venerdì, Agosto 21, 2026
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CHERUBINI, PLENIPOTENZIARIO (MA NON TROPPO…)

(Gmajo) – Se Federico Cherubini, per la Comunità Crociata, è diventato un simbolo di riscatto e di speranza, rispetto alla sin qui deludente gestione statunitense del Parma Calcio, il merito (o la colpa, a seconda dei punti di vista) è mio (scusate l’autoreferenzialità Majo-centrica, dovuta al fatto che, immodestamente, ritengo che tutto ruoti attorno a me…): molti, infatti, trovando su queste colonne riferimenti a lui come “Plenipotenziario” o addirittura “Onnipotente”, si potrebbero essere illusi che l’ultimo manager ingaggiato da Kyle Krause, nel suo vorticoso movimento, sia quello davvero in grado di imprimere una svolta decisiva alla Società.

Riciclando la riuscita espressione L’Ammiraglio e l’Armatore, coniata in epoca Leonardi-Ghirardi, cercavo di spiegare come, l’ideale, sarebbe che il dirigente fosse lasciato libero di seguire la rotta preferita, una volta acquisita dal proprietario la destinazione, auspicando il timone ben stretto nelle mani dello stipendiato, senza colpi di sterzo dell’investitore. Di conseguenza, molte volte,  mi sono anche interrogato (prendendo spunto da fatti o parole, nel frattempo accaduti/pronunziati) quanto sia effettivamente lunga la catena del collare, questo nella personale convinzione che più Cherubini – dirigente di lungo corso nella serie A italiana – viene lasciato libero di agire e meglio è per tutti.

 

Dopo aver sentito qualche testimonianza di insiders, sia pure non del tutto convinto, mi ero anche azzardato a scrivere, ad esempio, che la scelta di Chivu fosse stata una sua prova di forza, in ciò, sempre, auspicando quella sua libertà d’azione che, da ruolo, gli dovrebbe appartenere. Se, infatti, lo chiamo Plenipotenziario, non è per somiglianza con quell’altro omonimo di dieci e rotti anni fa, quanto, appunto, perché nella sua unica figura raccoglie entrambe le funzioni precedentemente bipartite tra i due managing director, quello sport (al suo arrivo da tempo vacante, dopo il siluramento di Roel Vaeyens) e quello corporate, Luca Martines, con il quale c’è stato avvicendamento diretto.

Tra i due ex managing director c’era, però, una sostanziale differenza, in quanto il belga era senza portafoglio, come si suole dire per certi ministri, mentre l’italiano dal nome spagnoleggiante, il portafoglio, sia pure con qualche limitazione ce l’aveva, da quando era stato cooptato nel consiglio d’amministrazione, dopo l’uscita di Itay Levinsky a marzo 2023. Tuttavia le deleghe che gli erano state assegnate, nell’occasione, erano abbastanza limitate, in quanto, in autonomia, poteva gestire operazioni sino a un massimo di 300.000 euro.

Siamo andati a curiosare, attraverso una visura camerale scaricata ieri, 26 marzo 2025, quali siano i poteri (economici) di Federico Cherubini che lo ha surrogato: sostanzialmente non cambiano molto, in quanto anche lui ha un limite di 300.000, però, a differenza di Martines, per quanto concerne le operazioni inerenti i calciatori, necessita del preventivo consenso del Cda (nel quale siede assieme al presidente Kyle Joseph Krause e a suo figlio Oliver, che, va da sé, hanno poteri molto simili tra loro), anche se non è specificato se tale consenso debba essere totalitario o a maggioranza.

La limitazione di cui sopra potrebbe essere stata voluta, a propria tutela, dallo stesso Cherubini, il quale, un domani dovesse esser chiamato a rispondere di qualche operazione, potrebbe replicare di aver agito con il preventivo consenso del Cda, ma dall’altro lato, potrebbe anche esser stata una forma di controllo dello stesso committente, che appunto, gli ha limitato il raggio d’azione, tra l’altro anche più che a Martines, in quanto questi, fermo sempre il limite dei 300.000 euro, non era, però, soggetto al preventivo controllo del Cda.

