venerdì, Agosto 21, 2026
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LA DITTATURA DEMOCRATICA DI CHIVU, PROVA DI FORZA DI CHERUBINI

(Gmajo) – A grande richiesta del lettore “Forza Parma”, sono a proporre quella che, con bontà, egli definisce “la specialità della casa”, ossia i retroscena, o i dietro le quinte delle ultime frenetiche novità in casa Parma, dall’allontanamento di Mister Fabio Pecchia, all’arrivo dell’ennesima scommessa, o azzardo stagionale, l’esordiente assoluto su una panchina di adulti, Cristian Chivu, che vanta un illustre passato da difensore, ma che come tecnico, nel suo CV, può vantare solo il percorso nella cantera nerazzurra con l’alloro di uno scudetto vinto (ma anche di uno perso).

Ieri, la nostra macchina del tempo, ce lo ha fatto rivedere nei tanti incroci a livello giovanile che ci sono stati in passato, con sonore vittorie ufficiali a livello Under 18, nella stagione precedente a quella che lo avrebbe visto approdare alla guida della Primavera dell’Inter: giacché questa è iscritta al campionato “1”, mentre i gialloblù languono nel “2”, poi non ci sarebbero state ulteriori occasioni di incontri ufficiali e, come test match (anche con qualche risultato onorifico per noi), lo abbiamo visto all’opera persino alla guida dell’Under 14. Ecco, appunto, come mister da giovanili Chivu può vantare un percorso completo ed abbastanza vincente, ma coi grandi la prima tacca è proprio il Parma, con tutti i legittimi dubbi che possono sorgere…

Dando un’occhiata in giro, vedo che non sono stato l’unico a trovare somiglianze tra la precedente scelta di Enzo Maresca e l’attuale: ovviamente l’auspicio è che possa avere un percorso ed un esito differente, al di là del similare punto di partenza. Che poi, anzi, il punto di partenza è abbastanza diverso, nel senso che un conto è puntare su un allenatore inesperto ad inizio stagione, con tutto il tempo per poi correggere la rotta, un altro conto è pigliarlo a 13 giornate dalla fine sperando che possa essere la soluzione ai problemi che attanagliano una squadra in caduta libera verso la B (ma che ha ancora la possibilità di salvarsi, visto che il quart’ultimo posto, al momento, dista una sola lunghezza).

Senza girarci troppo attorno, in tanti ci saremmo aspettati, a questo punto, una mossa similare a quella del precedente (ed originale) plenipotenziario, ossia l’arrivo di un normalizzatore, come era stato Franco Colomba, in netta controtendenza dopo il primo esemplare di mister propositivo arrivato a queste latitudini, ossia Pasquale Marino, non essendoci in circolazione Claudio Ranieri, perfetto prototipo del medico ideale cui affidare il malato, visto i felici trascorsi in loco di quasi vent’anni fa.

Invece, probabilmente ossequioso dei desiderata dell’armatore, l’ammiraglio (si, proprio lui, così giurano gli insider) ha optato per il vergine Chivu, assumendosi, con questa prova di forza, ogni onore ed onere circa la riuscita della missione, di cui, agli occhi dei proprietari (quello vero, quello che caccia la pilla – come ci tengono si dica i bolognesi, non una elle sola, come declinato alla parmigiana – e tutti noi, virtuali, che paghiamo il nostro conto solo mettendoci cura, passione, attaccamento, affetto, sostegno) resterà l’unico responsabile.

Come dicevo, questa lettura è quanto emerge dalle indagini dell’ispettore Majo (quello che, dal film La Spétnèda, campeggia nell’immagine di testa), il quale, invece, guidato dall’intuito, dall’istinto e se vogliamo pure un po’ di prevenzione, era convinto di essere al cospetto dell’ennesima “krausata”, ossia di una decisione del proprietario, solo assecondata dal depositario dei suoi poteri. Mi faceva propendere per questa ipotesi proprio il fatto dell’arrivo, certo non pronosticato, né pronosticabile, di un nome nuovo, piuttosto (data l’evidente bisogna) che di un navigato mestierante, come ci si sarebbe più facilmente aspettati da un dirigente italiano di lungo corso quale Federico Cherubini.

E qui mi fa piacere citare il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, il quale, nei giorni dell’insediamento dell’onnipotente, lo descriveva, per la sua curiosità e voglia di contaminazione, come il più “americano” tra i dirigenti sportivi italiani, in servizio per il più “italiano” dei presidenti americani del nostro calcio, vaticinando un futuro roseo per questa nuova coppia: “Vale la pena prestare attenzione a quello che potrà succedere da quelle parti nelle prossime stagioni. Magari nulla, magari qualcosa, nel secondo caso saremo orgogliosi di affermare che l’avevamo detto”.

