venerdì, Agosto 21, 2026
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NEW TARDINI, L’INTERLOCUTORIO CHERUBINI NEI 6 MINUTI SU DAZN

(Gmajo) – Dei sei minuti su Dazn dell’amministratore delegato del Parma Calcio 1913 Federico Cherubini, in onda ieri, sabato 22 marzo 2025, desidero trascrivere integralmente l’ultimo passaggio, dedicato allo stadio Tardini, essendo uno dei temi più gettonati sulle nostre colonne durante questi giorni di sosta nazionale, in attesa del vespertino scontro salvezza total gialloblù di Verona di lunedì sera 31 marzo 2025 con l’Hellas Verona:  “L’operazione stadio è una delle operazioni importanti per la crescita del futuro del club, però ce ne sono tante altre: ci sono gli investimenti sul centro sportivo, lo sviluppo del settore giovanile, lo sviluppo del movimento femminile, ci sono tante cose e credo che non bisogna sceglierne solo uno. Quando un club decide di crescere e credo che con Krause ci siano tutte le condizioni per poterlo fare, dovremo avere la capacità di crescere in tutti i vari dipartimenti del club, dalle infrastrutture, i progetti tecnici, alla metodologia, e alle iniziative ed eventi con una visione che guarda al futuro e con progetti ambiziosi, ma sempre collegati con la realtà locale”.

Purtroppo le mie aspettative sono un po’ andate deluse, in quanto le sue parole mi sono parse oltremodo evasive ed evanescenti: per par condicio con il suo predecessore Luca Martines, cui altrettanto piaceva menar il can per l’aia, direi un blablabla… Nessuna info di rilievo, ma ora, dal suo (peraltro tardivo, rispetto all’insediamento) vernissage, quando era normale che prendesse tempo sul tema, all’uopo sollecitato da Gianluca Zurlini, sono trascorsi diversi giorni in cui avrà avuto modo di confrontarsi con il presidente Kyle Krause per intendere la linea da tenere sul delicato argomento. E invece, la questione stadio viene incredibilmente parificata alle altre che la casa madre ritiene importanti per la crescita e per il futuro del club, come possono essere – passi! –  il Centro Sportivo di Collecchio (il povero Vaeyens narrano che si vide risolto il contratto anzitempo ed inaspettatamente, dopo aver ordinato qualche miglioria del training center, in effetti in certi settori piuttosto fatiscente, senza prima aver interpellato o informato la presidenza o i suoi consiliori), ma ci aggiunge pure (temo per compiacere l’armatore) lo sviluppo del settore giovanile e lo sviluppo del movimento femminile.

E’ evidente che, nella parte finale di una stagione delicata come la presente, la priorità assoluta vada alla prima squadra maschile, con la tassativa necessità di fare di tutto per salvare la categoria (se no sarebbero cavoli amari), ma avere le idee chiare sul futuro dello stadio Tardini ed esporle durante la lunga sosta, penso sia doveroso e rispettoso per la Comunità Crociata che in proposito brancola nel buio, considerato lo stallo della cosa e le recenti tirate per la giacchetta che arrivano dal palazzo municipale in attesa di risposte dal club.

E’ lodevole e virtuoso il frequente richiamo al territorio da parte del Plenipotenziario, purché questo, considerata la filosofia della proprietà, non resti solo uno specchietto per le allodole: “A me piacerebbe molto vedere un Parma, in futuro, in cui i giovani che ci giocano non sono solo quelli che arrivano dalle operazioni di mercato della nostra area scouting, ma anche dal risultato del lavoro della filiera: per me è fondamentale la connessione con il territorio e spero che in futuro ci saranno sempre più calciatori del territorio, cresciuti nel settore giovanile del Parma, che possano scendere in campo e dare quel qualcosa in più e saper trasmettere quel qualcosa in più ai propri compagni, perché quando si cresce in un club, sicuramente, l’identità ed il senso di appartenenza sono segnali distintivi per me molto importanti, anche perché aiutano i calciatori che poi arrivano a trovare gli stessi valori”. Vedremo se in futuro sarà così, perché oggi, anche a livello di settore giovanile (del resto come in prima squadra dove, tolto Delprato, è difficile vedere altri italiani nell’undici partente) vige l’imperativo della internazionalizzazione, con calciatori pescati (e strapagati) su (più convenienti?) mercati esteri, con i locali che finiscono in netta minoranza già dalla fine dell’attività di base. Insomma, al di là delle belle parole che finiscono nei titoli di chi si crogiola in una sterile parmigianità (“Parma è un unicum nel calcio italiano”), servono fatti concreti per un reale coinvolgimento del territorio, di cui la squadra dovrebbe essere espressione. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

22 pensieri riguardo “NEW TARDINI, L’INTERLOCUTORIO CHERUBINI NEI 6 MINUTI SU DAZN