Un’altra differenza, rispetto a Martines, sta nella possibilità concessa a Cherubini riguardo ai contratti di calciatori minorenni, di poter agire (ma anche in questo caso col preventivo consenso del Cda) sino a un massimo di 150.000 euro/anno. Insomma, la catena non è molto lunga, ed in sostanza gli unici che hanno il potere di prendere o rimuovere giocatori – senza il consenso del Cda – rimangono i soli due Krause. Dunque, per statuto, anche se Chivu rientrasse nei limiti economici delineati, Cherubini non avrebbe mai potuto ingaggiarlo, senza il preventivo consenso del Cda, ossia senza l’autorizzazione del Pres. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

20 pensieri riguardo “CHERUBINI, PLENIPOTENZIARIO (MA NON TROPPO…)

  • Buongiorno, io credo che l’effettiva autonomia di Cherubini verrà a galla nei prossimi mesi, in quanto ha accettato l’incarico pur conoscendo queste “formali” limitazioni. Evidentemente, gli è stata promessa fiducia , garantendo l’avallo delle scelte. Diversamente, possiamo immaginare gli sviluppi ..

    • Gentilissimo,

      io credo che l’effettiva autonomia del Plenipotenziario si dovrebbe vedere già nel presente e qualche segnale confortante in questo senso lo si è ravvisato, in un quadro, però, come sempre nelle cose di casa Parma, un po’ contradditorio.

      Forse è limitativo giudicare la lunghezza della catena del collare dai poteri economici conferiti (su quelli gestionali non ha teorici limiti, ma va da sé che questi facciano sempre i conti coi soldi e dunque chi ne controlla il movimento) però può essere già un metro spannometrico, ma indicativo.

      Forse il mio auspicio di un Cherubini davvero Onnipotente e Plenipotenziario, come mi piace definirlo, si scontra con questa realtà di super-poteri assai limitati. Resta da capire, come da quesito che mi pongo nell’articolo, se questa sia una autolimitazione a propria tutela, con scarico delle responsabilità sul Cda, dello stesso Cherubini, o se invece sia stato il committente a volerlo per limitarne il raggio d’azione. Ma quanto riportato è quanto sta scritto sulla Visura Camerale…

  • Luca Battaglia

    Ciao Direttore, forse un minimo di controllo anche sugli AD e’ corretto che sia esercitato dai CDA, visto che i soldi di solito li mettono i membri del CDA e non gli AD.
    Il mondo è pieno di AD o CEO che hanno rovinato aziende e poi intasata anche una ricca buonauscita. Alitalia docet….
    Poi vedremo cosa succederà al Parma 1913.
    Saluti

    • Magari è stato lo stesso Cherubini ad auto tutelarsi, con lo scarico di responsabilità sul cda, vai a sapere. Certo che leggendo gli oneri si è assunto quelli tipici da datore di lavoro [rogne che il suo predecessore non aveva]. In sostanza molti oneri e pochi poteri

  • Dott. Majo, Le faccio i complimenti. Ottimo lavoro, ho apprezzato molto.
    Per quanto mi riguarda, penso che in un’azienda chi controlla il portafoglio, controlla tutto. Sarei molto curioso di sapere se Lacome ha “portafoglio” o meno (a logica non dovrebbe averne, visti i limiti che ha il suo superiore Cherubini)

  • "VAMOS"! Si, all'indrè

    È un indispensabile che Cherubini licenzi in tronco Pettinà, Lancôme e Pederzoli che sono dopo KK i veri responsabili di una gestione che ha prodotto centinaia di milioni di perdite.
    Qualche inoltre ragazzo lecchino prima di Pizzortti jr poi di Oliver dovrebbe tornarsene nell’ultima provincia d’Italia lassù in alto.
    Cherubini deve smantellare tutta questa struttura societaria pesante, costosa e inadeguata.
    Se Cherubini non manda a casa questi 3 tanto per cominciare ha già fallito di partenza.
    Siamo la barzelletta del calcio mondiale.

  • Direttore… secondo lei Lancome e Pettina’ rimarranno come “direttori sportivi” oppure, come scrive Trupo, Cherubini si affiderà ad un ds “forte” di sua fiducia?

