POTERE CROCIATO: AL NOCE LO STAFF ANGLOAMERICANO DI KRAUSE TRA STADIO E MERCATO
(Gmajo) – Siccome il tempo è denaro (specie per chi ne ha) viene facile pensare che anche quelli che possono superficialmente sembrare momenti di distrazione, svago o semplicemente di nutrizione, possano, viceversa, trasformarsi in preziosi attimi dedicati allo sviluppo del proprio business o delle proprie attività. Quando il presidente Kyle Krause si sposta con tutto il suo codazzo di dirigenti negli stadi d’Italia – nell’ultimo weekend è stato sabato al Braglia, domenica al Noce, vedendo direttamente sul campo le due sconfitte rimediate dalle due prime squadre, maschile (nel derbyno col Modena, 3-0) e femminile (nel big match con la Lazio, 0-1) – non lo fa solo per il piacere di veder la palla ruotare, ma anche per confrontarsi con i suoi primi consiglieri e con loro capire come migliorare le cose.
Dei vertici apicali del Potere Crociato, nelle due summenzionate partite, mancava il Managing Director Corporate del Parma Calcio Luca Martines, non pervenuto in entrambe le occasioni, viceversa, nella Casa del Canarino, abbiamo avvistato il suo omologo nel gruppo (in assenza di altre definizioni lo potremmo opportunamente nominare Managing Director Corporate del Gruppo Krause) David Thomas, in quella che ci risulta essere (precedentemente, come noto, eravamo in altre faccende affaccendati) la sua prima presenza pubblica italiana.
Della sua esistenza nella galassia, come spesso accade, lo avevamo appreso da una primizia di Guglielmo Trupo su Parma Today: erano le ore 08:00 del 15 dicembre 2023 allorché annunziò l’ingaggio del manager ex Southampton, di cui per sette anni, fino al Febbraio 2023, è stato Chief Commercial Officer e che secondo il giornalista si occuperà di far crescere il brand delle aziende del Krause Group e, quindi, anche del Parma Calcio.
Dici Southampton e non puoi non pensare alla naturale correlazione con Martin Semmens, di cui il solito Trupo ci aveva per la prima volta parlato alle 22:10 dell’ormai lontano 25 ottobre 2023 (assieme a KK, fu per la prima volta avvistato nella partita della Primavera Parma-Venezia di sabato 4 novembre 2023, mentre il giorno successivo, domenica 5, non era sfuggito all’obiettivo di Marco Vasini che lo aveva immortalato per la fotogallery di Parma Repubblica nello sky box presidenziale al Tardini durante la partita col SudTirol), allorché ci spiegò che l’ex CEO aveva rassegnato le dimissioni a maggio 2023 ed è pronto a vestire i panni del ‘supervisore’ dell’area sportiva del Krause Group. Non solo Parma, ma tutte le squadre gestite dal presidente. E siccome le altre squadre sono Pro Iowa e Des Moines, va da sé che il Parma Calcio possa essere tra i suoi principali pensieri…
A differenza di Thomas, che fa base a Des Moines in Iowa, Semmens ha già più volte accompagnato il presidente nei suoi spostamenti in Italia, seguendo assieme a lui diverse partite, ma il profetico Nicolò Schira di TuttoB.com, il 30 dicembre 2023, scrisse: “Ed è per questo che a gennaio è in arrivo a Parma il manager di Krause Group Martin Semmens, in continuo contatto con il direttore dell’Area Tecnica Roel Vaeyens per definire le strategie di mercato e societarie.”
Testimonianza della bontà sua profezia, questa foto esclusiva di StadioTardini.it, scattata alle 14.29 di ieri, domenica 28 gennaio 2024, al Noce, poco prima dell’ingresso in campo delle due formazioni, con immortalati, tra gli altri, durante il summit, proprio il presidente Krause con Semmens (alle sue spalle) e Vaeyens (dritto davanti agli occhi), che supponiamo possano, come anticipato da Schira, aver definito le strategie di mercato e societarie.
