venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNews

CHERUBINI, ABBRIVIO IN CONTINUITA’…

(Gmajo) – Chi si aspettava una netta rottura col recente passato, penso sia rimasto un po’ deluso dai primi atti della gestione di Federico Cherubini, il tanto atteso plenipotenziario, che, però, è stato protagonista di un abbrivio in continuità con quanto eravamo abituati. L’ultimo esempio è fresco fresco: oggi pomeriggio, infatti, al Noce di Noceto andava in scena la sfida di serie B Femminile, valida per la 17^ Giornata, Parma-Hellas Verona (1-0 il finale) e a vedere le Crociate capolista c’era, appunto, il neo amministratore delegato Federico Cherubini, accolto all’interno della cabina centrale dal DS del genere Domenico Aurelio (a propria volta salutato dai supporters con canzoncina dedicata).

Che io sia un appassionato di calcio femminile lo testimonia non solo il fatto di aver chiuso la mia carriera Crociata quale responsabile ufficio stampa e comunicazione delle Women, ma anche le dichiarazioni che resi anni fa a Parma Daily (mi pare nel 2007), in cui auspicavo l’avvento al Parma di una squadra rosa (aggettivo che su StadioTardini.it posso liberamente utilizzare, senza offendere la cultura Woke che Trump in America sta bruscamente stoppando): epperò, dico la verità, a costo di rendermi subito simpatico anche al nuovo che avanza, io avrei preferito che Egli, anziché esser lì ad omaggiare la capolista (la Ternana, seconda, è due punti dietro, quindi anche se mancano ancora 13 giornate, la promozione in A dovrebbe esser cosa fatta), fosse altrove per cercare di risolvere la grande bega che gli è finita tra le mani, ossia quella di dare una raddrizzata a quel timone che lui, come ammiraglio in capo ha il  diritto-dovere di governare (possibilmente in santa pace, senza fastidiose interferenze), della prima squadra maschile, che langue sotto la zona rossa.

Quel vecchio saggio di Ranieri – che qualche altrettanto vetusto tifoso gialloblù vorrebbe allenasse in una RSA, ma che alla guida della Roma ha immediatamente raddrizzato la baracca, del resto come fece al Parma, chiamato a gennaio al capezzale di una squadra che pareva già condannata – ricordo bene (ero il suo addetto stampa) che pronunziò questo aforisma: “Serve una cannuccia che ci permetta di respirare, stando sotto il livello dell’acqua”. Lui, trasformando Muslimovic (quasi) in un vero attaccante, e giovandosi del talento di Pepito Rossi, riuscì nell’impresa di trovare la cannuccia e centrare la salvezza. Ma lì il presidente (che essendo Ghirardi già abbiamo detto tutto) e il direttore sportivo (che era Gabriele Zamagna), meno influente, subito, il capo dell’area tecnica Andrea Berta (sì certo, quello che qua era contestato ma che ha vinto tutto con l’Atletico), gli affidarono la creatura e si faceva tutto quello che diceva lui. E siccome anche la forma è sostanza, anche quando ci si accomodava per il desco, era sempre capotavola, con i teorici più alti in grado che si facevano da parte.

Ecco, oggi, domenica 2 febbraio 2025, giorno della Candelora (la saggezza popolare dice: “Quando vien la Candelora, de l’inverno sema fora; ma se piove o tira vento de l’inverno sema dentro”), come aruspice avrei atteso una bella giornata di sole, ma vedere Cherubini al Noce, mi fa più temere per la pioggia o il tirar del vento, ossia, nell’inverno siamo ancora dentro. E per inverno, fuor di metafora, intendo proprio la continuità con il passato, senza un deciso segnale di rottura.

