DIARIO CROCIATO / CONTESTAZIONE
(Gmajo) – Non sono certo un amante dei tumulti, né mi piace veder scorrere il sangue (metaforicamente parlando, of course), ma la spontanea contestazione di ieri sera, civile per quanto possa essere civile una contestazione, era diventata ormai inevitabile, dopo settimane e settimane di frustrazione di una Curva che già in occasione della precedente uscita interna aveva reso manifesto il proprio malcontento con uno striscione che invocava il metterci la faccia da parte di una società evidentemente ai loro occhi troppo assente o per lo meno silente, avendo sempre delegato, specie nella cattiva sorte, il compito di spiegare al solo allenatore e a qualche calciatore.
In sostanza, in quel contesto, avendo scritto “società” e non “proprietà” (a mio avviso altrettanto assente: il presidente non parla sul territorio da lunghi mesi, eccezion fatta per il Festival Serie A, ad inizio giugno, dove, a parere dello scrivente, aveva suonato il solito disco e neppure la promozione in serie A era stata celebrata parlando con la pur amica e partner Gazzetta di Parma: tanto è vero che a fine luglio scrissi un editoriale dal titolo: Quello strano silenzio di Krause e Pecchia, senza, peraltro, riuscire a stanarlo…), quello che quei ragazzi volevano era Pederzoli, ritenuto dai più, probabilmente a torto, il principale colpevole della situazione.
E ieri sera, il nuovo arrivato, ha sentito, appunto, il dovere di metterci la faccia in prima persona, lui che con la situazione attuale, essendo entrato in servizio cinque giorni fa, non c’entra proprio nulla. I 500 (circa) che avevano sfondato le barriere per uscire dall’area Curva Nord e penetrare in zona Tribuna Centrale, glielo hanno anche detto: “Perché esce lei, direttore, che è appena arrivato, e non Pederzoli? Lei non ha colpe…”
Intendiamoci: non sarebbe mai stato un processo sommario, con conseguente decapitazione (fisica), giacché siamo a Parma, dove anche le contestazioni sono un po’ all’acqua di rose e si possono vivere tranquillamente, senza il timore di rimetterci i connotati, per cui, effettivamente, la scelta protezionistica di sacrificare Pederzoli in sala stampa, davanti al temibile plotone d’esecuzione dei giornalisti, per evitare che venisse fagocitato dalle folle inferocite (si fa per dire…) non so quanto sia stata azzeccata, giacché, se il livello dell’indice di gradimento del DS in carica era già basso prima, immaginarsi dopo aver dovuto bofonchiare le solite banalità, precedute, però, da quello che in molti non volevano sentirsi dire, ossia che Pecchia non si tocca, che resta al suo posto, che no, non ci sarà alcun ritiro, benché la prossima col Cagliari sia lontana una settimana lunga…
Ai portavoce della protesta, il plenipotenziario – scortato in prima linea dal direttore operativo Stefano Perrone, dallo SLO Giuseppe Squarcia, più defilati nelle retrovie il team manager Alessio Cracolici e il direttore Football Finance Alessandro Pettinà, che, prima dell’avvento di Cherubini sembrava destinato a raccogliere l’eredità del poco amato Pederzoli, che è in scadenza di contratto e nell’ambiente si vociferava da tempo non sarebbe stato confermato – più o meno rispondeva così: “Sono venuto io, perché avete chiesto un dirigente e io ora sono il massimo dirigente, l’amministratore delegato. Pederzoli in questo momento sta parlando con la stampa. Da oggi ci sono io. Vi prometto il massimo impegno, perché la situazione si risolva”.
