mercoledì, Giugno 12, 2024
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NEW TARDINI, DALL’OLIO: “CONFERENZA SERVIZI CHIEDE ALTERNATIVE PROGETTUALI E LOCALIZZATIVE”

NEW TARDINI, DALL’OLIO: “CONFERENZA SERVIZI CHIEDE ALTERNATIVE PROGETTUALI E LOCALIZZATIVE”

(Gmajo) – La locandina dell’incontro di domenica mattina, 2 giugno 2024, al Circolo Castelletto, aveva attratto la mia attenzione anche per via del titolo: “Nuovo Stadio Tardini: Riapriamo la partita”, con interventi di Anna Kauber, presidente del Comitato Tardini Sostenibile, Enrico Ottolini, consigliere comunale di Europa Verde-Possibile e soprattutto di Nicola Dall’Olio, candidato di Alleanza Verdi Sinistra (Circoscrizione Nord Est), che già avevamo intervistato non molto tempo fa nella zona ex Mercati, laddove lui non avrebbe visto male una delocalizzazione dell’Ennio. Sempre sul volantino si leggeva: “La variante urbanistica richiesta al Comune dal Parma Calcio permette di riaprire la partita sullo stadio”, promettendo di spiegare il perché. Ma come potrete ascoltare direttamente dalla voce di Nicola Dall’Olio, che per l’occasione è tornato all’interno del cortile della scuola Pezzani in via Puccini, da lui frequentata, l’attuale impasse è dovuto alla Conferenza di Servizi, che dunque non sarebbe chiusa, a differenza di quanto racconta il mainstream

Nicola Dall’Olio, sulla vexata quaestio del Tardini, quali le novità?

“La principale novità, intanto, è che la procedura della Conferenza di Servizi non si è ancora chiusa e deve essere approvata una variante urbanistica, ma soprattutto è stata aperta una procedura di valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale che si chiama Valsat che prevede che il proponente del progetto debba presentare non solo delle alternative progettuali, ma anche delle alternative localizzative.
Nel documento presentato, queste alternative localizzative non ci sono e noi riteniamo, appunto, che il procedimento sia fermo proprio per questo, perché mancando delle giustificazioni e delle motivazioni che spieghino perché il Parma Calcio vuole demolire e ricostruire lo stadio proprio qua, perché diversa sarebbe la situazione se si parlasse di una ristrutturazione, come è stata fatta, per esempio, a Bergamo, per stralci, che consentirebbe, tra l’altro, alla squadra di continuare a giocare al Tardini, senza dover far spostare i tifosi, e poi, con vari stralci, si potrebbe avere uno stadio nuovo, ristrutturato.

Qui è evidente che l’interesse della società Parma Calcio non è solamente quello di fare uno stadio, lo stadio è un di cui, ma il fare un qualcosa in cui c’è anche uno stadio, in cui ci sono soprattutto 9.000 metri quadrati di superficie commerciale, viene raso al suolo tutto e ricostruito con un progetto nuovo che a questo punto noi riteniamo non debba stare qua, perché ha degli impatti troppo pesanti sulla realtà circostante, sul tessuto urbano che è qua addosso, perché questo comporterebbe comunque per i tifosi delle trasferte per lungo tempo in altri stadi o in questo chimerico stadio provvisorio, che solo adesso gli amministratori del Parma Calcio scoprono essere un po’ complicato, perché non è che uno per fare uno stadio provvisorio prende un campo e lo tira su. Tra l’altro ci sono esempi di stadi provvisori diventati stadi definitivi come a Cagliari, ma al di là di questo ci vuole anche lì un’autorizzazione, una variante urbanistica, un procedimento, un progetto…

A me sembra che stiano un po’ prendendo in giro i tifosi: ci vogliono degli anni anche per lo stadio provvisorio. E allora ci domandiamo: se c’è da realizzare uno stadio provvisorio, per poi fare un altro stadio qua, perché non troviamo una localizzazione dove fare lo stadio nuovo, diversa da questa? Noi abbiamo proposto da tempo l’area degli ex mercati, che è un’area di proprietà del Comune di Parma e in questo modo la squadra potrebbe continuare a giocare dentro lo Stadio Tardini, fintanto che i lavori non sono finiti, il nuovo stadio è a disposizione, tra l’altro accessibilissimo, e a quel punto ci sarebbe il trasferimento.

