venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNews

MANAGING DIRECTOR: MARTINES UP, VAEYENS DOWN (E OUT)

(Gmajo) – Se Luca Martines, managing director corporate Crociato, può sorridere per aver scalato la Classifica delle 50 persone più influenti di Parma, secondo l’ultimo aggiornamento della originale classifica stilata dal direttore di ParmaDaily Andrea Marsiletti (che per la prima volta lo aveva inserito nella precedente rilevazione, sei mesi fa) non altrettanto può fare il suo alter ego sport, Roel Vaeyens, che ormai sarebbe un ex, così come lo pittura l’inviato a Linz della Gazzetta di Parma Sandro Piovani, dopo la bomba, scagliata da Guglielmo Trupo nella mattinata di ieri su Parma Today.

Liquidiamo in poche righe, il grande balzo (ben 22 posizioni!) di Martines, passato dalla 29^ posizione d’ingresso a dicembre 2023, all’attuale 7^, così spiegata da Marsiletti “sta gestendo il progetto del nuovo Stadio Tardini, il più importante della città degli ultimi dieci anni”, rimarcando come invece, quello con cui il manager amabilmente interloquisce nel Palazzo Municipale per la spinosa questione, l’assessore Marco Bosi, sia contemporaneamente sceso dalla 28^ alla 36^ (ben 8 posizioni in meno, se l’aritmetica non mi inganna, ad onta del -6 che annota in rosso il direttore del portale). Come dire: a qualcuno la vicenda New Tardini fa bene e male a qualcun altro? Vedremo tra sei mesi, quando, nel frattempo, forse qualcosa si sarà mosso rispetto all’attuale stasi, i numeri che Marsiletti darà dal suo eremo di Sole, dove organizza cene (invitando dirigenti sportivi à la page) , cucina risotti e divulga la mistica di Maria Maddalena.

Cerchiamo, invece, di approfondire un po’ di più il colpo di scena di ieri, per dirla alla Parma Today, ma che in realtà un colpo di scena non lo è stato affatto, giacché gli addetti ai lavori erano bene a conoscenza, chi più, chi meno (incluso l’autore dell’articolo detonatore), delle ambasce del dirigente belga caduto da mesi in disgrazia, il quale, non aveva più dialogo con il presidente Kyle Krause, che di questioni di campo, ormai, parlava solo ed esclusivamente con l’ex Southampton (superstite, dopo l’addio di David Thomas), Martin Semmens, in servizio dalla fine di ottobre 2023, il quale incarna il ruolo di superconsigliere sportivo di tutte le squadre del gruppo, e va da sé che il Parma Calcio sia la principale, considerato il basso livello delle altre (peraltro solo una funzionante, al di là dei progetti in fieri).

Su StadioTardini.it abbiamo dedicato, tutta una serie di articoli, circa questi mal di pancia, in una serie dal titolo “L’ora delle decisioni irrevocabili”, e non solo, in cui cercavamo di ipotizzare come avrebbe potuto essere la gerenza sportiva del Parma dopo il ritorno nella massima serie, mettendo in fila tutta una serie di voci di possibili ingressi, che appunto avrebbero potuto essere probabili, considerata la parabola discendente di Vaeyens, poco amato, al di là dei soliti sorrisi di facciata, dai suoi stessi primi diretti collaboratori, che in queste ore non dicono stiano brindando al suo addio, ma quasi… E non mi riferisco a Pecchia (ombrello da aprirsi in tutte le stagioni), citato da Trupo nel suo pezzo, secondo il quale non ci sarebbe mai stato feeling.

Mi riferisco, più verosimilmente, al resto del campo largo, di cui, evidentemente, il tycoon si fida ciecamente, avendo già bruciato – a fronte delle loro conferme, in certi casi pure incredibili, a fronte di determinati risultati  – ben tre managing director sport, più o meno tutti con le stesse modalità, al di là della durata variabile della loro permanenza. Diventa difficile poter lavorare ed incidere se le persone che ti dovrebbero aiutare sono le prime che ti remano contro e non vedono l’ora di buttarti a mare, perché è logico che si stia meglio senza un capo sopra cui riferire, specie se di questi non si nutre fiducia o stima, e si annusa (c’è gente molto abile in questo ad Alcatraz) con mesi di anticipo la caduta in disgrazia agli occhi del volubile padrone.