Il sottoscritto, dallo spazio commenti di StadioTardini.it, aveva più volte suggerito che Federico Cherubini si presentasse immediatamente (ossia, prima della partita con il Lecce, che, trattandosi di uno snodo fondamentale, si sapeva come avrebbe potuto finire, considerati i troppi precedenti specifici), assumendo, anche dinnanzi alla Comunità Crociata, il timone di quello che assomiglia sempre più ad un Titanic, mostrando subito chiaramente, senza equivoci, il suo ruolo di ammiraglio, con la speranza che l’armatore lo lasci guidare in pace, senza interferenze di sorta anche dei tanti poterini assortiti disseminati nel club che, in assenza del padrone, troppo spesso ballano, mostrandosi più realisti del re sempre più nudo.
Purtroppo, però, come spesso accade sono rimasto inascoltato e mio malgrado facile Cassandra. La divisione dei compiti (Cherubini ai tifosi, Pederzoli alla stampa) tra due figure dirigenziali non equipollenti non mi pare una scelta condivisibile, visto che il primo è ora il capo macchina assoluto, mentre il secondo, agli occhi di molti (quelli che non hanno mai il coraggio di centrare il bersaglio grosso, ma si consoli, succedeva anche a Berta, il quale, lontano dal ducato, ha vinto di tutto e di più, ripagandosi di tutto…) il colpevole, rappresenta già un passato, ad onta della carica che continua a rivestire e della eccessiva visibilità mediatica che gli si concede (anche se è suo compito presentare i nuovi arrivi, visto che formalmente è lui il diesse, anche se le scelte le fanno altri, che lo accompagnano, anche fisicamente, quando si tratta di chiudere operazioni in entrata ed uscita).
Anche i contestatori, gli hanno chiesto, appunto, perché non abbia ancora fatto la sua conferenza stampa di presentazione: Cherubini ha risposto che, essendo arrivato da pochi giorni e con il mercato ancora in corso, ha ritenuto opportuno presentarsi con calma al termine del mercato. Ne prendo atto, pur non nascondendo tutte le perplessità del caso, peraltro non riferite ora, col senno del poi della sconfitta avvenuta, ma del prima, allorquando, chiedevo, appunto, chi si sarebbe presentato in sala stampa in caso di sconfitta. Pietoso compito che, a mio avviso, sarebbe spettato a lui, proprio per rendere manifesta la svolta, ma ovviamente non era il caso, senza presentazione ufficiale svolta, che arrivasse in sala stampa lui, rovinandosi la premiere.
Pur essendo contrario alla gogna, alla quale civilmente non dovrebbe esser mai sottoposto alcuno, penso non sarebbe stato poi così sbagliato offrire alla folla invocante proprio l’oggetto dei loro strali, ossia Pederzoli. In modo adulto, egli avrebbe potuto dire la sua, visto che era proprio lui che cercavano e che identificano, a mio avviso a torto, quale principale colpevole del pasticciaccio brutto. Vero, la folla ha apprezzato l’arrivo del nuovo dominus, placandosi dopo una decina di minuti di conversazione dinnanzi l’ingresso della Tribuna d’Onore, quando, prima avevano minacciato di tenere tutti dentro fino a mezzanotte (vabbè, erano già le 23.15, sai che sforzo…), però non ha potuto dare libero sfogo alla propria rabbia col destinatario che si era prefissato, magari aggiungendo, dopo averne sentito le parole in sala stampa (tra la conferma di Pecchia, il non ritiro, e un mercato da siamo a posto così, sia se pur vigili in tre giorni che sono una eternità) ancor più malumore.
Ora c’è chi mi chiede, e la domanda non è banale: ma le parole che Pederzoli ha pronunciato il sala stampa, le avrà concordate prima con Cherubini, oppure ha espresso un proprio pensiero, che non è detto collimi con quello del plenipotenziario? In sostanza: Cherubini potrebbe, mozzare la testa di Pederzoli e Pecchia contemporaneamente? Non so dare una risposta: il mio auspicio è che fosse tutto concordato prima (c’è stato il tempo tecnico per farlo, sia pure non in tranquillità, col tifo caldo davanti all’uscio), se no sarebbe abbastanza inquietante, ma ora è più che mai urgente che Cherubini venga a spiegare lui, in conferenza stampa, quella che è la sua ricetta per venirne fuori, dopo che abbiamo ascoltato quella di Pederzoli (ossia una sorta di totale immobilismo, su tutti i fronti caldi, giacché quello è il pensiero suo e dello staff tecnico).
