martedì, Maggio 28, 2024
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IL CARO VECCHIO TARDINI NON LASCIA, MA RADDOPPIA…

(Gmajo) – Saranno contenti quelli del Comitato… L’orda di tifosi che si porta appresso la Serie A, non pioverà sul quartiere Cittadella solo due volte al mese, salvo infrasettimanali e coppa Italia, cioè in concomitanza con le partite del Parma Calcio: per la parte iniziale della stagione, infatti, il flagello potrebbe ripetersi ogni weekend se si confermasse l’ipotesi – avanzata nei giorni scorsi dal Corriere del Ticino – che il Tardini possa ospitare le partite anche dell’altra neopromossa, il Como, durante i lavori di adeguamento del Sinigaglia.

Singolare destino quello della struttura di Piazzale Risorgimento che, dal rischio di non ospitare neppure un match della serie A 2024-25 – prima degli ultimi ritardi che hanno procrastinato l’inizio dei lavori tra 12 mesi, l’opera di demolizione e ricostruzione avrebbe dovuto coincidere con la fine di questa stagione – passa a quello di raddoppiare, appunto sommando a quelle dei Crociati anche le gare dei lariani.

Non sarebbe la prima volta che lo storico impianto di Parma, che quest’anno celebra il proprio centenario – festeggiato, tra l’altro, con l’uscita del libro Il Tardini di Parma – Uno stadio, una città”, in cui il direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi, appunta che oggi “è il quarto stadio più antico in Italia tra quelli tutt’ora utilizzati: solo il Ferraris di Genova, il Penzo di Venezia e l’Arena Garibaldi di Pisa hanno una storia più lunga alle spalle”, anche se sarebbe bene farlo sapere a chi su internet, dopo Marassi, cita, dimenticando l’Ennio, il Meazza di Milano (1926), il Dall’Ara di Bologna (1927), il Franchi di Firenze (1931) e l’Olimpico di Roma (1937). Piuttosto considererei il Picco di La Spezia che è del 1919…) – ospiterebbe, provvisoriamente, un altro club: nella stagione 2019-2020, infatti, l’Atalanta giocò le prime gare casalinghe al Tardini (con qualche polemica dei Boys che si videro occupata la Bagnaresi), per via dei lavori di rifacimento della Curva Nord Pisani allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, oggi ribattezzato Gewiss Stadium, e, nell’antichità, Brumana.

Come già avvenuto per gli orobici, anche i lariani giocherebbero nell’arena ducale lo stretto tempo necessario dei lavori: se, però, quelli dello stadio dell’Atalanta si sapeva fossero ben circoscritti (vantaggio del procedimento a stralci, che, viceversa, ha la controindicazione della durata eterna prima della conclusione), differentemente, ad ora, sarebbe difficile quantificare la provvisorietà del Tardini come sede degli incontri casalinghi del Como. Il Giuseppe Sinigaglia (1925, e si vedono tutti…), come abbiamo avuto modo di constatare personalmente, è piuttosto fatiscente: va bene rattopparlo, ma quanto ci vorrà per raggiungere i crismi, sia pure in deroga, per ottenere l’agibilità delle istituzioni del calcio che pongono criteri piuttosto ristrettivi al riguardo?

Il Tardini, però, sarebbe in concorrenza anche con altre sedi per ospitare il Como: esiste la suggestiva ipotesi Cornaredo di Lugano, avanzata da Sky, anche se difficilmente la Figc accetterà un sito estero, benché a soli 40′ di distanza. Si fanno anche i nomi di Cremona e Novara, da escludere, invece, per motivi campanilistici Monza, Brescia e anche Bergamo, considerati anche i frequenti impegni europei della Dea.

Giocare al Sinigaglia resta la priorità per la neopromossa società, anche se, come dichiarato a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 dal direttore sportivo  Carlalberto Ludi, non si può escludere un piano B: “Lavoreremo tantissimo, c’è già un progetto di rifacimento dell’intero impianto. La famiglia Hartono ha dimostrato di poter fare tantissime cose. Il Sinigaglia è uno degli stadi più belli d’Europa, è unico e vogliamo intervenire subito sull’impianto in modo che sia congruo per la Serie A. La disponibilità dell’amministrazione comunale c’è, la volontà della proprietà c’è: è solo una questione di tempo. Speriamo di farci trovare pronti per l’inizio del campionato. Piano B? Stiamo analizzando ancora diverse opzioni. Preferisco non sbilanciarmi perché non dipende solo dai club, anche da Prefettura e Questura. Abbiamo una buona rete politica e anche buone relazioni con altri club, troveremo una soluzione”.