Certo è singolare, oggi, vedere come il mainstream si affanni a minimizzare la (grave) perdita della testa della struttura sportiva (teoricamente il core business per una società di calcio), asserendo che non incidesse sul mercato, al contrario di certi tifosi che si interrogano sui motivi del fulmine a ciel sereno (che già abbiamo chiarito non essere tale), sulle singolari tempistiche (cioè nel pieno delle trattative, che per i supporters è il problema principale, ma al di là delle compravendite, conta, poi, saper incidere sulla gestione e un certo Leonardi, in questo, era un mago) e sul futuro: chi sarà la prossima meteora?

Nelle sue Parole Crociate di stanotte post Gatatasaray-Parma, Luca Ampollini (a destra nel montaggio sopra) candida il già citato Semmens, che lascerebbe, così, l’intera galassia (ossia il nulla cosmico), per occuparsi direttamente (assumendosene, dunque, le responsabilità) della principale squadra del gruppo Krause, ossia il Parma Calcio, peraltro, con una investitura ufficiale, dopo averlo fatto, specie negli ultimi mesi (come solo StadioTardini.it vi diceva, anche se poi l’autore di tale considerazioni veniva bollato di dente avvelenato) come governatore ombra, di quel Vaeyens che oggi tutti si affanno a sminuire dicendo non contasse una benedetta mazza e che quindi, alla fin fine, non è una gran perdita (ma sì, come sempre va tutto bene madama la marchesa, qualsiasi cosa accada). L’altro, nel montaggio sopra, è invece Federico Cherubini…

Nelle nostre elucubrazioni pre-stagionali avevamo cercato di razionalizzare alcune indiscrezioni in voga in quei giorni – appunto la love story di KK per l’ex dirigente in uscita dalla Juve, sommata ad un incarico operativo per Gigi Buffon che secondo il noto opinionista televisivo nonché speaker, avrebbe potuto svolgere al Parma quale vicepresidente – mettendo insieme le due figure – Cherubini e Buffon – apparentemente disgiunte. Quel binomio, probabilmente, avrebbe anche potuto funzionare, ma con la conferma nel club Italia di Gigi – pur dopo il disastro di Euro 2024, culminata (è storia di questi giorni) con la (inedita) nomina a direttore sportivo azzurro – il teorema è caduto.

Certo, con Buffon non più disponibile, resterebbe, pur sempre, Cherubini, ma, la mia personale sensazione, è che questi preferisca flirtare con il proprietario del Parma (di cui è fonte d’ispirazione: molte manovre sono partite da sue imbeccate) piuttosto che sposarlo in una relazione seria (conoscendone sì i pregi, ma anche i difetti). Spero di sbagliarmi, poiché, rispetto al solito nome esotico, un Federico Cherubini sulla tolda di comando (sempre per quello che può contare nel Parma Calcio un managing director sport…) sarebbe tanta manna, specie dopo che nel tempo si sono perse opportunità tipo Sartori, lasciato andare a compiere l’ennesimo miracolo in carriera a Bologna, anziché provare a portarlo qui (e ci sarebbe venuto di corsa). In queste ore l’inventore di Juventus Next Gen è in vacanza e pare che KK non si sia fatto sentire: indubbiamente la situazione va monitorata, ma convengo con Ampollini (del resto lo avevo scritto anche prima…) che ad oggi Semmens sia la soluzione, per lo meno tampone, più gettonabile.

Nella immagine sopra (di repertorio) il manager inglese è a colloquio con Kyle Krause alla presenza dell’uomo forte donna del gruppo Erin (Clayton) Kuhl (Chief Financial Officer e Chief of Staff di Krause Group) in un locale di Parma: un gigione ieri celiava che proprio Kuhl potrebbe essere la candidata per la poltrona lasciata vuota da Vaeyens, ma, al di là degli scherzi, anche se potrebbe essere in effetti maturo il tempo per l’arrivo di una donna ai vertici della gestione operativa del Parma Calcio, non mi pare abbia le competenze specifiche del caso: piuttosto, allora, ritirerei a mano un altisonante nome (molto inclusivo) che avevo buttato lì a suo tempo, quello di Marina Vladimirovna Granovskaia, potente dirigente sportiva e imprenditrice russa di origini canadesi, già in servizio al Chelsea di Roman Abramovič. Fantacalcio, dite? Sì, certo, ma con Krause tutto è possibile…