Il direttore sportivo, tra l’altro, durante il suo improvvisato incontro stampa di iersera, ha anche affermato: “L’augurio è che non si sia rotto niente coi tifosi”. Beh: farebbe bene a riflettere su quanto, in modo scriteriato, era stato fatto trapelare alla Gazzetta di Parma, circa stupore e sorpresa (ossia fastidio) per lo striscione issato col Venezia. Peraltro, anche gli stessi rapporti istituzionali, costruiti su delicati equilibri cuciti in anni, potrebbero essersi incrinati dopo aver tirato a mano persino il GOS, in quanto quel lenzuolo, come si è letto sul giornale, papale papale come da prassi era stato introdotto senza autorizzazione. Ecco, sarebbe bene che l’Ammiraglio Cherubini, evitasse anche di queste derive…
Comunque Pederzoli, può stare tranquillo, nonostante tutte le nefandezze, i rapporti con la tifoseria non si sono incrinati: per tutta la tenzone, infatti, il sostegno è stato incrollabile. I fischi (che noi abbiamo documentato con un video di 4′ che non pubblichiamo, obbedienti agli assurdi regolamenti della Lega Serie A, benché in spregio al più elementare diritto di cronaca) sono stati solo al triplice fischio finale, e sono stati risparmiati persino all’intervallo. La contestazione, ma sì: come Pederzoli sostiene è una classica espressione d’amore, che ormai ha imparato a conoscere nei suoi quattro anni di Parma, ed è avvenuta, sebbene sotto il rigido controllo delle forze dell’ordine, in un modo rumoroso, ma senza derive. Forse, come richiesto da qualcuno dei portavoce (variegati e scoordinati), avrebbe potuto persino presentarsi qualche giocatore, anche se per loro, come gogna, poteva in effetti bastare quella del rito finale sotto la curva fischiante… Gabriele Majo








Melli ha ragione da vendere. Questi signori si devono levare dai coglioni. Loro e quella trentina di leccapomelli pagliacci ridicoli che conosciamo tutti. E che per la maggior parte frequentano i salotti di Via Mantova
E a proposito di Via Mantova…
I principali responsabili di questa situazione sono proprio i giornalisti di Regime.
In 5 anni non ho sentito una singola domanda difficile in conferenza stampa. I giornalisti asserviti al potere continuano a fabbricare insulse giustificazioni (gli infortuni, gli arbitri, la sfortuna, ecc), invece di chiedere conto ai responsabili.
E’ compito della società e dell’allenatore trovare giustificazioni – Pederzoli e Pecchia lo fanno. Sono irritanti, e sono giustificazioni del cazzo, ma questo è il loro compito.
Il compito dei giornalisti è esaminare queste giustificazioni, approfondirle, indagarle, contro-interrogare, con decisione, senza paura, anche con toni forti se necessario. Non accettare supinamente ciò che gli viene propinato.
Quando la stampa non fa il suo dovere di cronaca e di critica, quelli al potere si sentono liberi di fare ciò che vogliono…perchè tanto non ci sono ripercussioni.
…Metodologo…ormai impera il pensare, da parte di qualcuno, che chi muove critiche risulta in ogni caso ignorante e superficiale, non si valuta nemmeno il tenore e la consistenza del pensiero che genera quelle riflessioni, certo, se poi sei stato ammaestrato o volontariamente ti sei abbandonato alla sensazione di essere “incluso” in determinati ambienti, barattando per quel fine la tua onestà intellettuale, diventa difficile qualsiasi ragionamento.