Credo che questo metterebbe insieme tante cose, dalle richieste fatte dal Consiglio Comunale, che erano soprattutto per una ristrutturazione, che verrebbero disattese se venisse fatta una demolizione e ricostruzione; dalle richieste che arrivano anche dai tifosi, e credo sarebbe anche nell’interesse della Società Parma Calcio, perché un cantiere qui dentro, con i palazzi che ci guardano in continuazione, con i residenti contro, forse Krause, essendo un americano, arriva da un’altra realtà e non conosce il contesto locale; un cantiere del genere non durerà due anni, ma secondo me non ne durerà né tre, né quattro, né cinque, perché ci saranno continuamente delle osservazioni a quanto sta avvenendo all’interno del cantiere, basterà un po’ di rumore in più, un po’ di polvere, un ritrovamento nel terreno e questo prolungherà tantissimo i lavori. Quindi, anche raccontare che ci vogliono due o tre anni, veramente anche questo non corrisponde alla realtà.

Quindi c’è un interesse comune, da parte del Comune e della Giunta, da parte dei residenti, da parte anche dei tifosi e della stessa Società, a trovare una soluzione diversa: siccome la partita non è chiusa, perché il procedimento è ancora aperto e bisogna passare dal Consiglio Comunale, allora credo che sia venuto il momento davvero di ridiscuterne e trovare una soluzione che vada bene per tutti”.

Secondo il mainstream i tecnici della Conferenza di Servizi avevano passato la palla ai politici per le due sedute del Consiglio Comunale (variante urbanistica e durata della concessione) che avrebbero dovuto svolgersi a maggio, ma ora siamo già ad inizio giugno…

“Siamo ad inizio giugno e non ci sono previsioni di una prossima seduta, quindi penso che questo sia indicativo del fatto che qualcosa si è incagliato e che ci sono dei procedimenti, in particolare, ribadisco, questo della valutazione della sostenibilità ambientale e territoriale che è in capo alla Provincia, che non si è ancora chiuso e fin tanto che questo non si chiude, non si può poi andare avanti sulla parte della variante urbanistica e quindi poi chiudere la Conferenza di Servizi.
Poi, va aggiunto che la variante urbanistica, come nel caso dell’aeroporto, è un atto politico, non è un atto meramente tecnico che il Consiglio Comunale deve semplicemente ratificare: può anche votare contro, se non corrisponde, soprattutto, ad un impegno che è stato preso a maggioranza dal Consiglio nei riguardi del Sindaco e della Giunta di mantenere determinate caratteristiche del Tardini e preservare anche gli elementi storici più importanti, che questo progetto, di sicuro, non preserva...”

Qualora si verificasse una clamorosa marcia indietro e si tornasse al procedimento a stralci?

“Questa, per me, rimarrebbe la soluzione prima: un conto è riqualificare una struttura esistente, appunto procedendo a stralci e mantenendo la continuità del gioco, in campionato, dentro il Tardini; ma qui stiamo parlando di un qualcosa di diverso, e cioè di abbattere, costruire e creare qualcosa che non è solo uno stadio, anzi lo stadio è solo una parte, ma è tutto quello che ci gira attorno che evidentemente interessa alla proprietà. Qui, però, non è che siamo in Inghilterra, dove i tifosi vengono a passare sei giorni alla settimana dentro ad acquistare il merchandising, e comunque ci saranno anche centri commerciali di altro tipo. Tra l’altro siamo a 300-400 metri dal Barilla Center: ha anche degli impatti, sul tessuto insediativo (c’è una scuola, ci sono dei negozi) che sono veramente insostenibili su quest’area. Diverso se fosse la ristrutturazione: la ristrutturazione sarebbe è una funzione che già esiste, che verrebbe mantenuta, ma non ne verrebbero aggiunte delle altre.” Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

25 pensieri riguardo “NEW TARDINI, DALL’OLIO: “CONFERENZA SERVIZI CHIEDE ALTERNATIVE PROGETTUALI E LOCALIZZATIVE”

  • Una scorsa nel borotalco ha uno spessore maggiore delle parole di Dall’Oglio

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  • nicolò gazzi

    Questa sarebbe un grosso passo indietro…….addorittura a trovare un’alternativa allo locazione…..non so però quanto i tifosi possano essere contenti di ciò …..

