STALLO ENNIO TARDINI PARMA
(Gmajo) – La scorsa settimana l’assessore allo sport del Comune di Parma, deputato alla grande bega Stadio Tardini, Marco Bosi, ha aggiornato l’immagine di copertina del proprio profilo Facebook, ove ora fa bella mostra si sé la sua figura, che si staglia, imperiosa come un obelisco, sul manto verde dell’Ennio. C’è stato chi ha interpretato questo cambiamento (anche se a ben vedere non si tratterebbe di uno scatto attuale, bensì di repertorio, retrodatabile addirittura al periodo pre-elettorale) come un messaggio subliminale dell’amministratore, come a dire finalmente ci siamo, ma, invece, purtroppo, non è così.
Lo stesso Bosi, all’uopo interpellato dal socio di PPC Nicolò Gazzi (“Spettacolo questa foto… Posso chiederle un’informazione? Ci sono novità proprio sullo stadio? Magari la foto è stata messa apposta…”) aveva risposto così: “Nessuna novità, ma non nel senso negativo. Il Parma sta predisponendo alcuni documenti necessari alla variante urbanistica. La procedura è faticosa e lunga, ma mi sembra che le cose stiano procedendo per il verso giusto”.
Lo stallo continua. La giornata è uggiosa e pioviggina, alla faccia dell’ottobrata, ma siamo ancora, come fosse ferragosto, in piena tregua balneare, sul fronte stadio. Un paio di giorni fa si è riunito il Consiglio Comunale, ma tristemente il tema Tardini non era all’ordine del giorno, per cui si è baccagliato su altri argomenti, con le ceneri della questione ben in fondo al braciere, in attesa della scintilla…
Allora: Bosi sostiene che il Parma stia predisponendo alcuni documenti necessari alla variante urbanistica. Ma la predisposizione, a quanto ci risulta, sarebbe già ultimata. E non si tratterebbe solo dei documenti necessari alla variante urbanistica, quanto di un completamento dei già ricchi faldoni, in base alle richieste della Conferenza di Servizi che, secondo gli stessi amministratori della cosa pubblica (con l’avallo del mainstream), aveva giù chiuso i propri lavori a Marzo, salvo poi a giugno inoltrato (dopo che era passato invano il mese di Maggio, in cui erano annunciati da Bosi i passaggi in Consiglio Comunale per variante urbanistica e durata della concessione) dirci che era ancora aperta.
Bosi aggiunge che la procedura è faticosa e lunga, peccato non lo tenesse presente in passato, in occasione delle tante stentoree previsioni non andate a buon fine, anche se ora è inutile star qui a rivangare o a far polemica. E manco più è il tempo dell’ironia e del sarcasmo, per cui tralascio chiose sul fatto che gli sembri che le cose procedano per il verso giusto. Anche perché non procedono. Anche se per lui lo stallo non è conclamato.
Per lui no, per me sì, perché non saprei come meglio definire il punto della situazione che è tristemente analogo a un mese fa, allorquando ne parlammo, sempre a seguito di uno scambio social tra Gazzi (che in PPC meriterebbe una carica: lo segnalo all’attenzione di Maurizio Braghiroli, che mi ha riferito di aver tagliato, subito dopo la trasmissione, il ciuffo alla Tito Stagno, del resto il lunedì i barbieri sono chiusi) e lo stesso Bosi.
Durante l’estate avevamo, un po’ tutti noi del partito del buon senso, cullato la speranza di un ravvedimento, con virata verso un progetto a stralci, che non solo potrebbe essere il classico compromesso tra gli oltranzisti del No Tardini (che comunque in cuor loro sanno perfettamente che è difficile vincere la partita della delocalizzazione e chi, rispettoso delle tradizioni lo vuole lì, sicché a questo punto varrebbe la pena di dividere la posta in palio pareggiando), ma anche eviterebbe il suicidio sportivo della forzata serrata per (minimo) 27 mesi per abbattimento/totale rifacimento, come previsto dall’attuale progetto ad immagine e somiglianza del proponente, con conseguente esodo delle folle (le stesse che hanno fatto diventare record l’ultima campagna abbonamenti, dopo l’iniezione di quelli piazzati come “corporate”, al di là del ragguardevole numero di 10.555 puri).
Purtroppo, però, l’ipotesi, in effetti presa in esame, e caldeggiata da qualcuno anche all’interno di Alcatraz (occhio a non venire decapitato), sembrerebbe essersi arenata, così come le interlocuzioni tra pubblico e privato che sembrerebbero non essere più così continue e costanti, molto produttive e proficue come in passato, anche perché, a ogni piè sospinto cambiano gli interlocutori (il rassicurante Denari, nomen omen, solo per citarne uno) ed ognuno parla una lingua diversa dall’altro (in tutti i sensi).