Chivu, dunque, secondo questa versione – che mi affascina, ma che, dico la verità, non mi convince fino in fondo – sarebbe stato scelto direttamente da Cherubini, che avrebbe preso personalmente in mano il timone del panfilo: dopo la precedente decapitazione di Pederzoli, e non avendo avuto modo (o non avendo voluto) intervenire sul mercato invernale, gli restava solo la mossa più forte da fare. Del resto, sempre secondo i si dice, il Plenipotenziario avrebbe voluto esonerare Pecchia già nel dopo Lecce (quando, però, mandò in sala stampa Pederzoli, che aveva escluso categoricamente l’eventualità, ed in effetti si vede la fine che avrebbe fatto lui stesso poche ore dopo…), ma si sarebbe trattenuto non sentendo convinto il presidente, che non era fisicamente presente. Proprio la presenza fisica di KK, invece, oltre alla stessa scelta non convenzionale di Chivu, mi faceva propendere per una nuova ingerenza gestionale del pres, il quale, invece, si sarebbe limitato, con emoticon flag a dargli il consueto benvenuto cringe attraverso X.

Chivu, tuttavia, se si presta fede alla consecutio temporum, non sarebbe stato, precisamente la prima scelta, giacché i vari espertoni della materia davano sulla panchina Tudor, salvo, poi, spiegarci che questi avrebbe rifiutato (sia negli approcci precedenti, sia l’ultimo tentativo a esequie di Pecchia avvenute). C’era, poi, chi ci aveva già fatto accomodare Pirlo, anche in virtù dei comuni trascorsi con Cherubini, ma pure in questo caso si era fuori pista.

Del nuovo arrivato non ci sono, né ci potrebbero essere, evidentemente, recensioni o referenze nel, per lui fino a ieri sconosciuto, calcio dei grandi (come mister, of course), tuttavia trovo interessante il ritratto di Alessandro Vescini letto sul sito di Di Marzio, che ci riporta, soprattutto, l’auto-descrizione che dà di sé lo stesso ex forte difensore rumeno: “Sono un dittatore democratico”. Bell’ossimoro, un po’ come il mio definirmi: “comunista di destra” o “fascista di sinistra”, quando, in realtà, sono solo un povero oscuro democristiano. Ebbene, il dittatore democratico che ci ha portato l’onnipotente (si spera in collaborazione con l’omonimo o almeno con la provvidenza), secondo Vescini, è forse proprio quello che serve ora al Parma, ossia: personalità, consapevolezza e quella ruvidità mascherata: esattamente come era da difensore.

Il fatto che le sue squadre vivano, secondo il recensore, un caos ordinato, potrebbe renderlo simpatico al nostro Gianni Barone, cui piaceva il casino organizzato di Fascetti (che talora rivedeva in D’Aversa), tuttavia, al di là del legittimo interrogativo se i suoi metodi che han funzionato (o quasi) nel vivaio nerazzurro possano essere riproducibili tra adulti (sia pure giovani), mi preoccupa il fatto che sia pronto a uscire dalla zona di comfort, prendendosi dei rischi nelle scelte e nel modo di giocare, mi induce a pensare ad una continuità ideale con Pecchia e il suo poker d’attacco sempre e comunque. Scommesse, rischi, sembra essere un mantra del Parma (anche in era Cherubini).

E, sempre per lo stesso ragionamento, non mi lascia del tutto tranquillo il fatto che, sempre secondo Vescini, coraggio e sfrontatezza sarebbero le armi di Chivu per far restare il Parma in Serie A: coraggio e sfrontatezza, infatti, mi paiono lo stesso arsenale di cui disponeva il decuius Pecchia. E ancor di più mi spaventa il fatto – essendoci il bisogno assoluto di accrescere il patrimonio cultural-calcistico difensivo dei nostri eroi – che, secondo il biografo, la fase difensiva abbia risentito del modo di giocare delle sue squadre (ampiezza, profondità, transizione e partecipazione offensiva tipiche del 4-3-3, il sistema di gioco, non modulo, Vescini!, che ha sperimentato nelle giovanili dell’Inter. E dire che la speranza dei tifosi, memori dei suoi gloriosi trascorsi in retroguardia, era proprio quella che riuscisse a migliorare la fase difensiva

In attesa della conferenza stampa di presentazione di domani che a questo punto, non coincide, sempre se si farà quella della vigilia del derby col Bologna (seconda gara interna consecutiva, lo diciamo a beneficio di chi, distratto dal distratto mainstream, pensava si giocasse al Dall’Ara, dove già c’eravamo stati in tempi migliori, portando a casa uno 0-0), ci siamo accontentati del suo primo messaggio social ai tifosi, anche se il suo apparire con le braccia conserte, agli esperti di linguaggio del corpo, non è piaciuto, perché simbolo non di inclusione, ma di chiusura.