Al di là della presenza fisica (lo abbiamo immortalato al telefono, per cui è vero che si può governare a distanza, anche se in certi casi, quando il malato è grave la telemedicina non fa miracoli…), però, l’aspetto più preoccupante in tema di continuità, è che sapendo bene come nella personalissima scala di valori del presidente la femminile sia (quasi) equipollente alla maschile, il fatto che il plenipotenziario – a poche ora dalla chiusura del calciomercato, e con il rumore della contestazione dei Boys dopo la sconfitta 1-3 per mano del Lecce – fosse lì, non è per nulla… un segnale del Signore…

In sostanza, da uno come Cherubini, specie se plenipotenziario, ci si attenderebbe che, in emergenza (con gli attuali chiari di luna, ci si aspetterebbe la legge marziale), sovvertisse gli ordini dei valori gerarchici dell’armatore, facendogli capire a chiare lettere che lui non è uno Schettino qualunque, ma uno che il Titanic, possibilmente, vorrebbe evitare che si inabissasse nelle acque, per cui della femminile (che peraltro sta andando bene), se proprio deve, se ne occupasse dopo aver tratto in salvo chi sta affogando (ed ha pure smesso di ballare)…

Un altro segno di continuità, lo ravviso leggendo il dietro le quinte, proposto poche ore fa  sempre ben informato Guglielmo Trupo di Parma Today (che vanta delatori qualificati, quasi come i miei…). Egli, infatti, annota: “Sarebbe arrivato dall’Iowa l’input di continuare con la stessa guida tecnica, almeno fino a Cagliari”. Quindi, in sostanza, la rotta continua ad essere disegnata dall’armatore (magari su indicazione del navigatore, Semmens?) e non dall’ammiraglio… Io dico: se si prende come AD uno come Cherubini, la decisione (giusta o sbagliata che sia) di licenziare o meno l’allenatore, deve essere sua, non del presidente (al quale, doverosamente, riferire, visto che è lui che caccia la pila), ma il decisore deve essere il massimo dirigente stipendiato, non il datore di lavoro, a meno che questi non si trasformi in Lotito… Se no anche le parole pronunziate agli indignados l’altra sera davanti alla Tribuna d’onore (“Adesso ci sono io, parlerete con me”, lasciano un po’ il tempo che trovano.

Dunque, il povero Pederzoli, in sala stampa dopo la catastrofe, arguiamo che si sia fatto latore del pensiero del presidente, prima ancora che di Cherubini,  anche se non è mai consigliabile che sia il malato a scegliersi la terapia, in luogo del dottore. Ovviamente ti devi scegliere il medico di fiducia, ed hai anche il diritto di cambiarlo, ma mutarlo solo perché non ti danno la risposta che vuoi sentire, non è il massimo, se davvero vuoi guarire. Del resto non penso che Krause, proprietario di vigne (ne abbiamo parlato anche pochi giorni fa, allorché il Gambero Rosso aveva ipotizzato la cessione di Vietti, seccamente smentita, dallo stesso tycoon, attraverso i social della winery), imponesse il modus operandi a Luca Currado (dal quale in seguito si sarebbe separato), che aveva mantenuto nel management, una volta acquistate le preziose cantine delle Langhe.

Al di là della questione (non banale) dell’allenatore, però, è tutta la filosofia sinora portata avanti (il progetto giovani, per semplificare), che Cherubini deve decidere in prima persona (sempre che gli si lasci il potere di farlo) se continuare o meno ad attuare anche in questo immediato lasso di tempo, peraltro piuttosto breve, in cui la Comunità Crociata auspica che il Parma Calcio si possa salvare, mantenendo la categoria. Al di là delle lungimiranti visioni, infatti, tutto passa attraverso il fattore umano del campo che si fa sovente beffa dei calcoli degli scienziati. A questo proposito, in questo delicato periodo storico, sinceramente eviteremmo che la struttura performance ed analytics dedicasse il proprio prezioso tempo a previsioni sulla Champions League, nella quale il Parma è ben lontano dal giocarci… Chiudo con una perla spigolata in rete, che in una riga sintetizza il discorso: “A Cherubì, me pensavo venissi a dare la scossa, non a staccare la spina…”. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

33 pensieri riguardo “CHERUBINI, ABBRIVIO IN CONTINUITA’…

  • Ale Pongonazzo

    “Quando c’è qualcosa parlate con me. Mi prendo io la responsabilità” …con questa frase che pare sia stata detta l’ altra sera durante la contestazione dal Cherubini, temo si spengano molte speranze…nella mia personalissima parafrasi, risulta un po’ come… faccio da parafulmine…ma #__-#@€) ++&€+)/# qua non abbiamo mica bisogno di uno a cui dare colpe o responsabilità, qua serve uno che abbia la voglia e la libertà di far andare le cose diversamente per la città, la gente ed evidentemente, di conseguenza, anche per la società…ma evidentemente ci sono programmi a noi ignoti.

