L’EVOLUZIONE DEL BORIDONE CIRCA L’X DI KK
(Gmajo) – Chiamala, se vuoi retromarcia… Oggi, la versione stampata della Gazzetta di Parma, cerca di chiarire, magari arrampicandosi un po’ sugli specchi, il boridone scoppiato ieri a proposito dell’X del presidente Kyle Krause interpretato dalla versione on line del quotidiano come una risposta (indiretta) al precedente striscione di Boys, visto la comune tematica affrontata del silenzio.
Come argomentavo ieri, per me, come testimonia il tag finale (#MLKDay), il presidente Crociato non aveva per nulla intenzione di replicare alla lenzuolata, da lui nemmeno guardata in presa diretta, giacché attento allo svolgimento della gara, quanto quella di celebrare, come sua consolidata consuetudine (l’ha fatto anche l’anno scorso ed in genere cinguetta sempre ad ogni ricorrenza sentita nel suo Paese) il Martin Luther King Day, come il lettore della GdP Luca Cavallina ha postato sulla pagina Facebook del giornale.
La redattrice in servizio ieri mattina, Paola Guatelli, è passata dalla estrema sicurezza mostrata inizialmente (“dalla presidenza hanno confermato che quella frase presa in prestito da MLK era per dare una risposta allo striscione”)…
…ad una successiva presa di tempo per lavorarci attorno (“stiamo cercando anche noi di capirci qualcosa…), anche se poi, via via, sarebbe calata la sordina, con la fisiologica discesa della notizia dall’apertura, fino a poi via via sparire, sorpassata da altre più fresche.
Un po’ come la stessa televisione del gruppo, passata dalla notizia letta durante il TG nella edizione delle 12.45, all’argomento non più toccato in quella serale, mentre nel talk show di Bar Sport, una sostanziale revisione, di fatto con la stessa interpretazione nostra, ossia della semplice silenziosa coincidenza, ma senza alcuna esplicita volontà del presidente Krause di rispondere ai tifosi (cosa, peraltro, mai accaduta – aggiungerei, giustamente – in quasi cinque anni di gestione).
Sul giornale di oggi, all’interno di un trafiletto su due colonne, incastonato all’interno del pezzo portante con l’analisi di Marco Bernardini, si accenna a quello che loro definiscono un “piccolo giallo” che si era creato (dal nulla…) in mattinata, e poi “rientrato, attorno al tweet di Krause in occasione del Martin Luther King Day (si festeggia il terzo lunedì di gennaio nella data più vicina al 15 del mese, giorno della sua nascita) che citava il tema del silenzio e che poteva essere scambiato per una risposta criptica allo striscione. Niente di tutto questo, ma la sorpresa ai vertici, per la presa di posizione dei Boys, è stata tanta”.
La Gazzetta, che del Parma Calcio, tra l’altro, è partner commerciale, definisce caso, “Lo striscione sul silenzio e lo stupore della società”. Trascriviamo fedelmente: “Continua a far discutere lo striscione polemico, introdotto allo stadio senza autorizzazione del Gos come da prassi, apparso domenica in curva Nord all’inizio del secondo tempo della partita contro il Venezia. ‘Noi ci mettiamo il cuore, la squadra la faccia. E la società… basta silenzio’. Un messaggio inequivocabile indirizzato, principalmente, alla dirigenza che non si espone in pubblico sull’andamento della squadra e sulle politiche da attuare. Stando ad alcune indiscrezioni, il contenuto avrebbe stupito non poco la società che, anche se non ci sono dichiarazioni ufficiali, ritiene di esser vicina ai tifosi e di aver sempre preso parte agli eventi con i club e i gruppi organizzati”.
Sul piccolo giallo, meglio stendere un velo pietoso, anche se bisognerebbe riflettere su quanto possa valer la pena esporsi per qualcun altro, quando c’è da rimediare figure barbine, prestando fede ad interpretazioni fantasiose del pensiero del presidente che immagino quanto possa esser contento per come sia stato contrabbandato il suo genuino omaggio al leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani nel giorno del suo ricordo.
Venendo, nello specifico, alle indiscrezioni propalate informalmente al principale organo di informazione della città – un gruppo forte di testata stampata ed on line, oltre che radio e telediffusa – anziché stupirsi, peggio, offendersi, per la lenzuolata, forse sarebbe meglio porsi domande circa il malcontento e trovare risposte dirette e non per interposta struttura. Vero che il Parma presenzia alle feste dei club coi propri tesserati, ma non mi pareva di aver visto Manfredini felicissimo al primo Natale Gialloblù senza la presenza dell’intera rosa, ma solo con una ridotta delegazione qualificata, ma questo è il minore dei problemi, con tutto il rispetto per il CCPC, giacché quello che la Curva a me pare richiedere sia la presenza di qualcuno della società, che, lato sportivo (sul lato corporate Luca Martines lo fa, magari con molti blablabla, ma almeno lo fa) ci metta la faccia nei momenti di difficoltà, anziché abbandonare, sola, la squadra.