In sede di commiato da Pecchia, il sito ufficiale ha utilizzato non usuali parole al miele: intanto, ad esempio, il lessema “esonero” non è stato usato (“Il percorso del Parma Calcio e di Fabio Pecchia si divide”), il che potrebbe lasciar equivocare o lasciar aperta, come il finale di un film, l’eventualità di una separazione consensuale (ma non credo proprio che dopo la lunga telenovela, una volta raggiunto il traguardo giugno 2027, Pecchia intenda rinunziarvi volontariamente); e poi l’onore delle armi: “Dopo 110 partite in gialloblu, è doveroso evidenziare i traguardi raggiunti, culminati con la storica vittoria del campionato di Serie B 2023/24. Oltre due anni in cui l’allenatore Fabio Pecchia e il suo staff hanno lasciato un marchio indelebile nella storia dei Gialloblu, avendo raggiunto obiettivi sportivi corredati da valori umani e professionali”. Fa un po’ specie la ripetizione “gialloblu”, per il non voler proprio usare (più realisti del re) Crociato… Vergogna per chi ha vergogna di usare la parola “Crociato”,,,

Nel welcome alla nuova scopa, che come da proverbio, spazza meglio, il portale del club, ha svelato anche lo staff composto da Antonio Gagliardi (allenatore in seconda), Angelo Palombo (collaboratore tecnico) e Nicola Pavarini (allenatore dei portieri). Gagliardi, già bianconero, vanta oltre 150 presenze in azzurro, con 4 Europei ed un Mondiale; Pavarini lo conosciamo per i suoi trascorsi nel Parma di Ghirardi, ma è stato preparatore dei portieri alla Juve, e successivamente nelle giovanili azzurre. Salutato il preparatore atletico Marco Antonio Ferrone, che era arrivato in quota Pecchia, resta, nel ruolo, Manuel Morabito, che era in forza al Parma anche prima del latino e che in passato aveva lavorato con Ancelotti.

Sull’esonero di Pecchia, in tanti hanno espresso concetti analoghi a quelli da me formulati prima al Parma Talk e poi a Radio Sportiva: il provvedimento è indubbiamente tardivo, anche se oggettivamente inevitabile considerato il trend. Certo, dopo che si era parlato di fiducia (a tempo) per due gare (ossia Roma e Bologna), fa un po’ specie che l’interruzione sia arrivata dopo la gara coi capitolini, peraltro la migliore delle ultime. Don Fabio, tuttavia, ci ha messo molto del suo, con scelte poco condivisibili (anche nell’ultima uscita) e con eccessiva pervicace ostinazione nelle proprie idee, anziché adattarle al duro presente. La sensazione che ha trasmesso, evidentemente anche al plenipotenziario (e al presidente) era quella di non aver più in mano la squadra o che questa non fosse così viva come l’ha vista lui.

Fa piacere aver letto, sempre non fossero solo da sepolcri imbiancati, le parole di gratitudine del club nei suoi confronti, anche perché, purtroppo, la riconoscenza non è di questo mondo (in generale, ma anche nel calcio in particolare), ma con la fine della sua gestione è certificata, come ha scritto il nostro Vincenzo Bellino, una sconfitta di tutti ossia il fallimento del progetto societario, lo stesso così tanto pompato da chi, adesso, ha già voltato le spalle al nostro Gasperini con la sua “charachter assasination”, del resto come già aveva fatto, temporibus illis, col cadavere ancora caldo del povero Roel Vaeyens…

 

La rivoluzione che è in atto, portata avanti da Cherubini, è la versione 2.0 del progetto originario, ed è iniziata, per forza (vista la necessità di dover salvare la categoria) in anticipo per le impellenze del presente, ma, anche in questo caso, scegliendo Chivu, con sguardo (soprattutto) sul futuro. Condivisibile o no la scelta, il dado (ormai) è tratto: speriamo di cavarcela… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

35 pensieri riguardo “LA DITTATURA DEMOCRATICA DI CHIVU, PROVA DI FORZA DI CHERUBINI

  • Ale Pongonazzo

    Ave Direttore, meno male che ForzaParma ha sollecitato l’articolo, almeno così abbiamo qualche retroscena interessante. Giusto per non fare come quelli che aspettano prima di esprimersi, per poi adagiarsi su quello che appare essere il risultato più favorevole, a conti fatti la scelta di Chivu non mi pare poi così insensata. Se poi questa rientra nell’idea di Cherubini, colui che dovrebbe poi dar seguito anche ad altre indicazioni elargite nella sua prima conferenza, allora forse, qualcosa si può tornare a sperare.
    Se effettivamente Tudor era recalcitrante ed altri profili di una “certa” esperienza non erano disponibili, sono dell’idea che sarebbe stato inutile andare su elementi tipo Ballardini, Donadoni o similari perché come scritto in altro commento credo difficilmente dotati di un ascendente idoneo al nostro “materiale umano”. Poi, come sottolineato anche da altri, le promozioni di allenatori “primaverili” in prima squadra talvolta hanno anche dato buoni risultati, vedi il Gila o Palladino.
    Infine, il fatto che arrivare in corsa o iniziare la stagione comporti differenze è un fatto, ma se chilù, Chivu, (chilù-Chivu), non è proprio fuori bolla, magari il fatto di iniziare in corsa lo consiglierà a partire dalle basi, piccole cose e un tassello alla volta e speriamo a rimandare l’estensione delle sue filosofie più “caotiche”, seppur organizzate, ad un’estate spesa nel prepararsi per il prossimo campionato di A.
    In ogni caso, in un modo o nell’altro se il nuovo che avanza è farina del sacco di Cherubini, se non fiducia si può quantomeno praticare un po’ di curiosità.
    Da sabato ne sapremo di più.

