venerdì, Agosto 21, 2026
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CESARI A BAR SPORT: “STADIO PROVVISORIO A SORBOLO? SERVE UN GOL AL 91’…”

Il Sindaco di Sorbolo-Mezzani Nicola Cesari è intervenuto in collegamento Skype durante la trasmissione “Bar Sport”, in diretta su 12 Tv Parma, stasera, lunedì 5 febbraio 2024, per perorare la causa della possibilità di ospitare nel territorio da lui amministrato lo stadio provvisorio, per ospitare le gare del Parma Calcio durante i lunghi lavori di rifacimento dello Stadio Tardini, onde evitare alla tifoseria di andare a giocare fuori provincia.

Ecco una sintesi del suo intervento:

“A Sorbolo ci sono strumenti urbanistici che stanno per entrare in vigore, quelli che una volta si chiamavano piani regolatori e ora piani urbanistici comunali, che legittimano la possibilità di poter costruire e sono pochi oggi i comuni che già se ne sono dotati, nella nostra provincia si contano sulle dita di una mano come Sissa Treacsali, Collecchio, Montechiarugolo, che potrebbero farlo già domani, ma manca ad altri comuni. Sorbolo Mezzani presto sarebbe legittimato a tutti gli effetti. La zona identificata sarebbe alle porte del comune, dietro al nuovo centro commerciale, dunque non nel centro del paese, ma in prima periferia e sarebbe strategico per i flussi da fuori in quanto abbiamo anche una viabilità diretta, e soprattutto la ferrovia che è in pratica una metropolitana leggera che sta per essere completamente elettrificata. E la stazione ferroviaria di Sorbolo sarebbe a 500 metri da questa zona.

I tempi? Se si arrivasse ad una approvazione entro fine mandato (stiamo per entrare in quella fase in cui gli amministratori non possono far nulla), noi siamo in condizione entro un anno di avere lo stadio, ma solo se ci si decide a fare davver qualcosa…

Io parlo da amministratore, non solo da tifoso: sono milanista e non lo nascondo, ma non è che lo faccio, come dico alcuni prendendomi in giro, per vedere il Milan a Sorbolo. E’ proprio, invece, una questione di sostenibilità generale ed ambientale. Si è creato un bel clima attorno alla squadra, lo si è visto anche sabato scorso col Venezia, e i tifosi meritano che questo entusiasmo possa continuare senza esser smorzato mandandola a giocare a Piacenza o in qualche altra location, senza dimenticare, magari, che la FeralpiSalò magari si salva e dunque non ci sarebbe neppure la possibilità di giocare al Garilli, 

Io penso che siamo di fronte ad un errore politico, perché esiste una responsabilità sociale di una società di calcio.

Come viabilità non c’è solo la via Mantova: si può accedere anche attraverso la pista ciclabile in 20′, c’è la ferrovia, e poi visto che in pratica Sorbolo è un quartiere della città, sono solo 12 km, come già avviene oggi, le persone che arrivano in autostrada da fuori possono lasciare la macchina al posteggio scambiatore al casello ed arrivare in autobus; oppure i tifosi locali potrebbero anche usare il parcheggio del Parma Retail, prendendo lì la navetta e valorizzando il centro commerciale, senza ricorrere ad ulteriori cementificazioni o opere di urbanizzazione per altri parcheggi, dal momento che stiamo parlando di uno stadio provvisorio, e dopo, magari, i terreni possono tornare agricoli   

Interlocuzioni col Parma Calcio? In realtà no, non ce ne sono state, o meglio, sono cadute immediatamente. Parlando con persone vicine alla Società si era ipotizzata la soluzione Mezzani, ma è già chiusa perché è partito l’appalto per il nuovo stadio, mentre per Sorbolo non c’è stata la volontà di sedersi a un tavolo, perdendo l’opportunità di pensare ai tifosi, magari col la squadra in Serie A, col rischio di perdere il pubblico. Ma ormai è difficile che la soluzione Sorbolo si possa attuare: ci vorrebbe un miracolo. Non è che stia portando avanti una battaglia già persa: io ci spero fino all’ultimo per i tifosi e per l’opportunità di poter sfruttare una posizione strategica, nella quale si possono portare i tifosi delle due squadre separati. Io penso anche alla ricchezza che può portare nel nostro territorio il calcio in modo sano. Se ci fosse la volontà, ma siamo già al 91’…

Il Parma segna proprio nel recupero? Sarebbe bello accadesse anche per la vicenda stadio provvisorio a Sorbolo, ma io credo che la politica, non solo del Parma, sia quella di mandare a giocare la squadra fuori provincia e reputo che Piacenza e Bologna possano essere le due sole opzioni. Il Bologna ha la stessa necessità del Parma di avere uno stadio provvisorio che potrebbe sorgere nella zona del Fico. Se saltasse Piacenza, Bologna potrebbe esser l’altra opzione, anche se io spero che ci possano essere novità per Sorbolo dopo il 91’… Noi tendiamo la mano al Parma…”

