venerdì, Agosto 21, 2026
New TardiniNews

A PARMA EUROPA L’ASSESSORE BOSI E IL NEW TARDINI A STRALCI (VIDEO)

Nella seconda parte di Parma Europa – la prima era dedicata al ricordo dello scomparso Papa Francesco, con in studio il vescovo di Parma Mons Enrico Solmi e la direttrice della Caritas Maria Cecilia Scaffardi – in onda martedì 22 aprile 2025 su 12 Tv Parma, il conduttore, il direttore Pietro Adrasto Ferraguti, ha intavolato il tema New Tardini a stralci, parlandone con l’assessore al Bilancio e allo Sport del Comune di Parma Marco Bosi e, per la minoranza, con Serena Brandini del gruppo consiliare di Azione.

Assessore Marco Bosi, quella a stralci, è una soluzione che vi soddisfa?

“E’ una soluzione che era inserita, come indirizzo, nella mozione approvata nell’aprile del 2023 che era condivisa, tra l’altro, largamente con le opposizioni: una soluzione che cambia abbastanza, nel concreto, il progetto che va incontro da un lato a quelle che sono le richieste della politica, in maniera abbastanza trasversale, ma anche di una tifoseria che ha chiesto a gran voce di trovare delle soluzioni un po’ più agibili: capiremo come questo si riverserà dal punto di vista tecnico. Ci sono città che hanno fatto questo tipo di scelta, pensiamo a Bergamo, che in realtà lo ha fatto parziale, vedremo se questo potrà essere possibile, intendo di giocare sempre in casa in toto, o parzialmente, limitando al massimo le ipotesi di trasferta. L’Atalanta ha fatto proprio così: quando è venuta a Parma per tre gare all’inizio della stagione sportiva 2021-22 (vado a memoria), oppure se riuscirà ad ogni partita casalinga a restare tra le mura amiche del Tardini”.

Si è perso, però, molto tempo…

“I tempi si sono dilatati, è vero, ma si tratta di un investimento molto importante, in termini numerici, su opere pubbliche: se guardiamo indietro negli ultimi dieci / undici anni e probabilmente anche nei prossimi dieci / quindici anni. Ci sono state delle scelte della Società comprensibili, che ha voluto rivedere parzialmente il progetto, e penso sia legittimo da parte di un investitore di una società sportiva che mette sul piatto vedremo che cifra, prima si parlava di 138 milioni, credo che questa modifica ridimensionerà un po’, ma parliamo, comunque, di un investimento molto significativo. In questi mesi e in questi anni abbiamo visto raddrizzare il progetto su diversi fronti, sicuramente sarebbe stato meglio arrivare ad avere prima una soluzione diciamo definitiva di questo tipo, però non mi sento di mettere in croce chi sta investendo tante risorse sulla città, sia sulla parte sportiva – abbiamo visto le classifiche di spesa delle società calcistiche italiane ed il Parma è terza tra tutte le categorie, ovviamente, negli ultimi 4/5 anni, così come sull’impianto; dunque sì, avrei preferito, da assessore, vedere il cantiere ultimato. mi sarebbe piaciuto lasciare, tra le varie eredità, anche l’impianto rinnovato, però guardo alle altre città e mi rendo conto che i tempi sono comuni a tutti, a dimostrazione che non è facile andare più veloci di così”.

Serena Brandini, lei nel 2023 aveva firmato la mozione della Maggioranza, nella quale venivano chieste migliorie: pensava già a quei tempi alla possibilità di un cantiere a stralci?

“Sicuramente il cantiere a stralci, come diceva anche l’assessore, va incontro obiettivamente a delle esigenze che sono molto concrete. Che cosa succederà del progetto noi ancora non lo sappiamo, perché in realtà noi siamo rimasti al progetto che è stato illustrato alla città e ai cittadini nel dicembre del 2022, dopo di che, effettivamente, la Conferenza dei Servizi e quello che è accaduto dopo, non ci han dato la possibilità di capire quello che è il nuovo progetto. Per cui attendiamo per capire se la soluzione potrà trovarci favorevoli oppure no: sicuramente il fatto di avere il Parma che gioca in casa non è un dato di poco conto”.

Marco Bosi, l’AD del Parma Federico Cherubini è stata la persona chiave della svolta?