  • Direttore se la cosa la può mettere tranquillo, mi risulta che nei suoi trascorsi nelle giovanili dell’Inter, le sue squadre fossero a fine campionato tra le meno battute in fatto di gol, quindi occhio di riguardo alla fase difensiva, che nel commento di Vescini: “Mi piace osare ma rimanendo coerente alle mie idee”, di ex difensore aggiungo io, la dice tutta sul personaggio.

  • Sorianèt

    Sará ma io continuo a vedere la mano o le mani del duo father and son ,il famosi killers dell’aiuola

  • Triple-sec

    Si odono ormai solo in lontananza pianti e stridori di denti. Devono essere le vedove di Pecchia (l’allenatore dei record). Il re è morto lunga vita al re.

    Una descrizione dell’incandescente parabola dell’allenatore diversa dal solito
    Ripercorriamo insieme sinteticamente la traiettoria di Pecchia al Parma. Anno 22-23. Da Ottobre a Marzo collezioniamo una interminabile serie (oltre 20 partite) caratterizzata da una puntuale alternanza di risultati positivi e perdite ineluttabili. Dopo ogni pareggio o vittoria risultava sempre una sconfitta. Roba da Guiness… Mai in oltre 100 anni di serie A o B si è registrata una sequenza simile. La soluzione al problema è stata un frutto tardivo e ci è costato punti per la promozione diretta. Gli errori di formazione compiuti durante lo spareggio (oltre a quelli arbitrali) invece hanno pregiudicato l’accesso alla finale per il terzo posto. Anno 23-24. Dopo aver armoniosamente contribuito al siluramento di Vazquez, Pecchia gioca un campionato all’insegna del calcio dell’uno vale uno e delle rotazioni di uomini e strategie; all’insegna della variabilità.. Schiera infatti 37 formazioni diverse in 38 partite e stabilisce così un secondo record. Questo comportamento “nuovo” ha anche l’effetto di risvegliare gli entusiasmi sopiti di esimi opinionisti che al grido di “guai ai cornaccioni non capite che questo è calcio proletario ed olandese”…non avevano a loro volta compreso che è stato grazie agli uffici di 4 giocatori superiori presenti in squadra che siamo riusciti a centrare la fatidica promozione. Oltre però ad avere una squadra nettamente superiore alle altre, il mister si è avvalso anche di una buona dose di fortuna che ci ha consentito di agguantare diversi punti oltre il 90°. Ignari che non avremmo raggiunto lo stesso risultato in una serie A popolata da squadre di altra consistenza, ci siamo illusi che la disponibilità dell’allenatore taumaturgo (che, secondo la vulgata, ha migliorato tutti i nostri giocatori) sarebbe bastata per qualsiasi impresa. Purtroppo anche le superstizioni non perdurano all’infinito, né sono ricaricabili e l’anno successivo constateremo che il tocco del mister non avrà migliorato, né giocatori né dirigenti. Resta invece il fatto che l’anno della cavalcata in B, a mia memoria, non siamo mai stati in grado nelle 38 partite, di giocare bene per oltre 60-70 minuti. Anno 24-25 il mister ormai beatificato, sulle ali dell’entusiasmo e beneficiato da un contratto pluriennale si affaccia nuovamente alla serie A da cui una volta è già stato respinto. In estrema sintesi il gioco olandese si trasforma in palla lunga del portiere ad innescare improbabili centravanti. La fase difensiva passa per più fasi…la più innovativa è quella in cui diminuiscono gli uomini in difesa per indurre gli avversari a non presentarsi in area. Il gioco del Parma diventa nelle mani del mister sempre più un gioco di ruoli, un turbine di ruoli…. Fatto sta che dopo aver raccolto 20 punti in 25 partite, aver collezionato 5 punti nelle ultime 11, aver giocato bene solo con Milan e Lazio e aver sollevato malcontenti anche in seno alla squadra, il tycoon giustamente decide di liberare il mister della leggerezza dall’incarico ormai troppo gravoso. Grazie lo stesso Pecchia…sperando che adesso non sia troppo tardi.