  • Niente da fare, l’ultima speranza che poteva avere il club era in una delega completa a uno che di calcio ci capisce come Cherubini… da questo articolo si capisce il contrario… questa societa’ , se il timone lo ha sempre questo americano, temo che non fara’ mai calcio a ottimi livelli. E’ che io mi mangio le mani a pensare a quello che potrebbe essere e non e’…… solo delusione e rabbia per come e’ gestita e sembra sara’ continuata a gestire la mia squadra. I giovani andrebbero affiancati a dei buoni giocatori gia fatti di categoria…. Se vai avanti solo coi giovani e poi il prossimo anno spendi altre milionate ancora per dei giovani, magari dando via qualcuno di quelli che hai ora e poi tra due anni la stessa cosa come in un loop, ti ritrovi punto e a capo. Perdiamo le partite tante volte per inesperienza ma questo sara’ una costante negli anni se gestisci cosi…. In nome di quale ideale poi?!!!

  • Ma la conferenza stampa qualcuno gliel’ha chiesta? Non mi capacito del perché non si sia ancora preso le responsabilità davanti ai microfoni. Magari neon è stato ancora invitato a farlo?

    • Non è che devi essere invitato da qualcuno a farla, specie se sei il dominus…

      Lui stesso avrebbe dichiarato ai contestatori dell’altra sera che se ne parlerà a fine mercato. Anche se oggi a poche ore dalla chiusura del mercato era a visionare l’asset femminile

  • Il serial killer dell’aioua ,a confronto il mostro di milwaukee era un dilettante,qua sta compiendo un genocidio di tifosi associato al rasamento al suolo di parma,col beneplacito dei parmigiani tafazziani

  • Metodologo

    Direttore, secondo i profili Linkedin Mathieu Lacome è un “Chief Performance & Analytics Officer”, mentre il ciccione pelato con la barba citato nell’articolo è un “Director of Data & Analytics”.
    Mi sorgono spontanee alcune domande:

    – Chi dei due è il capo? Se uno è “Director” e l’altro è nientepopodimeno che un “Chief”, sono entrambi capi?
    – Se sorgono divergenze tra i due, come vengono risolte?
    – Se – come sospetto – Lacome (il Chief) è il capo, perchè permette ad un subordinato di chiamarsi Director? Non è che il barbuto stia cercando di usurpare la posizione di Lacome?
    – Questi due fanno parte dei famosi 30 analisti (dunque 28 analisti “semplici”, più il Chief Lacome, più il barbuto Director), o sono distinti da loro (dunque 30 analisti “semplici”, più il Chief, più il Director, per un totale di 32 persone)?
    – Quanti analisti ha il Lecce? Se al Tardini hanno fatto x3 i gol del Parma (tecnicamente x4 se Krstovic avesse l’alluce più corto), se la matematica non è un’opinione il Lecce dovrebbe avere 90 o forse addirittura 120 analisti.

    • Il capo dei capi indiscusso è Lacome. Coustou è un sottoposto. Capi e direzioni non si negano a nessuno come carica… Se siano 28 o 32 no saprei, sono circa una trentina come era emerso da una sorta di redazionale apparso su un sito specializzato che noi a suo tempo avevamo rilanciato …

  • In questo momento francamente mi sembra fuori luogo inaugurare questo “laboratorio di analisi statistiche gialloblu” o come diavolo si chiama. Mi sembra che questi analisti siano un po troppo scollegati dalla realtà. Per quanto riguarda Cherubini se non ha carta bianca non penso possa fare granché.

    • Parmigiano

      La “disgrazia”che ci hanno portato qui ,con tutti i difetti del caso,probabilmente era l’unica disposta a cacciare di tasca sua 300milioni di euro per il risanamento della società…e non mi pare ci fosse la fila per contendersi questo prestigioso gioiello

      • Caro “parmigiano”, mi spieghi un po’ dove ha letto queste favole?

