NUOVO INIZIO: FATTI, NON PAROLE, editoriale di Gabriele Majo
(Gmajo) – E’ inutile nascondere che, a parte un certo scherzetto che poi mi tirarono, resto molto affezionato a Nuovo Inizio e grato a Marco Ferrari per avermi personalmente scelto quale responsabile ufficio stampa e comunicazione del neonato Parma Calcio 1913, restituendomi quella medesima carica occupata in precedenza, dapprima durante l’Amministrazione Straordinaria del club del duo Bondi-Angiolini e poi nei primi anni Ghirardi.
Poi si consumò il mio primo doloroso divorzio dal Parma F.C., a seguito del quale sarebbe iniziato il mio percorso attraverso StadioTardini.com, che mi affidarono i veri fondatori, ossia i Tardini Fans, e poi StadioTardini.it, testata giornalistica della quale sono fondatore e, tutt’ora, proprietario e direttore responsabile, anche se qualche bontempone ha in mente strane idee… Se Ferrari, dieci anni fa, pensò di restituirmi il mio posto in Società, ho ragione di credere che fu proprio per la mia attività su questo sito nei difficili giorni del fallimento e per l’onestà intellettuale che mi ha sempre riconosciuto.
Ferrari, che di Nuovo Inizio è stato il vero ideatore e collante, anche se preferisce star lontano dai riflettori – salvo averci messo sempre la faccia quando necessario, ossia nei tanti momenti di difficoltà che comunque l’avventura di successo ha incontrato nel suo percorso, scontrandosi spesso anche col fuoco amico – mi scritturò mentre mi trovavo nell’open space (in tutti i sensi) che occupavo allora, ossia il bordo piscina del River, dove tra l’ammirare Rosy Maggiulli discinta e una sana nuotata, con smartphone e portatile a portata di mano ottimizzavo i tempi, tenendomi aggiornato e riferendo ai lettori. Bastò una telefonata e un successivo incontro al Barino per dargli (onorato) piena disponibilità. Il tutto si sarebbe poi perfezionato in una signorile villa dalle parti di Piazzale Partigiani d’Italia.
L’Amministrazione Straordinaria e Nuovo Inizio sono accomunate da un tratto distintivo nel quale mi sono sempre riconosciuto, ossia vengono prima i fatti e poi le parole: nel turbolento mondo del calcio, però, siamo avvezzi al contrario, e per questo entrambe le compagini, pur tra le migliori avute al Parma, non hanno mai goduto dei favori delle folle, che si sfamano a suon di proclami e promesse, restituendo luoghi comuni e leggende metropolitane. Basta, invece, scorrere l’elenco che abbiamo postato prima – o dare una scorsa alle infografiche, se siamo pigri e non abbiamo voglia di sbatterci troppo a leggere – per vedere una serie di fatti concreti portati a termine in cinque anni, inclusi alcuni cavalli di battaglia (Femminili e Special) che qualcun altro sbandiera come proprie roccaforti.
Quel freddo elenco resta lì a testimoniare come in cinque anni, senza profondere milionate, ma con quella parsimonia da imprenditori non calcistici (per il popolino piocioni) si siano potuti ottenere enormi risultati sul piano sportivo e corporate. Risultati che restano lì, in dote alla storia del club e degli attuali custodi. Fatti non parole; fatti, non pugnette, per dirla alla Cinquini…
I vari detrattori di Nuovo Inizio (specie nei primi anni, quelli biologici, c’era una incessante attività social di alcuni nostalgici del passato o di un presente/futuro magico mai realizzatosi), come ben sa il nostro lettore Davide che sovente si è a propria volta cimentato al riguardo, hanno via via messo in circolo tutta una serie di corbellerie che, nel nostro piccolo, qui su StadioTardini.it, abbiamo cercato di smontare. Una di queste, che proprio piaceva molto a Davide, era quella della fuga dei Magnifici 7, per sfuggire ai debiti… Intanto era contradditorio dire che non facevano il passo più lungo della gamba (ergo spese oculate) e contemporaneamente asserire che accumulassero pendenze e pagherò.
Nuovo Inizio, come spesso ho ripetuto, è la miglior start up dello startuppista per eccellenza Marco Ferrari, con la non trascurabile differenza che, di solito, apri aziende per poi rivenderle guadagnandoci: qui, invece, gli imprenditori si sono limitati a svolgere la funzione sociale della ripartenza, senza voler lucrare sul Parma Calcio, ossia, accontentandosi di rientrare delle spese vive sostenute. Considerato che il Parma valeva 100, Krause gliene ha dati 30 cash e gli altri 70 andando a coprire i debiti sportivi spalmati nel tempo, come normalissima gestione, senza altre pendenze verso banche, dipendenti, fornitori.
