venerdì, Agosto 21, 2026
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IL NEW TARDINI E LA CLASSE POLITICA

(Gmajo) – Premessa: il sottoscritto è apolitico ed apartitico, non trovando, nell’attuale offerta, un qualcosa che, almeno un minimo, mi possa rappresentare; dunque, le critiche espresse nel presente articolo non sono mosse da simpatie/antipatie per una fazione o l’altra, anche perché il divisismo del bipolarismo (assai imperfetto) all’italiana (non che all’estero vada molto meglio, ma tant’è…) se non è all’origine dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese, certo non ne è la soluzione…

Rimanendo circoscritti al tema New Tardini, credo che la classe politica locale, di fronte alla possibilità di scrivere la storia (ergo: dare il via alla più grande opera urbanistica del dopo guerra), tra l’altro facendo pagare il conto a qualcun altro (il Mecenate Kyle Krause), non avendo risorse proprie da profondere, abbia interpretato lo spartito nel peggiore dei modi. Anziché essere una propositiva guida, come sarebbe stato lecito aspettarsi e come dovrebbe essere per compito istituzionale, si è fatta trascinare dagli eventi, finendo per creare un corto circuito in cui non si capisce nemmeno più chi sia che amministra la cosa pubblica, se un consigliere di maggioranza (il capogruppo di Prospettiva), il gastroenterologo di fama Antonio Nouvenne, per rispondere alle precedenti tirate d’orecchio del consigliere della minoranza Marco Osio, arriva persino a rimbrottarlo, a mezzo stampa (cfr Gazza di sabato 13 luglio 2024), con una certa arroganza, peraltro, fino al punto di tirare in ballo quanto sostenuto dal managing director corporate del Parma Calcio, Luca Martines (come se questi fosse il Sindaco o l’assessore competente), nelle ultime due mezze esclusive a Gazzetta di Parma e Parma Today, quali risposte alle sue domande: “Ci chiediamo quindi se i consiglieri Osio e Vignali abbiano compreso il testo dell’intervista a Luca Martines o se piuttosto cerchino una polemica che, alla luce dei fatti, appare gratuita”. Per Nouvenne, dunque, Osio domanda e Martines risponde

L’intervento di Nouvenne faceva seguito al precedente articolo apparso sulla Gazzetta di Parma, in cui i due ex Sindaci di Parma Vignali ed Osio, nel far visita al (fresco rieletto) presidente del Centro di Coordinamento Parma Clubs Angelo Manfredini, lamentavano il fatto che il Parma calcio chiama, ma il Comune nicchia. Il riferimento, immagino, fosse al seguente passaggio: “Peccato che la giunta Guerra, nonostante i buoni propositi a parole, continui a tergiversare. La stessa giunta aveva fissato per maggio un dibattito in consiglio comunale sulla durata del diritto di concessione, ma quel dibattito lo stiamo ancora aspettando“.

E non è un caso se, sulla Gazzetta di Parma di ieri, domenica 14 luglio 2024, nella terza puntata della telenovelina, l’imperturbabile Osio insista ancora sul punto dolens del mancato passaggio politico in aula che in più occasioni, parlando, Bosi aveva calendarizzato appunto per maggio, mentre se ne riparlerà in inverno: “La questione verte proprio sul diritto di superficie sulla cui durata è in corso un dibattito acceso anche all’interno della maggioranza. Un tema non di poco conto perché si tratta di decidere per quanto tempo lo stadio verrà dato in gestione al Parma Calcio. In un primo tempo si era parlato di 99 anni, ma la mozione poi approvata dalla maggioranza, sulla quale abbiamo deciso di astenerci, diceva che quel periodo andava fortemente ridotto. Su questo punto regna la totale incertezza che determina uno stallo pericoloso. Stupisce che Nouvenne non ricordi che il tema del diritto di superficie è di competenza esclusiva del consiglio comunale e stupisce ancora di più che il collega non ricordi che la giunta aveva solennemente promesso un dibattito a maggio su questo tema. Siamo a luglio e quella promessa è rimasta sospesa.”

Per essere precisi, i passaggi politici in consiglio comunale sarebbero due: quello sulla durata della concessione – cui faceva riferimento Osio – ma anche la variante urbanistica. Va ricordato come la società del presidente Krause, avendo dalla sua la (nuova) Legge Stadi, non intenda smuoversi da quei 90/99 anni che i politici (per evidenti ragioni interne, tra cui le parole spese…) vorrebbero invece ridurre, appellandosi alla (vecchia) Legge Stadi, o a un classico financial project, in cui la durata del diritto di superficie (“diritto reale di godimento”) e anche la concessione (“non diritto reale”) può avere una durata massima legata al raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario del progetto (PEF).

