lunedì, Luglio 22, 2024
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NEW TARDINI, LA QUESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA PARTE SECONDA

(Gmajo) – Come avevo già fatto lo scorso 11 aprile 2024, in occasione del primo capitolo della non banale Questione Economico-Finanziaria del New Tardini, mi addentro in un terreno nel quale non sono particolarmente ferrato, cercando, tuttavia, lo stesso di chiosare con buon senso, pur senza una specifica preparazione al riguardo, quanto nelle ultime ore è apparso sul sito, non propriamente equidistante, “Osservatorio Stadio Parma”, (anche se è apprezzabile l’ammissione che i rischi evidenziati resterebbero uguali anche in caso di un’eventuale “delocalizzazione” dell’impianto, ossia anche se venisse realizzato fuori dal centro abitato di Parma) che attraverso una tecnica comunicazionale che non nascondo di utilizzare pure io, reitera alcune proprie convinzioni già espresse in diversi altri articoli precedenti.

In particolare, l’Osservatorio incentra la propria trattazione sugli ipotetici “rischi del partenariato pubblico privato in project financing”, formula per la quale mi pare evidenzi una certa ossessione: personalmente, tuttavia, non sono nemmeno così certo che sarà proprio quella la procedura (anche se la legge stadi ha in effetti una struttura similare), dal momento che il mainstream mi ha probabilmente condizionato attraverso quelli che secondo l’Osservatorio sono i mantra ripetuti a pappagallo da tutti, che “lo stadio verrà finanziato totalmente dal privato”, che “il Comune non ci metterà un soldo” e che “Krause è ricco e se lo può permettere”, assunti che per lui (l’Osservatore) non corrispondono alla realtà.

Dunque, è proprio il punto di partenza (in precedenti casi di arrivo) che non mi convince, dal momento che l’Osservatorio mira ad estendere “i rischi economici connessi alla sua costruzione, gestione, conduzione e manutenzione, per tutta la durata della concessione, non solo sul privato, ma anche sul Comune, cioè su tutti i cittadini”. Insomma, a suo dire, “Paga Pantalone”

Ma, come replicavo questa notte al lettore Andrea (che evidentemente prima di scrivermi aveva divorato l’ultimo pezzo dell’Osservatorio): “Lei continua a menarla con la faccenda del Project financing: io le rispondo che, a quanto mi risulta, il ricorso al debito sarà per una percentuale piuttosto bassa dell’investimento (se non ricordo male meno della metà) mentre la parte più corposa dello stesso sarà a cura diretta dell’investitore (cash, ossia in equity, come dite voi in gergo). Lei accenna al rischio fidejussioni: ma la parte finanziata (fino a prova contraria, ma visto che lancia l’allarme, tocca a lei l’onere della prova, non a me) è coperta da un primario sistema di garanzie, per cui rappresentare un’operazione – che da queste colonne non esitiamo certo a criticare propositivamente per i tanti aspetti controversi che non ci convincono – come una speculazione in danno alla comunità è una cosa terroristica, non corrispondente alla verità dei fatti. Ma come ripeto, se ha info differenti, ci porti le prove, fornendoci elementi concreti, specifici e non solo teorici e come ripeto ideologici a supporto della tesi di un rischio per la comunità”. 

Dunque, in attesa di ulteriori elementi che mi possano portare ad un diverso parere al riguardo, focalizzerei, invece, il punto sul lievitare dei costi/ricavi dell’opera, ben sintetizzato anche nella infografica sopra, in quanto si è passati da un investimento totale di poco meno di 70 milioni (progetto presentato il 9 settembre 2020 da Nuovo Inizio e ritirato da Kyle Krause il 15 dicembre 2020) per un impianto da 22.000 posti (ricavi annuali 6.324.000), durata concessione 40 anni, all’attuale (presentato il 13 settembre 2023 da 168.800.000, capienza 20.986 posti, ricavi annui 16.211.300, passando in mezzo a quello col piano economico finanziario bocciato, secondo l’Osservatorio, da 93.663.000, capacità 24.738 posti, ricavi 7.296.000.

I dati di cui sopra sono veri,impressionanti. Corretto rifletterci su. Con la consapevolezza di esser passati da un progetto funzionale, poca spesa, tanta resa, all’attuale, mostruosamente pingue, che dobbiamo ai vari Franco Denari, agli archistars e a tutta la compagnia cantante coinvolta ad accontentare l‘investitore e la sua inclusività, facendogli spendere il più possibile soldi (una spesa da impianto da 60.000 posti, per uno da 21.000) che non recupererà mai (obiettivamente 16 milioni di ricavi all’anno, per una realtà come Parma, non possono seriamente essere pronosticati).