        Precisando che cestinerò direttamente eventuali ulteriori commenti contenti balle ad arte propolate da qualche realista non si capisce bene con quale finalità, ribadisco, spero per l’ultima volta, che il signor Krause ha acquistato da Nuovo Inizio una società senza alcun debito e che non aveva bisogno di alcun tipo di risanamento. Questo, in quanto, la società cedente ha effettuato uno sconto sul valore del club pari ai 70 milioni di debito sportivo accumulati durante la propria gestione, vendendolo per circa 30 milioni di euro, una decina in meno di quelli profusi durante la gestione.
        Quindi, il signor Krause non ha risanato una benedetta mazza. Il signor Krause va, invece, ringraziato per la generosità profusa immettendo investimenti per circa 450 milioni e per la stabilità finanziaria che, allo stato, sta garantendo. Ma ringraziare, doverosamente, Krause, non significa per forza dover spargere letame su chi lo aveva identificato come compratore, come troppi ingrati stanno facendo. Da risanare, ribadisco, non c’era una forca e questa solfa mi ricorda da vicino quella ghirardiana, per cui lui avrebbe risanato il fu Parma F.C. dopo il crac Parmalat, altra balla colossale, perché, indipendentemente da come sarebbe andata finire (ossia col suo fallimento) egli, a propria volta, aveva ricevuto dalla Amministrazione Straordinaria del commissario Bondi e del presidente Angiolini, un gioiellino perfettamente amministrato e pure con soldi di liquidità nel cassetto, oltre al parco giocatori ereditato dal Parma A.C. Ricordiamo bene che il Parma F.C. era la società in bonis, nata dopo il crac Parmalat, con tutte le negatività rimaste in corpo al Parma A.C. in A.S. Così come il Signor Krause ha acquistato il Parma Calcio 1913, società nata dopo il fallimento del Parma F.C. e che nulla ha a che spartire con quella società. Questi sono i fatti certificati, questa è la storia: tutto il resto che si sente in giro (o peggio ancora che si legge in giro) sono corbellerie, eufemismo che utilizzo di solito per non esser scurrile nel definire, come meriterebbero ca***te quelle propolare da gente ignorante o in mala fede.

        • Minoranza Rumorosa

          Esatto, direttore, queste parole andrebbero francobollate ad ogni commento del genere (di cui i social sono pieni). Lei è rimasto l’unico Giornalista con la schiena dritta in un mondo di maggiordomi faziosi. Grazie .

  • Infatti il centrale che si attende da luglio non è arrivato. Pedar sola per provocarci ancora dirà che abbiamo Valenti. Che spero faccia un bel triangolo rovesciato con le mani dalle spalle al
    pube anche verso Cherubini e Kraus. Tanto ormai si può fare tutto ma si va tutto in cavalleria. Società e proprietà ridicole. Mi chiedo solo cosa deve succedere perché Kraus ci liberi della sua devastante presenza

  • Qualcuno sa a quale dei magnifici sette in particolare dobbiamo rendere grazie per averci portato qui questa disgrazia?

  • Non so,io ho la sensazione che Cherubini durerà come un gatto in tangenziale.. Magari mi sbaglio, ma ho questa sensazione…

    • Se non gli lasciano carta bianca se ne va, intanto vediamo se martedì a fine mercato si presenta, se non lo fa è un brutto segno….

  • Lo penso anch’io questi stanno al calcio come un lottatore di sumo sta alla danza classica lo faranno fuori tranquillo come gli altri al primo disaccordo.

  • Vincenzo P

    Direttore, la settimana scorsa è arrivata la sentenza della Corte di Appello di Bologna sul Crac del Parma FC. Ho cercato invano un articolo sulla sua testata, che ritengo la migliore della provincia sugli approfondimenti di cronaca giudiziaria ma non l’ho trovato. Pensa di affrontare in futuro l’argomento?

    • Dottore, salve, La ricordo con estremo piacere per la Sua disponibilità quando, in quei caldi giorni, mi concesse una intervista.

      Grazie per le sue parole di stima, anche se debbo dire che se Lei ritiene StadioTardini.it “la miglior testata della provincia sugli argomenti di cronaca giudiziaria, le altre non devono essere messe particolarmente bene… Vero che la nostra mission è fare approfondimento (ed opera di divulgazione), ma i temi trattati sono, nella quotidianità, legati allo sport e alla politica sportiva; allora arrivammo anche sulla giudiziaria, perché, diciamo così, stavamo vivendo una situazione “straordinaria”, ma comunque sempre correlata all’ambito calcistico.

