venerdì, Aprile 12, 2024
L'OpinioneNews

CONFERENZA DEI SERVIZI, VENERDI DI PASSIONE: SE NE RIPARLA A FINE MAGGIO

(Gmajo) – Debbo ammettere al lettore che ero già (stranamente, ma è uno dei pochi vantaggi della condizione di umarèll) in modalità vacanze di pasqua – sia pure molto brevi, giacché la Lega B aveva già da tempo fissato il boxing day pasquale e addio alla gita fuoriporta di pasquetta –  con tanto di barba e capelli appena sistemati dal mio barbiere di fiducia Mirco e che in via eccezionale oggi userò come immagine profilo a fianco della firma, però il dovere mi richiama perché in serata, giusto in tempo per farmi procrastinare il cenino di magro del venerdì santo, sono arrivate alcune notizie importanti inerenti l’annosa questione stadio. Non potrò produrmi nei consueti approfondimenti e per questo mi scuso (anche se immagino che ci sia anche chi tirerà un sospiro di sollievo per la inconsueta brevità della composizione).

Inizio col dirvi che il collega di Parma Today Guglielmo Trupo conferma oggi le indiscrezioni che StadioTardini.it aveva offerto alla comunità Crociata il 21 marzo scorso, allorché uscimmo con la notizia “Conferenza dei Servizi, si profila una nuova scadenza”, in cui scrivevamo: i tempi potrebbero ulteriormente prolungarsi (fine maggio), dal momento che uno o più tra i dodici enti coinvolti avrebbe già avuto da eccepire sui contenuti pervenuti, indicando ulteriori prescrizioni: non solo, ci sarebbe anche la richiesta di presentare anche altre soluzioni progettuali, il che potrebbe significare o una revisione di quello già in possesso (poco male se per caso dovesse rendere l’opera più congrua rispetto al sito che la ospita), o la temuta delocalizzazione che gli affezionati al centenario Ennio temono”.

Appunto, a conferma di ciò, oggi il quotidiano on line del gruppo CityNews, scrive: Il sì definitivo che dovrebbe autorizzare il restyling del Tardini potrebbe slittare ancora. Secondo indiscrezioni, il progetto al vaglio della Conferenza dei Servizi potrebbe essere oggetto di ulteriori integrazioni. Il documento già ‘corretto’ dai tecnici del Club di Krause dovrebbe subire ulteriori modifiche relativamente all’esecutività del progetto”.

“Il Parma, a oggi, non ha ricevuto alcuna notifica, va detto. Ma resta in attesa del verbale che certifica lo stato dell’arte”, aggiunge ParmaToday. Il verbale, secondo quanto risulta a StadioTardini.it, potrebbe arrivare appunto a fine maggio dopo il riesame delle ulteriori prescrizioni che sarebbero già state impartite verbalmente al club che dovrà integrare o modificare a secondo delle indicazioni ricevute, quanto aveva già oggetto del precedente rinvio (ossia quanto contenuto nell‘ultima pec del 19 febbraio 2024).

“Tuttavia, – scrive oggi ParmaToday la possibilità di trascinarsi oltre al mese di maggio non sarebbe da escludere a priori. Perché al vaglio dell’Ente ci sarebbero alcuni punti critici che non convincono dal punto di vista ambientale e viabilistico. La questione dei parcheggi da garantire è cruciale. La parte più importante, però, riguarda il contesto della ValSat, la Valutazione della Sostenibilità Ambientale e Territoriale cui bisogna rispondere quando sul tavolo ci sono progetti così importanti”. Anche a StadioTardini.it risultava che le osservazioni fossero di questo tipo, ma non lo avevamo a suo tempo spoilerato per rispetto ai lavori ancora in corso dell’organismo in cui siedono rappresentanti di 12 enti e commissioni.

Il Parma, – conclude ParmaToday – il 19 febbraio, ha consegnato formalmente al Comune di Parma le integrazioni richieste dalla Conferenza dei Servizi decisoria. E aspetta di conoscere il parere, con moderata fiducia. Intanto continua a monitorare la situazione circa il sito dove far sorgere – eventualmente – lo stadio temporaneo. Il Club sta lavorando soprattutto per decifrare il complesso iter amministrativo e autorizzativo da seguire. Va detto che è assai complesso. Fare uno stadio temporaneo significherebbe aprire una nuova Conferenza dei Servizi, ottenere autorizzazioni dei diversi enti coinvolti. Un percorso non semplice. Per questo la possibilità di Piacenza resta sì remota ma non del tutto tramontata”.

