lunedì, Luglio 22, 2024
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NEW TARDINI E STADIO PROVVISORIO, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DI MAJO A PARMA TALK (VIDEO)

(Gmajo) – Di solito al mercoledì dedico alcune ore a comporre articolesse sul tema nuovo Tardini e stadio provvisorio: non sono arrivati spunti nuovi da Parma Europa, di solito, in un qualche modo la questione (non banale) fa capolino, ma la puntata di ieri sera del talk show condotto dal direttore Pietro Adrasto Ferraguti era dedicata alla viabilità, per cui a parte un intervento del presidente ACI Parma Alessandro Cocconcelli che rimarcava il non senso di un senso unico a fine partita, non si è accennato ad altro: e così, per fare il punto della situazione dello status quo, vi propongo la trascrizione del mio intervento a tema durante l’ultimo Parma Talk.

“Per quanto riguarda il rifacimento dello Stadio Tardini, il punto è questo: la Conferenza di Servizi ha passato la palla ai politici, che non ne vedevano l’ora, per cui in concomitanza con la fine del campionato, o a serie A certa, ci sarà la convocazione del Consiglio Comunale, così si potranno scannare sugli scranni su temi piuttosto pesanti, come la variante urbanistica e la durata della concessione.

Per quanto concerne il crono-programma, a mio modo di vedere bisognerebbe dare la precedenza assoluta allo stadio provvisorio, per consentire alla squadra di continuare a giocare nel proprio territorio.

Non la pensa come me Vincenzo Pincolini, che ho avuto modo di intervistare sabato in esclusiva per StadioTardini.it, il quale propende per la ristrutturazione dello Stadio Garilli di Piacenza, per la quale l’investitore spenderebbe, a suo dire, la metà rispetto a un qualsiasi stadio provvisorio

Non per tirare la volata a Sorbolo, anche perché è già molto bravo il Sindaco Nicola Cesari a farsi pubblicità da solo, ma è la soluzione che personalmente mi convince di più, perché ha tutte le strutture, i caselli autostradali vicini, addirittura due, stazione ferroviaria, ci si può arrivare in bicicletta con la ciclovia, ci sono gli ingressi separati per le due tifoserie, oltre ad una struttura pre-esistente che è il Camp Nov che verrebbe implementata. Se altrove l’implementazione potrebbe diventare un problema per il post, una volta passati i due o tre anni di utilizzo provvisorio, lì c’è già un’idea di come poterlo mantenere a beneficio della comunità.

Pincolini dice di essere un cittadino del mondo, del resto adesso sta lavorando in Lettonia, per cui tra Parma e Piacenza non c’è molta differenza e quindi ci si può andare – che è poi il ragionamento che fanno anche in Società, anche perché Krause arriva dall‘America e a lui cambia poco dover percorrere 50 chilometri avanti-indietro – ma noi siamo italiani e in Italia il calcio è campanile, per cui chiedere a dei tifosi di andare in un’altra provincia per sostenere il Parma, qualora tutto questo entusiasmo dovesse rimanere, secondo me sarebbe sbagliato, e soprattutto le risorse vanno mantenute sul territorio. Cioè: se c’è davvero la volontà di investire su uno stadio provvisorio, perché queste risorse devono uscire dal nostro contesto provinciale se c’è l’opportunità di poterle valorizzare qui?

Se si fosse fatto un progetto per uno stadio meno mega-galattico, anzi, per dirla tutta: se anziché ritirare, senza averlo valutato, il progetto della vecchia proprietà, lo si fosse perseguito, non ci sarebbe stata l’esigenza di far esodare i tifosi per tre anni o dello stadio provvisorio, perché si sarebbe proceduto a stralci, ma dal momento che si vuole lo stadio in quel modo, allora a questo punto, visto che nessuno lo aveva chiesto prima, anzi il temporary, è stato annunciato dalla stessa società, allora adesso fatelo!”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

8 pensieri riguardo “NEW TARDINI E STADIO PROVVISORIO, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DI MAJO A PARMA TALK (VIDEO)