“Io ed il Sindaco avevamo incontrato Cherubini non ricordo se il giorno dopo o due giorni dopo il suo insediamento, comunque nei primissimi giorni e la questione sul tavolo, era evidentemente il progetto stadio. Il Parma Calcio, con Cherubini, ha fatto la scelta, intanto, di nominare un amministratore delegato, che prima non c’era mai stato, prima c’erano delle persone con dei poteri, ma era separata la parte sportiva da quella corporate. Io avevo, anzi ho tuttora, un ottimo rapporto con Luca Martines, che ritengo un grande professionista, ma non arriva dal mondo del calcio; prima ci eravamo rapportati con Franco Denari, prima ancora con Jaap Kalma: nessuno di questi aveva la forza, evidentemente, di prendere le decisioni strategiche in autonomia; Cherubini è stato investito di una responsabilità superiore, noi abbiamo posto questi temi immediatamente e lui ci ha detto da subito che la sua intenzione era quella di lavorare su un cantiere a stralci, in realtà questa sua intenzione noi già la conoscevamo, però l’intenzione era sua, in quel momento, non era la versione definitiva, formale della Società sportiva. Ci è arrivato, noi avevamo chiesto il rispetto di alcune tempistiche, proprio perché la città chiedeva a noi cosa accadeva in Conferenza dei Servizi, e perché la Conferenza dei Servizi non si chiudesse, noi eravamo a conoscenza che quel progetto stava subendo delle modifiche da parte del Parma Calcio, ma per il rispetto dei ruoli abbiamo atteso che le cose diventassero ufficiali, come era doveroso che fosse, e la società sportiva ha comunicato ufficialmente a noi, e di fatto anche alla città, queste sue intenzioni. Io credo che l’arrivo di Cherubini, lato stadio, abbia dato una direzione chiara. 

Si è discusso per quasi due anni dello stadio temporaneo: io mi permetto di dirlo oggi, perché non volevo creare tensioni, ma io ho sempre pensato che fosse irrealistico lo stadio temporaneo in provincia, per questioni viabilistiche, le soluzioni ipotizzate non avevano la capacità di accogliere le migliaia di macchine che sarebbero andate verso quel luogo, mentre realistica era l’opzione di Piacenza, che ha, invece, le infrastrutture per accogliere quel tipo di traffico. Piacenza è stata ritenuta dalla Società, da Cherubini in primis, una soluzione poco praticabile, per mantenere i numeri di pubblico attuali, e quindi si è andati spediti verso questa direzione. Speriamo che, alla decisione – che è stata, penso, presa nel rispetto dei tempi condivisi tra la Società e l’Amministrazione – sia altrettanto anche per il progetto, perché cambierà parzialmente le carte in tavola.”

Serena Brandini, giocare in trasferta le gare previste in casa, avrebbe potuto comportare ripercussioni sportive…

“Questo indubbiamente, infatti più volte anche in questa trasmissione ci siamo trovati a discutere del fatto che portare il Parma fuori dalla città, sarebbe stato, comunque, un problema. Mi scusi se torno al tema del progetto, che lo ritengo di fondamentale importanza: conoscere il progetto e capire gli stralci come impatteranno, visto che l’assessore ha parlato anche della viabilità – ricordiamoci che lo stadio di Parma è al centro della città – per cui capire come questi stralci, questi periodi di lavoro impatteranno anche sulla viabilità e sulla vita dei cittadini, è decisamente molto importante”.

Assessore Bosi, prima si diceva che la soluzione a stralci sarebbe stata più complessa di quella mono-cantiere; ora, invece, si sostiene il contrario… 

“L’amministrazione, fin dall’inizio, aveva posto quella a stralci come opzione privilegiata da valutare, ma entrambe le opportunità ci portavano dei benefici e degli svantaggi. Il cantiere in fase unica aveva il beneficio di essere più veloce ed una struttura che si poteva disegnare da zero, e questo era il grande vantaggio; lo svantaggio era quello che la squadra sarebbe andata a giocare fuori ed anche dal punto di vista economico sarebbero stati anni sicuramente più difficili. Il vantaggio di lavorare a stralci è che tieni la squadra qui, che hai un costo, probabilmente, inferiore, perché una parte dei corpi di fabbrica – probabilmente, la Petitot – che in parte riesci a salvare. Ci sono alcuni elementi che capiremo come verranno gestiti: uno, evidentemente, è il tema del parcheggio, che era sotterraneo e di fatto sotto la tribuna che si ipotizza di mantenere in piedi, e sotto il campo, quindi difficilmente compatibile con un cantiere a stralci; l’altro, che mi sta molto a cuore, è quello della accessibilità: un cantiere in fase unica, che di fatto elimina ciò che esiste e riprogetta da zero, permetteva di lavorare interamente a piano campagna e quindi di garantire l’accessibilità ai disabili in tutti i settori; se si dovesse scegliere di salvare almeno la parte della Petitot – sicuramente i Distinti non sono salvabili – si capirà cosa vorrà fare il Parma Calcio sulle due Curve, questi settori che ho citato hanno un fossato che li rende oggi inaccessibili per i disabili. Questo è un tema a cui tengo molto: sono stato in trasferta a vedere il Parma Calcio, insieme al Sindaco di Udine, circa un mese e mezzo fa: Udine è stato considerato uno dei primi, uno dei modelli da prendere a riferimento: lo stadio non è male, è stata una ristrutturazione parziale, ma io ritengo che la situazione, per i tifosi, con capacità limitate dal punto di vista motorio, sia inadeguato: una tribunetta, in un angolo, ghettizzati. Non è quello che voglio per Parma, ed è un tema che presidierò con grande attenzione.”