Quali strategie? Sinora gli esperti di calciomercato avevano ipotizzato calma piatta ed assoluta sul fronte delle compravendite nella sessione di riparazione (unica eccezione Inglese, richiesto dall’Ascoli), ma alla chiusura della finestra mancano ancora una settantina di ore, serrando i battenti alle 20:00 del 1° febbraio 2024, per cui, dopo il campanello d’allarme suonato al Braglia, ragionevolmente non si possono continuare ad escludere possibili aggiustamenti, dal momento che tutti i vertici della piramide sanno come sia necessario ed indispensabile non fallire la promozione, specie dopo il dominio sinora dimostrato, e, comunque, hanno l’obbligo, non solo morale, di pensare sempre a come potersi migliorare, al di là della filosofia dei rinnovi finora perseguita e che probabilmente non sarà mutata.
Non esiste, però, solo il campo e la questione Stadio, come ricordavamo nei giorni scorsi, non è banale: il presidente potrebbe essersi anche stufato delle tante rassicurazioni ricevute e della propaganda (pazienza se con le tecniche mutuate dall’illuminato Thomas Sankara) con avanzamenti un po’ da gambero nella questione, e stavolta non per colpa (solo) della solita burocrazia italiana, giacché il ritardo, nella consegna dei documenti richiesti per la Conferenza dei Servizi è stato richiesto dai suoi uomini, quindi potrebbe aver cercato di imprimere un’accelerazione, dal momento che l’investimento gli sta molto a cuore. D’altronde, prestando sempre fede a Trupo, Semmens, “un uomo di fiducia, espressione del presidente”, non solo sovrintenderà le aree sportive facendo da filtro tra i club e la proprietà, con un occhio al percorso maschile e femminile, ma anche avrà la supervisione del progetto per lo Stadio, dell’ampliamento del centro di allenamento e delle infrastrutture che riguardando la parte sportiva del Krause Group.
Un nuovo braccio armato per KK – concludeva Trupo – che mira a dare alla sua attività un assetto che somiglia sempre più a quello dei grandi club: in realtà, però, il voluto sistema di struttura e sovrastruttura, oltre ad apparire ridondante, ci sembra generi zone grigie nel chi fa che cosa, con invasioni di campo da una parte, e spazi vuoti lasciati dall’altra, con un clima di estrema competizione tutti contro tutti, che rischia di non esser funzionale.
Tra le persone arrivate dagli Usa in Italia sull’aereo presidenziale, ed accolte dalla responsabile pubbliche relazioni e media Valentina Farolfi, anche il nuovo uomo forte (anche se in realtà si tratta di una donna, per cui ci si perdoni il fluido gioco di parole stile Libero con la Meloni, nominata Uomo dell’anno) Erin Kuhl, che, specie dopo la recente, ravvicinata e rapida uscita di scena, a sorpresa di storici manager di fiducia, sta prendendo sempre maggiore potere. Gabriele Majo











Direttore speriamo che almeno la Khul sia di buon auspicio. Vista la situazione non c’è da dire altro.
Via lo ienchi da noceto!!!
Mi sembra sempre di più una società all’americana: manager su manager e tutti uomini fidati di Krause. Ma dove sono gli esperti di calcio?
Ma per prendere un difensore centrale e dare un calcio nel culo a Balord chi decide? La Cul?
Il Como ha preso Goldaniga e Stefrezza. Là Cremerdese Falletti è probabilmente Ferrari. Se non si salirà non è per colpa dell B che è un campionato difficile o per gli arbitri ma per la cocciuta arroganza di chi non vuole vedere la realtà. E l’arroganza è un peccato che purtroppo si paga come abbiamo visto negli ultimi 4 schifosi anni.
Totalmente d’accordo con te
Direttore, buongiorno.