    • Ale Pongonazzo

      …ciao Trip… come sai era bravissimo e i ragazzi lo seguivano in modo paaaaazzescoo …s’è vist…più che altro flessibile…
      sicuramente le colpe non saranno tutte attribuilbili all’allenatore, ma ho l’impressione che il perbenismo dilagante suggerisca a molti di ribaltare l’adagio “che è colpa sempre dell’ allenatore” in “non è mai colpa dell’allenatore”… sai, è inelegante e poco radical-chic …ma d’ il volti l’è anca colpa sòvà
      Speriamo di essere nella casistica “il cambio funziona, anche s’è tardi”

      • Triple-sec

        Ciao Alessandro.. certo che è colpa anche del mister e a proposito di cambi…ci aspettano poche discese, qualche falsopiano e soprattutto salite e bisognerebbe pedalare agili con rapporti sufficientemente lunghi, senza mai smettere. Ci riusciremo o siamo incioldati? La propulsione per me è tra le prime cose da migliorare

        • Apocalisse ora

          L’aveva detto anche Ampollini 😀

          • Triple-sec

            😀

  • SPERIAMO IO ME LA CAVO

    CHE CHIVU L AVESSE SCELTO CHERUBINI non ci voleva un genio per capirlo (se no cosa era venuto a fare qui a girare i pollici ) Parliamoci chiaro se l avesse scelto kk tanto di capello chapo’ !!! krause avrebbe dimostrato di essere un fine conoscitore del calcio italiano ….. CHI DI NOI SAPEVA CHE CHIVU ALLENAVA e dove allenava,come giocavano le sue squadre eccc da poterlo scegliere come allenatore ? penso pochi solo grandi conoscitore del calcio ITALIANO ( KK SE LO SCEGLIEVA LUI LO SCEGLIEVA STRANIERO MA CHE ALLENAVA LL ESTERO NON IN ITALIA LUI E’ UN ESTEROFO PURO DEI CAMPIONAT I ITALIANI NON SI FIDA ) poteva inventarsi questa soluzione ! per cui l kk e’ un profondo conoscitore o era claro che fosse stato o l algoritmo di lacombe ahahaha o piu probabile CHERUBINI dopo una lunga e fondamentale inter.. locuzione ( apposta separato interlocuzione ) O SUGGERIMENTO dei gemele’ ROTA brothers ormai potentissimi capo scout e capo giovanili !! che forse erano gli unici che veramente conoscevano chivu allenatore .
    Di tutta questa storia mi consola una cosa che chivu ha allenato le giovanili dell inter per piu anni ma chi c’era come capo ? MAROTTA ecco questo mi consola e mi da speranza lavorava per il miglior dirigente per distanza kilometrica d italia !! il che non e’ poco come biglietto da visita …………..Poi sento parlare spesso di MARESCA signori io l ho definito il peggior allenatore passato da parma quando l hanno licenziato, pero’ signori bisogna anche essere onesti quando si pesta una merda ammetterlo e non perseverare !! MARESCA PER LA CRONACA A RIVINTO PREMIER COME ALL IN SECONDA DEL MACNHESTER CITY A STRAVINTO LA CHAMPINSHIP CON IL LEINCHESTER E ORA AL CHELSEA STA FACENDO BENE per cui forse ci eravamo sbagliati noi ( d altrone non amavamo e criticavamo ancelotti per cui non abbiamo un gran fiuto sugli allenatori )

  • Siberianhusky

    Per svolgere con profitto ai massimi livelli le intenzioni di gioco di Pecchia occorrerebbero giocatori con forza atletica e capacità tecnica molto al di sopra della media.
    Con l’organico che aveva a disposizione in Serie B, la cosa è stata possibile. Quest’anno no, perché dopo le prime partite le avversarie hanno preso le misure e hanno reso molto difficoltoso al Parma sviluppare quel tipo di gioco.
    Chivu si è sicuramente documentato a proposito e cercherà di approntare le correzioni necessarie.
    Il primo passo sarà quello di giocare in modo più realistico per avere sempre compattezza. Quando ci allunghiamo veniamo regolarmente infilzati perché in difesa non abbiamo giocatori particolarmente veloci. Altro problema è che spesso non c’è capacità di leggere tempestivamente le situazioni di gioco.
    Questa squadra dovrebbe, secondo me, giocare sempre coperta, meglio con un 5-3-1-1.
    Restando più compatti, le ripartenze verrebbero sfruttate più efficacemente…

  • La considero una scelta azzardata ma forse un allenatore navigato in tema di salvezze rischiava di essere inadatto a gestire un gruppo di giovani poco propensi a giocare con questo tipo di pressioni. Chivu invece è vero che ha allenato solo le giovanili ma i ragazzi della Primavera non sono poi così tanto più giovani rispetto ai nostri(età media 22 anni).
    Qualcuno lo ha già detto e concordo, usare come riferimento Maresca può essere in parte fuorviante, nelle esperienze dopo Parma ha sempre fatto bene, segnale forse di essere arrivato in una società che si stava dando una struttura e acquistava solo giovani promettenti. Molti giovani di quel tempo erano quelli che noi oggi etichettiamo giovani e inesperti(Sohm, Bonny, Bernabè, Camara, Valenti, Mihaila) quindi figuriamoci com’erano a quel tempo che avevano 4 anni in meno.
    Vero è che sia l’esperienza di Pecchia sia, speriamo di no, quella di Chivu potrebbero essere simili a quelle di Maresca, allenatori promettenti e novizi in serie A che hanno a che fare con un capitale tecnico forse non completamente adeguato per raggiungere l’obiettivo finale.
    Bene che sia stato Cherubini a sceglierlo, segnale che forse le cose stanno cambiando rispetto alla gestione precedente.

