lunedì, Luglio 22, 2024
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QUANTO VALE IL TARDINI? IL PUBBLICO LO CHIEDE A UN PRIVATO

(Gmajo) – Era un po’ di tempo che non ci occupavamo del New Tardini, in pratica da quando i tecnici (leggi la Conferenza di Servizi) han passato la palla ai politici (ossia il Consiglio Comunale che a maggio, come da timing fissato dall’assessore al Tardini Marco Bosi, si riunirà per scannarsi tra gli scanni circa la durata della concessione e la variante urbanistica, per consentire all’investitore di avere spazi commerciali a disposizione, da cui trarre profitto).

Propedeutica, appunto, ad uno dei punti al vaglio e decisione dei politici, ossia l’annosa durata della concessione, spunta la novità, anticipata ieri da Parma Repubblica ed oggi ampiamente spiegata dallo specialista Giuseppe Milano sulle pagine della Gazzetta di Parma, dell’assegnazione da parte del pubblico (ossia il Comune di Parma) ad un privato (l’ingegnere parmigiano Gian Luigi Capra), per l’importo convenuto netto di (circa) euro 10.000 (diecimila, in lettere, come negli assegni), di un incarico di consulenza per una “perizia estimativa”, circa “la congruità della valorizzazione del diritto di superficie, nell’ambito del procedimento relativo al nuovo Tardini.”

In sostanza per sapere quanto valgano oggi lo stadio Tardini e il terreno su cui insiste l’impianto serve un parere terzo che lo sancisca e che aggiorni i valori in merito già noti ed un po’ datati che lo stesso Parma Calcio aveva tenuto indicativamente presenti allorché aveva stilato, attraverso i propri professionisti, il piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera. In quella sede la cifra indicata era di 12 milioni di euro, tenuta presente per il computo degli oneri da versare.

Secondo Milano “la stima che scaturirà dalla perizia dell’ingegner Capra è solo un passaggio di natura burocratica” che “non influirà in alcun modo sulla durata della concessione“, perché “la decisione resta di pura natura politica con il Parma che chiede di poter gestire il nuovo Tardini per 90 anni, mentre sul fronte opposto, quello comunale, si ipotizza 65. Molto probabilmente si arriverà ad una mediazione tra le due richieste.” Insomma, come il ghiaccio bollente, la perizia non influirà in alcun modo, ma nello stesso tempo influirà…

Certo i tempi fanno un po’ riflettere: non tanto perché oggi la testa di tutti è sul Lecco (dopo la vittoria di ieri del Venezia sulla Cremonese che ha fatto venire la strizza), quanto perché, proprio ora? Cioè appena prima del dibattito politico? Non la si poteva far fare prima (se proprio necessaria)? Anche perché rende il PEF del Parma, già abbastanza approssimativo circa i ricavi, impreciso. Peraltro, al proprio interno il Comune di Parma non ha proprio personale che possa stimare questo valore? Durante la riunione di redazione mattutina, il vice direttore Gianni Barone mi spiegava come prima il Comune si affidasse ai servizi estimativi dell’Ufficio del Territorio (nel quale ha lavorato molti anni) e spesso lui stesso, assieme allo scomparso Luca De Carli, aveva effettuato stime di diverse aree comunali tipo l’ex scalo merci in via Fratti, oltre alla caserma di Via Zarotto (che era del Demanio), sottolineando come loro fossero imparziali ed in alcun modo influenzabili, proprio poiché istituzionali.

Tra i dubbi che mi erano venuti, anche quello che – magari, anche per poter mettere la parola fine a tutte le polemiche che ci sono per il fatto che si tratta di area pubblica – l’investitore, anziché puntare alla sola concessione del diritto di superficie potesse puntare direttamente all’acquisto, ma mi è stato fugato (da chi se ne intende), poiché il Comune, in tal caso, dovrebbe procedere con un’asta pubblica che è una procedura al di fuori della legge per gli stadi (che peraltro non ho ancora ben capito se il Parma la stia seguendo o meno, giacché sono contradditorie le notizie in merito) e di certo più lunga e rischiosa per l’acquirente. Sempre ammesso, poi, che sull’area non gravi qualche vincolo per il precedente lascito di Tardini.

La perizia Capra, in buona sostanza, potrebbe finire per dare man forte a coloro che spingono per una riduzione della durata della concessione dagli attuali 90 anni prevista dal preliminare: un documento terzo al quale potersi appellare: se questa perizia dovesse dimostrare che bastano meno di 90 anni per far rientrare dell’investimento, perché concedere più anni? Anche perché per la legge europea non si possono dare concessioni più lunghe della durata necessaria per il ritorno dell’investimento. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

3 pensieri riguardo “QUANTO VALE IL TARDINI? IL PUBBLICO LO CHIEDE A UN PRIVATO

  • Una gran bella telenovela!

  • Io il Tardini lo lascerei così com’è.

  • La micragnosa cifra allocata per pagare il “geometro”, ovvero 10 mila euri farebbe felice Dall’Ara ma fa felice anche me. Perché conferma che tale perizia è banalmente un orpello burocratico senza alcun obiettivo o utilità. Un foglio messo lì per far tacere eventuali rompi balle e arrivare al via libera.

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