Mi permetto di chiosare quest’ultimo assunto del collega Trupo, in quanto è vero che il rischio (e lo avevamo anche già paventato) che, dopo tanto cinema, ci si possa venire a dire che bisognerà per forza giocare a Piacenza, perché non ci sarebbero soluzioni possibili sul nostro territorio per un temporary, ma giustificare la cosa con la Conferenza dei Servizi non è corretto, in quanto per una soluzione pressoché già pronta, quale potrebbe essere Sorbolo, la si risolverebbe in breve tempo e non certo come ora, anche perché le criticità sarebbero ridotte. Dunque eviterei di offrire alibi in questo senso per indirizzarsi al Garilli – soluzione invisa ai tifosi – che peraltro non è certo pronto per ospitare la Serie A e, come abbiamo più volte affermato, sarebbe assurdo andare a portare ricchezza altrove, anziché tenerla e valorizzarla sul nostro territorio.

Anche Marco Osio, che nel simpatico video tratto dalla rete oggi non ha rispettato il no carni del venerdì santo, avendo preso parte con gli ex compagni (di squadra negli anni 90, non di partito) Luigi Apolloni e Tino Asprilla ad una grigliata alla Pasticceria D’Azeglio, con Dj Frambo, ha pensato di interferire sul mio cenino di pesce, mandando, attraverso il proprio ufficio stampa, la sottonotata nota sul tema, a noi caro, del Tardini, intervenendo quale consigliere comunale di Parma (Gruppo Vignali):

“E’ limitativo stare fermi e in silenzio in attesa degli esiti della Conferenza dei servizi (il riferimento è alla risposta dell’Assessore Marco Bossi alla comunicazione urgente del consigliere comunale di Europa Verde Enrico Ottolini, nda): il progetto di ammodernamento necessiterà di una variante urbanistica. E i tempi di una variante urbanistica saranno probabilmente lunghi, ben più di quelli consentiti dalle legge stadi. E’ palese come le tempistiche si dilateranno.

Diciamo da tempo che non sono state rispettate le teppistiche inizialmente annunciate, con il completamento del progetto che sarà in una data ben più lontana da quella preventivate.”

“L’incertezza sulla data di inizio dei lavori – prosegue il consigliere – rende ancora più urgente la definizione di un piano B per lo stadio temporaneo. Non possiamo permettere che il Parma Calcio 1913, e con esso la città di Parma, si trovino ancora senza sapere quale sarà la casa per le prossime stagioni calcistiche.”

Serve una soluzione rapida e concreta, serve una mediazione politica seria e convinta della Giunta che tenga conto delle esigenze della squadra, dei tifosi e della città.

Il sindaco Guerra va in Europa a vantare lo stadio di Parma come polo energetico che sarà d’esempio per tutti, ma pare vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Si preoccupi prima di fornire risposte convincenti e concrete alla cittadinanza, onde evitare il Tardini si riveli l’ennesima promessopoli senza realizzazione”.

Anche in questo caso mi si conceda una piccola chiosa: il Parma, nella prossima stagione, giocherà ancora (per fortuna) nel vecchio Tardini: il temporary (anziché Piacenza) sarà, eventualmente, per il campionato successivo, se non addirittura – con questi ritmi – due. Ed è palese che si potrà ragionare di stadio provvisorio quando ci sarà il sì definitivo per l’attuale progetto da parte non solo della Conferenza dei Servizi, ma appunto anche del Consiglio Comunale. E fin che si continua a giocare al Tardini (vecchio) lo stadio provvisorio non serve, come non servirebbe se si procedesse con un rifacimento a stralci e non con chiusura totale per alcune stagioni. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

18 pensieri riguardo “CONFERENZA DEI SERVIZI, VENERDI DI PASSIONE: SE NE RIPARLA A FINE MAGGIO

  • nicolò gazzi

    Alla faccia di chi dava al colpa a voi giornalisti ,accusandovi di aver mal calcolato i tempi ……..

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  • Credo che stadio, quello che c’è attorno ad esso e il Centro Polifunzionale di Collecchio con tanto di alberghi, cliniche private e shopping center lo faranno gli imprenditori di Parma (per fortuna). Basta aspettare un po’ (un paio d’anni), trovare il modus operandi per salvare capra (il glorioso Parma) e cavoli (Tardini, Collecchiello e building limitrofi) e tutto tornerà nell’alveo della parmigianità.