  • L’anno scorso non abbiamo mai dominato una partita che è una. Fin con la Ternana in casa avevi sempre la sensazione di prender gol e da marzo in avanti col Como sotto ce la siamo cavata per un pelo. Se a Cremerda avaessero avuto un allenatore serio tipo Inzaghi andavano su loro e il Como. Già l’anno scorso ho sempre detto che la nostra fortuna è stata che Arvedi abbia dato la panchina a degli incapaci o etor che serie A diretta.

  • A me sembra una scelta folle anzi follia pura anke xke serve gente con un palmares auspicabile in zona cesarini( salvezza) comunque il tempo è in grado di dire ki a ragione ma per me a questo punto era meglio tenere pecchia comunque il prossimo anno ripartiamo dalla B con la nazionale romena

    • Amico mio magari la nazionale. Vorrai dire l’under 19. Kraus non vuole gente sopra i 19

  • A Parma siamo tutti attori non protagonisti di un “Truman Show” e, ovviamente, non ce ne accorgiamo. Il copione è sempre lo stesso: Maresca? Aspettiamo a giudicare. Mercato estivo? Aspettiamo il 2 settembre per giudicare. Il 2 settembre è arrivato? Aspettiamo di vederli in campo. In campo fanno schifo? Aspettiamo il mercato di riparazione. A gennaio hai preso scarti? Aspettiamo di vederli in campo 2 (la vendetta). Abbiamo preso un allenatore esordiente in piena fase salvezza? Aspettiamo di vedere i risultati. Siamo retrocessi? Aspettiamo di vedere se l’anno prossimo saremo di nuovo promossi. Sono sicuro che se ci fermiamo in piazzale Risorgimento vediamo che sono sempre le stesse macchine a girare attorno come in un circuito.

    • Triple-sec

      Che tutto sia un Truman show è l’ultima speranza. Sarebbe un sollievo sapere che Pecchia non è un allenatore ma un panettiere dell’Agro Romano . Per togliere il velo alla sceneggiatura e riconoscere questa finzione bisognerebbe individuare chi è il produttore…sarà Pederzoli? L’ arbitro Collina? Un maggiordomo? Nell’attesa, cerchiamo di cambiare il copione e farsi dare.. tre punti dal Bologna che ha dei giocatori che sembrano veri

      • In questo film produttore e regista non appaiono nei titoli di testa, non sono quindi in grado di rispondere alla sua domanda. Speriamo appaiano nei titoli di coda, così sapremo chi applaudire o fischiare.

  • Direttore, secondo me nel messaggio su Instagram Chivu era solo imbarazzato. Non mi sembra il tipo adatto ad un certo tipo di comunicazione “emozionale”. Il ché non è necessariamente un male, anzi.
    Semmai l’errore è del reparto comunicazione che doveva trovare un’inquadratura diversa e magari costruire diversamente il primo saluto dell’allenatore. Sembra quasi uno scenario da interrogatorio…evidentemente è stata una cosa fatta così tanto per postare qualcosa. Peccato.

    • Sì, sì, certo: non intendevo criticare il neo allenatore, ho solo riportato un’impressione (condivisibile) che avevo letto in giro, circa la lettura dei linguaggio del corpo, con una posa che, in effetti, trasmette chiusura. Come giustamente sostiene lei, però, è più responsabilità della “regia” che ha sfornato il contributo, più che del malcapitato “attore”.

      E’ difficile “comunicare” nei momenti di difficoltà, molto più banale celebrare quando le cose vanno bene. Ma appunto, sempre, bisognerebbe avere a cuore la sensibilità di chi osserva…

      • Ale Pongonazzo

        …pensiero personale che di certo non interessa a nessuno…per come la vedo le letture di questa o quella impostazione delle mani, del volto, di cavì, d’un pel…sono un po’ omogeneizzate, se però ci si vuole soffermare, direi che forse è meglio un’espressione spontanea e non “ammaestrata”…non ho mai goduto chi va dal cagnolino e po’ …”da la zampa” …ma farò col c’agh n’ ho voja o no …dàmla ti la zampa…
        tutto sommato, se significa “chiusura”, o fors’anche solidità, “avemo la corazza”, meglio braccia conserte ed un po’ di impenetrabilità … e speriamo che “la corazza” si trasferisca anche in campo.