Se dunque, come pare, l’ipotesi progetto a stralci è tramontata, sebbene caldeggiata proprio dalla Conferenza di Servizi, che avrebbe richiesto alternative progettuali, quali altre alternative potrebbero restare aperte, poste le conclamate difficoltà, ammesse anche dal Managing Director Corporate Luca Martines nelle ultime dichiarazioni pubbliche a tema, nel far quagliare le cose in un contesto residenziale-cittadino come l’attuale sito, se non la delocalizzazione in un altro?
Probabilmente il Monumento Krause, che ne so… al Mall piuttosto che in Zona Mercati, avrebbe molte meno controindicazioni operative che non nel quartiere Cittadella, ma che brutta fine sarebbe per quel centenario Ennio che stiamo celebrando in questi giorni con tanto di Mostra dedicata al Palazzo del Governatore e di Monumentale impressa sulle casacche di gioco (e. In più, se la Krause Arena sorgesse altrove, non ci sarebbe neppure la scocciatura delle lamentele per il cambio di naming, che dovrebbe garantire alle casse un’ingente somma (se non ricordo male avevano previsto 3.5 milioni/anno, cosa che manco l’Atalanta si sogna…).
Ma anche questa ipotesi resta campata per aria, a fronte di quelle che erano le esplicite volontà del mecenate, che la grande opera la vorrebbe proprio lì, in Piazzale Risorgimento. Come noto, poi, la serrata per (minimo) 27 mesi comporterebbe l’esodo dei tifosi, nella migliore delle ipotesi in uno stadio provvisorio (idea che non sarebbe mai piaciuta a Krause, costretto ad aggiungere qualche milioncino ai già tanti pianificati per l’impianto principale), su cui si continua a brancolare nel buio, con mille rivoli aperti (con studi di fattibilità) senza quagliare su uno e metterlo a terra (Sorbolo, no?, Vero, troppo semplice…); o, peggio ancora, proprio come vorrebbe il Pres, in un impianto fuori città (alla faccia della identità), anche se Martines aveva affermato: Mai a Piacenza. Peraltro a sistemare il Garilli servirebbero pure soldoni…
In tutto questo, poi, aleggia il grande dubbio sul fatto che KK abbia ancora poi così tanta voglia di essere munifico col territorio, irrorando la pioggia dorata di 170 milioni: sono passati quattro lunghi anni dall’idea iniziale, è tutto come prima? O nel frattempo si è fatto strada il convincimento di un ridimensionamento dell’investimento? A Collecchio, poi, dove ci sono decisamente meno complicanze dal punto di vista burocratico e certe operazioni immobiliari (tra cui l’acquisto del building ex Parmalat) sono state perfezionate con successo, non ci sono stati significativi sviluppi, con il Trading Center rimasto uguale a prima, senza alcun tipo di miglioria, al di là della sempre ottima manutenzione dei campi, ma anche con strutture (specie alla giovanili) fatiscenti.
C’è chi favoleggia che il famoso temporary potrebbe sorgere proprio lì, a Collecchio: lasciando perdere le complicanze di viabilità, potrebbe anche avere un senso, giocare in casa. Del resto era nei piani iniziali avere un impianto da circa 3.000 spettatori per Primavera e Femminile, ma poi le ragazze sono state fatte sloggiare da Collecchio e deportate a Noceto, dove nell’Hub si troveranno anche bene, ma certo non vivono quella par condicio coi maschi di cui tanto ci si era vantati ai tempi dell’acquisto del ramo d’azienda dell’Empoli. Contraddizione, tra le contraddizioni…
Intanto il tempo passa: ormai, credo che possa esser codificato che pure la stagione 2025-26, in qualsiasi serie ci si trovi, sarà giocata dal Parma, come la presente, nell’attuale impianto, che è lo stesso che venne riqualificato da Nuovo Inizio (“8 Agosto 2018 – Riqualificazione Stadio Tardini che ottiene certificazione UEFA – Per affrontare il campionato di Serie A 18/19 ed ottenere la certificazione UEFA sui criteri infrastrutturali, vengono realizzati a tempo di record durante l’estate i lavori di ristrutturazione dello Stadio Tardini, interamente a carico della società. Vengono installati seggiolini in tutti i settori, ammodernati gli Skybox, nuovo tabellone a LED, zona video a bordo campo, VAR, nuovo impianto di illuminazione, nuovo impianto di drenaggio”). Già, Nuovo Inizio: e dire che secondo Schira sarebbe tutta colpa loro: “usciti di scena i vecchi soci, potrà ritornare pure a concentrarsi sul progetto dello stadio e del nuovo centro sportivo”, del resto come per il rinnovo al 2027 di Pecchia, il nostro Gasperini, di cui oggi, mercoledì 16 ottobre 2024, non si ha ancora l’ufficialità. Gabriele Majo