Quello che non riesco mai a spiegarmi è, ma quali interessi potrà mai portare in via Mantova questo atteggiamento. Pare volgere solo allo stizzire la gente che legge, ascolta e guarda. Sarà davvero solo adulazione ed il piacere di sentirsi “amico” del Pedar …par mi a saris ‘na disgràsja.
– Sentirsi “inclusi” come dici tu;
– Paura di essere bollati come “tifosotti”, “teste quadre”, “non veri tifosi”;
– Paura di alienare e di far scappare il “magnate” (o presunto tale) che regalerà al Parma un nuovo stadio e un futuro roseo;
– Speranza che il “magnate” prima o poi ti regali un’intervista esclusiva, cosa che non ha mai fatto in 5 anni nè mai farà;
– Paura di essere cacciati dalle conferenze stampa;
– Paura di essere querelati;
– La naturale tendenza umana a servire/ubbidire/compiacere.
– Altre cose che non posso dire.
Fossero tutti come il fucsia vestito sarebbe un mondo migliore.. Lui si che è un giornalista libero, non la manda a dire a nessuno e soprattutto a KK. Domande in conferenza che definire scomode non è niente… Mama che lavor
Hai ragione da vendere. Ma siamo solo in 4 coglioni a portare aventi questa crociata contro i ridicoli buffoni di Via Mantova e i loro accoliti
Ha vinto il Verona ed ora siamo
veramente messi male.
Non ci rimane che vincere a Cagliari ma con un altro allenatore, con questo la B è sicura.
Caro Maio più la squadra perderà non dando il 110% più in i tifosi inferociti si scaglieranno contro società e i giocatori perché diciamocelo chiaramente Maio, escluso Bernabè Hernani Delprato e Circati abbiamo giocatori di basso livello che troverebbero a fatica un posto nel campionato di serie C
Se è vero che i calciatori non sono validi, rivaluti l’allenatore che, comunque, era riuscito a farli funzionare sino al punto di conquistare la promozione. Il problema è stato credere quello di avere indovinato (solo in 3 anni…) la ricetta giusta per tutte le stagioni. Ma la A non è la B…
Egr. Sig. (Dr? Laurea triennale o specialistica in giornalismo? Università? ) Majo, sono un tranquillo tifoso del Parma da 60 anni, ora ne ho 68. Leggo da un po’ di tempo i suoi articoli, che non commento, ma che rispetto. Il motivo di queste mie poche righe, sta nel rimanere basito, di fronte al suo modo di scrivere. Mi domando: ” Lei ha studiato giornalismo”? Grazie della risposta che mi auguro comprensibile e cortese. Cordialmente.
Buonasera, egregio.
Come può leggere nelle note biografiche in calce ad ogni mio articolo, sono giornalista professionista avendo superato l’esame di stato di abilitazione alla professione. Il percorso di studi precedente non penso possa importare più di tanto.
Noto, comunque, con piacere, che, nonostante lei resti basito di fronte al mio modo di scrivere (sarebbe costruttivo mi esplicasse cosa la perplime, è sempre bello migliorarsi) lo stesso mi segua da un po’ di tempo: evidentemente suscito il Suo interesse.
Cordialmente
Cherubini è stata chiamato per officiare il funerale della società ovvero vendere a fine
campionato al meglio i pochi pezzi pregiati e scendere nell’Ade della B intascando il paracadute.
Non esistono Paperoni scemi, ai posteri l’ardua sentenza sulla gestione e sul mancato / troppo ritardato affaire Stadio.
Realista, condivido
Io nella trappola di Krause non ci sono caduto e mi sono disfatto dell’ abbonamento
Ora mi sento sereno e libero
Tanto al Tardini non he vinceremo più una
Che ci vado a fare?
A incazzarmi,?
A bestemmiare?
