NUOVO TARDINI, IL CTS: “PROGETTO SBAGLIATO NEL POSTO SBAGLIATO”
(Gmajo) – Prima che al pomeriggio (di sabato 16 marzo 2024) 1.454 tifosi Crociati facessero le prove tecniche di stadio provvisorio al Leonardo Garilli di Piacenza (salvo bocciarlo con un apposito eloquente striscione) al mattino, al Castelletto, c’è stato l’atteso incontro del Comitato Tardini Sostenibile, che aveva chiamato a raccolta i propri iscritti e le persone interessate per “importanti aggiornamenti sulla documentazione integrativa presentata dal Parma Calcio” nella famosa integrazione ritardata, attualmente al vaglio (con esito, secondo quanto dichiarato in TV dall’assessore Marco Bosi atteso attorno al 1° Aprile o giù di lì, sperando non sia il classico pesce…) della Conferenza dei Servizi, prima del passaggio politico successivo in Consiglio Comunale, ove, in caso di sì dei tecnici, ci si scannerà sulla durata del diritto di superficie della concessione.
Pur consapevole di tutte queste tortuosità nell’ultimo miglio del percorso autorizzativo, l’assessore Marco Bosi, nel talk show condotto da Pietro Adrasto Ferraguti, martedì scorso 12 marzo, si era dichiarato fiducioso che terminasse “in coincidenza con la fine del campionato, ossia l’11 maggio, senza i playoff come speriamo tutti, con il voto finale del consiglio comunale”. 11 maggio, data che poi, a mo’ di carta copiativa, è rimbalzata nelle titolazioni di diversi organi di stampa, diffusi nella rete, ma che, a mio modesto avviso, resta piuttosto ottimistica, anche perché, appunto, prima la Conferenza dovrà esprimersi, e il sì pieno non è scontato…
Spetterà, infatti, a questo organismo collegiale – da un articolo di Giuseppe Milano sulla Gazzetta di Parma del 20 febbraio scorso, al fine di contribuire ad una propositiva opera di divulgazione, traggo quelli che sono i 12 “fra enti ed amministrazioni chiamati ad esprimersi sul progetto, ovvero Provincia di Parma, Soprintendenza, Prefettura di Parma, Questura di Parma, Arpae, Ausl, Vigili del Fuoco, Ireti, Atersir, Consorzio Bonifica Parmense, Cellnex (telefonia) e Inwit (infrastrutture wireless)“, a cui si aggiungeranno, la fonte è sempre il già citato articolo di Milano, “i pareri di otto settori dell’amministrazione comunale: opere pubbliche, pianificazione e sviluppo del territorio, mobilità e trasporti, transizione ecologica, attività produttive ed edilizia, patrimonio e facility management, sport e giovani, oltre a Parma Infrastrutture Spa” – valutare se, come asserisce il Comitato Tardini Sostenibile nel post, apparso sul proprio profilo Facebook, che rendiconta l’assemblea di sabato mattina: “nulla è cambiato progettualmente, nulla è stato recepito delle prescrizioni impartite dal Comune, nessuna risoluzione degli impatti gravissimi sull’urbanistica, viabilità, ambiente, salute e qualità della vita degli abitanti”.
Secondo gli organizzatori, durante l’incontro che ha suscitato “interesse e partecipazione”, “in più di due ore a tutti è stata data l’opportunità di leggere le carte e conoscere dettagliatamente il progetto di demolizione e ricostruzione del Tardini. Pagina per pagina, tavole e relazioni, com’è nostra abitudine, abbiamo supportato ogni argomento con tutte le evidenze e le certezze dei numeri e delle cifre della documentazione depositata”.