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Direttore se non si è capito l’unica cosa che interessa realmente il Messia è il credo della gioventù. Stadio, centro sportivo, vittorie serie A non conta più nulla. La sola cosa che conta è la filosofia, il credo, la religione dei giovani. Prima la gente lo capirà prima si potrà spingere il Messia a levarsi dai maroni. Ma anche Bosi quanto secondo lei può andare avanti con sta pantomima? Ci sarà un momento in cui si arriva al vedo
Dallo stallo alla stalla il passo é breve,del resto fra l’ex nuova sede Parmalat abbandonata e l’ex collecchiello un po’ vintage nonostante il cambio destinazione d’uso da centro sportivo in piantagioni sperimentali di tomacche mi sa che riuscirà fin a farci dimenticare il mega scheletro del mall,grande killer dell’aiuola la nord é con te
Se non si è capito il Messia non caccia fuori più una ghella. Punta a vendere quei 3 piploni che riesce e a noi mangiare merda però con il conforto nella fede dei giovani e nel credo dell’adolescenza
Il fatto é che di piploni continua a prenderne per il diletto del pargolo Oliver,essere ceduti ad un serial killer, alla chetichella,dai Two than five ,e si che bastava parlarci 5 minuti per trasecolare di fronte al nulla cosmico delle sue visioni,evidentemente il colloquio é durato meno di un rapporto sessuale fra conigli
Concordo si è incazzato per le menate che gli fanno War e compagni , quindi ci ricatta: o lo stadio o torniamo in B
Direttore mi riesce a spiegare in italiacano la supercazzola di Piovani a Palla in tribuna dal ridanciano Bernardini (cosa ci sarà da ridere poi per me c’è da cridare altro che ridere) sul “rinnovo” non rinnovo di Pecchia? Ha rinnovato ma non lo annunciano, no manca solo la firma, oggi secondo Piovani non “è più un problema la tempistica”, ma sarebbe grave se “ci fossero divergenze”. Quindi?!!!
Non ho avuto modo di seguire la trasmissione oggi, per cui non mi sento di dare una interpretazione del pensiero di Sandro Piovani al riguardo. A parte che di solito non mi esprimo in “italiacano”, per cui la richiesta non mi pare correttamente indirizzata.
Certo, non posso che convenire con l’esperto cronista quando questi asserisce che sarebbe grave se ci fossero divergenze. Ma il fatto è: queste divergenze ci sono o non ci sono? Il mainstream, in coro, è da questa estate che la mena con il contratto già fatto di Pecchia sino al 2027, perché è il nostro Gasperini. Però, Gasperini, all’Atalanta, gli danno i giocatori che vuole e non glieli mettono fuori lista per inspiegabili motivi (peraltro tenendo la lista vuota). Almeno lo avessero messo fuori rosa, il povero Cyprien…
Sul fatto che la tempistica non sia più un problema, sinceramente non so cosa voglia dire.
Io dico solo che siamo a pochi giorni dalla delicatissima trasferta di Como, che affronteremo in emergenza (anche per colpevoli autolesionistiche scelte societarie) e con un allenatore che ancora non è stato ufficialmente confermato dalla proprietà. Si dirà: è sotto contratto sino a fine stagione, certo. Ma nel calcio italiano (ed Eupalla ci sta facendo vedere in continuazione quanto sia offesa con noi) esistono usi e costumi che vanno al di là della fredda logica americana. Il problema Pecchia andava seriamente risolto all’indomani della promozione nella massima serie, con adeguamento di contratto (in questo mondo anche le persone più educate e a modo ragionano sui soldi, e pensare di essere il meno pagato della serie A non credo che accresca l’autostima del Mister e del suo entourage) e prolungamento, non con supponenza accantonato. Inoltre: vero che Fabrizio Cometti ha immediatamente fatto rimuovere la bufala (sempre ammesso che di bufala si tratti) di tale Moretto da Madrid, circa i ripensamenti su Pecchia, però non ha emesso una dura notula di conferma di fiducia come quando qualche tempo fa fece per Pederzoli dopo che qualcuno aveva insinuato qualche dubbio… In più: lo storytelling del club ama il tutti uniti, tutti assieme, tutti dentro, ma nella vicenda Cyprien, temo che l’allenatore sia stato lasciato solo. Molto solo. Troppo solo…
In fine il ridanciano Bernardini: caro Davide, lui così è. Prendere o lasciare…
Italiacano non era riferito a Lei ovviamente. Intendevo dire ironicamente in modo semplice in rapporto alle super cazzole. Mi scuso se mi sono espresso male
Lo lascerei molto volentieri…ripeto da ridere c’è davvero poco. Se perdi a Como la stagione è già compromessa etor che mezza Europa che segue i talenti.
