martedì, Maggio 28, 2024
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QUESTIONE STADIO: I TECNICI RIPASSANO LA PALLA AI POLITICI…

(Gmajo) – La Gazzetta di Parma di oggi, giovedì 4 aprile 2024, annuncia (se lo dice la Gazzetta vuol dire che è vero, almeno così si diceva quando io ero piccolo…) in pompa magna che a maggio il Consiglio Comunale voterà sul nuovo stadio (titolo). Tutto questo perché (occhiello) è chiusa la Conferenza dei Servizi sul “definitivo”. E così (catenaccio, non nella accezione di HH) all’esame dell’aula ci sarà la durata della concessione ed il dibattito sulla variante urbanistica.

I più attenti tra i nostri lettori, interessati alla telenovela, ricorderanno certamente la puntata in cui avevamo parlato di criticità emerse durante la fase dei lavori, con uno (o più) tra i dodici enti preposti che avrebbero sollevato obiezioni sui contenuti delle tavole – oggi il giornale locale ci specifica, con dovizia di particolari, che erano 670 in prima battuta, poi integrate da altre 150 – per cui nell’apprendere che, invece, per il consesso tecnico va tutto bene, madama la marchesa, prima si sarebbe fatto tanto fumo per nulla…

A mio modo di vedere, invece, come spesso capita in questa vicenda, siamo di fronte (adesso) a molto fumo e poco arrosto. Di carne bruciante, infatti, sarò orbo, ma non ne vedo, giacché non abbiamo uno straccio di documento ufficiale (“carta canta”) a sostegno delle tante parole che stanno alla base, dalla scorsa puntata di Parma Europa con ospite l’assessore De Vanna, sino all’articolo di oggi che su quello si basa. Ossia sull’annunzio ufficiale, sotto i riflettori del suddetto che sono scaduti i termini per il deposito dei pareri degli enti che sono coinvolti nella Conferenza dei Servizi, che hanno preso visione della nuova versione del progetto definitivo che è stato depositato nelle settimane scorse.

Termini scaduti: dunque stop, fermi tutti, basta integrazioni, anche perché di tavole ce ne sono già anche troppe, peccato che reiterino sempre le stesse cose, quasi come quando, interrogato, io cercavo di menare il can per l’aia con la mia parlantina dinnanzi al professore, quando, sotto-sotto, di effettivamente studiato ci fosse ben poco… Dunque, esiste un privato proponente ed un ente pubblico capofila della Conferenza, appunto il Comune di Parma, che gli domanda la documentazione, che poi il consesso dei tecnici esamina. Mi pare di capire, ascoltando De Vanna, che i tempi chiusi riguardino le richieste di integrazione (non è, in effetti, che si possa andare avanti all’infinito…) e dunque non ne sarebbero necessarie altre, secondo i tecnici che le hanno esaminate, prima del passaggio successivo.

Qual è il passaggio successivo? Quello politico, in Consiglio Comunale, come aveva spiegato, sempre a Parma Europa l’assessore ai lavori pubblici e legalità:adesso sulla base dell’articolo 53 della Legge Regionale 24 del 2017 ci sarà un passaggio dovuto in consiglio comunale, anche per la variante urbanistica”, ma non solo, perché l’altro scoglio è la famosa durata della concessione del diritto di superficie, per la quale è facile prevedere un ampio ed articolato dibattito (ossia che ci si scanni sugli scranni)…

Attenzione, però, perché la famigerata Conferenza dei Servizi, che ora ripassa il pallone ai politici, poi tornerà di nuovo in gioco, come scrive Pierluigi Dallapina oggi sulla Gazza: “In caso di via libera, l’aula dovrà anche nominare un delegato – sicuramente si tratterà di un dirigente del municipio – che dovrà rappresentare il Comune durante l’ultima seduta (sincrona) della Conferenza dei Servizi. Poi si potrà parlare di cantiere”. Sarà, dunque, in quella occasione, adesso siamo ancora endo-procedimento, che le famose prescrizioni (che per ora restano solo nell’aria) dovranno tassativamente essere attuate, ma non dovrebbero essere un problema per l’investitore, anche qualora gli dovessero costare qualche quattrino in più del previsto, per sistemare le cose come gli chiedono.