Mi faccia capire un attimo, che qui’ l’organizzazione del Parma rischia di assomigliare più a un romanzo di Ken Follett che ad un organigramma.
Il nuovo uomo forte ‘corporate’ sarebbe quindi l’inglese David Thomas, con il povero Luca Martines parcheggiato se va bene in seconda fila o se va male in tribuna al Tardini di fianco a Jaap Kalma?
Mentre il nuovo uomo forte sport, piazzato sopra il belga Vayens, sarebbe Martin Siemmens, con Pederzoli parcheggiato in quarta fila o direttamente alla Cremonese di Davide?
Entrambi inglesi, entrambi provenienti dal Southampton, guarda caso fresco di retrocessione dalla Premier League dopo 11 anni di onorara miltanza. Sempre a proposito di quel lanternino cerca-sfiga che chi si occupa di risorse umane nel Parma Calcio tiene evidentemente sempre ben acceso sulla propria scrivania.
Mi faccia però fare una considerazione da contadino. Per la parte sport – ossia calciomercato, direzione sportiva e alllenatori – ormai siamo abituati ai forestieri. Con tutte le proprietà straniere che abbiamo in Italia e’ una cosa piuttosto normale e se e’ vero che i Martin e I Roel non conosceranno i campetti di provincia e i Brunori, Cheddira o Lescano che li calcano, e’ pur vero che a calcio si gioca coi piedi e non a parole. Quindi si può pure giocare all’internazionalizzazione senza il rischio di far particolari danni, magari garantendosi prima il ritorno Serie A, giacché la Serie B tende ad essere ancora polverosa e popolana e rischi sempre che il primo Bianco che passa te lo metta sotto la coda con il Battistella di turno.
Sulla parte corporate, che a casa nostra è lo stadio, il majeti, il marchio e gli abbonamenti, invece mi scappa già da ridere ad osservare le grandi manovre in atto nel Potere Crociato (o gialloblu’?)
La pesante eredità di Kalma, l’uomo che dopo una retrocessione in Serie B si invento’ gli abbonamenti più cari della Roma di Mourinho e di Martines, l’uomo che rimanda a domani quello che non ha la minima idea di come fare oggi, sarebbe raccolta da tal David Thomas da Southampton. Che a leggere le sue interviste https://www.sportcal.com/features/in-the-boardroom-with-southampton-fc/ sembra pure ben ferrato sul solito mantra krausiano fatto di giovani talenti, dati, tecnologia e cucuzzaro vario.
Ma che a naso sembra preparato sull’aprire un cantiere urbano in Italia da 150 milioni, come lei Direttore a ballare sulle punte al Teatro Regio. Ce lo vede il nuovo Fantomas a far rigare dritto la Conferenza dei Servizi? A tenere a bado il verbalmente incontinente ma cazzuto direttore generale del Comune? A trovare pertugi di mediazione tra un Guerra e un Lavagetto, a silenziare i Komitati e a tenere la barra dritta tra Krause, archistars, stadi temporanei e rotture di balle perenni? A mettere insomma a terra il progetto stadio e darci finalmente un tetto sopra la testa? Speriamo, ma mi permetta di dubitarne e sarei curioso del suo parere sui vari supermanager che si avvicendano vorticosamente sulla cadrega corporate (con Kalma, Martines e Thomas siamo già a 3 in 4 anni) senza cavare un ragno dal buco. E’ la strada giusta? Non le nascondo infine una certa inquietudine che mi trasmette la chiosa finale del suo articolo. Perché mi sembra quasi una premonizione. Se anche Thomas fallirà la singolar tenzone, qui’ rischiamo di finire tutti in Kuhl.
Pederzoli è impegnatissimo dopo Vazquez, Coda, Collocolo, Mayer e Falletti a portare il parmigiano Ferrari in grigio rosso. Là non dormono da piedi e hanno capito che con un paio di innesti una squadra già fortissima può diventare ancora più forte. Invece qui a Peeeeerma Ampollini ci dice che siamo da media classifica di A e “siamoapostocosì”. Chissà se il Torino (media classifica di A), prenderebbe 3 pere a Modena (con due punte che fino a sabato manco sapevo che esistevano).