Ma si ,via il presidente, via i dirigenti,via l’allenatore, facciamo senza stadio nuovo, basta Con tutti sti giovani che ce ne frega …..
CHE TRISTEZZA!!!!!!!!!
Ma quale tristezza ,sarebbe già un emozione
Se va via il presidente si va in piazza a festeggiare
Corteo fino in borgo Giacomo tommasini in testa Davide #caroselliamoeabboniamoci
Carosello fino all’alba. E sogno una squadra di 30 enni
Si è persa un’opportunità! Il Tardini rimarrà un’opera pubblica ed eventualmente si ricorrerà all’aumento dell’addizionale comunale per finanziare la manutenzione ordinaria di una struttura ormai anacronistica.
Peccato…
Per la serie B va benone
Anche troppo
Il Nuovo Tardini non si farà, è chiaro che si è perso il ‘momentum’. Ora Krause combinera’ qualche altro disastro sportivo, magari iniziando dall’esonero di Pecchia. Il Parma rischiera’ di andare giù come un sasso e in questo caso e’ probabile che la famiglia spinga il magnate a un progressivo disimpegno. Mollati in una serie minore come un Mantova o una Triestina qualsiasi? E questa volta senza nemmeno il sogno di una ripartenza. Forse in tutto ciò c’è pure una morale, ma fatico a vederla.
Io non sono così pessimista, però sarebbe serio (nonché doveroso) che, finalmente, ci si dicesse qualcosa di vero al riguardo (parlo del New Tardini).
Purtroppo, invece, il leader dell’inclusività e del green, nelle sue molteplici contraddizioni, ha comportamenti da despota e, al di là delle parole che qualcun altro gli aveva scritto, non ha mai capito di essere “custode” di una passione collettiva quale è la squadra di calcio cittadina e non solo una impresa privata (che sarebbero, appunto, solo cavolacci suoi), per cui non avverte il bisogno di fornire spiegazioni agli altri.
Analogo il discorso su Pecchia: qui sono mesi che ci inondano con lo storytelling del tutti assieme, ma l’allenatore mi pare lasciato terribilmente solo.
Krause non ha ancora capito che la squadra di calcio oltre che ad essere sua (perché ci mette le ghelle) è anche della città e dei tifosi, non ha capito ancora niente del calcio in Italia, che si tolga dai maroni….
Io, ma è una considerazione personale, non ho mai visto in 25 anni di lavoro in un ente pubblico una conferenza dei servizi che abbia questa durata, dai conti fatti “a braccio” secondo me, questa è ampiamente scaduta sia per quanto riguarda la procedura in se, che per quanto riguarda i tempi per le richieste di eventuali integrazioni/risposte e se fosse così, il comune dovrebbe indire una nuova conferenza anche per evitare, allora si, ricorsi dei comitati/associazioni ecc.
ripeto, è una mia considerazione personale dettata dal protrarsi dei tempi di chiusura dell’iter ….
Speriamo invece che krause venda il parma a uno più scantato di lui
Ma siamo in mano a una giunta che non fa tagliare l erba nei parchi. Come potrebbe affrontare rotonde lavori pubblici o stadi? (the worst of ever) Luca
Aspettiamo domani sera. Il Minimizzatore portavoce della Setta con la bocca più inversa del solito per la scocciatura di tornare su un tema per lui già finito il 12 agosto con la firma ci illuminerà sullo status quo del contratto di Pecchia e ci dirà che “loro” non ritengono di dover intervenire con uno svincolato perché volendo Del
Prato può fare il portiere e Suzuki può giocare centrale di difesa essendo alto e soprattutto giovane.
A calcio e calcio ⚽️ i msg che arrivano contro la società li leggono? O li censurano?
Calcio & calcio doveva portarselo Angella sul Nove 😁,questo qui sembra piú sbarate & sbarate
Angella purtroppo lavora a telereggio
Sarebbe interessante sapere l’opinione di Enrico boni e se ci fosse ancora il povero michelotti chissà cosa direbbe