Stadio Tardini

Stadio Tardini

8 pensieri riguardo “CESARI A BAR SPORT: “STADIO PROVVISORIO A SORBOLO? SERVE UN GOL AL 91’…”

  • Piccolo spazio pubblicità

    Direttore, io sono strafavorevole ad uno stadio temporaneo in provincia , ma Cesari non è un interlocutore credibile.
    Ha solo voglia di farsi pubblicità. Insopportabile il suo protagonismo social, con cui il giorno prima lancia l’arena ParmaReggio, il giorno dopo vorrebbe derby senza tifosi facendo terrorismo mediatico.
    Del Parma e dei suoi tifosi non gliene importa nulla. E’ solo un modo per farsi invitare in tv. Del suo intervento , segnalo 2 chicche:

    1. viabilità non c’è solo la via Mantova: si può accedere anche attraverso la pista CICLABILE in 20′,
    2. Interlocuzioni col Parma Calcio? In realtà no, non ce ne sono state, o meglio, sono CADUTE IMMEDIATAMENTE.

    Sipario

    • Credo che un “piccolo spazio pubblicità” non sia prerogativa del solo Cesari, in quanto ci sono altri sindaci altrettanto amanti della ribalta nella nostra provincia che pure candidano il proprio comune per lo stadio provvisorio.

      Ma il problema principale, a mio avviso, è che allo stadio provvisorio non si sarebbe dovuto ricorrere se solo si fosse portato avanti un progetto di rifacimento del Tardini rispettoso del luogo che lo ospita, dei suoi abitanti e pure, visto che il proponente è una società di calcio, dei propri tifosi (che ne sono i primi clienti).

      Sarebbe bastato, infatti, un impianto meno invasivo, che non comportasse il radere al suolo l’esistente per ricostruire da capo. Un progetto, come accaduto un po’ dappertutto, che consentisse di procedere a stralci, senza far emigrare altrove gli appassionati. Tutto questo, peraltro, in occasione del ritorno in serie A, dopo tre anni di melma, chiamiamola così.

      Dello stadio provvisorio, poi, non si sarebbe dovuto parlare, mentre invece, l’ipotesi, molto campata per aria, è stata spesa senza senso in anticipo, andando ad alimentare la richiesta dei tifosi (per una soluzione che, se non fosse stata avanzata, probabilmente nessuno l’avrebbe richiesta a gran voce). Un vero autogol.

      Ma una volta che fai trapelare la possibilità, è evidente che un sindaco possa cercare i riflettori per perorare la candidatura del proprio territorio quale sede ideale.

      Insomma, i problemi stanno a monte, e l’esibizionismo di Cesari non è certo il principale…

      • Direttore secondo Lei lo stadio si farà? Oggi vedo più ombre che luci. Comitati, costi triplicati, politici confusi ecc ecc. C’è il rischio che Krause senza stadio abbandoni la società? Cosa succederà dopo? La mia speranza la sa già, ma me l’ha un po’ smorzata la Sua ultima risposta.

        • Salve Andrea,

          diciamo che non avrei, al momento, molto da aggiungere rispetto alla mia fluente risposta sullo stesso tema di qualche settimana fa. Aspettiamo gli eventi: il 19 febbraio, che non è molto lontano, il Parma dovrebbe completare la consegna dei famosi documenti per i quali aveva domandato una proroga dei tempi; abbiamo (an)notato come il Sindaco Guerra si sia detto sicuro che la scadenza sarà rispettata, oggi abbiamo letto un articolo su Parma Today di Guglielmo Trupo che in tema corporate non ne sbaglia una, quasi come sul calciomercato, che mi è parso interlocutorio, ma tendente all’ottimismo… Staremo a vedere…

          Io non vorrei sembrare ripetitivo, ma personalmente avrei preferito una differente soluzione del problema stadio. Problema che va risolto, va da sé, ma sarebbe stato meglio scegliere una strada meno complicata dell’attuale. E, tra l’altro, siamo solo all’inizio. Avessi dovuto scegliere io, avrei evitato la distruzione totale del pre-esistente, e provveduto ad un restauro per comparti, evitando così, come direbbe Cesari, di ammazzare l’entusiasmo per la imminente promozione, costringendo i tifosi (che dovrebbero essere, come clienti, i primi da salvaguardare e rispettare, e per me i tifosi sono quelli che fisicamente vanno allo stadio, non quelli che ti danno il mi piace dall’Indonesia, tanto come cliccano il pollicione per altri club o qualsiasi altro tema) a dover macinare chilometri per andar ospiti in altri impianti più o meno vicini.

          Parla di confusione sia societaria che dei politici: lasciando perdere il club, già punzecchiato, a tema, dai Boys, in occasione dell’ultima visita del presidente, penso che gli amministratori pubblici avrebbero dovuto, pur a fronte di un investimento totalmente privato, accompagnare l’investitore verso scelte più confacenti per la comunità, anziché assecondarlo, per il timore di perdere la gallina dalle uova d’oro.