Il CTS, insomma, ribadisce la propria posizione: “E’ un progetto sbagliato nel posto sbagliato, la cui realizzazione provocherebbe un danno gravissimo e irrimediabile alla città, la perdita del controllo e della disponibilità pubblica dell’area, il peggioramento della qualità della vita dei cittadini. A guadagnarci sarà solo lo speculatore privato, nella complice indifferenza della nostra Amministrazione, dimentica del suo ruolo di garante dell’esclusivo interesse pubblico”. Io, che notoriamente non sono un visionario imprenditore di successo, fatico a capire come l’investitore possa guadagnarci se il break even point, ossia il punto di pareggio, sarà tra più di 60 anni. Boh…
Nel proprio dispaccio, il Comitato Tardini Sostenibile ha riferito anche di un intervento del dott. Pietro Curzio, il quale “ha impiegato alcune settimane nella lettura di tutte le Gazzette del 2023, pagina per pagina” e dalla ricerca risulterebbe “un vero affronto alla storia e alla cultura di civiltà della nostra città – e alla stessa dignità, all’orgoglio e all’intelligenza di noi cittadini – l’evidenza scandalosa, numeri alla mano, della tragica disparità di spazio a disposizione delle voci a favore e di quelle contro”.
“Non solo – conclude il CTS – frase per frase, nei relativi contesti, il dott. Curzio ha inoltre annotato le parole utilizzate (“perché le parole hanno un senso”) dal coro plaudente e osannante dei politici, del Parma Calcio e dei vari altri “personaggioni” – a vario titolo portatori d’interesse – da questi appositamente convocati a fare da claque. Siamo in presenza di qualcosa di veramente grave, per Parma. Ma su questo faremo un post apposito…”. Gabriele Majo
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Basta vedere le foto per capire chi sono i soggetti in questione e rendere superfluo ogni commento. Zurlini è il capopolo di questo consesso di menti illuminate e rivolte al futuro. Come disse quello là sono solo da mandare a scorsare nel borotalco (con pannolone per evitare la bolletta sui mutandoni).
59 … 46 … 3 … 24 … BINGO !!!
La media dell’età dei partecipanti qual’era?
Quella delle due piante che la Conferenza dei Servizi non vuole tagliare
La foto dice tutto. Uno striminzito gruppetto di decrepiti boomers fossilizzati nella loro smania di opporsi, sempre e comunque, a ogni minimo accenno di innovazione.
Solo in Italia si permette a simile gentaglia di tenere in ostaggio un’intera città.
Vale lo stesso che ho scritto all’Innominato: possibile che non si possano confutare le tesi dei competitors senza “bullizzarli” guardando il loro aspetto fisico? Anch’io sono vecchio e soprattutto boomer, ma al di là dell’invettiva su quel che scrivo preferirei dialogare…
Capovolgendo il punto di vista anche qualcun altro potrebbe parlare di gentaglia che tiene in ostaggio un’intera città… Per cui evitiamo le polemiche inutili e cerchiamo di essere costruttivi e propositivi…
No, non si possono confutare le loro tesi, per il semplice motivo che non ci sono “tesi” – la loro unica “tesi” è opporsi al nuovo, sempre e comunque.
Noto inoltre che questi personaggi argomentano (per così dire) in cattiva fede, e/o senza conoscere tutti i fatti:
“A guadagnarci sarà solo lo speculatore privato”
Mi spieghi direttore, perchè usano il termine spregiativo “speculatore”, anzichè “imprenditore”?
E cosa intendono per “guadagnarci”? Lo sanno che il break even point è tra 60 anni? Sanno cosa vuol dire? Hanno mai creato o gestito un business, un’impresa?
Questi non sanno neanche di cosa parlano…odiano l’innovazione, odiano gli imprenditori (pardòn, gli “speculatori”) e odiano Krause perchè è americano.
Non meritano il dialogo, vanno ignorati e ridicolizzati.
Caro Metodologo, se ti sarà capitato di leggere alcuni miei post avrai già compreso il mio pensiero ma su una cosa ti sbagli profondamente. cit.”Hanno mai creato o gestito un business, un’impresa?” … prorprio quella che dobbiamo sorbirci … professionisti del dissenso fine a se stesso … forse pagati ad ore od a cottimo.
Sopportiamo.
Quando ho dei dubbi, mi leggo i post del Comitato e mi passano subito.