  • Ale Pongonazzo

    Ieri nel leggere le trascrizioni, che detta così sembra ‘na roba da atti processuali, ed ancor meglio nel veder l’intervista, perché a me il Cherubini resta sempre un po’ blizgòz, ti lasci trasportare per un attimo e pensi che forse è la volta buona, poi, dopo circa dodici secondi, ti accorgi subito che, come già circostanziato dal Direttore, sembra non essere cambiato nulla, tutto sempre e solo programmatico.
    Non ti senti dire, mi spiace per i residenti di Collecchio, domani arrivano le ruspe, ci sarà un po’ di casino, portì pasénsja.
    A me ieri, è rimasto impresso il ricordare di come mantenere la categoria sia un passaggio fondamentale. Di per sé nulla di non particolarmente banale e ripetuto più volte, ma considerando il cambiar della luce nei suoi occhi nel proclamarlo mi ha fatto pensare anche ad un’altra interpretazione, ossia, diversamente, a va tutt a gambi pr’aria…in realtà anche questa lettura non è particolarmente difficile da ipotizzare come scenario futuro.
    Quello che mi preoccupa è eventualmente dover affrontare quasi tutti gli anni richiesti per la concessione stadio, abitando serie B e serie C, per attendere di veder alla ribalta un ragazzino delle nostre colline a coronamento del “progetto”. Dalla Valtarese arriva in prima squadra, dopo tutta la trafila, un nostro giovane prospetto… poi dovremo fors’ anche sorbirci un intervista confezionata dai nuovi alfieri del dialetto parmigiano…abbiamo con noi Hassan Cheikh ed Seteròn…

    • Il fatto di valorizzare i settori giovanili ? Sarebbe ora!! E farebbe bene al calcio in generale.. soprattutto italiano.
      Sul discorso stadio a Parma… stesso discorso Sarebbe ora! mi sono già espresso altre volte e non vorrei ripetermi , vedo che è un continuo passaggio “di palla” tra istituzioni, società, comune , dove si aspettano risposte per mesi, dove nessuno se la sente di prendere una decisione definitiva,poi subentrano ricorsi ecc.
      Allo stato attuale mi verrebbe da dire che non se ne farà niente,( per la gioia di tanti suppongo) spero di essere smentito

  • A parte che il ragazzino dello nostre colline ormai si chiama Mamohaemmed o Tourè o Akpa Akpì e quindi non è delle nostre colline, la realtà è che Cherubini è venuto qui non per lo stadio o per l’Europa ma per liquidare al meglio e contenere il disastro. Per cercare di piazzare a quale scemo i presunti pezzi di argenteria (in realtà bidoni clamorosi) alla Barnamèl, Bonni, etc e di fare con 4 spicci una squadrata per la serie B con ancora l’incubo di avere Benepippa (che non vuole nessuno neanche nel Tide), Valenti e Corvi.

    • Non mi risulta che Cherubini sia un curastar. Evitiamo, quindi, di veicolare fantasiose considerazioni non basate su fatti concreti. Grazie

      • Beh Direttore se il buon Cherubini avesse avuto in testa obiettivi diversi da fare il liquidatore si sarebbe mosso diversamente a gennaio per mettere una pezza allo scempio compiuto in estate (a mio giudizio scempio voluto). Si sarebbe stracciato le vesti per rinforzare una rosa ridicola e avrebbe lanciato Don Fabio dopo Lecce portando un allenatore di livello e non una scommessa. Se non lo ha fatto evidentemente ha altri compiti e obiettivi.

        • Non sono d’accordo. O meglio: anch’io mi sarei mosso diversamente, però comprendo anche le sue ragioni, conoscendo j meandri in cui è costretto a muoversi. In ogni caso ha reso palese quello che da tempo qui predicavo a proposito di chi si è mosso sul mercato

          • Ale Pongonazzo

            Se esistono ed esisteranno ancora i meandri è finita ancora prima d’ iniziare, come si è sempre detto se prendi un Cherubini, che piaccia o meno la figura, gli devi lasciare carta bianca…e non per farne l’ utilizzo suggerito da Totò ne ” I due colonnelli”.

          • Sì, però anche lui, con esperienza, è giusto si muova come meglio crede… Anche con una certa astuzia che penso non gli manchi…

          • Quello si lo ha detto chiaramente ad alcuni tifosi prima del Torino aggiungendo che solo i due argentini sono farina del suo sacco

    • Siberianhusky

      Per me tutti i ragazzi che nascono qui sono uguali. L’Athletic Bilbao mica si fa dei problemi a fare giocare i fratelli Williams e, per inciso, si tratta della società che vanta il maggior senso di appartenenza al mondo con il territorio. Vedono un po’ più lontano di te, Davide…

  • Al di là del bla bla bla, a me Cherubini trasmette sicurezza e spero possa restare a lungo. Direttore… secondo lei, resterebbe anche in caso di retrocessione?