C’è anche l’ipotesi, sottintesa da Piovani nel suo pezzo di oggi (in cui ha già dimenticato il povero Roel, fino a pochi giorni fa da lui stesso dipinto come cuore Crociato che andava in Curva ad Anversa…) che alla fine potrebbe continuare a gestire la baracca da solo (come spesso ha fatto durante la vacanza dei vari capi silurati) il direttore sportivo Mauro Pederzoli (del quale il popolare giornalista mi pare stia auspicando un imminente nuovo rinnovo, dopo quello siglato poco tempo fa fino al 30.06.2025, a seguito di una lunghissima poco avvincente telenovela). In effetti, come io stesso ho avuto modo di rimarcare in diverse occasioni, Pederzoli rappresenta (con Notari Senior) l’elemento di continuità dell’area sportiva e ha dimostrato di poter fare (aggiungerei volentieri) a meno di un capo sopra…

Peraltro, cosa serve, appunto, un managing director sport, anche forte (quale avrebbe potuto essere, ad esempio, Fournier, durato appena tre mesi) se la proprietà vuol fare di testa propria e non ama il dissenso costruttivo? Uno che si trova ed essere il vertice apicale della propria divisione dovrebbe poter avere totale libertà di movimento, ma il file rouge che unisce Ribalta, Fournier e Vaeyens, è il fatto che, invece, oltre che a rispondere al padrone (come è anche normale che sia) debbano di fatto dipendere da altre potenti figure interne, prima di tutti Mathieu Lacome (Chief Performance & Analytics Officer), quello che in questi giorni diceva che non esiste l’algoritmo, che se no lo avrebbero già acquistato ed Alessandro Pettinà, Director Football Finance, i quali hanno potere decisionale, per competenza, al punto da aver potere di veto sulle decisioni di chi, nella pianta organica, è superiore pure a loro.

Insomma, a mio giudizio la mega struttura (e la sovrastruttura di gruppo sopra) del Parma Calcio, così come voluta dal presidente Kyle Krause è poco funzionale e mi chiedo anche cosa possano pensare le istituzioni del pallone che già non vedono di buon occhio che gli investimenti vengano sembra fatti all’estero, anziché contribuire alla crescita economica sul territorio, di questo continuo ricambio di figure apicali, tra l’altro, in questo caso, a pochi giorni dal debutto in Serie A, e con il calciomercato aperto (materia se non di pertienza, almeno di supervisione).

Il povero Vaeyens, di cui sarebbe lecito attendersi almeno un saluto ufficiale da parte della società, è stato subito “mostrizzato” dal mainstream, ma io preferisco rendergli l’onore delle armi, riconoscendo come in una struttura sempre piuttosto servile, fosse l’unico (o uno dei pochi) a non avere una postura servile nei confronti del proprietario, osando pure contraddirlo. Certo, era uno dal carattere schivo che tendeva ad isolarsi, e non un compagnone con cui andare a fare bisboccia o giocare a padel, che oggi ci viene descritto poco incisivo, ma almeno – gli va riconosciuto – non era un Calboni… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

36 pensieri riguardo “MANAGING DIRECTOR: MARTINES UP, VAEYENS DOWN (E OUT)

  • Siberianhusky

    Mr. Krause è il proprietario, i soldi investiti sono i suoi e alla fine è lui ad avere l’ultima parola sulle decisioni da prendere. Partendo da questo presupposto, credo che per i tifosi del Parma dissertare sulla struttura societaria che ha costruito nel Parma lasci il tempo che trovi…tanto decide lui e i dirigenti sportivi hanno raggio d’azione ristretto.
    Trovo che l’attenzione andrebbe posta sulla situazione contrattuale di Pecchia, al quale, se si vuole creare un ciclo, andrebbe offerto un prolungamento a lunga scadenza con adeguamento economico.