Se poi guardo anche le fotografie, mi metterei cappello in testa e cazzuola e mi arruolerei volontario in cantiere.
Ci vuole rispetto per gli anziani…
E comunque, in democrazia, è corretto ascoltare le opinioni di tutti, anche quelle che non si condividono, magari cercando di confutarle in maniera argomentata, anziché limitarsi a certificare l’età avanzata di chi le porta avanti…
Del resto, nel riportare la notula del CTS, ho volutamente saltato le parti polemiche, proprio per non aizzare gli animi, ma invitare alle riflessioni su alcuni aspetti condivisibili (se non ci si lascia abbagliare dal baluginare della pioggia dorata o se non si è schierati dalla porta opposta: avanti al centro contro gli opposti estremismi…)
Eh no caro Direttore, non sia mai che si discrimino i senior. Ho profondo rispetto per l’esperienza, glielo dice un quasi arnoc. Ho solo scritto che a leggerli mi viene l’orticaria e le parole non hanno età. Questi signori hanno utilizzato e utilizzano balle e populismo per perorare la loro causa. Dall’abbattimento della scuola Puccini – mai stato sul tavolo – allo stadio centro commerciale su cui tuttora insistono, a fronte di manco 3.000 metri di commerciale previsto (il barilla center che e’ un centro commerciale ne conta 37.000 per dare l’idea). Per non parlare delle modalità con cui hanno raccolto le firme – che sarebbe simpatico verificare – al limite della circonvenzione di incapace. E quando parlo delle foto, che ancor più dello scritto mi spinge alla cazzuola, anche qui’ nessun prurito per l’età. Ma per lo snobismo e l’arroganza dei discorsi e delle pose di chi deve sempre insegnare agli altri come si sta al mondo.
Caro Direttore, da vecchio democristiano condivido l’avanti al centro contro gli opposti estremismi, ma il Comitato non ci azzecca una beata mazza con la ricerca della moderazione, per quanto lei abbia provato a smussarne gli angoli nel suo resoconto.
Nessuna tolleranza con gli intolleranti. Abbiano 80 o 8 anni.
Gentilissimo Innominato (arnoc), oltre a rimandarti eventualmente ad altri miei post che chiariscono il mio pensiero mi permetto di addizionare il tuo commento, da me condiviso parola per parola, con le fantomatiche minacce ricevute dal comitato, come si disse, dai toni mafiosi. Certo, visto che la missiva recava il timbro postale di Bologna, si capisce subito che trattasi di intimidazione da criminalità organizzata, chi compra carta e penna, chi scrive il terribile monito, ed il più sfigato che deve andare ad imbucare la missiva. La prossima volta però suggerirei raccomandata con ricevuta di ritorno, giusto per assicurarsi della consegna.
Direttore, penso che qua tutti abbiano rispetto per gli anziani, si cerca di alleggerire un po’, anche perché sembra ormai evidente che ci sia una parte, nettamente legata a certe idee, forse meglio ideologie, che “alla faccia dell’ essere propositivi o costruttivi”… O la pensate come noi o siete proni al volere del demonio d’oltreoceano. Temo invece che, chi manifesta tutto questo ostracismo, siano proprio coloro che non prendono nemmeno in considerazione di valutare le argomentazioni altrui, naufragando in un autoreferenzialità stucchevole e ripetitiva, anche perché, a parte i signori dei comitati e pochi altri, pare ci sia un ampia trasversalità fra chi ha compreso che lo stadio oltre ad essere una necessità potrà essere pure un valore per la città e non la fine dei nostri giorni felici da persone libere.
Questo stadio non sa da farsi [cit.]
la frase “nel posto sbagliato” … mi da l’ impressione (se non certezza) che il comitato mai e poi mai avvallera’ la costruzione del nuovo tardini, potete presentargli tutti i progetti che volete, la risposta sara’ sempre una .. . “NO, non va bene” … quindi in questi casi cosa si fa? si fa una briscola e chi vince si prende il tardini?