L’importante, a questo punto, era salvare la faccia dell’assessore Bosi che, dopo i tanti ritardi sulle previsioni del passato, non voleva aggiungere una figuretta con un nuovo spostamento in avanti dei tempi rispetto a quel mese di maggio per il passaggio politico che aveva annunziato, sempre a Parma Europa, nella puntata del 12 marzo scorso. In quella di martedì 2 aprile il suo collega De Vanna si era affrettato a precisare: “confermo i tempi che erano già stati indicati dall’assessore Bosi, entro la fine di aprile, arriveremo praticamente al tratto finale e poi a maggio in consiglio comunale”. Da ingenuo, però, non riesco a capire tutto il gaudio tra le parti interessate, circa i (supposti) tempi scaduti per integrazioni o chiarimenti.

Al di là delle apparenze, cercando di intravvedere qualcosa oltre il fumus (l‘ultima volta che lo feci, tradito dal navigatore, precipitai giù per una scarpata a Monte delle Vigne con la Nissan Qashqai d’ordinanza, rimanendo, sia io che il mezzo, fortunatamente illesi), mi pare di capire che sia stato dato un ulteriore calcio in avanti al pallone con questo passaggio in verticale dai tecnici ai politici (come per dire: adesso strigatevela voi… quando, magari, qualcuno in maggioranza sperava di avere da loro una foglia di fico di protezione…) ma la partita non è certo conclusa. E neppure la telenovelaGabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

10 pensieri riguardo “QUESTIONE STADIO: I TECNICI RIPASSANO LA PALLA AI POLITICI…

  • Direttore, Il concetto è molto semplice. Il Piano Economico Finanziario del “nuovo” progetto definitivo non può passare, se non con grandi rischi di chi dovesse decidere di asseverarlo. Ovviamente, nessuno ne parla, la narrazione cittadina deve essere che Krause è ricco (anche se un po’ “mamlone”), e che costruire un’opera che non ha nessuna probabilità di equilibrio economico, essendo un’opera “finanziata completamente da un privato”, sono unicamente “affari suoi”. Peccato che non sia così. In un contratto PPP (partenariato pubblico privato) con l’istituto del Project Finance, asseverare un PEF da parte della Conferenza dei Servizi significa ritenerlo in grado di generare utili per il proponente e di conseguenza, il comune, si potrebbe trovare a “rifondare” eventuali perdite del “socio”. L’istituto del PF è già stato oggetto di una procedura di infrazione nel confronti dell’Italia da parte della UE e per quanto modificato, risulta ancora molto “sbilanciato” a favore dell’impresa privata rispetto a quella degli enti pubblici interessati, come denuncia costantemente l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). Del resto se il PEF del precedente progetto preliminare da 80 milioni per il restilyng del Tardini era stato bocciato dalla società di consulenza ingaggiata da comune, in quanto economicamente irrealizzabile non vedo come un progetto da 140 milioni possa venire approvato. Lo scoglio maggiore da superare credo sia proprio “la questione economica”, non certo le diatribe tra tifosi favorevoli, e residenti contrari.

    • Se spalmiamo 140 milioni in 100 anni sono 1,4 milioni all’anno, anche nell’ipotesi di 60 anni si parla di 2,3 milioni all’anno, cifre di molto inferiori al solo incasso da biglietti, tanto più se si va in A.
      Poi si aggiungono ricavi da sponsor, pubblicità, Sky box, merchandising, catering, cessione del nome, il museo, potenziali affitti di spazi commerciali, altri eventi che si potrebbero organizzare nello stadio e sicuramente altre fonti di ricavo che al momento non mi vengono in mente… personalmente non vedo questo problema. Avete evidenze diverse?
      Anche perché se non fosse così nessuno stadio sarebbe autorizzabile…