    • pure i tifosi tirano fuori i soldi e pagano l ‘abbonamento … senza tifosi kk puo ‘andare a tirare su le tomache con ampollini …. quindi e’ giusto parlare della struttura societaria… punto a capo.

      • Ragionamento non del tutto corretto, nel senso che Kk potrebbe tirare innanz lo stesso anche senza i soldoni degli abbonamenti. Non è un discorso economico, ma morale. Nel senso che il proprietario pro tempore di una società di calcio dovrebbe sapere di rappresentare una comunità

        • certo …. pero’ i tifosi sono l’anima della squadra … con lo stadio vuoto la vedo dura … ci sarebbe da aumentare il peso specifico dei tifosi … poi, ci mancherebbe che senza un proprietario che sgancia i soldi andremmo a tifare la squadra dell’ “oratorio” … e’ un po’ questo strapotere dei proprietari che si sono allontanati dai tifosi che ha rovinato il calcio moderno … solo una mia opinione niente di piu’ …

          • Condivisibile.

            Mi piacerebbe che i tifosi tornassero a fare la loro parte facendosi sentire su temi caldi: ad esempio un no secco a dover essere esuli per oltre 27 mesi lontano dal Tardini…

          • ragioniamo per assurdo .. .se un giorno kk decidesse che per entrare a vedere la partita, prima di entrare, bisogna mangiare una bella bida fumante (quella della mucca) … ci saranno quelli che si mangiano la bida ma ci saranno anche quelli che non la mangeranno e si rifiuteranno di pagare per vedere la partita …. in questo ragionamento “per assurdo” lo strapotere del proprietario e’ al 100% e quello dei tifosi allo 0% …. si formeranno dei comitati anti-bida e kk forse rivedra’ le sue strategie …. ci vuole sempre equilibrio in tutto anche tra tifosi e proprietario cosa che con kk non e’ mai avvenuta neanche nei piu rosei sogni …

      • Siberianhusky

        Sandokan…della struttura societaria del Parma puoi parlare liberamente ad oltranza, ma è un esercizio fine a sé stesso perché la decide esclusivamente il proprietario…
        L’osservazione da farsi è che, quando si assiste a frequenti avvicendamenti in un ruolo dirigenziale…diventa più difficile coinvolgere per quella posizione dei professionisti che hanno più offerte a disposizione perché contesi da società che vanno per la maggiore.

        • Se è per quello, allora, qualsiasi considerazione è fine a se stessa…

          • ma infatti … parliamo di cosa? di fumo o di arrosto?

          • Siberianhusky

            Credo che sia impossibile che Mr. Krause cambi idea circa il suo modello di organizzazione interna per quanto riguarda il Parma. La sua filosofia imprenditoriale è quella. Perciò
            tra tutte le materie sulle quali possono discutere i tifosi del Parma questa è quella dove la possibilità di influenzare le scelte societarie, che poi sono le sue personali, tende a zero

          • Non so il tifoso, ma come giornalista ho il dovere di rimarcare ogni argomento, indipendentemente che possa influenzare o meno chi ha la proprietà del Parma Calcio, ricordando sempre come aver acquistato e gestire una società di calcio sia diverso da autogrill, pompe di benzina e supermarket. In questo senso credo i tifosi, quali primi fruitori dello stadio Tardini, debbano farsi sentire in ogni modo, sempre lecito, checché se ne dica, per scongiurare la follia della imposizione dell’esodo per tre stagioni

          • Ale Pongonazzo

            Buona domenica , Direttore… in realtà la mia risposta è riferita a quella delle 19.14 dove non vedo il rispondi … in ogni caso ….non per alzare una polemica piuttosto sterile ma quando i sette ci hanno lasciato nelle mani ed chi lù sembrava che oltre alla comprovata solidità finanziaria, chi lù, appunto, si distinguesse anche per i giusti valori da custode del patrimonio calcistico con tutto il contorno di sentimenti più o meno retorici e non, e rassicurarono che non sarebbe stato solamente un “affarista” ma sarebbe stata la “figura giusta” ….forse i ‘n g’ an mìga becchè.
            Poi… la voce dei tifosi… certo ci sono tanti modi …ma come spesso lo definisce lei… se il mainstrem è sempre allineato su un pensiero indicato e spesso pare se non cieco quantomeno miope su argomenti che sarebbe sensato approfondire, dallo stadio alla gestione sportiva….non si chiede certo uno stile da radio romana ma qua …ètor che censura