No caro Krause con te alla guida non mi becchi più
Rimpiango la serie D e i Magnifici 7
Preferisco la serie D con i Magnifici 7 che la serie A con Krause
Buon Sabato Direttore…a s ‘fà par dir…ma, a mio parere, se come auspicato nell’articolo, il Pedar pensiero/sproloquio è stato concordato col Cherubini forse sarebbe ancor più inquietante, sarebbe la conferma del niente è cambiato e niente cambierà…le date di “messa in carica”, cmè ‘na bàtaria, sono poco o per niente correlate con le realtà pregresse, fatte di interesse, conoscenza e valutazione degli “affari” Parma calcio già evidentemente in movimento da tempo. Per questi motivi non mi sembra un buon inizio nascondersi dietro la tempistica “sono appena arrivato”. A parte quelli che potrebbero essere i reali interventi, teste mozzate, arti disarticolati e lividi procurati, la forma della Pederzolata ritengo sia stata oltremodo sprezzante e fastidiosa, come ho già avuto modo di esprimere nei commenti con cui sto tappezzando il sito, credo che senza un segno di discontinuità anche in queste pratiche, la “nuova” situazione lascia poche speranze.
Pecchia non l’ho mai apprezzato nemmeno in serie B, Pederzoli …compàgn, ci sentiamo dire che i loro metodi sono affetto, vicinanza e conforto, quindi come dico da tempo, non siamo una squadra di calcio professionistico ma un centro di svago per giovani moralmente fragili, basta saperlo in anticipo. Non è il discorso di voler la testa di Pecchia a tutti i costi, nonostante la sua inadeguatezza si sia ormai palese a tutti, non è il gradimento di un ritiro punitivo per sentirsi aguzzini, ma sarebbe, come si è detto tante volte, la speranza di vedere una nuova luce inondare il Parma calcio che possa farci sperare qualcosa di differente dalle tenebre in cui ci hanno imprigionato.
Cherubini è venuto per fare guadagnare Krause.
Del Parma Krause e Cherubini se ne fregano
Andando in serie 🅱️ possono vendere i migliori da Bernabè a Circati prendendo anche il paracadute e mettendo al loro posto scommesse giovani da fare maturare e fare plusvalenze.
Ho visto oggi giocare il Verona con una grinta inumana, noi invece sembravamo galline da brodo.
Krause non mi becca più.
MAI PIÙ
Velenoso, basta cazzate, scusa il francesismo. La retrocessione non è un affare per nessuno, men che meno per Krause e Cherubini, perché il valore dei calciatori si deprezza, e con 10 milioni di paracadute ti fai una pippa. Quindi stop alle cazzate su paracadute e b programmata, perché sono robe che non corrispondo alla realtà, quindi inutile programmare film.
Avviso per Te, Davide e appassionati del genere: finiranno nel cestino tutti i commenti contenenti richiami a serie b programmata e paracadute perché la stupidità umana mi crea fastidio. Grazie
Ciao Alessandro,
in effetti aver mandato in sala stampa Pederzoli non è stato un bel modo di presentarsi da parte di Cherubini nel quale abbiamo riposto ogni speranza di cambiamento. Ma l’errore è stato il non essersi presentato prima (né è una scusante l’assenza di Krause, che avrebbe potuto collegarsi, se proprio ci teneva, in video conferenza, o, visto che ormai il Parma Calcio è il suo business principale, poteva fare una scappatina straordinaria con il suo aereo green, per la bisogna). Per me andava presentato martedì scorso: la scusa del mercato aperto, utilizzata dallo stesso Cherubini, oltre ad ingenerare dubbi sul suo ruolo (è l’AD, no?), non mi pare soddisfacente. Se si fosse presentato prima, ieri sera sarebbe stato fisiologico che parlasse lui coi giornalisti (così come ha, giustamente sentito il dovere di andare a parlare lui con gli indignados. Serve una decisa svolta. Anche formale.
8,5mln per Ordonez che resterà al Velez fino A Giugno….. 😱
A che cazzo ci serve??..per la prossima B?