      • Sig LG non è proprio così semplice come dice lei. Il break even point (il punto di pareggio) ossia la quantità di ricavi necessari a coprire la totalità dei costi aziendali per il rifacimento del Tardini è stato calcolato in 16.211.300 euro all’anno scritto nero su bianco sul documento PEF ufficiale fornito dal Parma Calcio assieme al progetto definitivo. Le voci di ricavo sono elencate una per una nel documento ufficiale che nessuno (o quasi) ha ancora reso pubblico. Sono le seguenti (ricavo annui): 1) Affitto dell’utilizzatore 2.500.000 se la squadra è in A, 2.164.900 se in B (attualmente il Parma paga al comune 150.000 euro se in A, 114.000 se in B) 2) Premium Seating Revenue 5.294.300 (sono previsti circa 2.100 posti premium che pagheranno circa 2.100 euro l’abbonamento e rimarranno quasi invariati i prezzi degli altri settori). 3) Naming Right 3.500.000, l’intestazione dello stadio allo sponsor che gli darà in nome (l’Atalanta incassa 750.000 euro all’anno dalla Gewiss). 4) New Revenue Digital 1.070.000 5) altre sponsorizzazioni 967.500 6) eventi non sportivi (affitto per concerti ed altri eventi) 434.400 7) eventi sportivi extra Parma Calcio 450.000 8) locazione spazi commerciali 354.900 9) locazione Sky Box extra match 208.000 10) Parcheggi extra match 568.000 11) rimborso spese condominiali 114.100. Per un totale di 16.211.300 euro. Chi assevererá questo documento (Conferenza dei Servizi) accetterà i dati forniti sono corretti e i ricavi presentati siano “fattibili”. Per ottenere l”equilibrio economico (nell’arco di venti anni) con i costi attuali la neocostituenda Società di Scopo dovrà incassare oltre 16 milioni all’anno. Non lo dico io e non è una “indiscrezione” di qualche giornalista informato ma il documento ufficiale del Progetto Definitivo su cui CF e Consiglio Comunale dovranno deliberare. Spero di essere stato chiaro

  • Beautiful gli fa un baffo alla telenovela sullo stadio.

  • Invece di pensare al PPP, al PF e al PEF qualcuno sa quanti gol ha segnato il presunto fenomeno Bonny in 30 partite? Gli stessi di Ciolac che non si sa poveretto cosa l’abbiano preso a fare. Non aggiungo altro.

    • Davide 324,9 milioni di euro investiti al 31.12.2022 che diventeranno (più o meno) 420/430 milioni con l’approvazione del nuovo bilancio al 31.12.2023 e il conseguente aumento di capitale per le perdite di esercizio maturate a quella data. Se ci aggiungiamo i 168 milioni per il restyling del Tardini e non si sa quanti per lo stadio provvisorio, l’americano supererà abbondantemente i 650 milioni. Una cosa mai vista in Europa, per una squadra di provincia. Investimenti simili sono stati fatti solo dalle grandi squadre della serie A, che hanno milioni di tifosi e giocano la Champions, e tutte o quasi hanno comunque in comune di essere indagate dalla Magistratura Ordinaria.

      • Si chiama Kyle Krause, o Mr. Krause, o Presidente, o se preferisci KK.

        Non “l’americano”.

  • Sono certo che Krause verrà a leggere i commenti per regolarsi come spendere i suoi soldi.
    Ma per favore!
    La buona notizia è che il primo ostacolo della Conferenza dei Servizi, pare superato, detto da un assessore e non indiscrezioni o voci di corridoio. Ora aspettiamo i prossimi passaggi.

  • Dott. Andrea, Lei mi sembra un commercialista o qualcosa del genere. Molto forbito, preparato, istruito (grazie delle traduzioni di alcune inutili, seppur fighe, parole inglesi). Quindi Le chiedo, davvero pensa che un piano di decine e decine di anni sia una cosa seria? Lo assevererebbe, forse sperando che per quanto giovane, non ne dovrà rispondere se non dall’ aldilà?

  • Dottore, gli importi sono attualizzati?

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