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  • Quindi secondo tale Dall’Oglio nell’ordine: sindaco, due assessori, Gazzetta di Parma in svariati articoli, Tv Parma, Parma Repubblica, dirigenti del Parma Calcio etc. da due mesi scriverebbero e direbbero cazzate in merito al tema Conferenza dei Servizi? Di solito quando si è l’unico che dice di essere Napoleone o Giulio Cesare ai bei tempi si era a Colorno con una camiciona lunga con le maniche incrociate.

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    • Tale Dall’Olio (senza il gl), per il quale sarebbe bene avere rispetto evitando espressioni poco felici tipo quelle del commento postato in precedenza dallo stesso Davide, ha confermato quanto questo sito, tramite la penna del proprio direttore, aveva scritto in data 13 marzo 2024: “secondo indiscrezioni che StadioTardini.it ha raccolto, i tempi potrebbero ulteriormente prolungarsi (fine maggio), dal momento che uno o più tra i dodici enti coinvolti avrebbe già avuto da eccepire sui contenuti pervenuti, indicando ulteriori prescrizioni: non solo, ci sarebbe anche la richiesta di presentare anche altre soluzioni progettuali, il che potrebbe significare o una revisione di quello già in possesso (poco male se per caso dovesse rendere l’opera più congrua rispetto al sito che la ospita), o la temuta delocalizzazione che gli affezionati al centenario Ennio temono”.

      https://www.stadiotardini.it/2024/03/conferenza-dei-servizi-si-profila-una-nuova-scadenza.html

      Noi avevamo, prudenzialmente, definito, in quella sede, indiscrezioni, quelle che erano, invece, notizie certe e verificate, anche perché non è nostra abitudine propalare baggianate. Eravamo anche perfettamente a conoscenza che i problemi risiedessero nella Valsat, come ufficialmente ha rivelato ieri, ai nostri microfoni, Dall’Olio, anche se nell’occasione avevamo evitato di specificarlo, al fine di tutelare gli organismi del consesso.

      Per questo eravamo oltremodo scettici quando il mainstream, prendendo per buone le esternazioni televisive di alcuni degli stakeholder, dichiarava concluso l’iter autorizzativo dei tecnici, che così passavano il pallone ai politici per le famose sedute consigliari che avrebbero dovuto svolgersi in maggio, come da cronoprogramma dell’assessore Bosi, ma che ad inizio giugno non sono neppure calendarizzate.

      Per cui se Dall’Olio è Napoleone io sono perlomeno il maresciallo Oudinot, mi si spalanchino pure le porte di Colorno…

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      • Quindi in sostanza Via Mantova ha dato notizie false, Sindaco, Assessori in Tv e sui giornali,
        dirigenti del Parma, etc. non sanno nè sapevano nulla e si sono fidati della Rudarola e da un mese e mezzo diffondono fake news. L’unico con la verità in mano è dall’Oglio. Siamo in una botte di ferro allora, anzi in una Valsat.
        Pallini e Zurlini sono in un brodo di giuggiole

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        • La verità ha tante facce ed effettivamente quando si è o per il bianco o per il nero difficilmente ci si accontenta del grigio.

          Comunque, senza voler dare del bugiardo a qualcuno, sia il sottoscritto che Dall’Olio in tempi differenti e con modalità differenti siamo arrivati alle medesime conclusioni.
          Può darsi abbia ragione il mainstream e chi rappresenta, ma in ogni caso non c’è uno straccio di prova scritta che confermi il passaggio della palla dai tecnici (Conferenza Servizi) ai politici. I due consigli comunali che avrebbero dovuto esserci in maggio secondo Bosi (le cui previsioni sono ormai un cult) non sono neppure calendarizzate: ci sarà pure un motivo. Cmq so bene quanto sostenuto dagli amministratori nel salotto buono di Adrasto. Anzi, sarebbe corretto da parte di costoro spiegare con trasparenza cosa succede…

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  • Andrea Concari

    Non ha tutti i torti, una demolizione totale e una conseguente ricostruzione comporta un devastante impatto dal punto di vista del cemento, dei materiali da smaltire e da impiegare.
    Il tardini dovrebbe essere ristrutturato in una modalità più soft e certamente meno invasiva per il suo contesto.
    Che il progetto sia poco adatto al quartiere e alla storia dello stadio stesso appare evidente a mio modesto avvisto. E credo che da parte del parma calcio si cerchi di continuare a riproporre sempre la stessa “minestra” limando lievemente alcuni dettagli per venire incontro ad esigenze che il progetto attuale difficilmente soddisfa o potrà soddisfare (bello o brutto esteticamente che sia).