    • Io sono un po’ Cassandra, ma fare previsioni non rientra tra i compiti istituzionali del giornalista che per essere bravo non deve per forza essere un indovino.
      Comunque, prima ancora del collega, avevo accennato alla pissibilita di arrivo di un ds “forte”, Pagnozzi, ed eventualmente anche di un responsabile delle giovanili, ossia Scaglia.
      Per quanto riguarda Lacome e Pettinà vedremo come andrà a finire, ma chi è entrato, benché a lui superiore, in rotta di collisione col francese, ha sempre fatto una brutta fine…

  • Che cherubini non abbia scelto chivu da solo non ci vedo nulla che limiti il potere di un AD e’ normale che una scelta del genere (sopratutto se dopo un esonero per cui esborso extra ) venga messa al corrente e si sceglie assieme alla propieta’ E’ prassi comune non ci vedo nulla di strano e’ buonsenso e non misura certo i potere o la lunghezza della catena ( !! che termine ) di un AD .
    Che poi cherubini abbia chiesto di autolimitarsi e’ ridicolo e’ una maliziosa panzanata anche qui e’ normale nelle medio aziende con decine di fatturato dare dei limiti ben precisi ai dirigenti .Tra l altro se c’e comunione di vedute e un buon rapporto fiduciario 9 volte su 10 la proprieta’ dara’ il benestare velocemente al dirigente . E’ ovvio che la proprieta’ si tuteli e voglia essere messa al corrente di operazioni di decine di milioni di eur ( scheriamo lei darebbe carta bianca a qualcuno nel mondo del calcio ? in che mondo vive ) Sappiamo che nel calcio girano miioni di eur che e con le commistioni tra dirigenti e procuratori e’ sempre meglio avere un controllo ferreo . Cherubini non ha motivo di autolimitarsi in quanto se non fa nulla contro la legge fiscale o ordinaria non ha nulla da temere………..nel momento dovesse avere necessita’ di farlo e’ libero se farlo o rinunciare all incarico di sicuro la propieta’ non lo obbliga per cui …………..panzanate panzate panzate

    • Forse, egregio, non ha inteso il senso del ragionamento: io e molti altri avevamo interpretato la scelta di Cherubini “plenipotenziario” come un affidarsi al nuovo dirigente, navigato esperto del calcio italiano, dandogli una sorta di carta bianca ed una sorta di passo indietro del lungimirante proprietario.

      I limiti che gli sono stati posti – o che lui stesso può aver chiesto come scarico di responsabilità: il dubbio ci può stare e non è una panzanata – sono superiori persino a quelli di Martines, rispetto al quale Cherubini ha pure tutti gli oneri tipici da datore di lavoro che viceversa lui non aveva.

      Per cui, tutte le speranze che sia, finalmente, uno libero di muoversi ed indipendente (per il possibile, of course) temo vadano deluse. Incluse quelle di chi in questi giorni parla di un Cherubini schierato per il progetto a stralci del Tardini e contrarissimo a Piacenza: anche per questa materia deve legare l’asino dove vuole il padrone, al di là del suo pensiero che non è detto sia equipollente a quello del committente.

      Chivu, gli insiders stessi, lo avevano definito una prova di forza di Chivu: probabilmente Cherubini lo aveva identificato e proposto, sapendo – per le caratteristiche di questi – che glielo avrebbero accettato senza indugio e così è stato. Ma ogni operazione che fa Cherubini, da come ben descritto nella visura (e non è una panzana inventata, ma un documento ufficiale), deve essere preventivamente autorizzata dal CDA (ossia da Krause). Quindi la catena (modo di dire che non ho inventato io, che sarà anche brutto, ma rende l’idea) è piuttosto corta e questo è inequivocabile.

      Quindi respingo, decisamente e sdegnato, al mittente il giudizio espresso, irrispettoso della ricerca fatta e della valutazioni espresse in buona fede e non offensive di alcuno, ma solo sana opera di divulgazione, in pieno stadiotardini.it style

