato di Krause Group Italia, aveva così commentato: “un’occasione di crescita per la riqualificazione sociale e sportiva”.

Franco Denari, dunque, non è un Carneade qualsiasi: diciamo, anzi, che nella sovrastruttura americana che controlla il Parma Calcio, era la persona individuata per decidere (o almeno vigilare) sulle grandi opere krausiane sul territorio: non solo Collecchio, e già qualche tempo fa avevamo rimarcato che non si era, ahinoi, andati molto più in là degli annunzi (sia per il centro sportivo, che secondo quanto dichiarato da Martines sarebbe appannaggio dell’omologo, lato sport, Vaeyens), ma anche lo stadio Tardini. E proprio per questo può nascere qualche ulteriore preoccupazione, considerato il già anche troppo tortuoso percorso per il futuro del centenario Ennio. 

Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile, ma se a livello di Parma Calcio c’è stata, nell’era Krause, una frenetica rotazione dei vertici apicali, sia lato corporate, che sport – anche se una certe quiete la si registra in quest’ultima stagione – l’ultimo periodo nel gruppo è stato caratterizzato da molte uscite pesanti, ad iniziare da quella di Itay Haim Levinsky, israeliano, che prima di affiancare l’americano lavorava nella banca d’affari JPMorgan e che è stato membro del C.d.A. di Krause Group Italia, ex Gruppo Gentile, e di Parma Calcio 1913, dove surrogò l’altro figlio di KK, Tanner, uscito dall’organismo, nel quale è sempre presente, con potere di firma, Oliver), proseguendo, solo per restare tra i conosciuti agli sportivi più attenti, con Alessandro Rivella, oggi CFO dell’Agricola San Felice, ma ex deus ex machina dei vigneti e delle cantine di Kyle, che i tifosi Crociati seppero apprezzare quando, ad interim, durante la vacatio di managing director corporate del Parma Calcio, aveva condiviso con loro idee e proposte in appositi tavoli di lavoro. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

11 pensieri riguardo “GRUPPO KRAUSE, NO TENGO (PIU’) DENARI…

  • Non ci sono più i sommi vertici di una volta

    A me la cosa che sta più le balle di questo turnover continuo e’ che mi incrina la mitologia sacrale dei sommi vertici e delle figure apicali al lavoro nelle segrete stanze. Un sommo vertice dovrebbe durare se non in eterno, almeno qualche anno per essere tale. Con queste porte girevoli, per me d’ora innanzi saranno tutti middle managers, in attesa di scovare qualche apicale che resista più di un gatto in autostrada a cui affibbiare il bollo doc di sommo vertice

    • In questo Craus dovrebbe imparare dall’UPI. Il pipante è infatti leader eterno come il nonno di Kim Jong Un

  • Gallo di Castione

    Me lo ricordo tal Rivelli, che si presentò al tavolo dei tifosi con la cravatta granata, sbagliando di 30 km il luogo giusto per indossarla
    Questo insegna che se non sai di preciso cosa fare, in una circostanza, l’importante è che tu sappia almeno cosa evitare di fare. Confusione.

  • Notizia che piacerà a Davide così parte con le sue congetture.

    • Fabio Ferrini

      Ma pensiamo a goderci questa magnifica annata dopo 3 anni nerissimi! È dalla prima giornata che siamo in testa se me lo avessimo detto di questa classifica a 10 giornate dalla fine avrei detto mah! Facciamoci meno s—e mentali e forza Parma sempre!⚽💛💙⚽💛💙.

      • Se me lo avessimo???????
        😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
        L’italiano questo sconosciuto !!!!!!

  • Il titolo fatto è vigliacco e ambiguo.
    Giù le mani da Krause.
    Perché denigrare continuamente Krause?
    Certo ha sbagliato molto, speso tanto, a volte i utilmente, ma ora si sta prendendo la gloria della Seie A.
    E con questa, onori e oneri insieme.
    Poi magari verrà affiancato da altri soci.
    Chi vivrà vedrà.

    • Egregio, questo no, non lo accetto. Titolo vigliacco una “benedetta mazza”, respingo con sdegno l’accusa. Sull’ambiguo, magari, possiamo anche discutere, ma i titoli non sono fini a se stessi, ma fatti per invitare alla lettura dell’articolo in questione e quindi il giudizio non può limitarsi al calembour proposto giocando sul titolo di una vecchia hit degli anni 80 e il cognome di un importante personaggio della nomenclatura del Gruppo Krause che è uscito dalla casa madre, dunque notizia “notiziabile” come si dice in gergo. Inoltre, con l’onestà intellettuale che da sempre mi contraddistingue e che mi è stata riconosciuta anche dai miei più accaniti competitors, sono stato il primo a spiegare, nella parte nobile del pezzo, che è l’incipit, ho immediatamente spiegato che non avevo resistito, una volta tanto, alla tentazione del titolo acchiappa clic, moda imperante per tutti, ma almeno quell’unica volta che lo faccio almeno lo dico.
      Chiarita la faccenda del titolo, per il quale, in privato, mi sono arrivati molteplici complimenti per la genialità, debbo oltremodo anche respingere il seguente suo interrogativo: perché denigrare continuamente Krause? Ebbene, se lei ritiene che ci siano articoli denigratori provi ad elencarli e a spiegare il perché lo sarebbero. Credo che non manchino le risorse al padrone del Parma per tutelarsi nelle opportune sedi, qualora lo ritenesse opportuno e se ci fossero gli estremi per poterlo fare. Io so in coscienza di esercitare il mio dovere e diritto di cronaca e di critica nel rispetto della deontologia professionale e ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione Italiana che consente libertà di espressione con ogni mezzo, nel mio caso attraverso questo quotidiano on line di cui sono direttore responsabile e proprietario. Se e quando, come tutti auspichiamo, il Parma salirà in serie A celebreremo Krause (assieme a tutti gli altri) pur ricordando che il debito sarà stato saldato non subito ma dopo tre stagioni. Infine non credo che Krause sia intenzionato ad attorniarsi di soci.