Questa la condivisibile analisi dell’Osservatorio al riguardo:

  • In soli 3 anni, il costo di realizzazione dello stadio cresce da € 54.675.000 (con 22.000 posti a sedere) a € 138.448.000 (con 20.986 posti a sedere) con un incremento del 153%. Secondo l’ISTAT, i costi di costruzione dell’edilizia non residenziale, nello stesso arco temporale, sono cresciuti del 14%.
  • L’aumento immotivato e irrazionale riguarda anche il conto economico della fase di gestione dello stadio. Dai PEF dei relativi progetti si desume che i ricavi passano da € 6.324.000 annui (con 22.000 posti a sedere) del primo preliminare (poi ritirato), a € 7.296.000 annui (con 24.738 posti a sedere) del secondo preliminare, peraltro sonoramente bocciato dalla società di consulenza ingaggiata dal Comune, per arrivare a € 16.211.300 annui (con 20.986 posti a sedere) del definitivo presentato il 12/9/2023.
  • Tenuto conto della durata della concessione, i ricavi complessivi della gestione stadio passano da € 252.960.000 (in 40 anni) del primo preliminare, a € 612.846.000 (in 90 anni) del secondo preliminare, per arrivare a € 1.349.369.760 (in 90 anni) del progetto definitivo, con un aumento dal primo all’ultimo del 433%.
  • Come è possibile che la società di consulenza Iniziativa Cube S.r.l., ingaggiata dal Comune e pagata dai contribuenti, abbia sonoramente bocciato il PEF del preliminare esaminato in Conferenza dei servizi, ritenendo i ricavi annuali di € 7,2 milioni esageratamente sopravvalutati, e adesso l’amministrazione comunale possa approvare il PEF del definitivo con ricavi più che raddoppiati a € 16,2 milioni? Cosa (o chi) spinge l’amministrazione comunale a tanto pericoloso ottimismo?

L’Osservatorio, quindi, arriva alla conclusione che pagherà Pantalone, io non ho la medesima certezza, ma nell’osservare l’infografica della lievitazione di costi/ricavi penso a come quattro anni fa, in area di rigore, KK abbia gettato alle stelle il perfetto assist ricevuto dai suoi predecessori, ritirando (senza degnarlo di uno sguardo) un progetto già pronto ed autorizzato, per infilarsi nel tunnel di quello nuovo a sua immagine e somiglianza. Salvo, magari, quattro anni dopo ripensarci… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

6 pensieri riguardo “NEW TARDINI, LA QUESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA PARTE SECONDA

  • Diminuiscono i posti, ma aumentano i ricavi? Non mi torna, a meno che lo stadio sia solo una piccola parte di un grande impianto (bar, centro commerciale, ristoranti, ecc…)

  • Direttore, come sempre i suoi articoli sono solo per pochi…………
    Non si capisce se Lei è favorevole allo stadio o no e se l’americano ha la pila per farlo!
    Ma la cosa più importante se i “piociò” dell’UPI…..acconsentano……🤓🤓
    per il resto è “FUFFA”………😁😁

    • Sono abbastanza consapevole di dispensare perle ai porci, ma non arrivare a comprendere se sia o meno favorevole al rifacimento del Tardini è preoccupante.
      Prego rileggere la fuffa.
      L’Upi in questa partita conta una benedetta mazza…

  • L’UPI non conta una beata minchia? Lo so persino io che sono “turnista” alla Bormioli,
    “MUTTI TRAINING CENTER”……….ne è l’esempio………

    direttore………suvvia……….

    P.s. un articolo come vecchi tempi…..sento la mancanza……..🤓

    • Di articoli come ai vecchi tempi ne sto sfornando quotidianamente e poi “saranno gli ultimi, oramai” (cit)

      Continuo a ribadire, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, che l’Upi in questa partita non è in campo. Il “naming” del Centro Sportivo di Collecchio non vedo cosa possa c’entrare con lo stadio nuovo (a parte aver pensato di mutuare la cosa per l’eventuale temporary di Monticelli Terme. Ma le trattative commerciali sono portate avanti dagli appositi uffici aziendali senza la mediazione dell’Unione

    • Il mito dell’upi

      Che poi a voler essere precisi MUTTI non aderisce all’upi, da cui è uscita con grande scazzo parecchi anni fa…

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