          Sul fatto che Krause possa mollare il Parma se non gli fanno fare lo stadio credo che il rischio possa sussistere, anche se non eccessivamente probabile. E per quanto riguarda l’eventuale dopo, come ho già avuto modo di esprimermi al riguardo, temo che il pericolo maggiore sia il gigantismo che oggi affligge il club, per cui difficilmente si potrà trovare qualcuno in futuro che possa subentrare.

          Cordialmente

          • Egregio Direttore,
            se ricorda il tono dei miei vecchi post, saprà che sul tema Stadio, concordo pienamente con il suo punto di vista.
            A mio parere infatti, le strade percorribili erano due: 1_rifacimento light del Tardini sul modello del progetto presentato dagli ex magnifici 7; 2_costruzione di uno stadio nuovo astronave ma da fare ex novo fuori città.
            “Tertium non datur”.

            Al contrario della logica comune, Krause ha optato per l’astronave al posto del Tardini, da cui una serie infinita di problemi con lievitazione incredibile dei costi.
            Gestire un simile progetto sarebbe difficile pure in un paese evoluto e civile, figuriamoci per l’Italia e la sua macchina burocratica medievale.

            Ergo, a mio avviso non si farà nulla. Ma io non sono nessuno, per cui umilmente, attendo gli eventi.

            Per quanto riguarda la gestione Krause, ho sempre considerato folle la sua gestione.
            E non ho mai gradito la modalità RE SOLE con il quale ha mosso le sue azioni nel ducato.
            Non tanto per una questione di principi filosofici anti-assolutistici, quanto più per pregresse esperienze vissute proprio a Parma.
            Volare così in alto con i debiti (poco importa se a titolo personale e non di bilancio societario, perché se alla fine l’unico socio investitore che immette il capitale è la proprietà stessa, poco cangia se non nulla) espone il Parma calcio al rischio che in caso di problemi in capo a Krause, si faccia rapidamente la fine di Icaro.

            Qualcuno potrebbe azzardare il paragone con società come Inter e Milan.
            Anche lì la modalità di gestione è la medesima ed anche lì il debito è spaventoso rispetto alla gestione ordinaria del club.

            Ma Inter e Milan sono società “Too Big to Fail”, che ad ogni costo debbono restare in scena nel Teatro malsano che è oggi il calcio.
            Il Parma al contrario, in caso di problemi della famiglia Krause, finirebbe facilmente con l’etichetta addoso del “Too Small to Save” e rischierebbe di replicare le sorti già vissute nel dopo Tanzi o nel dopo Ghirardi.

            Godiamoci la classifica di quest’anno e speriamo che dura, che è meglio!

          • Salve Markness, pur da direttore di Stadiotardini.it – sito nato in difesa del Tardini da un gruppo di tifosi, contrari alla delocalizzazione – convengo che “l’Astronave” starebbe meglio altrove e non all’Ennio. Il problema è che l’amministrazione avrebbe dovuto evitare – attraverso una mediazione politica intelligente – che si arrivasse così avanti, bloccando prima, per le ragioni di buon senso che appaiono chiare a tutti (meno che ai protagonisti diretti, purtroppo), lo sviluppo di una progettualità così divisa e poco consona al contesto su cui dovrebbe sorgere. Ora, purtroppo, siamo arrivati troppo avanti, con la “follia” di dover migrare per due o tre anni ospiti (indesiderati) altrove, o di fare uno stadio provvisorio (ipotesi, tuttavia, che ormai sta scemando, come dichiarato ieri sera dal sindaco di Sorbolo Cesari).
            Circa il “gigantismo” del club è l’altra problematica che sovente mi sento di rimarcare, proprio perché solo Krause può permettersi di sostenerla. Ovviamente fin che ne ha la volontà.
            Cordialmente

  • Il mio idolo Césàri non delude mai!Riposta la mimetica con cui inseguiva pericolosi adolescenti che “non stavano in casa” durante il locdaun, la Panda del cmò con cui inseguiva i criminali in giro a comprare le paglie, guarito dalla boccata del cane del lestofante fuori oltre il coprifuoco, non perde occasione per “cavalcare” i social. Insieme al mitologico Fecci – che da un vent’ennio governa Nozè -speriamo dia ai Boys e alle varie componenti del tifo timorose di perdere le cerate, gli stivaloni verdi da caccia, i sacchi del rudo in testa, i cordiali nella bustina di plastica, le beccate, un “casa” temporanea durante i mefistofelici lavori che abbatteranno i cancelli dell’Ennio, vanto dell’architettura moderna e visitati da milioni di persone ogni anno.

  • Basta che non sia a Piacenza o Bergamo o praticamente sarebbe come giocare a porte chiuse.

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