  • Direttore, sicuramente lo avrà letto ma mi permetto di segnalarle una interessante e utile (soprattutto per i No Stad capitanati da Osio) intervista a Giulini patron del Cagliari. Giulini che se a livello sportivo è un ladro, come imprenditore non è uno scappato di casa e quando parla di certi temi va ascoltato. Con riferimento allo stadio temporaneo ha detto che a loro sono bastati 120 giorni per realizzarlo (ed è anche una bella struttura), disinnescando le solite fosche previsioni dei corvasoni alla Zurlini, ma la cosa più interessante l’ha detta con riferimento allo stadio principale. Giulini ha sinteticamente chiarito come nessuna banca, società finanziaria o istituto di credito sia disponibile a finanziare a privati stadi in Italia. Men che meno sono disponibili i comuni a indebitarsi ammesso che trovino i finanziamenti per realizzare stadi. Gli stessi fondi del Pnrr che erano stati destinati alla ristrutturazione di alcuni impianti vedi Firenze Sono stati indirizzati ad altre altre opere non rientrando lo stadio nelle finalità del Pnrr. L’opera a Cagliari è ferma perché non trovano i fondi necessari a realizzarla. Noi qui abbiamo, caso fosse unico in Italia, la fortuna di avere un privato che finanzia l’opera interamente e abbiamo anche il coraggio di rompere i coglioni con nutrie, ligeidi, mura e cancelli. La sintesi è che o lo fa Krause o non lo farà mai nessuno. Nè in centro, nè alle fiere, né a Baganzola. Ergo i No Stad che si mettano l’animo in pace o vadano a fare i comizi come i no Vax in Pilotta.

  • Federico C.

    Gentile Direttore,

    La ringrazio sempre degli spunti e della sua obiettività di narrazione (termine a lei caro). Io credo che nel valutare la questione tardini, bisogni entrare in una logica meno provinciale e più cosmopolita intelligente ovvero: uno sguardo al presente e al futuro cercando di trarre il meglio da esempi internazionali ma configurandolo nella realtà di Parma mantenendo ove possibile un collegamento con la tradizione e storia del territorio.
    In tale senso, mi trovo con lei in disaccordo totale sul rifacimento „soft“ proposto da UPI & Co. e al contrario mi trovo molto più allineato al progetto di Krause.
    Il parcheggio sotterraneo che era già stato (con motivazioni risibili) bocciato nel ‘90 oggi avrebbe fatto comodo per tantissimi motivi tanto per dire…aggiungo che i gradoni in cemento armato le scale antincendio per andare in sala stampa, le macchine dei calciatori e ospiti parcheggiate così alla portata di tutti, box prefabbricati sono veramente figli di una mancanza di progettualità e ignavia tipica dell’Italia meno efficiente e poco al passo con i tempi.
    Uno stadio nuovo e duraturo nel tempo é una ricchezza del club e soprattutto un biglietto da visita della città per tutti…ivi compresi futuri acquirenti del post Krause. Non dimentichiamolo.
    Per quanto riguarda lo stadio provvisorio ho cambiato idea più volte sul tema e francamente per tutti i ragionamenti che ha fatto lei pendo di più sul rimanere nel territorio e non disperdere risorse.
    Però é altrettanto vero che avere buoni rapporti con il Piacenza e farlo diventare un club satellite nostro per far giocare e valorizzare giovani potrebbe essere una mossa lungimirante senza aver bisogno di U-23 et simila…
    Infine sull’entusiasmo e stadio vuoto, io credo che la società ed i calciatori del Sassuolo abbiano dimostrato come nel calcio moderno fattori quali pubblico stadio attaccamento alla città e senso di appartenenza giochino un ruolo marginale sia per i giocatori (oramai neri professionisti) che per lo sport o meglio ora Business calcio.

    • Parmigiano

      Concordo sul fatto che sia necessario e se non lo fa Krause non lo farà nessun altro (figurati se vai a dire ai cittadini di sborsare quattrini per questa causa). L’impressione è che ogni scusa sia buona pur di bloccare il progetto (e questo oltre a stupirmi fa anche incazz.re) ne ho sentite veramente di ogni. Tra l’altro il progetto è già stato modificato 3 volte ,con ulteriori spese, ma tutt’ora è ancora in discussione…ma questo lo sarà sempre, purtroppo. Vorrei vedere i comitati anche quando costruiscono nuovi ipermercati, che ultimamente a Parma sembrano essere il bisogno primario,(con il centro che sta morendo) compreso il degrado di tante zone considerate verdi…evidentemente gli interessi sono diversi