  • Ale Pongonazzo

    Leggendo, in foto qua sopra, l’articolo di Piovani, vien da chiedrsi perchè uno dovrebbe comprar la Gazzetta. Il nulla condito con “sapevamo tutto ma non ve lo abbiamo detto” …ci manca solo ah ah ah.
    E’ la solita storia, tutte le società con strutture dirigenziali troppo numerose hanno sempre portato a queste convergenze, roba tipo il Trono di spade o per essere più sincroni col tempo House of the Dragon. Forse KK aspira a l titolo di Zamparini, pace all’anima sua, dei DS.
    L’unica cosa che possiamo sperare, andando contro allo storico che ci consiglia in altro modo, e che questa volta sia davvero il Roel in fallo, magari per aver sbagliato, ritardato o personalizzato alcune decisioni, e non, come appunto lo storico suggerisce, solo l’ennesimo effetto di un capriccio del nonno che lavora per i nipotini.
    Certo che la Granovskaia nel ruolo di “dominatrice”, magari di latex nero agghindata ce la vedo, dicono sia cattivissima, poi però KK dovrebbe trovare una safeword, altrimenti ‘so cazzi.

    • E meno male che premetti che non vuoi fare polemica sterlle, Alessandro. Mo co ghentran i sette, se KK silura un altro DG o in generale non riesce a capire come interagire col calcio italiano. L’unica garanzia che potevano esigere i 7 nel passaggio di consegne, era ovviamente solo quella economica. Ma si sa, con la proprietà parmigiana il metro di giudizio e’ proprio particolare. Sono responsabili di quelli che c’erano prima- dice la vulgata, non han mosso un dito dopo Tanzi e per colpa loro e’ arrivato Ghirardi – e pure di quelli che sono venuti dopo – KK padre padrone, sette boia! Insomma sempre colpa loro e amen se nei cinque anni che hanno gestito loro il Parma e’ stato vincente come mai a parte LVI 😂

      • Ale Pongonazzo

        Ciao Marco, credimi se ti dico che sono proprio l’ ultimo che cerca di dare colpe, delle volte cerco di darmi spiegazioni semmai, col poco che filtra. La mia riflessione intendeva solo evidenziare che se KK non è stato compreso nella sua totalità da chi, suppongo, possa averlo conosciuto meglio di noi, anche alla luce del fatto che sono state spese quelle parole, difficilmente lo capiremo noi.

  • Solo a leggere il nome di Pederzoli mi viene da vomitare i capletti di Natale 2019

  • Direttore, ma non pensa che uno dei problemi della governance del Parma sia proprio la suddivisione delle responsabilità su due managing director (amministratori delegati) corporate e sport? Non sono intrecciate le due cose? Sarei curioso di conoscere il suo parere in materia, visto che ha conosciuto varie dinamiche all’interno

    • Nel calcio attenzione all’uomo forte (e noi abbiamo già dato abbondantemente), ma il nodo principale da risolvere, prima ancora della bipatizione) è cosa intenda fare Krause, perché se deleghe devi lasciare i delegati lavorare in pace, se invece vuoi incidere in prima persona non puoi nasconderti dietro i manager…

  • E’ dura fare il Direttore Generale dell’area sportiva senza un pio da spendere. Il NON mercato dal 2 maggio ad oggi è una vergogna. Giornali e trasmissioni sportive cacano di più Palermo e Cesena in B, non serve aggiungere altro. Questi straccioni americani con le pezze alla monogiacca sono riusciti nell’impresa di far passare il Como, squadretta di merda che ha fatto si e no due anni di A e gioca in un cacataoio umido, come uno squadrone rispetto a noi, che siamo percepiti meno di un Frosinone di turno. Più che Vayens e Fournier a levarsi dai maroni dovrebbe essere Kraus e i suoi nipotini.