Si tratta, però, di agire in fretta, poiché le date inderogabili sono piuttosto ravvicinate: a StadioTardini.it risulta che potrebbe esserci un’apertura al Como da parte del sodalizio Crociato, anche ancora se non si sarebbe mosso nulla al riguardo. La situazione è illustrata molto bene nell’articolo di Paolo Moretti su La Provincia, che spiega come si potrebbero ricavare i 3.000 posti al momento mancanti al Sinigaglia e conclude “i lavori da fare sono tanti e importanti. Ma nulla è impossibile. Bisogna però fare in fretta, anche perché ulteriori deroghe sono previste per chi avvia i lavori di sistemazione dello stadio entro la fine della stagione. E visto che in serie B si devono ancora giocare i play off…”

Deroga, lessema spesso in auge nella penisola pallonara: sempre la Provincia ammette come una norma del 2005, sembra quasi scritta apposta per il Como. Eccola e riguarda gli «impianti costruiti nel territorio di comuni aventi una popolazione inferiore a 100mila abitanti e la competizione riguardi una squadra calcistica, avente sede o radicamento territoriale nel medesimo comune, promossa al predetto campionato per la prima volta negli ultimi venti anni».

Tra le ipotesi avanzate da La Provincia, un “intervento strutturale sull’attuale tribuna in cemento per renderla a norma e sicura. Una opzione molto più costosa… che però potrebbe anche essere presa seriamente in considerazione se si fondesse con il progetto del futuro stadio del Como, ma qui entrano in gioco tempistiche e rapporti istituzionali che non sembrano così agevoli, visto il poco tempo a disposizione”.

I proprietari del Como, gli indonesiani fratelli Hortono, col business delle sigarette e tra le più ricche del nostro calcio, han dato carta bianca per la ristrutturazione totale del Sinigaglia, ma, seguendo un iter a stralci come l’Atalanta e, a differenza di altri progetti che ben conosciamo, nel pieno rispetto della storia: al di là della loro sensibilità, anche perché i vincoli architettonici, vengono fatti rispettare (mentre a Parma, dell’opera progettata dall’architetto Ettore Leoni resterebbe la sola Porta Monumentale, con la vecchia tribuna, al momento incorporata nel monoblocco prefabbricato sopra durante la ristrutturazione degli anni 90 definitivamente sacrificata).

E’ evidente, però, che, come dovrebbe essere il nuovo Tardini, anche il nuovo Sinigaglia sarà, uno stadio pienamente rispondente ai canoni che ormai vanno per la maggiore in tutta Europa: ossia un impianto multifunzione in grado di ospitare anche negozi e attività commerciali, per essere utilizzato tutto l’anno dalle famiglie, per eventi non soltanto sportivi, evitando, però, di edificare sul lago colossi di grandi proporzioni, progettati e studiati per altre realtà. Insomma, un benchmark intelligente che prende spunto guardando dappertutto, ma adattando poi il progetto al territorio che lo ospita. Loro, in più, inserirebbero anche un albergo, cosa che non vedrei male, personalmente, anche da noi, così come mi piacerebbe venissero inglobate, come azzardai qualche tempo fa, le scuole Pezzani-Puccini, facendo vivere quotidianamente gli scolari-tifosi al Tardini, ricavando, nel contempo, spazi vitali preziosi per la nuova opera, ristretta in un’area molto angusta. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

10 pensieri riguardo “IL CARO VECCHIO TARDINI NON LASCIA, MA RADDOPPIA…

    • Io spero ci facciano anche concerti da maggio a novembre… così i ligeidi amati dai comitati e da Zurlini sono disturbati durante la stagione degli accoppiamenti

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  • Il Senigalia uno degli stadi più belli d’Europa? Solo perchè è in riva al lago? Andate prima a Craven Cottage e poi ne parliamo.

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  • Ampolé, a mi am pies bombé al Tardini acsì me l’è adèsa. Di a Krause d’andèr a cá soa a fer d’la polvra e d’l’armor.
    Zurlo dal Parioré (Priorato di Fontanellato) sa Casa Ferrari

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  • Sarebbe un’eventualità che probabilmente azzererebbe le già scarse probabilità di rivedere il Parma femminile al Tardini, no?

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    • Sul discorso femminile al Tardini le resistenze mi risulta fossero del management specifico per certi versi disobbedienti (altro che par condicio) agli stessi desiderata di Krause che avrebbe voluto li la squadra. Probabilmente ci fosse stato li spareggio, ipotesi possibile teoricamente ma impossibile de facto nonostante l’ingannevole titolo della Gdp odierna, forse avrebbe potuto essere l’occasione per il grande ritorno, mentre per come si sono messe le cose temo che proseguirà l’esilio a Noceto che tanto piace al confermato Aurelio & c.

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      • Mi pare che la miopia sia un difetto comune nella gestione del calcio femminile in Italia

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        • Il problema è che Krause credo sia sinceramente interessato, a differenza di altri, al calcio femminile, ma non si capisce come faccia a bersi il fatto che i suoi sottoposti (dicunt per scaramanzia) vogliano giocare al Noce, dopo tutto lo storytelling della A al Tardini del primo anno

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          • Una dirigenza che si affida alla scaramanzia… fra l’altro di 5 sconfitte quest’anno, 4 sono successe al Noce e pure l’unica partita giocata qui l’anno scorso è stata tutto tranne che fortunata…

          • Si, infatti non capisco da cosa scaturisca questa scaramanzia, anche se la partita con la Roma, in A, sia pure persa, era stata la migliore è disputata al Noce

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