È proprio così,ma non è solo Ampollini che la mena con la metà classifica si A,sono in tanti quasi quanto la B2,falsi miti che distaccano la realtà.le 2 punte del Modena non sono sconosciute,sono balorde
… e Fournier in ‘dol metema’.
Fournier non voleva giovani di belle speranze, ma fare una squadra come vorrebbero i tifosi, quindi è stato cacciato…
…in tal Kuhl
Ma davvero basta una partita persa (male) per scrivere tante stronxate? Siamo proprio terribilmente italiani……
Buongiorno e grazie per il caustico commento postato ieri. Le considerazioni che fa circa il management credo siano in toto sottoscrivibili per noi italiani, ma proprio per questo non comprese dal tycoon americano dalla verità in tasca. Il tourbillon di dirigenti, sarà pure una abitudine a stelle e strisce, ma non mi pare funzionale alla gestione di un club della provincia italiana, pur con lontani allori europei, peraltro raccolti in una precisa identificabile realtà temporale con ingredienti difficilmente riproducibili. Si dirà: i soldi sono suoi ed è libero di sputtanato come meglio crede, anche in mega liquidazioni per i super manager, ma, come spesso ama ricordare (fintamente) anche lui, lui è il CUSTODE della squadra di calcio della città di Parma. Senza con questo voler esprimere dubbi sulle capacità professionali dei vari prescelti, è il metodo che mi lascia perplesso a cominciare dalla bipartizione corporate-sport, quando forse sarebbe meglio un unico vero uomo forte, capo macchina assoluto, e non questo sistema che apre a mille zone grigie do responsabilità che possono rimbalzare i due al volante, teoricamente, perché in realtà chi guida davvero è lo stesso proprietario. A complicare le cose, poi, c’è la sovrastruttura del gruppo, un vero e proprio governo ombra che, se possibile, fa ulteriormente complicare le cose. I due angloamericani (anglo di nascita americani per impiego, visto che teoricamente sono a servizio del gruppo e non del singolo club), ad esempio, come si inseriscono nella dialettica? In soldoni: Vaejens e Maetines debbono rispondere anche a loro, aggiungendo ulteriore burocrazia al ministero che già è? Come ripeto: parlassimo di autogrill autostradali sarebbero solo e unicamente cavoli di chi caccia la pila, ma nel caso di una società di calcio che è espressione di una comunità il discorso è diverso ed è lecito porsi tutte le domande del caso, dal momento che poi noi qui ci restiamo davvero fin quando il Signore ci lascia, mentre i nipotini potrebbero già esser lontani quando si faranno i conti…
Per le ragioni di cui sopra, non so rispondere sul destino degli attuali singoli top manager, anche se l’assenza di Martines nella ultima due giorni krausiana non è un gran segnale specie con la vicenda stadio che incombe, che scotta e non è banale. Lato sport osservo solo che il vituperato Pederzoli è sempre rimasto saldo al suo posto, nonostante il tourbillon sopra (Ribalta, Fournier, Vaejens), e credo che spesso durante gli interim abbia fatto bene, del resto come a me è parso filare al meglio il comparto corporate durante ke lunghe vacanze di potere e la gestione ordinaria lasciata in mano ai parmigiani ed assimilati. Appunto per cercare di mettere a terra la questione stadio l’ideale sarebbe qualche uomo forte del territorio a cui affidarsi e di cui fidarsi, perché solo noi italiani, forse, riusciamo a capirci e certo non stranieri che ci guardano dall’alto al basso…
Cordialmente
Ciao Gabriele, buon mercoledì, in effetti con cosi tante figure uno potrebbere essere portato a pensare che ognuno farà meglio il proprio lavoro, dov’è più ferrato e competente, ed invece, pés ch’ander ed nòta. In ogni caso ci si potrebbe accontentare senza per forza discernere tra parmigiano o straniero, però almeno tra bón e bàlord non sarebbe un cattivo punto di partenza. Come dicevo altre volte in questi “nuovi mondi” altamente “curricolati” manca sempre quell’esperienza del vivere, quasi della strada, che non si insegna in nessuna università, di empatia po’, lasemà perdor.