A me che Craus è sempre stato sulle balle al limite di detestarlo, il CTS, Zurlini, Lavagetto, la Conferenza dei Servizi, Césàr, Osio, i residenti, il consiglio comunale, etc. sono riusciti nell’impresa titanica di farlo diventare il mio idolo. Ed era un’impresa al limite dell’impossibile. Mi arruolo anch’io insieme all’amico come muratore, maringone, anche manovale volontario per il cantiere, con tanto di cappello fatto con la Rudarola in testa. E cercherò anche di fare più rumore e “pòra”possibile, sprecherò acqua bucando la canna per fare il cemento e sicuramente espleterò i miei bisogni al di fuori dei cessi chimici contro le amate e moribonde piante.
Si ascoltano volentieri anche le minoranze e le opinioni contrarie, in questo caso sento e leggo contestazioni diciamo un po vaghe e nessun discorso costruttivo. sembrano solo residenti della zona a cui la presenza dello stadio da fastidio, forse è qualcuno di loro che è pronto a speculare se non si fa.
Non si capisce quali siano i danni irreparabili e il peggioramento della qualità della vita, sulla parte commerciale si è già espresso bene un altro tifoso sopra e quella questione induce a pensare che siano meno informati e attenti di cio che vogliono far credere.
A me il progetto non fa impazzire ma lo stadio deve restare dov’è
Hanno rotto il belin!!!!
Minchia un comitatone!!!! Che paura che fanno…..mamma mia!!!!
Quando Kk farà recaptare ad ognuno di loro una bella lettera dai suoi legali con richiesta di risarcimento per il tempo perso, vedremo come reagiranno…… metà si pisceranno addosso, l altra metà ci lascerà le piume.
Come impegnare indecorosamente la meritata pensione!!! Invece di fare del volontariato!!!!
Enrico Boni saprebbe convincere anche il CTS
Gentile Direttore,
Approfitto della sua vicinanza anagrafica ai rappresentanti del CTS per analizzare in modo un pochino asettico il modo di fare tipico dello stivale italico, ovvero: quando si vuole non fare, o non far fare, qualcosa si va’ alla ricerca della perfezione, che come lei sa’ non esiste. E la faziosità aggiunta al livello infimo dei toni e modi utilizzati dal CTS con poco velati riferimenti a corruzione ed a giudizi personali al limite dell’offensivo a Krause e la giunta comunale hanno fatto il resto.
Prendendo un attimo le distanze da tutto si vuole rifare uno stadio dove c’è già uno stadio attivo, ma onestamente é una cosa così sensazionale?!
Lo stadio Tardini é stato edificato molto prima di tutte le case che costituiscono il quartiere cittadella, per questo i proprietari di casa del quartiere nel momento in cui hanno vestito in quella zona sapevano fin dal principio che avrebbero avuto nelle vicinanze una infrastruttura adita ad eventi sportivi pubblici, senza contare che fino a non troppi anni fa lo stesso parco cittadella era il luogo di concerti di vario genere (Vasco Rossi..etc). Ora tutto questo é realmente un problema ?
Passiamo alle proposte “costruttive”: l’eventuale delocalizzazione dello stadio fuori dall’anello urbano. Oltre alla questione del consumo di suolo, bisogna tenere conto che il Comune di Parma, fino a pochi anni fa commissariato, non ha disponibilità economiche per far fronte ad investimenti simili basti pensare al parco cittadella dove la pista podistica non è ancora stata aggiustata dai tempi della prima giunta di Elvio Ubaldi 2001 (c’era ancora Calisto…) il palazzetto a cui manca una tribuna e andrebbe anch’ esso demolito e rifatto, le piscine… dove si troverebbero le risorse per fare una una infrastruttura del genere? E ancora se si ascoltasse qualsiasi opposizione Baganzola diventerebbe Beverly Hills stadio palazzetti…etc
Infine quando il progetto di rifacimento del Tardini era sotto sotto l’egida dei magnifici sette, andava bene ora che è americano no?!?