      • Abbia pazienza ammettiamo la buona fede.. , ma ha proposto due conclusioni win win diciamo ! ) dice la corda e’ corta come dire ancora una volta non danno pieno potere al dirigente cosi se le cose vanno male sara’ colpa della societa’ non del povero cherubini che aveva poco potere ., come possiamo definirla? una larvata critica in divenire sulla societa’ e su kk nel caso le cose andassero male ……. ma la corda e’ corta su che basi, cosa vuol dire ? lei non ha mai lavorato in un azienda e si vede c’e sempre un limite di spesa per i dirigenti anche per marotta cosa crede che abbia carta libera ? quello che conta e’ il rapporto fiduciario il dirigente opera liberamente se c’e vedute similari cosa crede che fanno il CDA OGNI VOLTA ( con il propietario in america ) se C’E DA SPENDERE PIU DI 300.00 ma dai su ……con i calciatori che costano l ira di dio cherubini deve aspettare il cda per fare calcio mercato o rinnovare un contratto non e’ cosi stia tranquillo , il CDA si fa due massimo tre volte l anno capira’ se per ogni contratto anche per un catering o pulman o roba del genere deve aspettare il CDA , se lo faccia spiegare come funzionano le aziende, lasci perdere la visura ci sono poi altri atti e accordi che lei giustamente non potra’ leggere 2) Lei afferma piu’ volte e anche nelle risposte lo sottolinea ….. che forse cherubini e’ lui che ha chiesto questa limitazione abbia pazienza cosa deve pensare uno che legge questa sua insinuazione ? l uomo della strada cosa deve pensare ?erroneamente sia chiaro , Che cherubini pensi che ci possono essere cose non chiare nei conti del parma calcio oppure che tema che dovra’ fare azioni rischiose ( che e’ ridicolo perche’ come detto puo’ non farle e dimettersi e sicuro nessuno lo obbliga )……..che altro puo’ volere dire lo spieghi se fa divulgazioni ? mi sembra sassolino avvelenato buttato nel laghetto solo lei h pensato che sia cherubini a chiederlo , lo capisce che la gente comune puo’ interpretare questa sua chicca in maniera errata spero lo capisca …….., e la ringraziamo per la divulgazione

        • Lei, tirando a mano l’argomento trito e ritrito del dente avvelenato si è già qualificato da solo: sono stato dal mio dentista Giuseppe Cataldi giusto ieri, e ha riscontrato che la mia bocca è a posto senza denti malati, né si capisce per quale motivo dovrei io avere il dente avvelenato, magari il contrario, semmai.

          Se non le è chiaro, io sono un giornalista professionista che ama questa professione, alla quale, giusto 50 anni fa, mi ero avvicinato e alla quale sono fedele, per cui mi picco di aver sempre rispettato in tutto questo lungo percorso di vita, la deontologia che non mi va di infrangere per alcun tipo di motivo.

          A me non interessa, come lei, in modo dietrologico insinua, andare in culo alla società, mi perdoni il francesismo, né favorire Cherubini: ho solo riportato un dato ufficiale e posto mie valutazioni, plausibili o meno lo lascio al giudizio del lettore che è libero di farsi la propria opinione, sempre, però, nel rispetto della mia buona buona fede ed onestà intellettuale.

          Se ho fatto riferimento alla possibilità che la scelta possa essere stata, magari, dello stesso Cherubini, è perché, di solito, prima di scrivere mi piace, oltre che documentarmi, anche confrontarmi con chi, di mia piena fiducia, ritengo più di me possa essere preparato su un determinato argomento ed offrirmi spunti che a me possano sfuggire. E, parlando con un imprenditore, extra calcio, conosciuto in miei precedenti esperienze professionali, mi ha fatto presente che lo scarico di responsabilità possa averlo chiesto lo stesso CEO, ma non per quanto insinua lei, calunniando il Parma Calcio (e se ne assume ogni responsabilità anche in ambito legale) di ipotetici problemi connessi al club, quanto, magari, le recenti vicissitudini che questi ha avuto nel suo precedente club e che non mi va di ricordare, per il diritto all’oblio che gli spetta, avendo pienamente saldato il suo debito con la giusitizia.

          Lei fa riferimento ad altri documenti: ebbene, per me conta quanto appare su un documento ufficiale quale è la visura depositata: in più, come le piace fare, lei confonde le acque, dal momento che è scritto papale papale che Cherubini ha un margine di autonomia pari a 300.000 euro (e per i minorenni 150.000) PREVIA AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA DEL CDA, e questo non è affatto usuale, in quanto, di solito, è per le operazioni che superano tale limite, non per quelle di competenza. E questo, ribadisco, non è un aspetto usuale.
          Respingo, dunque, al mittente tutte le fantasiose illazioni propalate ai danni miei o di terzi, riservandomi qualsiasi ulteriore azione a tutela della mia persona e della mia professionalità