  • Ma perché Kraus non assume direttamente Ampolè come addetto stampa? Almeno sarebbe un leccapomelli ufficiale e non ufficioso ormai è imbarazzante

  • Male, molto male. Non si passa un bel messaggio all’esterno con questa ennesima cacciata.

    • Secondo te all’esterno vedendo il nulla dal 2 maggio non avevano capito che siamo allo sfascio e senza soldi?

  • Il Parma ha (aveva) un “costo del lavoro allargato”, costo del personale + ammortamenti annuali dei calciatori di quasi 100 milioni di euro. Se gli ammortamenti che ammontavano a 39 milioni annui, sono in riduzione, quest’anno non ci saranno quelli di Inglese, Pezzella, Grassi e altre faggianate varie Adorante, Cipolletti, Pavone, Lanini etc etc, (circa 7 milioni di “uscite” in meno), sul costo del personale non dovrebbero esserci grandi riduzioni (al netto dello stipendio del sopracitato bomber di Lucera). I numeri impressionanti dei dati di bilancio del Parma Calcio non sono tanto il monte ingaggi dei giocatori, in linea con le squadre di media classifica di serie A, quanto l’esorbitante esborso per i quasi 300 dipendenti (dirigenti, impiegati, operai) e l’assurda spesa per gli incentivi all’esodo di molti di essi. Nella filosofia di Krause, inoltre c’è una sospetta, (molto sospetta) tendenza alla minusvalenza nel player trading. Insomma, rimanere dirigente della società significa turarsi il naso e indossare paraocchi, confidando solo ed esclusivamente sulla puntualità con cui gli viene pagato il generoso stipendio, oltre alla speranza di una congrua buonuscita al momento dell’addio. Kalma, Ribalta, Fournier e Vayens docet.

  • Ma se Piovani, sport Parma, Parma Bide e tutta la pseudo stampa sportiva locale sapevano di sta roba (a leggere oggi a iniziare da Ampolè tutti con una mezza risata la vendono come la scoperta dell’acqua calda) perché nessuno fino a ieri sera l’aveva detto e hanno aspettato Trupo? Il problema è che non c’è stampa locale, ma solo veline che sbarleccano il culo a Kraus senza un accenno di critica anche a fronte di 4 anni di nefandezze. Ok Via Mantova e Ampollini ma la vera tristezza sono i portali pseudo indipendenti dei vari Fava, Pasta etc.. che schifo

    • Una volta l’unica voce contraria era quella di teleducato, che non c’è più purtroppo, rimpiango ancora boni e angella

  • Una sola cosa è certa. Che tre settimane dall’inizio del campionato sono arrivati uno svincolato dal Frosinone e un portiere dal Belgio. Per il resto il Nulla assoluto, ormai non escono più nemmeno le voci. Ribadisco se uno non può permettersi una macchina o perchè non ha i soldi per la benza o perchè li ha ma non vuole spenderli la vende e se ne va fuori dai coglioni.

  • Sono sicuro che neppure il real madrid ha tutti questi dirigenti !! e funzioni manegeriali inventate che si sovrappongono che non collaborano dove ognuno tira l acqua al suo mulino o gente che cazzeggia ( un saluto a lucarelli dimenticavo c’e anche lui ) ……….( ci mancava buffon ed eravamo a posto , gia e’ venuto a curarsi il mal di schiena due anni a ml di eur e volevamo regalargli altri soldi ? ) ) poi non hanno i soldi da spendere sul mercato (tiesman del venezia 5 ml la fiorentina se lo prende parma alla finestra ) Non sarebbe meglio risparmiare sui dirigenti e comperare una buona punta ? o centrale ? .Per il resto sono troppi CARLI RIBALTA FOURNIER VAEYENS che hanno levato le ancore compreso uno che dirigeva la corporate e’ chiaro che c’e del marcio che i subalterni non sono propio limpidi ……..e colloborativi …………..Possibile che sbaglino solo i capi nel parma ? e i vari notari( cosa ha fatto di buono e’ uscito qualcuno dalla cantera ? ha fatto meglio di piazzi la primavera e’ stata promossa ? non mi pare ) e pederzoli faccino tutto giusto ? sono dirigenti anche loro possono essere cacciati E’ CHIARO CHE SONO DEI LECCATORI DI …..KRUSE SE NON LECCHI A PARMA NON CI STAI se hai una dignita’ levi le ancore o ti fai mandare via tutti quelli che sono andati erano ottimi prospetti a dirlo alla pederzoli