Ci vogliono giocatori già pronti per il campionato non scommesse straniere giovani o scommesse
straniere vecchie
Possibile che il circo Krause non l’ abbia ancora capito.🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🎪🎪🎪🎪🎪🎪🎪
Anche qui, però, va fatto un distinguo. Nel corso di questi anni, oltre alle scommesse, era arrivato anche qualche calciatore più maturo, prossimo al fine carriera. Nella presente stagione, a parte il mercato di riparazione, si è puntato (secondo me sbagliando) sulle sole scommesse future. Nel mercato invernale, tuttavia, è stato preso Djuric: ma la squadra sembra giocare come se non ci fosse, giacché non produce traversoni o verticalizzazioni aeree e lo si costringe a giocare nello stretto che non è il suo. Contraddizioni curiose…
è vero che i tempi corrono e le cose cambiano ( non è detto però sempre in meglio ) ma caro Gabriele amico/dirigente di sede e di campo è con curiosità che mi farebbe piacere conoscere l’organigramma dirigenziale/ societario del Parma calcio. intendo proprio tutti e naturalmente avere a fianco oltre al titolo i compiti che svolgono per la società. ti chiedo questo perché penso che talvolta i compiti si possano sovrapporre e magari creare qualche difficoltà. quando dicono che il calcio è cambiato è vero si che è cambiato ma non sul campo dove ti assicuro non vedo fare una esercitazione che già non facevamo noi ai nostri tempi. la tecnica la tattica la preparazione fisica I moduli di gioco non fanno una differenza tra adesso e prima. adesso sicuramente ci si affida di più ai computer per avere presente quanti passaggi giusti e sbagliati quante sovrapposizioni si fanno quanti pressing quanti raddoppi quanti tiri cross dribbling ecc ecc potrei metter altre 30 e più voci perché son cose che facevamo anche noi dato che è sempre l’occhio umano a vedere le partite .invece ecco cosa è veramente cambiato : lo staff tecnico da4/5 che eravamo ora sono diventati 10 /12 allenatori analisti preparatori gli specifici delle palle da fermo i tattici ecc. tutti naturalmente compiuterrizati al punto da pensare che la formazione alla fine la stabilisca il computer. ma appunto ritornando alla mia richiesta se prima c’era un presidente un direttore generale e un direttore sportivo ora quanti sono ? ciao e grazie
Ciao Gede,
intanto grazie per il grande onore che mi concedi nello scrivere nello spazio commenti di StadioTardini.it, Tu che hai fatto la storia del Parma, perché quella Salvezza, conquistata dopo lo Spareggio di Bologna, a distanza di 20 anni, resta uno dei momenti più belli ed importanti vissuti dalla Comunità Crociata.
Rispetto ai nostri tempi, in cui anche gioco forza, eravamo ridotti all’osso (era il primo anno di Amministrazione straordinaria dopo il Crac Parmalat), la struttura del Parma Calcio, oggi, è decisamente più complessa. A mio parere, anche inutilmente, giacché, pure in tempi moderni si potrebbe provare a proporre calcio, con semplicità e contenimento dei costi, senza, per forza, avere strutture elefantiache, che forse manco i grandi club internazionali possono vantare.
Ecco, penso che proprio questo gigantismo, sia uno dei mali del Parma Calcio, votato, sicuramente, più alla quantità che alla qualità.
E il discorso vale non solo per i quadri dirigenziali, ma anche nel resto della struttura. Tra l’altro mi viene da sorridere, se non da piangere, nel ricordare come Stefano Perrone, quando si insediò Ghirardi alla presidenza, da questi venne incaricato di stilare un piano per la riduzione del personale, quando, appunto, in quel periodo eravamo piuttosto contati.
Nei giorni scorsi, poi, il (silurato) managing director corporate Luca Martines, come testamento spirituale, aveva affermato a Radio Tv Serie A, che la vera sfida per le società di calcio italiane di proprietà di company americane, è quello di superare i problemi di governance. E lui lo sapeva bene, dal momento che doveva riferire in America tutto quanto, anche la più banale quotidianità.