      • In serie b torna pederzoli

      • Al di fuori della gestione dello spogliatoio, che rimane determinante per la permanenza nella massima serie, la serie B (se parliamo di una società seria), a questo punto della stagione e con questi numeri, “deve essere una opzione”, nel senso che deve esserci un piano “B” nel vero senso del termine. Il tutto ragionato negli uffici preposti e con le persone competenti, ripeto, al di fuori di tutto il resto con massima riservatezza. O vogliamo lasciare tutto all’improvvisazione perché siamo il Parma, e non possiamo scendere di categoria? Fino ad ora, Direttore, meriteremmo (ed uso il condizionale) di piombare dritti dritti in B, categoria che ci appartiene per meritocrazia societaria. Però, e questo lo dico con convinzione, abbiamo un allenatore capace, che potrebbe (e anche qui uso il condizionale) tirarci fuori dai guai. Basterà da solo? Perchè ho già letto in qualche intervento qui da Lei e mi unisco, che il buon plenipotenziario ha perso una occasione per dare forza a Chivu, magari con qualche parola al miele necessaria alla causa che non guasta mai. Nel frattempo il Verona si allena anche di Domenica mentre noi ci rilassiamo. Giusta strategia? Vedremo….

        • 90 minuti d’applausi 👏, condivido tutto quello che hai detto

          • Grazie Benni

  • Il magnetofono del potente Cherubini.
    Cherubini ha reso le stesse identiche dichiarazioni 1 mese fa. Quindi, sabato ha nuovamente proclamato quell’inventario redatto da Pederzoli, che già conosciamo. Purtroppo, la salvezza, immediata priorità, non passa certo dalla bravura dei direttori a declamare l’elenco delle buone intenzioni (molte delle quali lontane dai propositi dei giocatori). Sottolineerei che la concordanza tra le priorità dei giocatori e dei tifosi si realizza (quando di grazia succede) in campo (e sui prati di allenamento di Collecchiello). Non ho mai sentito nessun atleta, neanche i più illustri rappresentanti della pedata, dichiarare: “giocheremo per il centro sportivo, per la femminile e anche per un nuovo stadio”. Quelli sono altri libri e altre letture.
    Ma se la recita del potente Cherubini era prevedibile, ho invece gradito poco il ritardo del “leggendario” Amministratore nel sillabare due parole a sostegno del nuovo (e bravissimo) tecnico, dato che, le prime dichiarazioni pubbliche a favore di Chivu sono state articolate, forse per non sbagliare, dopo ben 3 partite. Il tanto vituperato Pederzoli non si sarebbe mai dimenticato di impostare un promemoria sul cellulare

    • Come sempre perfetto, soprattutto la parte di Chivu che sottoscrivo 100, 1000 volte…in questa baraonda, Chivu è l’unico vero plenipotenziario del mio cuore da tifoso e lo sosterrò fino alla fine. E’ troppo navigato per non incorrere in gravi errori di spogliatoio. Credo in lui e mi unisco pubblicamente al tuo commento.

      • Sì, come te anch’io sosterrò Chivu fino alla fine. Un allenatore equilibrato, concreto, intelligente, credo anche severo che si è messo al servizio della squadra. Probabilmente vorrebbe anche giocare diversamente ma sa di non poterlo ancora fare.
        Ps: Non mi è però sfuggito il tuo commento sopra. Tutto ben detto e con la luce della speranza bella accesa…

  • In serie B torna Carli che costa ancora meno di Perdar Sola. Nel mentre Collecchiello sembra quello dei tempi dei Curastar, con aree alla malora e scarsa manutenzione per il braccino da Tirannosauro 🦖 di Kraus che vuole rendicontata anche la merda x concimare

  • Comunque che bello un wend senza nausea, senza incazzatura, senza prolassi nel vedere cendolare per il campo Bonni e “sgommare” Fantasman, senza Balord che arranca, senza vedere come siamo ridotti male. Purtroppo la pausa è già finita e da domani l’informazione locale inizierà a pompare il Verona manco fosse il Barcellona con ultimatum e varie dichiarazioni belligeranti degli scaligeri. A cui invidio Setti e Sogliano che da soli valgono 200 Petna, Lancom, Notari e Pedar Sola.

  • Thiago Motta con il suo modo di “gestire” ricorda in grande Don Fabio da Bologna. Tutti dentro, ruoli cambiati, confusione totale, pessima preparazione fisica rispetto ai competitor, frullare di ali inutili, carattere zero, piedi invertiti. Purtroppo questi mezzi ciarlatani trovano sponda in una certa stampa e opinione pubblica che esalta il “gioco di Pecchia o di un altro”. Altro esempio quel poveraccio di Vivarini che venne qui dopo Pasqua a fare il fenomeno con una squadra la nostra già in mood serie A, ovvero già crollata e arrivato a Frosinone si è rivelato quello che è ovvero un imbonitore da fiera. Io oltre a sognare ogni notte la liberazione da Kraus sogno un allenatore che finalmente giochi a 3/5 dietro, 3 in mezzo e due punte. Un risultatista pragmatico e concreto. A me la difesa a 4 e le ali e senza punte ha fatto venire il latte al retto

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