  • ForzaParma

    Grazie Direttore, per pezzo e citazione…
    Domani sarà presente alla conferenza? Confido nelle sue domande…

  • Posso andare controcorrente? A me sembra una mossa molto lungimirante e non mi stupisce affatto sia stata presa da Cherubini.
    Ovvio che il tentativo sia di salvare stagione e categoria. Ma un buon dirigente deve guardare oltre i prossimi 3 mesi, deve avere un orizzonte di anni. Nel peggiore dei casi ci sarà il paracadute e una lunga serie di plusvalenze che risaneranno le casse della società. Tanti giovani già di proprietà ed un allenatore in grado, sulla carta, di valorizzarli. Non so, Direttore, sono molto fuori strada?

    • Buonasera Mirko, sinceramente mi pare abbastanza fuori strada. Soprattutto per quanto concerne il miraggio “plusvalenze” e, peggio ancora, “paracadute”. Su quest’ultima voce avevo già fatto opera di divulgazione, in questo spazio commenti, qualche settimana fa, ricordando come per le squadre neopromosse la cifra sia una elemosina di appena dieci milioni di euro, che, a fronte del mezzo miliardo speso da Krause è proprio un contributo minimo. Per quanto concerne le plusvalenze, poi, credo che in caso di retrocessione i calciatori – già stra-pagati oltre il reale valore – si deprezzeranno. Insomma: sarebbe un vero e proprio bagno di sangue. Vero che finora Krause ha provveduto su tutto, ma fino a quando potrà continuare a spendere, a fronte di continui insuccessi?

      Venendo, invece, al tema iniziale, ossia la lungimirante mossa di Cherubini (ossia l’ingaggio di Chivu, dando per buona la versione che mi sono prestato a veicolare oggi, dopo le indagini che ho effettuato, anche se non sono molto convinto della veridicità dell’assioma riportato), lasciando perdere il caso particolare, ossia Chivu, penso che il problema principale del Parma degli ultimi anni sia stata proprio l’eccessiva lungimiranza, ossia il continuo pensare a lunga gittata, trascurando le impellenze del presente. E i risultati si sono visti. Non mi stancherò mai di ripetere che, al di là delle convinzioni di caccia la “pilla”, una prima squadra professionistica iscritta alla Serie A italiana, non è una squadra di settore giovanile, laddove sono normali lunghi lassi di tempo (tipo anche 3/4 anni) tra la semina e la raccolta dei frutti. Qui ci si è auto-glorificati (con tanto di pompa magna degli influencer) per la promozione della passata stagione, senza mai considerare quanto profuso in termini economici, e soprattutto, appunto, il lungo lasso di tempo per “saldare il debito”, quando persino al Ghiro, peraltro ancora non sostenuto dal Leo, era riuscito nell’impresa solo in un anno. E’ appunto, questo continuare a pensare al futuro, trascurando il presente, il problema principale del Parma. E questo problema è di difficile soluzione se non è lo stesso Krause a capirlo e a tornare sui suoi passi: purtroppo, però, in questi anni i tanti errori fatti sembrano non avere insegnato nulla. Ho solo la timida speranza che l’andiamo possa un po’ cambiare con Cherubini, ma non sono così convinto, al di là degli indizi raccolti, che sia stata davvero una prova di forza del Plenipotenziario. Mi servono delle controprove per convincermi, davvero, che il trend possa cambiare.

  • Enzo Dallai

    Buona sera direttore.
    Sono giorni che mi tengo sulla punta della lingua una questione…
    Ma….i nostri portacolori, dopo l ‘allenamento mattutino….rimangono a pranzo ( tanto paga mr.Oiwa)al centro sportivo,e nel pomeriggio dopo una pennica,giocano assieme a tamburello e alla Play Station o rubamazzo,cercando di socializzare?
    Parlare di secondo allenamento o tutti chiusi in una stanza a studiare tattica e a “confessarsi”, capisco che sarebbe rivoluzionario …….o la nuova gestione tecnica sta’ cominciando a cambiare rotta? ?
    (cit. Ammiraglio)
    Ad Majo ra.

    • Enzo Dallai

      ….semper.