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    • L’Innominato

      Caro Andrea,
      mi sembra un’idea un po’ balzana. Gli imprenditori di Parma, 4 anni fa, sono riusciti ad arruolare alla causa del Parma Calcio un billionario, desideroso di accendere il suo poderoso idrante – come lo chiama il Direttore – a beneficio di club e strutture. Dopodiché, si sono tolti dai maroni, completamente fuori dai giochi. Sia perché il proprietario dell’idramte voleva gestire in totale autonomia- come e’ giusto- l’irrorazione della golden rain. Sia perché i nostri politici smaniavano di sedersi in autonomia al desco del nuovo magnate, prodigo di photo opportunity e dichiarazioni da spendersi in campagna elettorale. Non gli pareva vero – ai nostri politici- di poter giocare al progetto del Grande Stadio senza tra le balle quei vecchi arnocchi degli imprenditori locali, che non avevano mai dato prova di tenere in grande considerazione le capacità della politica locale.
      Ora dopo 4 anni di chiacchiere e continui scambi di complimenti tra manager dell’americano e uomini del Comune, la situazione appare decisamente ingarbugliata. Perdere l’opportunità di un investimento privato sulla città da oltre 150 milioni sarebbe un’onta incancellabile per la nostra politica, di maggioranza come di opposizione. Speriamo non sia così, ma davvero non riesco a capire come secondo Andrea gli imprenditori parmigiani potrebbero interpretare ora un ruolo.

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      • Innominato, stiamo parlando di un business edilizio da centinaia di milioni, nel quale lo stadio rappresenta solo uno degli assets. Milioni di metri cubi di edifici commerciali che migliorerebbero la nostra città e la nostra provincia. Creare il polo multifunzionale di Collecchio e sfruttare tutti gli spazi adiacenti il Tardini, con una legge che di fatto ti permetterebbe di avere la bancabilitá a rischio di impresa quasi zero (tutti gli oneri finanziari verrebbero scaricati sulla società di scopo), non può essere lasciato realizzare ad uno straniero, Farselo scappare sarebbe uno smacco per i nostri industriali. Rimane solo da stabilire come rifondare il mezzo miliardo speso finora da Kyle, ma Sampdoria insegna, le soluzioni si trovano anche senza passare da un fallimento. P.s. i nostri politici vanno dove tira il vento, lo hanno fatto con Ghirardi, con Taci, con i 7, con Lizzy, e con Krause.

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        • Innominato

          Sarò’ scemo, ma questo gran business non lo vedo. Prima di rientrare da qualunque investimento di ristrutturazione del Tardini, impiegheresti decenni. Spazi commerciali o residenziali significativi adiacenti, non ce ne sono. Non conosco bene la situazione di Collecchio, ma non mi sembra esattamente Dubai. Davvero non credo che il miglior investimento se uno ha a disposizione risorse da investire, sia in questi due progetti di riqualificazione.

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          • Innominato, un progetto anzi un Project Financing, l’impianto legale del nuovo Tardini e (probabilmente) Collecchiello, per legge deve avere un “interesse pubblico” e presentare una sostenibilità economica, deve quindi presentare un PEF (piano economico finanziario) che deve essere approvato dagli enti pubblici interessati. Una volta stabilita la “fattibilità” del progetto da parte delle Pubblica Amministrazione, gli scenari diventano 2: 1) l’investimento funziona e tutti sono felici 2) l’investimento non ottiene l’equilibrio finanziario e cominciano i dolori (specie per gli Enti Pubblici). In pratica (e semplificando molto) nel Project Finance il privato vince sempre, se ci guadagna bene se ci perde interviene il Pubblico che ha approvato il PEF, per ripianare le perdite. Inoltre in un “Progetto di Finanza” a realizzare l’opera è una “Società di Scopo”, generalmente una srl neocostituita che risponde di eventuali inadempienze solo per il proprio capitale sociale versato. Nessun rischio in Sede Civile e personalistico per le aziende che hanno fondato la società. Con la “legge stadi” inoltre a “garantire” il finanziamento per la costruzione degli impianti, a prescindere che si trovi il denaro nel circuito bancario privato o in quello pubblico (ICS, CDP etc etc) sarà comunque lo Stato. Bancabilitá garantita ed enormi cubature per edilizia commerciale, urbanizzazioni a carico degli enti pubblici, alienazione di plessi comunali etc etc non possono non fare gola agli speculatori, per quanto onesti. Parma e la sua provincia hanno la possibilità di svoltare e muoversi verso una modernità sostenibile, farlo fare a un Lizhang, a un Taci o a un Krause qualsiasi, quando hai una classe imprenditoriale locale ai vertici mondiali mi sembra uno spreco. Tutto qui, inoltre sono convinto sul loro impegno sottotraccia per gestire il “più grande progetto pubblico del dopoguerra a Parma”.