Tempo fa mi giunse voce, non so se rispondente al vero, di una società di cacciatori di teste incaricata da KK per i vari reclutamenti, ora non ne ricordo il nome ma, al tempo andai a vedere di chi si trattasse, a parte la totale estraneità dai mondi sportivi, solo a guardarli in faccia nel “chi siamo” non c’era da farsi troppe illusioni … se la fisiognomica conta qualcosa … buon proseguimento di settimana.
Di solito i cacciatori di teste sono abili a mozzare (anche se capita a propria volta di perdere il capo…) le teste più che arruolare nuovi talent (come li chiamano loro). Per l’ingaggio di forze nuove, il Parma Calcio si serve⁴ di Linkedin dove sono frequenti gli annunci di recrumeting. Poi, sia pure ultimamente ampiamente rimaneggiato, il gruppo Krause ha un proprio ufficio risorse umane con alcuni addetti dislocati nella nuova unità di Via Verdi a Collecchio. Diverso, credo, il discorso inerente gli apicali su cui immagino decida direttamente Mister X…
… ragionando sugli apicali verrebbe da ricordare a qualcuno che “quand a t’ ve su ’na pianta, con pu a t’ ve in älta, con pu i broch i dventon sutil e con pu a te zlontàn da téra” … ma tradurlo in inglese sarebbe forse complicato
Specie per quella ä lì che non esiste nè in Inglese nè con n Italiano nè in Greco o Latino. Una falsità linguistica
I due ponte’ (umlaut) servono per pronunciare la a come una e’, usata in molte lingue germaniche, prossimamente mi attrezzerò per scrivere in greco e latino … od anche aramaico, altrimenti andiamo di rune celtiche, un segno e via, come piace a te
Umlaut, lingue germaniche… mo co dit, sema a Perma veh, mighe ad Amburgo. Perla c’me t’magn
Provo anch’io a dir la mia su: “Questioni di Parma”
Reclutamento manager e calcatori: non credo ci possano essere dubbi. Il Parma, per costruire la sua struttura, si è affidato (attraverso società intermediarie) a modelli che utilizzano l’intelligenza artificiale (in parte anche per il reclutamento dei giocatori… con il DS che è diventato da noi una figura di rappresentanza e utilizzabile nelle negoziazioni dei giocatori ma senza funzioni decisionali). Chiaramente su Linkedln si trovano i cv di tutti i professionisti ma “quale scegliere” è stato verosimilmente deciso attraverso una programmazione….elettronica. Questo non è stato dichiarato perché il calcio è ancora sotto alcuni aspetti reazionario e perché questi criteri hanno ancora risvolti “sperimentali”. Io ad es non vedo l’ora che arrivi l’allenatore artificiale…. ma se si lascia il senno chiuso in un’ ampolla sulla luna, i risultati arriveranno lo stesso?…. (Ps Se consideriamo la cultura e la conoscenza che ha kk del mondo del calcio e dello sport in genere e la sua gestione “solitaria” e senza deleghe.. quali altre strade avrebbe potuto altrimenti percorrere?)