    Senza contare l’impatto di devastazione storica che la demolizione avrà nei confronti di un bene storico artistico come la tribuna petitot, con i suoi archi, con le sue modanature, progettate finemente dall’ Architetto Leoni ad inizio 900, che verrà incredibilmente distrutto… ditemi voi se ha senso…

    Parma se vuole continuare a sfruttare uno stadio in posizione centrale dovrebbe riconcepire completamente l’idea del progetto, molto più simile a quella originaria presentata dai magnifici 7…

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  • Però scusate io vedo molta confusione… non si capisce se si sostenga la permanenza dello stadio li dov’è o debba essere spostato?
    In generale si dice che il cantiere per la ricostruzione totale potrebbe durare di più perchè i vicini potrebbero bloccarlo per diverse ragioni (es. polveri, rumori, ritrovamenti archeologici). Mi sembra che lo stesso tema potrebbe esserci con un rifacimento a stralci (ipotesi invece gradita), non vedo sostanziale differenza se non, in quel caso, i tempi del cantiere sarebbero sicuramente molto più lunghi (con conseguenti maggiori disagi per i residenti ma anche i tifosi stessi) perchè tutti i lavori in concomitanza delle partite dovrebbero quanto meno bloccarsi e si perderebbero le sinergie di tempo ottenibili portando avanti un’opera unitaria. Vero è che non ci sarebbe l’altro problema dello stadio temporaneo.
    In generale non si pesa il valore dei denari privati per la sua ricostruzione, che invece andrebbero messi sul bilancino dei pro e contro per le valutazioni del caso, potrebbe essere che alla proprietà non interessi fare uno stadio in mezzo al nulla, a quel punto mi domando, la collettività sarebbe pronta a sobbarcarsi il costo dello stadio nuovo?

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    • Allora: uno stadio a totale carico del pubblico è impossibile per via dei costi, sicché KK è l’unica strada percorribile in quanto sino ad ora (e domani?) è l’unico che ha manifestato interesse a voler edificare l’opera.

      Il problema è coniugare le sue esigenze a quelle della collettività: posto che accontentare tutti è impossibile, direi che la soluzione a stralci possa essere un equo compromesso in grado di accontentare tutti.

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      • Caro Gabriele,
        io concordo assolutamente a patto che non si sposti lo stadio da li per i tanti motivi già ampiamenti detti in passato, per cui sia la strada del rifacimento a stralci sia la strada della ricostruzione totale sono soluzioni da vagliare ciascuna delle quali ha pregi e difetti per cui occorrerà optare per una delle due in funzione anche delle possibilità e dei vincoli da affrontare

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        • Caro Luca, quale direttore di StadioTardini.it non posso che auspicare che il Parma Calcio possa in futuro continuare a giocare dove da 100 anni fa; epperò: se proprio KK volesse una cattedrale a sua immagine e somiglianza, essendo lui medesimo che profonde le risorse, lo si potrebbe anche accontentare, ma in una zona differente rispetto all’attuale, che non è per mille motivi più volte sviscerati, l’ideale per ospitare un’opera di tal fatta. Resto fermamente convinto, e mi fa piacere che lo sia anche un teorico No-Tard come Dall’Olio, che il compromesso migliore sarebbe un restauro conservativo dell’esistente.

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  • Più volte mi sono domandato perché né Centro di Coordinamento Parma Club, né Boys, né Comune di Parma, né stampa locale abbiano sostenuto la tesi del rifacimento dello stadio a stralci come hanno invece fatto a Bergamo e Udine, e si siano limitati a ribadire: “Il Tardini non si tocca. No alla delocalizzazione”. Resto dell’idea che occorrerebbe abbandonare l’attuale progetto e rimodularlo in modo che si continui a giocare al Tardini anche durante i lavori di rifacimento.