Serena Brandini, ci sono posizioni molto critiche, nei confronti dell’amministrazione comunale, per questo cambio di programma progettuale, ad esempio quelle del Comitato Tardini Sostenibile, secondo cui l’amministrazione farebbe quel che dice il Parma Calcio…

“Il Comitato Tardini Sostenibile è sempre stato contrario: l’obiettivo del Comitato era quello di fare uno stadio al di fuori del perimetro dello stadio di oggi, e quindi era proprio delocalizzato da un’altra parte, e devo dire che noi, come Azione, avevamo sposato quell’idea, inizialmente, dopo di che in mezzo ci sono state le elezioni, l’attuale sindaco si è presentato con un programma elettorale, in cui lo stadio era posizionato esattamente dov’è ora e io credo che i programmi elettorali, se si vincono le elezioni, vadano portati avanti, per cui io credo che la strada sia quella. Ora, secondo me, ci sono dei problemi, delle criticità, che in parte ha già evidenziato anche l’assessore; consentitemi di fare un punto rispetto alla vita del quartiere, sul cantiere a stralci, che non è indifferente, perché sappiamo appunto, che una delle note del Comitato Tardini Sostenibile, è proprio quella di dire che la città, in questo quartiere, nel momento in cui il Parma gioca in casa, diventa veramente faticosa da vivere, ed effettivamente un po’ è così. Dunque, da questo punto di vista, chiederei all’Assessore, a tutta la Giunta e al Sindaco di fare molta attenzione, su tutta la parte comunicativa e di rapporto con la cittadinanza e i cittadini che abitano in quella zona”.

Assessore Bosi, verrà meno, dunque, il parcheggio sotterraneo, che era parte del progetto originario?

“Non sono un ingegnere, ma fatico a capire come si possa realizzare, almeno nella modalità prevista dal vecchio progetto: quindi non so se il Parma Calcio stia valutando delle alternative anche di posizionamento. Io fatico ad immaginare una soluzione, ma non sono un ingegnere, non sono un architetto: quindi non ho io la soluzione… Però ci tengo a dire un paio di cose: una è sul tema dell’evento gara, che dico sempre e non mi stancherò mai: il problema del traffico che si genera e che vivono e che subiscono i residenti, non solo chi sta dentro il blocco, ma soprattutto, anche chi sta appena fuori, dove si concentrano le auto di chi prova ad arrivare allo stadio in auto, non deriva dalla partita, ma dal blocco del traffico che le normative di sicurezza ci impongono. Ecco: forse bisognerebbe lavorare affinché gli stadi diventassero dei luoghi sempre più sicuri e un blocco anti-terrorismo, come se stessimo andando in guerra, penso che sia anacronistico. Non è un giudizio sul lavoro del Questore, che deve garantire la sicurezza, ma è un giudizio su come ancora oggi, in parte, viene visto lo stadio.
E poi: io non ho letto la comunicazione del Comitato, mi dispiace, ma intuisco i contenuti, da quello che sento ora: trovo curioso che il Parma Calcio, negli anni, abbia realizzato il progetto seguendo alla lettera, le lettere firmate dal Sindaco, gli indirizzi arrivati da Giunta e Consiglio Comunale, e poi si dica che fa quello che vuole. E’ veramente curioso, perché c’era un progetto, che aveva delle sue peculiarità, pensiamo al rivestimento esterno, primo elemento ad essere cambiato, la mozione chiedeva gli stralci, la mozione chiedeva di capire se era salvabile il corpo di fabbrica principale, tutta una serie di elementi che sono stati esauditi con questa ulteriore comunicazione da parte del Parma. Lo trovo curioso: tutti speravamo che avvenisse prima ed in tempi più brevi, ma dire che fa quello che vuole è abbastanza assurdo, visto che l’indirizzo dato è stato accolto ormai possiamo dire in toto. L’ultimo elemento erano proprio gli stralci.”