Break even, e i 90 anni di usufrutto. Mi chiedo come si possano calcolare i tempi di rientro dell’investimento (stabilito da kk in 63 anni) vista la situazione politica-finanziaria mondiale, la volatilità del sistema calcio (vedi leghe) e la intrinseca “inafferrabilità” dell’esplosione di talenti (massima fonte di guadagno per i club medio-piccoli). Ad es il Brighton di Bloom ha venduto Caiceido a 116M dopo averlo pagato 4M. Questo evento sposta qualsiasi break even… ma come si poteva prevederlo? Secondo le teorie economiche invece mi pare che per diminuire il B.even bisognerebbe ridurre i costi e aumentare i prezzi (e kk lo sa bene). Con tutto questo voglio solo dire che determinati calcoli e dichiarazioni verosimilmente sono principalmente propaganda per ottenere lunghe concessioni.
Infine…fino a poco tempo fa kk era un imprenditore che aveva una catena di minimarket…adesso mi sembra che sia diventato un imprenditore del mondo del calcio… che finora ha pagato dazio. Non mi stupirei però se acquisirà anche altri club e mi aspetto più sorprese che addii da parte sua (per me rimarrà non forse 90 anni.. ma certamente ancora a lungo).
Ciao Trip, sul break even totalmente d’accordo, sull’ intelligenza artificiale, non saprei, forse delle volte viene utilizzata più la deficienza naturale.
😅😆😂
Palle di cuoio, algoritmiche o di cristallo?
Ciao Ale, infatti il problema non mi pare che sia l’intelligenza artificiale ma stia nel fatto che poi quelle persone arrivate tramite l’algoritmo bisognerebbe farle lavorare insieme ognuno con specifici incarichi e soprattutto bisognerebbe ascoltarle. Mi spiego, se l’algoritmo ti ha portato a prendere Fournier e il francese (senza l’aiutino elettronico— ma perché l’ha sempre fatto) ti ha consigliato di prendere Tizio e Caio e tu presidente, invece di assecondarlo, hai consultato di nuovo l’algoritmo (come se fosse una palla di cristallo) ed acquistato attraverso questo diciamo Colak…hai creato un conflitto. Cioè il 1° algoritmo ti avrebbe portato a prendere attraverso il direttore francese alcuni giocatori, il 2° algoritmo invece ti ha consegnato direttamente il Croato. Quale delle due intelligenze… bisognava ascoltare? Probabilmente la prima…ma la cosa interessante è vedere come kk si sia posto tra le 2 opportunità e sia stato ancora lui a decidere (ovviamente senza competenze calcistiche) … per poi squadernare con la scelta Belga (ottenuta sempre algoritmicamente). Un altro pericolo che però nelle mani di kk potrebbe capitare è che si determini la situazione in cui un algoritmo giudichi un algoritmo che viene giudicato da un altro algoritmo, così senza fine…producendo un regresso all’infinito (un loop) poco efficace
Tra palle di cuoio, algoritmiche o di cristallo forse, basterebbero solo … palle, quelle giuste al posto giusto, considerando, parafrasando il tuo pensiero, che talvolta si mostra più forza e fermezza nel sapersi affidare ad altri senza voler sempre imporre il prorprio punto di vista.
In realtà a Colèch, non ho ancora capito come vadano realmente le cose, considerando i ridondanti sussurri provenienti da parti diverse. Mi sembrava che, fino a qualche tempo fa, il nostro Roel avesse un po’ normalizzato la situazione. Ho infatti ipotizzato che alcuni miglioramenti al livello di gestione squadra potessero essere attribuiti anche a lui e non solo a Pecchia, come vuole il pensare comune. Sinceramente, ora, ‘a ‘n sò pù cò pensèr, anche alla luce del fatto che in questi mesi anzichè vedere un consolidamento dei valori ed un ulteriore crescita, mi sembra ci si sia infilati in un percorso involutivo sia per quanto riguarda alcuni soggetti, sia a livello generale (tattico – squadra), sia a livello societario, col moltiplicarsi di figure che per ora pare non partoriscano alcun beneficio, spero sia solo un problema di sincronismo, con i tempi che ci aspettiamo noi e quelli che invece intendono onorare loro … saremo un po’ sfasati. Gli algoritmi ormai sono di uso comune e non si potrà, almeno per ora, farne a meno, ovviamente c’è modo e modo di utilizzarli. Da qualche tempo ho scritto, e da molto, molto più tempo penso che in questa società manca empatia, sarò fissato, un po’ come con Deniz Undav, ma con quella a condire competenze, penso si costruiscano non solo squadre, ma anche gruppi dirigenziali realmente in sintonia e sinergia, con figure pronte ad aiutarsi e non, magari, ad ostacolarsi.