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    • Sarei d’accordo anch’io e non l’ho mai nascosto; tuttavia prevale l’unica vulgata perché così si cerca di non scontentare chi caccia la pila, con buona pace del buon senso…

      Rispondi
  • c’è da spostare uno stadio…questo stadio qui devi metterlo là, quello stadio là devi metterlo qua..

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  • Sarei anche d’accordo con lui, ma che senso avrebbe tornare di nuovo al punto di partenza?

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  • Vogliamo più Penzo, Garilli e Sinigaglia, abbasso le cattedrali moderne e capitaliste. A noi piace pisciare contro le piante di viale Pier Maria Rossi

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  • Mi sembra che in questa rubrica si sia fermato il tempo da due anni. State ancora mettendo in discussione decisioni già prese. Im Tardini resterà dove è oggi. Unica differenza dal piano iniziale di demolizione completa è che si sta valutando la demolizione e rifacimento a stalci perché ci si è resi conto che lo stadio temporaneo comporterebbe un ulteriore slittamento dell inizio lavori.
    Per buona pace dei residenti che in questo caso, se tutto andrà bene, avranno un cantiere di almeno 5 anni. E io godo!!! Perché i residenti mi stanno sinceramente sui c…..i
    Un saluto a tutti.

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    • Di quale rubrica parliamo?

      Sul nostro sito, che è un giornale on line con testata registrata in Tribunale, aggiornato mediante la formula del blog, cerchiamo di sviscerare ogni argomento inerente lo stadio Tardini, recando aggiornamenti in base ai vari accadimenti, e recando i nostri ragionamenti in merito, nel modo più obiettivo possibile, con il buon senso del buon padre di famiglia.

      Il tempo, dunque, non si è fermato qui da noi: diciamo, piuttosto, che le scelte dell’attuale proprietà hanno comportato una notevole perdita di tempo, rispetto al progetto della vecchia proprietà, che già aveva superato diversi scogli, ma ritirandolo, senza neppure averlo esaminato, ha fatto sì che si ri-azzerasse il tempo investito prima (almeno un paio di anni, se non tre), sono passati altri 3-4 anni e non abbiamo ragionevolmente certezze di alcun tipo al riguardo.

      Sul fatto che il Tardini resti dove è oggi io non ho le stesse certezze che ha lei, perché dal momento che la Conferenza di Servizi richiede alternative progettuali e circa la locazione, va da sé che un fondato rischio che non resti dov’è c’è, anche perché non decidiamo né io né lei, ma appunto i tecnici della macchina comunale e poi i politici (che te li raccomando, dal momento che non mi risulta ci sia una chiara ed univoca unità d’intenti).

      Quella che definisce “unica differenza”, ossia anziché il procedimento di demolizione/rifacimento quello a stralci, riporterebbe, sempre a proposito di tempo, l’orologio indietro di 3/4 anni, quelli che la squadra ci ha messo a tornare in serie A. Dunque, anche una retromarcia di questo tipo non sarebbe poco significativa.

      Questo è quanto

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  • Krause non riuscirà a fare lo stadio. Ha buttato la possibilità quando ha stralciato il vecchio progetto per questo obbrobrio.
    Come gli altri americani, che pensano di venire in Italia, farsi approvare dei progetti dai costi esagerati ed un minuto dopo rivendere le società, resterà a bocca asciutta tra un rimpallo burocratico e l’altro.
    Americà, facce Tarzan! Se vuoi investire c’è la Fontana di Trevi che viene via con poco.

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  • Premetto che per tanti motivi non mi piace e non mi convince la ricostruzione ex novo, però sta storia del presunto e malcelato fine commerciale non si puo sentire.. il “tutto quello che ci gira attorno” cosa sarebbe una decina di negozi? non mi sembra sto gran business ma piuttosto un discorso semplice da dare in pasto ai cittadini

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    • Indubbiamente vi è un aspetto ideologico, ma sono gli altri i punti su cui ragionare…
      Io, da direttore di stadiotardini.it, cioè il quotidiano on line che ha come testata il nome dell’impianto dove la squadra cittadina gioca da un secolo, arrivo persino a pensare che in effetti starebbe meglio altrove uno stadio così come pensato dall’attuale proprietario del Parma. Mentre la soluzione ideale – che accontenta anche Dall’Olio – sarebbe quella di una riqualificazione ragionata a stralci, nel rispetto di quello che il Tardini rappresenta per Parma.

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