      • Vorrei, per l’ennesima volta, sottolineare come i Comitati, non c’entrino una “benedetta mazza”: loro, a parte scaldarsi un po’ nel percorso partecipativo (di cui evito giudizi), non sono ancora entrati in gioco, concretamente: le lungaggini sono in parte conseguenza inevitabile della burocrazia – del resto se le leggi esistono, vanno rispettate – e in parte (forse soprattutto) delle scelte dell’investitore privato, che ha ritirato, per via delle proprie ambizioni, un progetto bell’e pronto (e non erano solo rattoppi come vorrebbe farvi credere quel simpatico troll di Davide) ed esteticamente piacevole (una bombonera) che meglio si sarebbe sposata al contesto che la ospita (non a caso erano già tutti d’accordo, ritirato senza neppure uno sguardo per presentarne un altro decisamente più divisivo dell’opinione pubblica e pregno di complicanze (una su tutte la necessità di uno stadio provvisorio al fine di impedire l’indesiderato esodo dei tifosi fuori territorio. Stadio provvisorio di cui han parlato dalla società, senza aver avuto già pronto non dico un progetto, ma almeno un’idea. Insomma: la gestione non mi pare sia stata ottimale: quindi evitiamo di dare colpe a chi non c’entra…

    • Gentile Federico, mi scuso se rispondo solo ora, ma sono stati due giorni abbastanza impegnativi, come testimonia la produzione dei vari articoli e contributi multimediali delle ultime ore su stadiotardini.it

      Tengo molto al riconoscimento della mia “obiettività di narrazione”, non solo per un vezzo autoreferenziale, quanto perché il rispetto della verità (almeno putativa) dei fatti e della deontologia professionale è la mia stessa cometa: come già detto in altri contesti, quando sono alla tastiera sono avulso da simpatie/antipatie e pongo il buon senso al centro del mio ragionamento. Quindi grazie per ave riconosciuto la mia buona fede.

      Per il resto: non sono un amante del benchmark estero, quando penso che ci possa essere una buona offerta sciovinista. Del resto i fruitori sono locali e non ipotetici abitanti del mondo globale.

      Il progetto dei “Magnifici 7” dubito che lei abbia avuto modo di ponderarlo e conoscerlo a fondo: non ci sono riuscito io, pur avendo lavorato gomito a gomito con i sommi vertici, riuscendo a dare solo qualche sporadica, ma interessante sbirciata, per cui non credo che possa avere più elementi rispetto ai miei, per asserire che quello di KK sia migliore del loro.

      In ogni caso, se si fosse perseguito quello – che era già bello pronto e trovato nel pacchetto d’acquisto – oggi, dopo quattro anni, staremmo giocando nel nuovo Tardini. Mentre, forse, ma dico forse, tra quattro altri anni si potrà giocare nel nuovo, una volta che si è emigrati altrove (temo che lo stadio provvisorio tanto reclamizzato. alla fine abortirà sull’altare del risparmio delle spese: dell’investitore, non certo del tifoso che dovrà sborsare quattrini per migrare in uno stadio malmesso come quello di Piacenza) per un’eternità, andando a disperdere quel patrimonio (impagabile ed incomprabile) di entusiasmo e senso di appartenenza.

      Voi tifosi, poi siete soliti ragionare mettendo al centro di tutto il pallone: cioè, secondo molti di voi, i soldi che KK ha ricavato dalla vendita di Kum & Go dovrebbe tutti investirli nel calcio, ed in particolare sul mercato per prendere giocatori per farvi divertire… E lei non si discosta più di tanto se dice che migrare a Piacenza non sarebbe male trasformando la locale squadra in un nostro satellite. Tolto che l’ultima volta che il Parma controllava squadre satelliti, sappiamo come sia poi andata a finire, le squadre satelliti è bene se le facciamo crescere nel nostro territorio, con una politica – anche nei confronti delle affiliate all’Academy – che sia non solo a senso unico, ma di reciproca crescita. Le risorse, ribadisco, è bene che restino qui, e che qui vengano valorizzate.
      Cordialmente

  • No, Piacenza proprio no. Stadio che crolla a pezzi e difficile da raggiungere per chi arriva da fuori.

  • Il così detto “progetto” dei 7 (in realtà 6 Dallara l’era bèla andè via) ipotizzando che fosse reale (il senso di presentarlo 15 giorni prima di mollare il baraccone mi è ancora oscuro) assomigliava a un poccio da braccino corto in stile Stirpe di Frosinone. Una robetta micragnosa (20 milioni) che è già datato dopo 5 anni che l’han fatto. Sicuramente un’opera oculata in stile UPI e appunto per quello del secolo scorso.

    • Il progetto era pronto perché fino al giorno prima di vendere, l’imprenditore è corretto gestisca al meglio la propria azienda. E, come ho risposto anche ad altri, non si trattava di rattoppi, ma di un impianto rispettoso del pre-esistente e perfettamente adeguato alle esigenze attuali, senza la pretesa che possa andare bene anche il secolo prossimo…

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