Ma in questi incontri si parla seriamente anche della squadra femminile? Ci sono dei piani e degli obiettivi a lungo termine? Perché per il secondo anno di fila si rischia di mancare l’obiettivo a breve e pure quest’anno ci sono problemi di coperta corta in alcuni reparti e aver “cacciato” quasi tutte le giocatrici dell’anno scorso è una responsabilità che qualcuno si sarà assunto immagino…
Buongiorno Tom e grazie per il suo messaggio, che mi fa davvero piacere, perché di solito, alla nostra Comunità, impipa ben poco del calcio femminile, per non dire una “benedetta mazza”, anche perché si è fatto molto, forse inconsapevolmente, per renderlo antipatico; viceversa, lei, sembra esser piuttosto preparato sull’argomento, quando annota che per il secondo anno di fila si rischia di mancare l’obiettivo a breve….
Mi domanda se, durante il vertice del Potere Crociato (che poi, come osservato da un nostro lettore nello spazio commenti, sarebbe più corretto definire gialloblù, dal momento che l’aggettivo Crociato è da qualche tempo sparito da ogni forma di comunicazione ufficiale del club, e così noi, unofficial cerchiamo di applicare il principio contrario…) si sia anche parlato di femminile: purtroppo non le so rispondere, in quanto all’interno del gabbiotto centrale del Noce, non avevamo piazzato microspie, per cui, nel nostro elaborato, abbiamo solo cercato di intuire, mettendo in moto la logica (anche se, purtroppo, quando si parla del nostro amato club, non so quanto questo possa essere utile, essendone determinate scelte piuttosto lontane), quali possano essere stati i contenuti verbali dei partecipanti al meeting, durante la fase di digestione dopo l’abbondante recovery a cura di Martina Capelli, la club manager del Parma Rosa (olà, almeno qua siamo liberi di citare questa tinta, altrove abolita, poiché non presente tra quelle dell’arcobaleno…).
Quali, dunque, avrebbero potuto essere gli argomenti sviscerati dai commensali? Uno di quelli che più sta a cuore al proprietario è indubbiamente la questione stadio, e non credo che abbia apprezzato l’ennesimo intoppo sulla già tormentata tabella di marcia: certo, mancava l’interlocutore specifico della materia, alias il managing director corporate Luca Martines, assente anche il giorno precedente al Braglia, ma c’era il super manager di fiducia del gruppo Martin Semmens, così come il giorno prima a Modena c’era l’altro ex Southampton David Thomas, che potremmo definire una sorta di “managing director corporate” del Gruppo Krause.
Altro tema che avevamo ipotizzato, il calciomercato, anche perché nell’imminenza della chiusura delle trattative, e ben consapevoli del vaticinio del profeta Nicolò Schira di TuttoB.com, che il 30 dicembre 2023 scrisse: “Ed è per questo che a gennaio è in arrivo a Parma il manager di Krause Group Martin Semmens, in continuo contatto con il direttore dell’Area Tecnica Roel Vaeyens per definire le strategie di mercato e societarie.” Strategie di mercato, appunto, ma anche societarie: per queste ultime rimando al paragrafo precedente; per quelle di mercato, invece, pensavo che il campanello d’allarme suonato a Modena, potesse in un qualche modo condizionare le ultime ore della sessione di riparazione, che poi, infine, abbiamo visto chiudersi con un nulla di fatto, eccezion fatta per l’addio ad Inglese, andato a svernare sul Lago di Como, ove forse si rigenererà, per tentare almeno, di piazzarci il colpo gobbo del gol dell’ex (che beffa!).