Esistono, poi, tutti i capitoli aperti dall’organismo tecnico, ossia la Conferenza di Servizi, cui il Parma Calcio, sinora avrebbe risposto sempre in modo fumoso, nonostante l’eterna pazienza del consesso che è aperto da lunghi mesi e la cosa non è che sia poi così normale come asserito dal Managing Director Corporate del Parma Calcio Luca Martines nelle recenti sue esternazioni a mezzo stampa (tradizionale e new).

L’utopico auspicio di StadioTardini.it sarebbe quello che, finalmente, si ponesse fine alla stagione della propaganda e dei blablabla, evitando di nascondersi dietro il paravento della burocrazia, per arrivare, una volta per tutte, con trasparenza, a dire qual è il reale stato dell’arte, in quanto questi continui rinvii sembrano nascondere problemi che, magari con faciloneria e superficialità erano stati trascurati prima, ma che ora stanno diventando via via insormontabili.

Da gennaio 2024 StadioTardini.it, scavando in profondità, ha iniziato a porre legittimi dubbi, logiche riflessioni ed osservazioni di buon senso, con una interminabile collezione di articoli e contributi multimediali correlati (il cui elenco è qui sotto) espletando in pieno il proprio compito di cane da guardia, su un tema importante per la nostra comunità, cercando di mantenere alta l’attenzione: adesso ci aspettiamo una sincera presa di coscienza dei vari attori. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

10 pensieri riguardo “IL NEW TARDINI E LA CLASSE POLITICA

  • Se fossi in Krause al Comune gli direi che se non fanno come lui vuole lui abbandona la squadra dandola ad altri.
    Cosa dovrebbe dire al Comune?
    “O mi fate costruire uno stadio nuovo alla periferia della città chiamandolo STADIO KYLE KRAUSE, abbandonando completamente la zona del Tardini dove i vincoli e il malcontento del vicinato sono alle stelle, oppure io me ne vado”

  • Concludo dicendo che causa lo stadio, il Parma tornerai presto in serie B
    Quando inizieremo un nuovo campionato senza stadio andando a giocare a Piacenza con pochi tifosi e con pochi abbonati la retrocessione sarà matematica
    Per PAPERON DE PAPERONI prima viene li stadio e poi il Parma

    • Calma eh. Fino a che siamo nel vecchio Tardini i tifosi ci saranno sempre.

  • Se sei in società e non fai esattamente quello che Krause vuole e non dici SIGNORSI’ mettendoti sull’ attenti non condividendo però il pensiero di Krause, vieni licenziato e Maio ed altri che esprimevano solo la propria opinione non condivisa da Krause sono stati licenziati.
    Ecco perché Pederzoli non fa niente
    Ordine di Krause.
    Prima lo stadio e poi la squadra.

  • Ormai tutto è chiaro.
    Krause vuole rientrare nelle spese fatte
    Se spende 1 milione deve vendere per un milione.
    Se spende cinque milioni deve vendere per 5 milioni
    A gennaio poi a PECCHIA verrà simbolicamente un infarto perché i migliori verranno venduti

  • Buongiorno, Preg.mo Direttore.
    In qualità di fedele lettore dei Suoi apprezzati contributi su questa piattaforma, mi consentirà di esprimere il mio personale stupore nel leggere le prime righe di questo articolo (condivisibile per i contenuti), nel quale sembra esordire con l’utilizzo della terza persona singolare per proseguire, con apparente disinvoltura, con la prima (singolare) all’interno dello stesso periodo.
    Senza scomodare l’esimio Professor Don Macchi (come sarebbe forse portato a fare un altro apprezzato autore di questa pregevole testata), come pensa che avrebbe reagito il (Suo) compianto “Dompa” alla lettura delle prime righe dell’articolo?
    L’occasione costituisce, in realtà, un semplice pretesto per esprimere i miei personali complimenti per i contenuti pubblicati su questa testata della quale rimango volentieri fedele lettore.

    • Grazie Andrea, comunque ne ero perfettamente consapevole… ma forse è un’aggravante. . .

      Grazie per aver ricordato due pilastri come Don Pasini e Don Macchi

  • E’ sempre più difficile capirci qualcosa, di sicuro è un progetto “originale”, l’altro giorno anche il Como ha presentato il suo ed è analogo a quello di tanti altri, cioè procedono per gradi senza doversi spostare, tutti uniti e con l’approvazione del Governo. Quindi qui c’è qualcosa che tocca e dubito sia la durata del diritto di superficie

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