  • E’ l’inconferenza dei servizi

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  • Il fatto che ci sia un canale di dialogo aperto con chi deve valutare il progetto è sicuramente positivo e non è sempre scontato anzi.
    Questa è la burocrazia, a volte anche necessaria, cosa che mi fa sempre più propendere per un restyling a stralci del Tardini proprio perché pensare ad un’altra conferenza dei servizi per lo stadio temporaneo mi fa venire il mal di testa.
    Una osservazione sul tema parcheggio, oggi non c’è e lo stadio è fruibile ed in regola dunque mi pare una assurdità mettere una prescrizione su tale aspetto, altrimenti per coerenza non dovrebbe essere in regola neppure l’attuale situazione come quella peraltro della maggior parte degli stadi.
    Certamente continuare a mettere ostacoli e complicazioni quando si vuole fare per migliorare la situazione vigente
    è abbastanza deprimente bisognerebbe avere un po più di agevolazioni al riguardo.
    Detto questo personalmente mi godo i risultati sportivi di quest’anno che ci riporteranno nel calcio dei grandi, uno stadio ce lo abbiamo per cui d’ora in poi seguirò la vicenda ma senza più di tanto appassionarmi….
    Sempre e solo forza Parma

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  • Triple-sec

    Ragionamenti Vulcaniani (rischi/benefici, entrate/uscite etc etc). Kk non ha mai espresso aperture verso la delocalizzazione del Tardini o la sua riqualificazione (anche se le due opportunità darebbero la possibilità di poter continuare a giocare le prossime stagioni in casa…e non è poco). Forse anche la ricostruzione ex novo, ma graduale.. lo potrebbe consentire (ma non è un piano previsto). Non ho invece mai letto quanto kk darà al Comune per il vecchio Tardini e per l’area circostante. Kk comprerebbe il diritto di possesso e lo sfruttamento dell’immobile per 60 o 90 anni non il terreno. Se lo avesse per 60 anni dovrebbe pagare meno ma comunque pagare. Io però non ho capito quanto tirerà fuori Krause

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  • Risposta ad Andrea

    Andrea, mi sembra che tu descriva sia una versione un po’ distopica del project financing, che e’ uno strumento utilizzato ormai da una quarantina d’anni in tutto il mondo, per ovviare alla carenza di fondi pubblici da devolvere alla realizzazione di opere infrastrutturali. Ma senza entrare in tecnicismi noiosi, credo di poterti rassicurare. Non c’è alcuna volontà o interesse da parte dei tuoi amatissimi (😂) industriali locali di farsi coinvolgere su progetti ne’ sul Tardini, ne’ su Collecchio. Ne tantomeno qualcuno glielo ha proposto. Dopo decenni di diabolici e sistemici complotti ai danni della pubblica collettività, questo giro stavolta se lo saltano. Non ne sei rassicurato?

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    • Se non c’è interesse degli industriali di Parma a realizzare un’opera che impatterà (a mio avviso in termini positivi) sull’intero tessuto economico della provincia è un vero peccato. Gli stranieri, danarosi o meno, vanno e vengono, poco importerebbe a loro di mantenere l’immagine integra nella nostra città. In caso di fallimento se ne tornerebbero al loro “paesello”, come hanno già fatto in quel di Carpenedolo, Valona o Wuhan. Gli industriali locali sono legati al territorio, la loro reputazione in città conta. Io non sono un “tifoso” dell’Upi e neanche un “vetero provincialista” tuttavia sono convinto che nonostante le continue smentite del loro interesse stiano lavorando per il bene della città, e per i loro legittimi interessi, naturalmente.