          • Maio, mi spiace che lei l’ abbia interpretata sul personale quando ho iniziato con lo scrivere “ammettiamo la buona fede” proprio per sgomberare il campo da retropensieri che assolutamente non mi appartengono .Per il resto e’ difficile per me ( che scrivo da cane e da qui alle volte fraintendimenti ) da spiegare scrivendo ma ci provero’.Sul discorso di CHERUBINI nell articolessa principale non c’era alcuna spiegazione ( poi solo nell ultima risposta ha spiegato la sua scelta ) di quella che potrebbe ( condizionale non siamo sicuri chi l abbia deciso ) essere le motivazioni di Cherubini nel accettare o richiedere il benestare del CDA da quanto ho capito ma posso sbagliare su certe azioni . Cosi’ mi sono permesso o meglio ho cercato di fare capire ( mi saro’ spiegato male visto la polemica ) che secondo me bisognava spiegare meglio la cosa perche altrimenti testualmente domando ” L ‘uomo di strada cosa deve pensare ? erroneamente sia chiaro ” Quindi l uomo di strada ( non io o lei ) e subito sgombro il campo erroneamente, ovvero ‘ sottoindendo sbagliando e poi cito quelle che possono essere le deduzioni dell ‘uomo di strada ! che ho sentito al bar per esempio , mi sembra chiaro non miei pensieri o illazioni ma del famoso uomo di strada o il tifoso generico chiamiamolo come volgliamo . Ma non vorrei adesso dilungarmi ulteriormente in spiegazioni parola per parola o fare altre polemiche innutili , e’ importante invece che sappia e lo posso Assicurare che non era certo mio intendimento mettere in discussione ne tantomeno ledere la sua professionalita’ .Anzi le garantisco che e’ il giornalista locale che maggiormente apprezzo per il suo spirito divulgativo e seguo da molti anni . Le riconosco sicuramente un onesta intellettuale unica nella sua professione di questo ne sono certo . Poi alle volte parlando di calcio si puo’ essere d accordo altre no ma la stima nei sui confronti c’e sempre

          • Va bene, grazie, prendo atto sia dei chiarimento che della stima, che mi fa piacere, per cui possiamo ritenere chiusa la querelle. Unico distinguo che mi perfetto è che è vero che aveva concesso la buona fede, però aveva tirato a mano il dente avvelenato che mi manda ai matti…

  • Mi perdoni direttore,
    invece di articolarsi su quello che fa Cherubini,
    le propongo di soffermarsi sulla sede legale del Parma,
    in Via Borgo Venti Marzo al numero 4.
    Praticamente a casa di qualcuno….😂😂

    • Ma sarà mai possibile che vi interessano solo delle ca***te senza alcun tipo di interesse? Semplicemente, come succede molto spesso, la sede legale è in uno studio di commercialisti.

      Alle volte, veramente, mi chiedo chi me lo faccia fare di dare perle ai porci…

    • La sede legale del Parma Calcio 1913 in borgo XX Marzo 4 dice molto!!! Moltissimo!!! Guarda caso è la stessa sede legale di Nuovo Inizio dei “magnifici sette” e di Krause Group Italia Sviluppo Collecchio, la società con cui Krause si è comprato l’ex centro direzionale Parmalat di Collecchio. Tutti continuano a dire che i “magnifici sette” non c’entrano più nulla con Krause e poi hanno la sede legale in comune!? Maddaiiii…

      • Ma lo sapete quante centinaia di cluenti ha un commercialista? Appunto I magnifici 7 lì avevano la sede perché storici clienti dello studio e per comodita ha mantenuto lì la sede legale anche l’attuale gestione. Senza offesa, ma solo delle menti malate possono ritenere importante o significativo questo dettaglio.
        Peraltro, fatevi pure una visura che così tanto vi piacciono, e noterete che Nuovo Inizio è stata messa in liquidazione e senza “veicolo” è impossibile che i vecchi soci possano avere contatti presenti o futuri con Krause Group

  • in Via Borgo Venti Marzo al numero 4? Ci vada a fare un giretto….in bicicletta, caso mai….😎
    e poi mi dica………

    • Grazie per l’imbeccata, ma, ripeto, non è interessante. Ribadisco, quella è solo la sede legale presso un commercialista

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