      La notizia della sentenza della Corte di Appello di Bologna è arrivata venerdì sera (https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/01/31/crac-del-parma-calcio-lieve-riduzione-di-pena-per-ghirardi_f6526931-02c9-483c-8dfe-e3414990eb8a.html) poco prima della partita Parma-Lecce (scontro diretto per la salvezza), che, come purtroppo tutti quanti sappiamo, sarebbe terminata con una sconfitta che ha (ulteriormente) inguaiato il Parma Calcio, con a seguire contestazione e riflessioni varie su quello che sarà il prossimo futuro.

      Quindi, un po’ per una questione di tempo, e un po’ per scelta, che tra poco le motivo, avevo preferito non occuparmene.

      Le ragioni per cui evito di commentare la sentenza è perché la verità putativa che mi sono costruito io, con esperienza diretta dei fatti e delle persone coinvolte, cozza, parecchio con la verità processuale emersa sia in primo grado, sia in secondo grado. E temo che la verità processuale, in questo caso, sia abbastanza distante da quello che reputo essere la verità reale dei fatti.

      Non conosco le carte, perché non mi sono più voluto occupare direttamente dalla cosa, dopo che avevo visto la piega presa sia in fase inquirente, che dopo la prima sentenza, a mio modo di vedere piuttosto lontana dalla realtà che ho conosciuto sul campo. La mia valutazione è tutt’altro che giuridica, ma, conoscendo a perfezione come funzionavano (si fa per dire) le cose nel Parma F.C., ho ritenuto scandaloso il coinvolgimento dei piccoli azionisti che non influenzavano in alcun modo la gestione, ma servivano solo per mettere quella liquidità fresca che l’azionista di maggioranza non irrogava (perché, ai tempi, si diceva che la madre avesse chiuso i rubinetti), ma il loro potere era zero. Zero assoluto, incluso per quelli che hanno avuto la sventura (pagata con condanne, oltre che con i quattrini gettati via) di essere membri del cda.

      Sempre, senza alcun fondamento giuridico, ma col buon senso del buon padre di famiglia (che peraltro non sono), per me le responsabilità di ammiraglio ed armatore erano pari, per cui, per me, una sentenza equa avrebbe dovuto prevedere pari condanna, o se proprio doveva esserci una differenza, io sarei stato più mite nei confronti di Leonardi, il quale, alla sua maniera (“ce penso io…”) aveva cercato di supplire fino in ultimo alle mancanze di una proprietà, diciamo così, non generosa come l’attuale… Vedo, invece, che anche nel secondo grado di giudizio è stata confermata questa discrepanza, che, anzi, si è incrementata a favore di Ghirardi, cui sono stati scontati due mesi.

      Non ritengo di fare un articolo (al di là dell’ormai superata attualità), in quanto, come vede, le mie personalissime opinioni sono molto distanti dall’architettura di questo processo che non ho seguito professionalmente.

      Grazie ancora per il suo commento, cordialmente
      Gmajo

  • Beh, tutto ‘sto pippone ( pieno di parentesi) per dire che domenica Cherubini non doveva essere a Noceto?

    • Egregio,

      la sua sintesi del pippone è troppo sintetica.

      Intanto, preciso, che le parentesi, nella lingua italiana, sono contemplate per segnalare degli incisi, dei commenti, delle informazioni aggiuntive, rispetto al testo portante. Io, magari, ne abuso, ma ne è corretto l’uso.

      Ma, venendo al succo della sua domanda, io ho soltanto cercato di evidenziare che, con l’arrivo di un quotato plenipotenziario come lui, mi sarei atteso una discontinuità rispetto al recente passato, con una decisa sua presa in mano del timone. Vero che, aziendalmente, è corretto che butti un occhio anche a un ramo – molto secondario, nei fatti, anche se non nella testa di Krause – come la femminile, ma nel momento in cui ti trovi in acque molto agitate sul core business, che è la prima squadra maschile, io avrei evitato quella presenza fisica di ieri al Noce, al momento non solo inutile per risolvere i gravi problemi in essere, ma anche perché, appunto, un netto segnale di continuità col passato. Fournier, ad esempio, durò tre mesi perché il patron lo voleva con l’occhio sulla femminile, intanto che sulla maschile, magari, l’ultima parola l’aveva Lacome… Al di là delle preferenze del proprietario, se Cherubini deve dedicare il suo tempo, a poche ore dalla fine del mercato, e dopo il tracollo interno con il Lecce, per andare a guardare le ragazze, peraltro prime in classifica e non bisognose nell’immediato della sua preziosa opera, direi che siamo fuori strada…

      • Ribadisco: è un pippone (pieno di inutili parentesi) ,cioè: lo poteva dire in 10 righe. E poi, la presenza a Noceto non è incompatibile con l’ impegno per la squadra maschile ( di cui Cherubini)avrà senz’altro avvertito l’importanza. E da ultimo: echissenefrega.