Nuovo Inizio si era prefisso, nel tempo (non subito: e l’unica contraddizione, come già ebbi modo di scrivere è proprio questa, ossia l’aver tradito il principio iniziale biologico di una gestione modello tedesco, senza padri padroni), di trovare un imprenditore che avesse passione e soldi da immettere nel nostro divertimento collettivo (data come regola d’ingaggio – non nascosta – che alcuno degli iscritti all’iniziale club di amici, avesse voglia di rovinarsi per il calcio, e che si mantenesse una accettabile quota d’iscrizione): vero, con LiZhang le cose non erano andate per il meglio (salvo una donazione alla Sanz, molto utile all’epoca), ma seppero cautelarsi e responsabilizzarsi in prima persona per rimediare, ma non si può certo additar loro la colpa per aver poi scelto Kyle Krause!
L’imprenditore americano, che ora possiede il 99% del pacchetto azionario, potrà magari non piacere per il suo essere eccessivamente visionario sul futuro, magari trascurando il presente, o per strategie poco abituali alla pedata italica, ed anche per il suo voler utilizzare la squadra di pallone come cassa di risonanza per i valori a lui cari di inclusione e blablabla vari, epperò, uno che caccia 100 milioni l’anno (lascia fare se 300 subito e gli altri poi diluiti) solo per la componente sportiva, non lo trovi facilmente né nel Tide, né nel globo terracqueo. Missione compiuta, dunque: il Parma è stato lasciato in mani solide ed affidabili. Quel che Nuovo Inizio si era riproposto di fare, l’ha fatto e con risultati Come noi nessuno mAi. Non resta solo che dire Grazie. Gabriele Majo
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Nuovo Inizio e Marco Ferrari rappresentavano la proprietà ideale per il Parma Calcio.
Come noi nessuno mAi, grazie di tutto (un po’ meno per Krause)
Signor Majo, come lei sa’ non scrivo mai qui… ma leggo tutto… bypassando certi elementi o leggendone le prime 2 righe per poi passare ad altro, ma del resto sbirciando nei siti di tifosi di tutta italia ce ne sono a bizzeffe di elementi cosi e non solo qui. Scrivo per ringraziare i soci di NUOVO INIZIO proprio oggi, per essere stati coerenti, leali, poche parole, zero promesse, zero aggettivi da megalomani, quel che hanno detto hanno fatto, alcuni di loro si vedeva che sono tifosi…. li ringrazio per aver fatto rinascere il parma e per aver cercato un acquirente solido per il nostro parma. Anche se poi tale acquirente si e’ rivelato essere tutto o quasi il contrario di quello che erano loro….. ma questa e’ un altra storia e ci vorrebbero 50 pagine di commenti solo per come e’ fatto questo personaggio, io lo definisco un americano…. troppo americano!!!! Io ho goduto e tanto gli anni che loro sono stati al timone. Mi avevano messo un entusiasmo incredibile per la mia squadra, facendo le cose per bene senza sbraitare, purtroppo pero’ come tutte le cose belle sapevamo che era destinato a durare poco ma questo lo hanno detto sin da subito. Quindi niente… al netto di tutte le critiche ricevute dopo la loro cessione… io oggi mi sento di dirgli Grazie!!!!
Non sono d’ accordo
Krause è manna piovuta dal cielo.
Se non ci fossero stati i magnifici 7 s scegliere Krause che era una scelta
perfetta per il Parma i nostri campionati sarebbero tra serie C e serie B.
Senza Krause addio serie A
Maio meritava di stare in società perché è il giornalista per me, migliore di Parma.e con uno così anche il Parma calcio ne avrebbe beneficiato
Con krause invece l’addio serie a arriva quest’anno
Direttore adesso che i 7 soci sono usciti, tutti dispiaciuti e a ringraziarli (più che giusto ci mancherebbe) forse li vorrebbero ancora dentro, ma da quando arrivato Kk però tutti a Osannare lui (compreso il sottoscritto) che era stato fatto anche un aperitivo di Benvenuto al bar Baccanale con tutta la gente (quando ancora era avvicinanile e senza bodyguard alla Ferrero, posso capire un Galliani o all epoca Berlusconi con scorta, ma Kk No) a far selfie ecc e i 7 soci messi nel dimenticatoio ed ora che Kk fa cagate a raffica certa gente storcia il naso ma non ha il coraggio di contestarlo dove sbaglia e il suo più grande errore è stato non ascoltare un po loro!