Come sarà l’iter del cantiere, che potrebbe già cominciare alla fine della prossima stagione?

“Questa è la logica del cantiere a stralci: ossia, giocare a stagione in corso. Va capito – e questo è un elemento che ad oggi non abbiamo sul piatto – il cantiere a stralci da dove comincerà, perché è ipotizzabile, ma non spetta a me deciderlo, che il primo intervento avvenga sui Distinti, che sono sicuramente la struttura un po’ più fatiscente, però ci saranno altre scelte che spettano al Parma, tipo quella di limitare o non vendere abbonamenti in quel settore, già per la prossima stagione, se ritenesse di avere i tempi per partire a stagione in corso o di fare ragionamenti sugli abbonamenti, dove, ipotizzo, potrebbero essere spostati i tifosi, qualora il Parma Calcio volesse iniziare il cantiere già nella prossima stagione sportiva. E’ difficile, dico solo che non è impossibile: quindi, lo scenario che lei ha paventato di dire, si comincia a fine maggio della prossima stagione, è uno scenario; così come è uno scenario, dico io, è quello che ha fatto l’Atalanta, in cui, sì, si è lavorato a stralci, ma si è rinunciato ad una o due partite alla fine del campionato e ad una o due partite all’inizio del campionato successivo, per avere una finestra di circa cinque mesi piena dove lavorare rapidamente, senza la gestione della partita ogni quindici giorni e quindi accelerare, perché il cantiere a stralci puro, sicuramente ti dà il vantaggio di giocare sempre in casa, ma rischia di allungare tantissimo i tempi”.

Serena Brandini, non è detto che l’attuale Conferenza dei Servizi esamini il progetto che sta per presentare il Parma Calcio: i tempi si allungherebbero se se ne dovesse aprire una nuova?

“Speriamo di no… I tempi tecnici degli organismi appunto tecnici, sono stabiliti dalla normativa… Il progetto inizia ad avere una certa età, nel senso che nel frattempo è cambiato, ma ne parliamo da molto tempo, quindi sarebbe veramente l’ora che si arrivasse almeno a capire quali sono le tempistiche e vorrei ri-sottolineare il tema della comunicazione con la città: nel 2022 era stato fatto un Percorso Partecipativo, ma non credo che questo sia uno strumento adatto per informare la città di quello che succederà nelle prossime tappe, per cui anche qui mi sento di chiedere a tutta l’amministrazione, con anticipo, di informare la città sulle tempistiche di quello che succederà, perché molto spesso ci ritroviamo con le cose fatte e non è piacevole…”

Capito, assessore Bosi?

“Se ci ritrovassimo con lo stadio fatto (sorride, nda), in realtà sarebbe positivo… E’ una battuta, questa, ma andrà coinvolto il quartiere in una maniera molto significativa… Senza il progetto in mano non voglio vendere la pelle dell’orso senza averla, per esempio il piazzale davanti sarebbe diventata una grande piazza, ma questo era reso possibile dal fatto che i posti auto previsti dalla categoria Uefa, cui vuole accedere il Parma – Uefa non come competizione, ma come tipo di stadio – erano garantiti nel sottosuolo come parcheggio interrato, quindi capiremo dal Parma Calcio come ha ipotizzato di gestire i posti auto in meno previsti, rispetto al desiderio di far diventare quello spazio fronte stadio una grande piazza pubblica. Lo capiremo col progetto in mano: oggi è troppo presto per dire come sarà gestita quella parte antistante lo stadio.”

Trascrizione a cura di Gabriele Majo, montaggio clip a cura di Luca Casoni

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Un pensiero su “A PARMA EUROPA L’ASSESSORE BOSI E IL NEW TARDINI A STRALCI (VIDEO)

  • Mia nonna poveretta ma lo diceva sempre. Diffida dei rossi (il più buono dei rossi ha buttato suo papà nel pozzo – evito il dialetto non essendo in esterna da Monticelli) e da chi ha la bocca stretta… E aveva ragione. A forza di annunci a Parma Europa poi ritrattati nell’aprile 2026 Bosi dirà che siccome i ligeidi sono specie protetta non si farà niente.

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