        • No. Non chi se ne frega… Se ieri ho interrotto la mia domenica di svago per dedicarmi a scrivere un pippone pieno di parentesi, è perché la cosa, personalmente, la ritengo importante. E come tale ne parlo (scrivendo) al mio uditorio.

          E l’importanza deriva dal fatto che se il plenipotenziario finalmente arrivato deve, come i suoi mezzi predecessori, andare a far contento il padrone a guardare la femminile, significa che siamo lontani anni luce da quella libertà di azione che in tanti auspichiamo per dare una raddrizzata alla tormentata rotta del Titanic.

          Quindi non è una questione di lana caprina. Sebbene nella testa del proprietario la femminile abbia pari dignità rispetto alla maschile, nel calcio italiano di oggi la squadra maschile per un club professionistico, rappresenta oltre il 90% del core business. La femminile, cui personalmente sono anche affettuosamente legato, non sta vivendo momenti drammatici (finalmente) come la maschile, per cui, dopo il disastro col Lecce, essere a Noceto (là dove si riunivano sovente gli anglo-americani, sempre in ossequio ai desiderata del capo), sia pure al telefono, non è un segnale positivo nel senso di quella discontinuità auspicata per un migliore futuro.

          Ma, a parte la presenza fisica (spero anche non morale) di Cherubini a Collecchio, come scrivevo nel pezzo a suo avviso inutilmente lungo (e forse manco lo ha letto, del resto per la finalità ammessa di scassareucazzu basta titolo e foto), ho anche aggiunto che trovano le mie perplessità anche le scelta di non aver ancora incontrato la stampa, di aver mandato Pederzoli davanti ai giornalisti dopo il Lecce, e, pure – se non dettata da lui, ma da Krause, come argomentava ParmaToday – anche la scelta della continuità tecnica. Io mi aspetto da un dirigente con totale pedigree che sia lui a scegliere la strada da seguire e non il presidente.

          • Ridico la mia in attesa del posticipo. No, no, ho letto tutto, comprese le parentesi. La frase detta ad Ale è perchè “lo becco” su forza parma ed ho fatto una battutina.
            ” Ecco, appena arrivato a Parma e non è nemmeno venuto a vederci; giochiamo dietro casa e non si è nemmeno presentato; e poi dicono la parità, ma sono solo parole; e noi chi siamo, le figlie della serva?; e poi noi siamo in testa e i maschietti sono in fondo, un po di rispetto.”
            Questo tipo di pensieri, se il fu inibito Cherubini non si fosse materializzato a Noceto, sarebbero stati leciti, a mio parere. Quindi fai la presenza, fai vedere che non ti dimentichi di nessuno e via andare. E poi questo non ha di sicuro inficiato le attenzioni e le operazioni di mercato per la squadra maschile: il cellulare suona h24 e poi c’è tutto uno staff di supporto, immagino.
            Buona serata,complimenti e alla prossima

        • Francesco Mannella

          Infatti si è visto il bel mercato e l’inculata del contratto di Sylla….a continuare a difendere questa società si sta capendo chi è il vero male del Parma da anni