Dei miei ultimi tempi al Parma, ricordo con dispiacere la tortura dell’AOP, ossia la indicazione presunta dei costi da sostenere trimestre per trimestre… Vabbè, in pratica, Martines aveva svelato che per la controllata Parma c’era sopra una controllante (Krause Group) che, esercitando azione di direzione/controllo, in pratica lasciava poca libertà d’azione ai dirigenti specifici del club.
Nell’area sportiva, ad esempio, come scrivevo nei giorni scorsi, finalmente Federico Cherubini potrà muoversi liberamente o dovrà parlamentare con Semmens (che è appunto il referente calcistico del gruppo Krause) e fare i conti con il potentissimo duo Mathieu Lacome ed Alessandro Pettinà, rispettivamente a capo di area performance ed analytics e football finance, che contano ben di più dell’ormai quasi dismesso Pederzoli, che comunque, resta speak person persino dopo l’ingresso di Cherubini, al punto che ieri è stato mandato in sala stampa lui!
Mi chiedi gli organigrammi. Non semplice ricostruirli, poiché, per sciatteria, o semplicemente perché cambiano di continuo, il sito ufficiale, da anni non lo pubblica (sebbene, credo sia previsto per legge). La pagina è eternamente in aggiornamento.
Comunque, sotto al presidente Krause, ora c’è un solo punto di riferimento (l’amministratore delegato Federico Cherubini) e non più la bipartizione tra i due managing director (uno per sport e uno per corporate).
Nell’area sport il direttore sportivo è Mauro Pederzoli, in scadenza di contratto (giugno 2025). Lo affiancano a fare le operazioni in ingresso ed uscita sul mercato i due già citati Lacome (capo dell’area performance ed analytics, che ha sotto di sé circa 30 persone) e Pettinà (direttore Football Finance), una volta sottoposto al CFO (direttore finanziario, ai nostri tempi Ippolito, chissà se te lo ricordi…) Valerio Casagrande, ma che ora pare lo abbia scavalcato. Poi abbiamo il capo degli osservatori Mamo Notari (mentre il fratello Mattia è il responsabile del Settore Giovanile)e poi abbiamo Alessandro Lucarelli che è il capo dell’area prestiti (ossia colui che segue i vari calciatori dell’altro-Parma, ossia calciatori di proprietà, ceduti in giro a titolo temporaneo). Nella segreteria sportiva, abbiamo poi due segretari, l’ormai storico Alessio Paini e Dario Della Corte. Per la femminile c’è Cristian Povolo, che qui cito, quale ex primo collaboratore di Paini, anche se appunto ha cambiato divisione e colgo l’occasione per congratularmi con lui per aver conseguito l’abilitazione come Direttore Sportivo). Il team manager è Alessio Cracolici.
Poi arriviamo allo staff tecnico della prima squadra: l’allenatore responsabile Fabio Pecchia coordina un variegato gruppo di lavoro (se non ricordo male, Tu avevi solo Daniele Zoratto e Luigi Apolloni):
– Antonio Porta vice allenatore
– Fernando Coppola (coach manager)
– Valerio Visconti (allenatore dei portieri)
– Gennaro Troianello (collaboratore tecnico)
– Marco Antonio Ferrone (preparatore tecnico)
– Manuel Morabito vice preparatore atletico
Poi, ci sono i match analyst, che dovrebbero essere in capo ai performance di Lacome (il cui vice Coustou ha trovato il tempo, in questi giorni, per lanciare su Linkedin il Gialloblù Open Analytics Lab: ossia, in estrema sintesi, prevedono come andrà la Champions League, in base ai dati delle loro analisi):
– Mauro Mandorino capo area Sports Science
– Fabio Corradini capo area Game Analysis
– Simone Salvo match analyst
oltre a
– Costanza Gavioli nutrizionista che dispone menù e materie prime per lo chef Lucio Ravasini, oltre a seguire il regime alimentare dei calciatori anche quando non consumano il pranzo nel ristorante interno a Collecchio.