  • Se vogliamo raccontarci che è un via vai normale .. al di là delle definizioni complicate dei ruoli sono anni che non si sa chi fa cosa e perchè, non fai neppure in tempo a domandartelo che se ne vanno

  • Che senso avrebbe fare uno Stadio ed acollarselo per 75 anni e tornare in B?
    Di che tipo di investimento stiamo parlando?
    Gli alitri anni entravano molti giovani quest’anno non leggo nulla nemmeno in questo fronte..

  • Se entro fine settimana non arrivano almeno due giocatori spero solo che Pecchia faccia come Vaiens, saluti la compagnia arcobaleno e multi etcnica e woke e se ne vada per non rovinarsi la carriera.

  • Ottimo articolo direttore, peggio della gestione a dir poco grottesca della società e dei dirigenti cambiati ogni 3 per 2 c’è soltanto il mainstream parmense.. dove pseudo giornalisti,che fino all’altro ieri incensavano l’operato di Vayens ora che viene cacciato in maniera folle ( in pieno mercato) lo descrivono come inutile, rozzo ,antipatico, incompetente, ininfluente u come sempre per giustificare le scelte folli del padrone…mai nessuno che azzardi una mezza critica o cenno di dessenso, mi chiedo cosa abbia fatto costui per avere tutti questi ponti d’oro e stampa amica , anzi direi più prona

  • Almeno fino al 18/09/2025 Krause godrà del benevole appoggio della stampa locale per motivi “editoriali”. Quello che accadrà dopo, lo scopriremo quando daranno la stura, se non addirittura incentiveranno il “diritto di critica”. Fino a quel momento 0 problemi economici, gestionali, giudiziari. Un film già visto con Tanzi, Ghirardi e Lizhang.

    • Caro Andrea,

      ma non vi stancherete mai con questo “complottismo”?

      Cosa benedetta mazza dovrà accadere il 18.09.2025? Peraltro, se quello cui allude è quello che penso avverrà un anno prima, ossia il 18.09.2024 e non sono previsti, sebbene siano molto di moda, dei prolungamenti di contratto…

      Mi rendo conto che la realtà giornalistica di Parma non sia certo esemplare ed anche piuttosto in decadenza, specie per la mancanza di una “grande” concorrenza, stante il regime di monopolio del gruppo Gdp, tuttavia accomunare le vicende di Tanzi, Ghirardi e Lizhang (sia pure limitatamente al racconto del mainstream) mi sembra piuttosto fuorviante, se non altro perché sono tre storie – quattro se ci vuole aggiungere Krause – del tutto differenti tra loro.

  • Lo dico seriamente, ma davvero qualcuno ha capito veramente cosa faceva sto tizio belga nel Parma?
    Io non ricordo una sua intervista degna di nota, non ricordo il suo volto né tanto meno ho mai ascoltato la sua voce.

    Se ne va? Ma perché è mai arrivato?

    A Parma non c’è più un DS dai tempi di Faggiano.
    Evidentemente a Krause sta bene così.

    A me poi interessa il giusto, voglio dire finché la squadra va bene e fa risultati è tutto apposto, certo è che questi yankee operano nel calcio con modalità che a noi italiani ed europei, fa abbastanza sorridere (o piangere).

  • Una domanda. Ma è normale che Pecchia dopo 4 settimane dall’inzio della stagione non abbia ancora parlato? Oggi poi la chicca sulla Rudarola che per sbloccare il mercato serve Kraus qui in presenza è una comica. Chi lo ha scritto spero sapesse cosa stava scrivendo ed era consapevole di prendere per il culo la gente. Poi dopo il “bagget” adesso abbiamo un altro concetto ed ostacolo al mercato (concetto introdotto da Ampollini così come il “non è alla nostra portata”), ovvero entra uno se esce uno. Quindi abbiamo il bagget, entra uno solo se esce uno, serve Kraus. Praticamente non si può fare nulla. Ma andare a catar su le tomacche va!

  • Krause torna in Iowa!

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