    • Ale Pongonazzo

      Emmegi…tà bè…di certo non devo far da scudiero al Majo…al ghè pensa da lù… però nonostante io sia l’ anti formalismo per eccellenza, in questo particolare momento spazio tempo, anche la forma ed i formalismi assumono un certo rilievo, quasi come la sostanza. E’ apprezzabile che il sommo patron nutra reale affetto verso le women, è sentimento buono e giusto, del resto il Majo non credo sia da meno in questo, anzi. In ogni caso, fatte salve le proprie inclinazioni ed affezioni, in un periodo come questo, l’imprenditore dovrebbe metterle per un momento da parte e battere le strade che richiedono azione e presenza, di conseguenza non stonerebbe che anche la linea della sua progenie amministrativa e dirigenziale andasse in quel senso. Presenza che, anche se non così necessaria dal punto di vista fisico, si traduce in un monito di assunzione di responsabilità. Altrimenti vedila un po’ come quando sul crinale si scorge la fila di indiani a cavallo e là, in fondo alla valle, guardi ed inizi a farti delle domande. Delle volte la semplice presenza comunica azioni.
      …a scusa … a ‘m séra scordè … ((()) )) ( )))(( (( (() ()()( (()))) (()) ) (( )

      • Ciao Ale, ho scritto così, tanto pe’ scassàucazz.
        Mayo è bravo scrive bene, aparte le eccessive parentesi….

        • Ale Pongonazzo

          …io invece ho scritto così perchè tanto non smetto più…sono in costante terapia di sfogo tramite commenti, diversamente le vene fanno tipo “boccia a capodanno”, compassionevolmente il Majo sopporta e mi lascia la possibilità di continuare la terapia

  • Personalmente SONO ALLUCINATO CHE CHERUBINI IN PIENO CALCIO MERCATO A POCHE ORE DALL CHIUSURA SIA A COLLECCHIO A VEDERE LE RAGAZZE SGAMBETTARE MI HA DATO UNA BRUTTA NOTIZIA . Purtroppo non e’ cambiato molto anzi nulla e’ assurdo che un uomo di mercato come lui non si renda conto che ci vuole un centrale in piu peraltro richiesto da pecchia da tempo ….2 si sono invalidati per cui e ‘ logico prenderne due non e’ che ci volgia uno scienziato . Quindi o non puo’ cambiare le idee di altri che contano piu’ di lui ( lacombe ? o lo scozzese ? ) o nn capisce un cazzo di calcio per cui fra non molto verra’ liquidato appena trovera’ un altra squadra , penso che il finale sara’ questo non ce lo vedo cherubini in serie B senza manco potere reale. In ogni caso chrubini ha iniziato non male ma malissimo poi e’ chiaro se mangia un po di pane e salame con MANFREDINI lo sosterranno

  • La prossima presenza di cherubini sarà a una grigliata del ccpc

  • Purtroppo la notizia che con Cherubini non stia cambiando nulla sta non tanto e non solo nella sua presenza a Noceto a vedere le ragazze, quanto negli acquisti di questi ultimi giorni di mercato in pieno Krause style.

    Evidentemente Cherubini, che vale la pena ricordare, dopo aver toccato il cielo con la Juventus è rimasto col culo per terra a seguito dell’inchiesta plusvalenze fittizie che ha visto decapitato l’allora staff dirigenziale juventino, compreso il presidente Agnelli; è arrivato alla corte di Krause senza poter scegliere di meglio e per amor di stipendio mettera’ l’Asino dove vuole il padrone esattamente come tutti gli altri predecessori.

    Non si spiega altrimenti la totale inadeguatezza di questa finestra di mercato a fronte della situazione di campo che con una evidenza lapalissiana vede il Parma tra le peggiori 3 formazioni del campionato e quindi condannato alla retrocessione.

  • RIEN NE VA PLUS

    Se il Cherubini fosse stato scelto come nuovo capitano per evitare il naufragio del vascello in tempesta dall’armatore allora per quale motivo affidargli il comando a nave affondata?

    Temo che il capitano o ammiraglio sia stato designato non per tentare un salvataggio ormai irrealizzabile ma per piazzare i naufraghi eccellenti (pochi a dire il vero Bernabe e Del Prato e forse Man) ) ad un nuovo armatore per fare cassa e gettare fumo negli occhi della tifoseria.

    La nave è colpita sotto lo scafo e fa acqua inesorabilmente, la scialuppa di salvataggio del mercato invernale non è stata calata, invero Direttore ha dell’incredibile ed inconcepibile che a fronte di investimenti pari a circa 450 milioni di euro (874 miliardi delle vecchie lire!) ci si comporti con tanta serenità e sufficienza come fossero bruscolini.

    Purtroppo noi il Monza e il Venezia siamo in rotta verso la B a gonfie vele!

    • Ale Pongonazzo

      …gonfie vele e quattro mercury da 500 hp

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