Questo per quanto riguarda il settore sport prima squadra, poi ci sono Femminile, Giovanili, Academy…
Nell’area corporate, oltre a doversi occupare delle revenue (ossia le entrate), Martines coordinava tutte le altre varie aree, comunicazione, ad esempio, che ora non è più un semplice addetto o ufficio stampa, una vera e propria media company. A fianco del responsabile comunicazione Cometti, c’è Galletti direttore area digital. Poi c’è la brand manager Eva Visentin (a proposito di brand: ormai il 110° è finito e si potrebbe anche togliere il logo dalla facciata dell’Ennio. Quindi tutti gli amministrativi/finanziari, uffici acquisti; tutti i commerciali (diretti da Mattia Incannella). E poi c’è la direzione operativa con Stefano Perrone. Sicuramente ho dimenticato qualcuno, ma, appunto, sono talmente tanti e variegati…
Ciao e grazie ancora per averci scritto!
Gabriele
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Gedeone, in quanto lo spareggio vinto contro il Bologna è stato uno dei momenti che mi ha dato più gioia e soddisfazione di tutta la storia del Parma che sono riuscito a seguire. Forse più di una vittoria di coppa, perché fu una vittoria nata dal cuore e con il cuore.
Per salvarci oggi ci vorrebbe un Gedeone ma purtroppo non ne nascono più di persone così.
Ancora grazie!!
Majo, diciamoci anche un’altra verità papale papale: è vero che i Boys si sbattono per animare la curva, ma sono anche loro fuori dal mondo e si svegliano sempre quando i buoi sono scappati dalla stalla. Un gruppo organizzato che pretende di rappresentare una curva non può svegliarsi alla 23esima giornata.
Sul CCPC invece meglio stendere un velo pietoso…sarebbe come picchiare uno che sta sul cesso.
Totalmente d’accordo con te, secondo me il ccpc sta organizzando la prossima cena
❤️
I Boys sono bravi ragazzi x fortuna, Parma non ha mai avuto gruppi ultras.
Le partite si vincono a centrocampo un centrocampo con i GREGARI tipo Crippa , De Napoli , Zoratto , Grun che non facevano passare neanche l’aria, bisogna fare filtro a centrocampo, giocatori che tamponato e proteggono la difesa, una difesa che sinceramente è inquietante , lenta e sempre paurosa e impacciata .Non è necessario per vincere fare giocare 4 attaccanti se poi il centrocampo non riesce a proteggere la difesa , Keita e kanara sempre in campo , occorrono giocatori con grinta e cattiveria , vedi i nomi di cui sopra .Comunque sempre Forza Parma .
Buonasera Majo, volevo sapere quanto ha pesato secondo lei nella promozione dell’anno scorso Vayens, di cui non parla mai nessuno ma era pur sempre il direttore generale. Sarebbe forse servito anche quest’anno?
Mah, onestamente, secondo me, era impalpabile. In tempi non sospetti ho sempre detto che, a mio avviso, l’unico vero valore aggiunto, lo aveva apportato Pecchia, cui ascrivere il massimo merito della promozione.
Vaeyens, però, con la sua presenza, era prezioso perché mediava le istanze anglo-americane (KK e il suo consiliore Semmens) con quelle italiane. Però, al di là della volubilità di Krause, secondo me ha pagato il fuoco amico, amico si fa per dire…
Spero che Cherubini sia accorga dei poterini interni al Parma, risolvendo, una vola per tutte, il problema. Sempre che il proprietario glielo lasci fare…
È lì che sta il problema
complimenti ai giornalisti di parma fatte ieri a pederzoli…. Giusto retrocedere siamo ridicoli…. Ha risposto al niente….. con quel suo sorriso da fenomeno…
Il Parma? Una cosa vergognosa
Pecchia a casa subitooooo
Forza Parma …Forza Tifosi di Parma