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  • Innominato

    Mah…io non vedo assolutamente segnali o movimenti in questo senso. Direttore lei che ne pensa? Quella di Andrea e’ una boutade o qualcosa si muove nelle segrete stanze?

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    • Per me è fantascienza: gli imprenditori locali, più o meno aderenti all’Upi (che ha anche perso l’interlocutore privilegiata nel gruppo Denari) sono lontani dal PRma CLcio e dalla sua gestione. E purtroppo si vede, perché il vero problema è che tra pubblico e privato non mi pare che ci sia nessuno in grado non solo di mettere a terra il progetto, ma neanche di tenerlo in aria…
      Leggo poi di speculazioni: come mi pare di aver già detto in un commento to pre-pasquale (a proposito non Vi avevo, cari lettori, fatto gli auguri, ma faccio in tempo ad auspicare un’ottima pasquetta) io ritengo che un investimento il cui ritorno possa arrivare dopo oltre 60 anni non possa essere un ottimo business, anche se ammetto di non essere un visionario imprenditore di buon senso…

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  • Quivis de populo

    Scusate ragazzi se la metto giù spiana. Ma se qualcuno pensa di tirare a mano gli industriali cattivi anche a sto giro, per quanti pregiudizi abbia verso di loro, e’ veramente fuori strada.
    Breve riassunto storico. Gia’ ai tempi di Manenti, quando Aldo Cazzullo titolava sul Corrierone “Parma la città delle truffe”, Pizzarotti Sindaco in diretta nazionale si presentava come il baluardo del Parma Calcio. Flirtava con la Figc, apparecchiava con i Curastars. Ma la verità è che in Comune non avevano la minima idea della situazione. Nel senso che manco l’avevano ben capita, figuriamoci risolverla! Per una clamorosa botta di culo, proprio mentre il Pizza Sindaco si concedeva una lunga vacanza studio o missione istituzionale negli Stati Uniti, altri in quell’estate prendevano in mano e risolvevano la situazione, compattando gli industriali locali e prendendosi l’onere di riportare la Parma calcistica in categorie consone. Ciononostante, soprattutto fuori città, l’immagine del Comune che “aveva salvato la squadra di calcio” in qualche modo mediaticamente passo’. Fast forward 5 anni, gli industriali trovano un bilionario dal curriculum presentabile, smanioso di investire milioni sulla squadra e sulle infrastrutture a cui cedere il club, come da impegni pubblicamente presi (“il nostro ruolo, riportato il Parma in categorie consone, e’ identificare un investitore di lungo periodo che abbia ampia disponibilità e voglia di investire” cit.). lo introducono agli uomini del Comune. E già ’ che ci sono, lasciano pure il libretto di istruzioni, ossia un progetto stadio che a grandi linee aveva già smarcato tutte le criticità principali. Da li’ parte un nuovo film che vede completamente esclusi i vecchi soci. Manco una telefonata per chiedere loro un consiglio, ne’ lato pubblico, ne’ privato, nonostante tra i 7 ci fosse pure chi una certa esperienza in fatto di opere pubbliche l’avrebbe anche avuta. Il vecchio progetto viene ritirato senza che il Comune provi nemmeno a raccontarlo ai consulenti di kk. Parte l’asse Bosi-Denari. inizia l’era delle dichiarazioni e delle scadenze imminenti. Parte uno sgangheratissimo e lungo percorso partecipativo. Poi e’ tempo di elezioni Il resto e’ cronaca. Dopo 4 anni, invece del via libero ai lavori atteso da tutti ad Aprile, la palla vola in tribuna e ora si parla addirittura di varianti urbanistiche. Sono passati più di 1.400 giorni, con pochissimi passi avanti concreti. Il rischio di perdere l’opportunità del più grande investimento privato in opere pubbliche in città dal dopoguerra si fa concreto, visto che l’esperienza insegna che se c’è una disponibilità di 150 milioni , va raccolta tempestivamente, perché non e’ detto che ci sia in eterno. Praticamente i nostri amministratori, eredi del Pizza, rischiano di sbagliare un rigore a porta vuota fischiato 4 anni fa. E tirare a mano gli industriali cattivi anche a sto giro, e’ una fola che proprio non passa. Chi di dovere inizi piuttosto a lavorare seriamente.

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  • Progetfainansing e distopico sugli asset, vedasi bisnessplein, figa che consesso erudito!

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  • Ed io fra di voi, che non ho studiato mai, vedo la vostra intesa…

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