ZURLINI RIPERCORRE LA CRONISTORIA SURREALE DELLE PROMESSE FALLACI SUL NEW TARDINI
(Gian Luca Zurlini) – Ristrutturazione del Tardini: tutto è fermo al palo, ma da 4 anni si assiste a annunci e promesse roboanti mai seguite da fatti concreti. A questo punto è ormai certo che i lavori non partiranno neppure nel 2025.
Ma ricostruiamo la storia surreale ripercorrendo le tappe di una vicenda che di certo nn può essere citata come esempio di efficienza e affidabilità.
FEBBRAIO 2020 – I soci di Nuovo Inizio costituiscono una società apposita dedicata alla ristrutturazione del Tardini.
SETTEMBRE 2020 – Il 9 settembre , qualche giorno prima della firma dell’atto di vendita a Krause a Milano, i soci di Nuovo Inizio depositano in Comune il primo progetto di rifacimento del Tardini, annunciato il 31/12/2019 dall’allora presidente del club Pietro Pizzarotti. Progetto sul quale l’Amministrazione comunale esprime pubblicamente un incondizionato parere favorevole e prevede un cantiere a stralci successivi, con rifacimento e demolizione totale solo della Tribuna Est, copertura delle curve e ammodernamento della Tribuna Petitot. Costo previsto di 54 mln di euro con concessione di almeno 40 anni. Non è prevista alcuna chiusura dello stadio e si annuncia che i lavori potrebbero partire da settembre 2021 e concludersi nel giro di 3 anni.
DICEMBRE 2020 – Krause, subentrato nella proprietà del club ritira senza neppure prenderlo in considerazione il progetto di Nuovo Inizio e annuncia “ a breve” la presentazione di un nuovo progetto totalmente diverso da questo.
APRILE 2021 – Krause presenta in pompa magna il “suo” nuovo progetto del Tardini firmato dallo studio di architettura milanese Zoppini. Prevista la demolizione totale con ricostruzione con copertura ad anello , con costo previsto di oltre 70 mln di euro, capienza di 22mila posti e 2 anni e mezzo di lavori con stadio chiuso e squadra via dalla città. La concessione richiesta aumenta a 60 anni.
MAGGIO 2021 – Viene depositato il progetto preliminare in Comune, passaggio obbligatorio per la legge stadi.
MARZO 2022 – Viene presentato in Comune il progetto definitivo dello stadio: costo aumentato a 80 milioni, parcheggio sotterraneo, spazi commerciali nelle due tribune, auto sostenimento energetico è accessibilità totale ai disabili fra le caratteristiche. Si annuncia che obiettivo è avviare i lavori nell’estate 2022 o comunque entro l’anno.
DICEMBRE 2022 – La nuova Giunta avvia un “processo partecipativo” che prevede più incontri coi cittadini e la possibilità di presentare proposte di miglioramento, ferma restando là collocazione.
FEBBRAIO 2023 – Dopo incontri e approfondimenti Sorgono problemi nel passaggio alla fase esecutiva del progetto presentato 10 mesi prima. Non convincono il kevlar nero, ci sono note negative sulle distanze dai confini e sulle soluzioni di accesso da parte della Soprintendenza. Il Comune, nel frattempo passato da Pizzarotti a Guerra ma con Bosi sempre assessore allo sport, chiede alla società di ripresentare un nuovo progetto.
18 SETTEMBRE 2023 – Dopo lunghi mesi di attesa viene depositato il nuovo progetto definitivo in Comune per essere esaminato “entro 60 gg dalla conferenza dei servizi” . Il progetto verterà su un rifacimento (demolizione e ricostruzione) dello stadio attuale e, a lavori completati, avrà una capienza da 20.986 posti a sedere, con riduzione di quasi 2000 rispetto agli attuali, quasi tutti persi nella Nord. 2.962 mq saranno utilizzati per aree commerciali, tra le quali il Parma Store ed il Museo del Parma Calcio. Il Costo stimato lievita fino a 138 milioni di euro e la durata dei lavori prevista è di 27 mesi a stadio chiuso, quindi con squadra lontano dalla città per ben 3 campionati. L’idea è di partire coi lavori a giugno 2024 facendo traslocare il Parma in uno stadio di un’altra città. Il 22 settembre 2023 il Comune annuncia l’indizione della conferenza dei servizi “decisoria semplificata” che dovrà chiudersi entro 60 giorni con il “sì” o il “no” al progetto.
NOVEMBRE 2023 – Iniziano gli intoppi: la conferenza, invece di concludersi, viene “sospesa” per almeno 60 gg perché il Parma ha bisogno di tempo per ulteriori documenti da presentare.
DICEMBRE 2023 – Si inizia a parlare di uno stadio provvisorio in provincia per evitare l’esilio lungo in un’altra città. Si fanno le ipotesi di Monticelli, Fidenza e Sorbolo (e Noceto, ndd), ma tutto resta in sospeso in attesa di capire come andrà il progetto definitivo.
FEBBRAIO 2024 – Dopo 3 mesi il Parma presenta finalmente i documenti aggiuntivi richiesti ma occorre un altro mese prima che la conferenza dei servizi torni a riunirsi. Dal Comune indicano “fine aprile” come data di conclusione dell’iter. Si annuncia anche che entro maggio saranno portate in consiglio comunale le due delibere su durata concessione (passata adesso a una richiesta di 99 anni) e quindi tutto sarà pronto per passare all’ultima fase dell’iter con assegnazione dei lavori.