  • Federico C.

    Gentile Direttore,

    Torno a scriverle a distanza di anni, per confrontarmi con lei, come sempre nei periodi un pochino più traballanti in termini di dirigenza. Io da un po’ di tempo a questa parte inizio ad avere un timore “ghirardesco” inerente la nostra proprietà. E proprio per tutte le osservazioni (come sempre precise e puntuali) e constatazioni che lei ha fatto reputo la promozione del Parma una benedizione. Dalla vendita della Corporate Kum & Go, ad una campagna acquisti estiva ed invernale tutto sommato povere, al posticipo delle demolizione e ricostruzione del Tardini, da esterni, si ha come la sensazione che il Patron abbia tagliato i “Denari” (semi cit. ). Ed è interessante per me da tifoso capire le intenzioni del presidente, che ha sempre detto che i figli avrebbero ereditato il Parma calcio.
    I continui cambi al vertice, la mancanza attuale di una fonte di reddito importante e sicura nel lungo periodo, mi impone di pensare che probabilmente il Club per lui sia un investimento per un futuro guadagno. Legittimo per carità, ma diciamo lascia non poche ombre sul nostro futuro nel medio-lungo periodo. Le esperienze di Roma, Bologna e Venezia fanno capire come il turn-over dei proprietari sia cosa abbastanza normale per i Businessman americani. Lei cosa ne pensa? Anche il suo articolo per Pizzarotti ,forse, potrebbe essere un assist per un ritorno di fiamma…

    • Grazie mille Federico, è un piacere, dopo tanti anni, ritrovarsi qui per fare due chiacchiere con chi frequentava lo StadioTardini.it delle origini e che pian pianino stan tornando qua dopo il mio ritorno “operativo”.

      Non credo sia corretto, però, fare un parallelo tra le gestioni Ghirardi e Krause, dal momento che il primo, per scelta o per altre necessità, faceva fatica ad aprire il forziere di famiglia (di cui deteneva le chiavi sua mamma), mentre il secondo ha profuso pioggia dorata a volontà e non fatica a farlo quando necessario ancora, anche se, secondo logiche tutte sue imperscrutabili ai comuni esseri umani, specie se avvezzi a ragionare in meri termini di calciomercato.

      A mio avviso KK non ha tirato i remi in barca, pur avendo ridotto, nei mesi scorsi, gli investimenti sulla prima squadra maschile, poiché convinto – e i fatti al momento gli stanno dando ragione – di raccogliere i frutti da quelli iniziali (davvero abnormi per la categoria e comunque eccessivi per il reale valore di allora dei prospetti), frutti in termini di punti in classifica, e frutti in termini di rivalutazione dell’investimento come valore dei singoli calciatori.

      Quindi l’unico Denari che il tycoon non ha più è Franco, uno che stava ai vertici della piramide apicale del gruppo, o che così risultava con chi trattava con lui per vicende importanti, tra cui lo stadio, mentre i danè, quelli li ha, eccome, specie dopo la vendita di Kun & Go che gli ha fruttato parecchio (ma non è detto che abbia intenzione di immettere tali risorse nel club).

      Proprio l’investimento sullo stadio – paragonato dall’assessore del comune di Parma Marco Bosi al PNNR – dovrebbe farci capire che quello dei soldi è forse l’unico problema che il Parma Calcio non ha, proprio grazie alle disponibilità di Krause e alla disponibilità di spendere (e spandere) a favore della comunità.

      Il posticipo della demolizione e ricostruzione del Tardini (a mio avviso provvidenziale per non disperdere quel patrimonio di entusiasmo attorno alla squadra, grazie ai risultati raccolti dalla squadra allenata dall’ottimo Pecchia), se un poco conosco il mio ex datore di lavoro, credo lo abbia fatto stizzire non poco, perché, fosse per lui, le operazioni avrebbero dovuto partire immediatamente senza quei balzelli tipici della burocrazia italiana. Figurarsi a sapere che proprio i nostri, magari per riparare facilonerie precedenti, perché la presunzione ti porta a dare un po’ troppe cose per scontate, sono stati all’origine di questo ulteriore rallentamento. Quindi non è certo lui che ha tirato i remi in barca…

      Sul fatto del presunto interesse dei discendenti per il giocattolino del padre, mi permetto di nutrire qualche piccolo dubbio: al di là dello story telling, del Parma ai nipotini, già i figli non mi sembrano particolarmente attaccati: Tanner era presto uscito dal Cda, dove figura ancora Oliver, ma questi, da quando si è sposato (proprio a Parma) è un po’ scomparso dagli orizzonti. al di là del romanticismo di maniera, poi, al di là degli esempi di suoi connazionali che lei ha fatto, c’è da dire che mediamente una proprietà, nel calcio italiano, anche se estera, non dura dinastie.

      infine: l’articolo che avevo dedicato a Pizzarotti non era un assist per un suo ritorno al Parma che al momento reputo altamente improbabile, ma solo un raccontare come andarono le cose qualche anno fa, quando si era proprio arrivati fino all’altare…

      Cordialmente

      • Federico C.

        Grazie mille Direttore,

        Leise affermazioni mi rincuorano non poco.
        É sempre un piacere avere uno scambio di opinioni con lei.

        Cordialmente

        FC

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