    • Salve Enzo, e sempre grazie per quella volta…

      Durante l’epoca di Pecchia, fuori dagli allenamenti, e ad eccezione di impegni societari, i calciatori erano liberi

  • Carissimo direttore lei è una persona molto colta su questo nn ci piove ma diciamola tutta siamo caduti dalla pentola alla brace la colpa nn è dell allenatore ma di ki è alla guida i brocchi nn possono diventare purosangue e quale plus valenza se retrocediamo i giocatori avranno un calo drastico sulla rivendita secondo me circa il 40/50% in meno se finiscono il campionato cn onore altrimenti anke di più

    • Condivido che le colpe non fossero (tutte) dell’allenatore, al quale, lo scorso campionato ho ascritto meriti ben oltre quel tradizionale 30% che si attribuisce ai mister, arrivando sino al 70%, proprio per la sua capacità di valorizzare una rosa modesta e stra-pagata, raggiungendo l’obiettivo. Ci sono letture meno buone della mia circa l’operato di Pecchia (basta scorrere nello spazio commenti) in questi anni, però non mi rimangio quanto sostenuto. Proprio per senso di riconoscenza nei suoi confronti, e nell’interesse della Comunità Crociata, abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di aiutarlo, indicando, in modo propositivo, quali avrebbero potuto essere rimedi per raddrizzare la barca prima che affondasse, ma, ahinoi, siamo stati inascoltati, o parzialmente o tardivamente seguiti.

      E’ palese che a pagare sia stato Pecchia, il quale, comunque, può consolarsi con il contratto fino a giugno 2027, tuttavia i principali errori, a mio avviso, sono stati commessi in sede di costruzione di squadra, con troppe persone subito pronte ad accontentare supinamente ogni desiderio del patron, facendo così proprio il male di quest’ultimo…

  • Enzo Dallai

    Quindi…..ancora nessuna segno di controtendenza per la permanenza al Mutti Center qualche ora di più non in senso punitivo, ma per cercare di guardarsi nelle palle degli occhi e aumentare l’idea che si “costruisce in gruppo” la” Crociata per la salvezza” che ci/gli aspetta??
    P.s.: la sua risposta,mi è sembrato un… dribbling al mio tormento.
    Nel senso che non mi riferivo al Pecchia-concept , bensi al Cherubini e Chivu…sentiment.

    Marc mand, ed ma’ , lasser a ca’ la timidessa.
    Tgnemos vist!

    • Il Mutti Training Center è off limits alla stampa: dobbiamo accontentarci dei dispacci societari nei quali ci possono raccontare la qualunque… Arrivato alla mia veneranda età non penso di dover fare appostamenti come quando ero ragazzino. Penso, peraltro, che se anche il club sposasse la glasnost ed aprisse il Centro, non ci sarebbero molti cronisti disposti a sciropparsi ore al freddo per reportage di campo, che un tempo, quando ero giovane, erano una delle mie specialità. Ma i tempi sono cambiati… Per cui per sapere se c’è il dopo scuola, dobbiamo affidarci al racconto che vorrà farci la comunicazione ufficiale…

      • Ale Pongonazzo

        …e pensare che ai giorni nostri non c’è più nemmeno il freddo di una volta

  • Bell’articolo Direttore. La scelta di Chivu la considero l’ennesimo azzardo di una stagione che ha preso una brutta piega. Scelta coraggiosa ma molto pericolosa. Dispiace molto per Pecchia che nonostante i risultati negativi lo ritengo ancora un bravo allenatore e una brava persona, però non era stato più in grado di fermare l’emorragia e a questo punto della stagione provare qualcos’altro ci sta. A mio avviso lui è stato l’artefice della svolta crociata dopo il primo anno di Maresca/Iachini dove abbiamo deluso ancora.

    Devo dire che sul mercato degli allenatori a parte Tudor (che pare non fosse interessato) non c’era nulla che dava garanzie. Certi profili come Iachini e Ballardini, etichettati come ‘esperti in salvezze’ hanno perso da tempo questa aura. Un profilo come Cioffi ad esempio non è che dia chissà quali certezze, quindi immagino sia stato scelto Chivu sperando possa portare la nave in porto e aprire un ciclo l’anno successivo sposando le idee di giovani etc etc che la presidenza vuole. Situazione delicatissima, io vivo a Bologna e devo dire che se ne sta parlando molto nei media locali di questa cosa ed emerge un po’ di preoccupazione che possa portare la famosa ‘scossa’ all’ambiente proprio contro di loro. Anche il fatto che si ipotizza un 4-3-3 ma che poi di fatto nessuno sa realmente come vorrà mettere in campo la squadra, lascia poche info ad Italiano per preparare la gara di Sabato. Risulta anche che sono stati bruciati tutti i 3500 biglietti riservati agli ospiti ma probabilmente se fossero stati disponibili sarebbero andati in 5000 al Tardini

  • Triple-sec

    Io non ho fonti interne o conoscenze informate ma per me Chivu non è stata una mossa cherubinica, non c’è niente che li unisca e propendo a pensare che siano stati i cacciatori di teste (interni o esterni) a cui si è rivolto kk a portarlo a Parma. Al contrario, Gagliardi e Pavarini, che hanno fatto parte dello staff di Pirlo, potrebbero davvero essere stati ingaggiati dal plenipotenziario

  • Apocalisse ora

    Io propendo che Chivu al costèva poc e per questo è stato assunto … e come talvolta chi spende poco spende bene … tra l’altro quanti dobloni devono dare a Pecchia mentre si trastulla nella città delle due torri?

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