MAGGIO 2024 – La squadra viene promossa in serie A e la società annuncia che la prossima stagione si giocherà al Tardini per avviare il cantiere a maggio-giugno 2025.
GIUGNO 2024 – Il tempo passa ma la conferenza dei servizi non solo non si chiude ma richiede ulteriori documenti e approfondimenti al Parma calcio che prende tempo.
OTTOBRE 2024 – A 13 mesi dall’indizione della conferenza dei servizi che avrebbe dovuto chiudersi entro 60 giorni tutto è ancora fermo in attesa di documenti del Parma calcio. Nessuna data viene più indicata come scadenza e sembra ormai certo che neppure a giugno 2025 il cantiere dello stadio, annunciato a più riprese, potrà partire.
Nessun passo avanti è stato fatto anche sullo stadio provvisorio in provincia che avrebbe comunque un costo stimato fra 8 e 10 mln di euro a carico del Parma. Voci non confermate dicono che il Parma starebbe pensando di passare a un cantiere a stralci, scelta che però allungherebbe ancora l’iter burocratico. L’unica cosa certa, a oggi, è che anche la stagione 2025/26, quella che avrebbe dovuto essere la prima nell’impianto rinnovato, si giocherà nell’attuale Tardini che, giova ricordarlo, è comunque pienamente agibile, è dotato di licenza Uefa e può ospitare anche incontri internazionali ufficiali.
Questa è la storia. E, senza fare troppi commenti, dimostra come i proclami fatti, da tutti, nel giro di più di 4 anni si siano fin qui rivelati niente di più che promesse fallaci che non ci voleva molto a interpretar come tali. E che il “modello Parma” per il Tardini si è arenato esattamente come nelle altre città dove si è partiti con progetti faraonici tra problemi legislativi e di costi lievitati. Ricordo infine che gli unici stadi rinnovati negli ultimi anni in Italia sono quelli per i quali si è puntato su progetti a stralci e senza soluzioni iperboliche: Bergamo, Cremona, Udine, Cesena e Spezia sono sotto gli occhi a dimostrare che, a volte, un sano realismo è più efficace di grandi progetti che si scontrano poi con la dura realtà italica.
E intanto stride il confronto con quanto fatto dopo la prima promozione in A quando, fra il ‘91 e il ‘94 gli accordi fra Comune, (guidato dai sindaci Mara Colla e Stefano Lavagetto)e Parmalat portarono a un rifacimento totale del Tardini (con costi a carico di entrambe le parti) in 3 stralci di lavori fatti in anni successivi, senza grandi proclami. Tre anni, uno in meno di quelli trascorsi dal deposito del primo progetto a settembre 2020… Gian Luca Zurlini
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Il progetto New Tardini non vedrà mai la luce.
Troppe difficoltà realizzative e costi eccessivamente alti per ipotizzare un ritorno economico in una piazza come la nostra.
La strada intrapresa da Krause, non ho ancora capito se per ignoranza o per furbizia, rappresenta la pietra tombale dell’ipotesi nuovo stadio a Parma.
Le uniche strade realmente percorribili erano un Nuovo Tardini con un semplice aggiornamento della situazione attuale (ad esempio copertura Curve e rifacimento tribuna in tubolare) sulla falsa riga di quanto presentato da Nuovo Inizio, oppure un nuovo Super Dome in area da individuare fuori città, con conseguente demolizione del vecchio Tardini e riconsegna dell’Area alla comunità con progetti da individuare.
Invece Krause ha virato su una terza opzione ibrida che non vedrà mai la realizzazione ed ormai per tornare indietro alle altre 2 ipotesi non basterebbero 10 anni.
Continueremo a giocare a lungo nello Stadio ristrutturato da Callisto Tanzi, che se si torna in B, alla fine è pure un lusso dai.
Vista la situazione ne approfitto per segnalare che presso una ferramenta in zona Ponte Taro splendidamente demodé, hanno ancora in vendita delle magnifiche cerate gialle e verdi (di quelle in gomma spessa in stile copertone, non quelle sottili tipo kway rosse o blu che vendono i cinesi in ghiaia o alla vecchia standa di via D’Azeglio) e stivaloni verdi da caccia di due misure, alla caviglia e al ginocchio, verde oliva scuro tradizionale con suola color caucciù. Di quelli da indossare con spessi calzettoni di lana che se cammini molto ti vengono delle psighe al tallone che poi devi bucare per far uscire il liquido. Consiglio di farne scorta, anche perchè per le prossime serie B il vecchio Tardini va benissimo (e gli stivaloni fanno molto comodo anche se non piove per andare a pisciare).
Alla fine quello che siamo e che abbiamo lo dobbiamo solo a Callisto. Senza di lui manco l’attuale cacatoio avremmo
Zurlini fat toser cme piovani
Zurlini l’è ora c’al vaga in pensió
Ci è già. La foto è relativa alla sua premiazione in Comune per l’ultimo consiglio comunale che aveva seguito
beato lui…
Ripeto se fanno tanto a raderlo al suolo poi ci resterà la buca ad imperitura memoria del killer dell’aioua ,un nadero illimitato