Eppure, nella stanza a vetri, c’erano i principali attori: oltre ai già citati Semmens e KK pure Roel Vaeyens, managing director sport, proprio guardato negli occhi dal patron all’atto del nostro scatto delle 14:29.
Avevo escluso, tra le ipotesi, che stessero parlando di femminile, in quanto quattro operazioni erano già state concluse prima della ripresa della stagione dopo la sosta invernale e quindi, difficilmente, avrebbero potuto aggiungersi un ulteriore acquisto dopo quelli, devo dire azzeccati, centrati prima.
Certo, sia nella maschile che nella femminile, per come è andata nell’ultimo weekend, e in vista di un ritorno impegnativo per entrambi i generi, si poteva, forse, aggiunger qualcosa, ma evidentemente ha prevalso la convinzione di esser già a posto così e di essere ben attrezzati per concludere entrambe le missioni, non ritenute impossibili. Lato men non mi esprimo perché non sono molto preparato, lato women, però, convengo con lei che ci sia una continuità della coperta corta. E’ dal principio della stagione che Mister Colantuono deve spender lacrime per le assenze assortite di diverse calciatrici e nello scontro diretto con la Lazio aveva dovuto fare a meno di ben quattro top player: la situazione, poi, non migliora in vista del nuovo big match che il calendario birichino propone per questo fine settimana a casa del Cesena, squadra che a mio avviso più ci aveva messo in difficoltà nella prima parte di stagione, e che ci ha raggiunto in classifica a quota 37.
Anche se non sono arrivate calciatrici, in coincidenza con la fine del mercato si sono aggiunti due nuovi supporti per la squadra femminile: da ieri, infatti, hanno preso servizio Sara Landi, psicologa dello sport con collaborazioni anche con il SGS-FIGC, oltre a tanti atleti ed altri club, e Francesca Lanotte, come scout (su Linkedin a lungo era rimasta aperta questa posizione professionale): in questo caso stiamo parlando di una ex giocatrice, allenatrice e anche ds, con trascorsi, tra gli altri, a Cesena, San Marino, Ravenna. Benvenute.
Chiudo con un distinguo: le calciatrici della passate stagione si erano tutte automaticamente svincolate, perché con la retrocessione in B erano tornate dallo status di professioniste a quelle di dilettanti. Vero che una selezione è stata fatta, ma molte avevano preferito accasarsi altrove senza ricevere dei benservito. Penso, onestamente, che sarebbe stato un errore trattenerle, così come credo che l’aria nuova abbia fatto bene a tutto il movimento.
Cordialmente
Grazie per la risposta, le due nuove figure inserite sono un’ottima notizia, non potevano mancare in effetti in una società seria. Il Cesena sarà ancora più ostico rispetto all’inizio, hanno pescato nei vivai della serie A, sopratutto da quello ottimo dell’Inter e diverse giocatrici ormai hanno ingranato… Anche il Parma ha ingranato ovviamente, ma siamo corte in attacco e manca forse qualche centrocampista fisica di corsa e quantità, a parte Benedetti e Beil le altre hanno più qualità che quantità mi pare. Per le giocatrici dell’anno scorso, da quello che mi è sembrato di capire, a parte qualche eccezione è stato fatto veramente poco per trattenerle o proprio niente…
in quarta elementare ni hanno insegnato che qualunque piano industriale (bisnespelin) se prevede un arco di tempo troppo lungo è cartastraccia, etor che brekiven, a fì ridor. Massimo ma massimo desani, ma al gioron d’incò anca meno, tri o sinc. quindi le inutil parler di algortimi e inteligensa artificela, ci vuole una stupidità cosmica per parlarne seriamente. Gnanca Otelma al faris un bustechplan ed des ani.