Non c’è nessuno, infatti, allenatore a parte e calciatori, che si presti, ad esempio, a rispondere alle domande dei giornalisti post gara, quando, invece, ci si aspetterebbe un plenipotenziario che si assuma ogni responsabilità anche agli occhi della comunità, sulle scelte perseguite in sede di costruzione della squadra e sul suo andamento in stagione. L’amato storytelling del monolite sta oltremodo scricchiolando, basti pensare alle parole della vigilia della gara col Venezia di Mister Pecchia, con il richiamo al senso di responsabilità dei giocatori e certi loro mal di pancia ed i precedenti SOS per avere rinforzi. Anziché voler cercare di nascondere la polvere sotto il tappeto, ed addossare sempre le colpe agli altri, auto-assolvendosi, non sarebbe ora, finalmente, di essere trasparenti? Gabriele Majo
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PER ME KRAUSE, SU X, NON HA RISPOSTO ALLO STRISCIONE DELLA NORD












Effettivamente la società non coinvolge i tifosi
I tifosi vogliono essere ascoltati invece il giudizio dei tifosi su ogni cosa non viene presa in considerazione.
Prendiamo come esempio l,’ amore che i tifosi hanno per il Parma.
Perché non si ascoltano.
Vogliono giocatori italiani e solo con questi ci si puo’ salvare
Abbiamo preso VOGLIACCO e si è integrato subito, era italiano, conosceva il campionato, aveva gia’ giocato in serie A insomma era una garanzia e NON UNA SCOMMESSA.
Abbiamo acquistato per il doppio uno straniero Keita che non si è integrato perché questo campionato non lo conosceva e probabilmente è anche scadente
Magari tra un anno si integra ma noi abbiamo bisogno subito di un centravanti anche giovane ma ITALIANO.
Tra dieci giorni abbiamo l: ultimo spareggio in casa e se non si vince nemmeno col Lecce siamo spacciati in quanto poi abbiamo scontri con le grandi del campionato
Perché i giornalisti e i tifosi del Parma che chiedono di essere ascoltati in quanto sul calcio ne sanno mille volte di più di Krause non vengono mai ascoltati?
Ecco il perché dello striscione.
La società non ci ascolta.
È come scrivere e parlare al vento.
Krause fa il caxxo che vuole e questo non è giusto
Ecco perché non c’ è dialogo.
Spero che Krauze cambi atteggiamento avvicinandosi ai tifosi e ascoltando i loro consigli
L articolo è piacevole come sempre ma il caso è nato perché purtroppo c’è gente che fatica già a fare 2+2
Non è così semplice. Se ti indirizzano verso il crinale…
I tifosi per definizione non sono né sportivi né competenti ma solo umorali banderuole esposte al vento del risultato sul campo ed al gossip cittadino veicolato da un monopolio mediatico locale politicamente orientato ( molto orientato). La proprietà del Parma calcio opera secondo criteri differenti con priorità e target a lungo termine che spesso non coincidono con le aspettative immediate di NOI TIFOSI quindi nel rispetto dei relativi ruoli prendiamo atto della realtà e remiamo tutti nella stessa direzione per condurre “la barca in porto”……
La barca finisce in serie b
“I tifosi per definizione non sono né sportivi né competenti ma solo umorali banderuole” … parla per te e fai il bravo … e non scordarti di inchinarti al padrone …
Interessante “per definizione” Angioldo, né sportivi, né competenti, solo umorali banderuole…hai per caso dimenticato decelebrati, analfabeti, disadattati, ottusi ed in qualche caso anche delinquenti…vedo con dispiacere che ti sei inserito nel calderone assieme alla gentaglia che hai descritto, dai tirati un po’ su, siamo tutti deficienti, è la nostra condizione. Proprio per questo nel rigoroso rispetto dei ruoli, alcuni di noi hanno difficoltà a comprendere di come il lungo termine possa fondarsi su un breve termine costantemente fallimentare, forse col continuo ripianar debiti nell’ attingere dalle tasche “Iowensi.” Ottimo criterio gestionale…I suppose.
… continua a remare.