Io penso che la discussione sia estremamente arzigogolata burocraticamente ma che comunque con i limiti progettuali di Krause il rifacimento dell’Ennio sia una delle migliori opportunità per Parma di recuperare il
Terreno perduto a causa di progetti economici austeri.
Cordialmente
FC
Grazie per avermi dato dell’arnoc… Comunque, a parte questo, penso che se vi è indubbiamente qualche “ideologia” di troppo nel CTS, altrettanto capita ai loro oppositori…
Comunque, al fine di chiarirlo per l’ennesima volta, io mi reputo un tifoso del buon senso e non mi sento schierato con alcuna delle fazioni in ballo.
Per quanto riguarda il discorso stadio americano / stadio italiano, direi che la sua argomentazione non stia in piedi: personalmente ho molte perplessità sulla soluzione “faraonica” proposta da KK, che, solo per facilitare la comprensione in chi mi legge, ho messo qualche volta in antitesi con quello dei 7, a propria volta perfettibile, per carità, ma per me preferibile proprio perché è molto più snello, di facile realizzazione e senza tante controindicazioni/complicanze e più risparmioso (anche se questo è l’aspetto meno interessante, dal momento che lo finanzia interamente l’investitore).
Per quanto mi riguarda (io rispondo solo delle mie azioni, delle quali peraltro, come delle mie parole, vado sempre molto orgoglioso) l’esporre i problemi connessi ad una progettualità troppo prone all’egocentrismo del committente, è tesa a prevenirle e a migliorare l’impatto che può avere l’opera sulla collettività, che non è la sola comunità Crociata, così come non esistono solo i residenti o semplicisticamente il Comitato.
Purtroppo, però, come avviene nell’immaturo bipolarismo italiano – nonostante la seconda repubblica abbia 30 anni o forse siamo già nella terza o quarta – la discussione si limita, il più delle volte, ad essere la demonizzazione dell’avversario, senza considerare la vera essenza delle problematiche da risolvere.
Inoltre, anche un certo consociativismo club/amministrazione pubblica (che già in passato, a queste latitudini avevamo avuto modo di riscontrare e, nel nostro piccolo criticare, e qualche attore di allora c’è pure oggi…) non penso sia funzionale o esemplare.
Cordialmente
Gentile Direttore,
La ripresa sulla sua età era solo una puerile provocazione per introdurre il discorso serio. Non vorrei mai mancarle di rispetto.
Sulle due opzioni stadio italiano vs stadio americano io credo che siano due progetti imperfetti perché l’ennio con il parcheggio all’esterno della petitot del pullman ospite per dirne una é quanto meno anacronistico ed un parcheggio interrato sarebbe veramente necessario. Per quanto concerne la grandezza complessiva più o meno io non credo che questo sposti l’ago della bilancia su una delle due opzioni. Il grande vantaggio del rifacimento italiano é evitare un trasloco anche solo temporaneo…
Per il dibattito con CTS diciamo che qualora i detrattori del tardini in centro fossero in grado di produrre non solo chiacchiere ma anche un piano realizzati o e finanziario concreto e dettagliato sarebbero una opposizione direi costruttiva così facendo io li vedo solo essere ostacolativi e per nulla in favore della cittadinanza o res publica.
Sulle criticità dello stadio in centro sono veri parte dei discorsi affrontati ma siamo sempre al punto di partenza: abbiamo alternative realizzabili e forse migliori? Se si, io sono ben disposto ad ascoltarle. Migliorare la realizzazione tecnica non ho competenze per esprimermi coscientemente invece, ma sicuramente è possibile.
Associatovismo o diciamo legame stretto io lo reputo un male necessario per fare, altrimenti rischiamo di fare una guerra fratricida tra squadra di calcio cittadina e comune cosa che avviene in altre città e porta ha ritardi ingestibili e progetti interminabili, senza contare che se Krause si stancasse sarebbero dolori per tutti…dal connubio città comune e squadra potrebbero nascere cose buone come ai tempi di Lavagetto e Parma AC negli anni 90….
Con stima