Citofonare Nevio,lo trovate in tangenziale a Padova col trattore a comandare,agosto 2015 novembre 2016,fuggi da foggia 🤣,ah no il parma non é in vendita mica é un giocattolo (taaaac!) eccolo li il subbuteo per Oliver 🤣
Dag un taj Stopaj…
Arrivato a Rosy Maggiulli in piscina ho avuto una lieve vertigine… Superato questo scompenso, è evidente che queste persone vadano solo ringraziate da chi ama il football a Parma. Che non è detto debba per forza stare in serie A. Ricordo altri tempi, quando il popolo parmigiano filava poco il calcio (eufemismo) ma affollava il palasport per il volley o il 🏀 , e il mitico Europeo per il baseball, io c’ero sulla
tribuna fra la terza e casa base, quando passavo in citta. Devo pure aver visto Schiroli una qualche volta… Chiaro, è un peccato che nessuno dei grandi imprenditori menzionati abbia il fuoco del football nelle vene, ma il loro l’hanno fatto. E, sarò un coglione, resto ottimista sul progetto Krause a medio termine. Certo, si potrebbe fare una perenne squadra di svincolati per la salvezza, na a chi interesserebbe?
infatti .. stringi stringi … il loro core business non era e non e’ il calcio e si sa che con il calcio si perdono soldi (statistiche alla mano in Serie A sono poche quelle che fanno soldi) … a meno che non fai tipo come l’ Atalanta …
Il problema è che l’oggetto sociale dell’impresa era restituire il calcio a Parma dopo il crac ghirardiano: nessuno degli associati (a parte ad un certo punto Pizzarotti senior, ma purtroppo proprio in quel mentre aveva altri problemi nella sua) aveva nelle proprie corde la volontà di fare l’imprenditore calcistico. Per cui, con molta chiarezza, era stato specificato che la missione era trovare qualcuno che volesse impegnarsi nel calcio, più di quanto fatto da loro. Con il cinese non andò benissimo, per una serie di circostanze fortuite, ma con esperienza e serietà seppero supplire da minoritari alle carenza dei maggioritari, fino a reimpossessarsi delle quote attraverso un meccanismo di protezione con lungimiranza predisposto. Con KK, al di là delle sue stranezze, le cose sono andate decisamente meglio, trattandosi di un imprenditore ambizioso e generoso, proprio di quelli che ama Davide, se non fosse, appunto per una visione che poco ha a che spartire con quella usuale nella Penisola…
grazie per i dettagli 🙂
esatto … comunque e’ quello che dico … vanno solo ringraziati per aver salvato baracca e burattini …
Gentile Majo,
ma il Gabelli da Solignano invece di interessarsi al Monza non poteva venire a Parma a spendere 2 soldi?
Beato anche il Monza. Passare da Berlusconi a Gabelli è come passare da una Porsche a una Ferrari. Noi dai piocioni al cinese truffatore poi ancora ai piocioni e infine al Messia della gioventù dalla monogiacca. Evidentemente il Territorio nonostante la cena dei 1000 e i parsuttifici, le tomaccherie e le fette biscottate non riesce proprio ad attirare un certo tipo di soggetti.
Caro Davide, credo che nessun tifoso cambierebbe oggi il suo Parma per il Monza, sia pure targato Silvio.
Non mi pare infatti, promozione in A a parte, certo storica, per loro, che il Monza possa vantare chissà quali allori invidiabili da altri, e, pur essendo Finivest una potenza, il fatto che, scomparso il Re Luce, siano stati nella necessità di trovare un nuovo patron, va bene passando da una Ferrari a una Porche o viceversa, non è che sia poi il massimo, in quanto tu dai a Gabelli un credito illimitato di fiducia, ma quel che sarà, sarà: non è già scritto che i brianzoli parteciperanno alla prossima revisionata coppa campioni…
Viceversa tu continui a silaccare contro i Magnifici 7, che ti hanno offerto 3 storiche promozioni dalla D alla A più due tranquille salvezze, certo, con i fichi secchi più Inglese, ma questo è un ulteriore merito, non una colpa, perché tu, nel giardino del vicino, che ha sempre l’erba più verde, godi, a prescindere, chi ha la pila, poi se e quanto ne metterà è tutto da vedere… Quindi calma e gesso su Gabelli.
Tornando a noi: Krause, come già ti ho scritto più volte, avrebbe tutte le caratteristiche per essere goduto da te, essendo ricco e spendaccione; però tu non godi che i suoi investimenti (se proprio vogliamo chiamarli così) siano visionari e non codificati al tuo gusto di calcio. Per questo scrivi balle a vanvera parlando di soldi non messi (invece li ha messi, male fin che vuoi, ma li ha messi) e pezze al culo che non ha. Uno che cacci 400 milioni (magari nel rudo, ma che li cacci) credimi non è semplice trovarlo.
Quindi beato il Monza una benedetta mazza…
Ma questo gabelli è originario di solignano?
Si
Gabelli ha 100 volte la pila di Kraus. Poi come la spenderà non lo so. Meglio del Messia ci vuole davvero poco. Coi soldi di Giù Giù e il Balotelli dello Spezia pagavi lo stipendio a Ramos e ti salvavi. Semplice e lineare