PRESTO, CHE E’ TARDINI! di Cristian Salzano
(Cristian Salzano) – Che la riqualificazione del Tardini sia ormai cosa buona e necessaria, penso sia evidente a tutti, non solo ai tifosi e affezionati.
Uno stadio senza coperture, con servizi igienici fatiscenti, tubi innocenti e accessibilità agli spalti ridotte non può e non deve esistere nel 2024: un Tardini che, nonostante l’avanzata età, raccoglie ancora gli apprezzamenti delle tifoserie per la possibilità di godersi lo spettacolo e la gran visibilità del campo da ogni settore.
I buoni propositi sbandierati, “disegnare” lo Stadio di tutti, luogo ideale per le famiglie, attrattivo e comunitario per la nostra Città sono obiettivi che Amministrazione e Parma Calcio non possono permettersi di abbandonare.
Da mesi ormai stiamo assistendo ad un “palleggio” di responsabilità, ad una “melina” infinita che tra annunci a mezzo stampa e mezze risposte nelle Sedi istituzionali risulta estremamente poco chiara sia per chi nel progetto crede sia per i più convinti oppositori.
Oggi governa il silenzio, ma un silenzio che fa molto rumore in Città: Conferenza di servizi, integrazioni, Pef e stadio provvisorio sono ormai parole sulla bocca di tutti.
Ma a che punto siamo?
Al netto dei documenti integrativi mancanti o meno, dei correttivi al progetto, delle analisi degli Uffici e Enti preposti, il Consiglio Comunale e’ pronto ad andare in aula e votare tutti gli atti necessari (Variante Urbanistica per esempio) per dare un segnale forte politico?
Non vi sono più date, né scadenze di avvicinamento e la sensazione personale che non se ne parlerà ancora per molti mesi. Non tanto in Città, ma nelle Sedi Istituzionali che dovrebbero “governare” questa scelta: nessuna Commissione, nessuna proposta di dibattito.
Il silenzio che irrompe prepotentemente nei pensieri di chi dovrebbe compiere una scelta di buon senso.
Mancanza dei documenti integrativi, ripensamento della Società o pausa di riflessione dell’ Amministrazione?
I dubbi di Krause, gli equilibri non semplici del Consiglio Comunale o le paure di entrambi?
Comunque la leggiate o la vogliate leggere, non sarà una strada semplice e il traguardo non si vede.
Per ora mi continuerò a godere la mia Curva Nord, sole o pioggia, e il mio caro vecchio Tardini.
Il Calcio è imprevedibile, la partita è ancora molto aperta. Cristian Salzano
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Un importante investimento di beni pubblici, perché di questo si tratta nonostante i proclami in senso contrario di stampa e politica locale, deve coniugare positivamente i fondamenti basilari del cosiddetto “interesse pubblico”. Trasparenza finanziaria, sviluppo economico a impatto positivo per la collettività e sostenibilità territoriale. Un amministratore pubblico conosce, (o per lo meno dovrebbe conoscere), questi elementi e gli stessi dovrebbero essere il faro che determinano le decisioni del ruolo istituzionale che si è deciso di ricoprire. Maneggiare il denaro pubblico o meglio il denaro del pubblico è una responsabilità che prescinde dagli interessi personali o a quelli “di partito”. Parma ha bisogno di uno stadio, il quartiere Cittadella (come qualsiasi altro rione cittadino) ha bisogno di una rigenerazione urbana, su questo non ci sono dubbi. Ma per il bene della città (e dei tifosi stessi) occorre che tutte le variabili di un progetto di tali dimensioni vengano attentamente vagliate e soppesate. Essendo un Parterariato Pubblico Privato e non un’iniziativa totalmente privata, la valutazione del ritorno economico va vagliata con scrupolo assoluto. Di “cattedrali nel deserto” ma anche di “cattedrali in pieno centro cittadino” con eguale impatto finanziario ed architettonico la città di Parma ne ha già abbastanza. Meditate, consiglieri, NIMBY e tifosi, meditate.
La cattedrale in pieno centro, piaccia o meno a che ha scelto di andarci a vivere intorno, c’è già.
Trattasi di struttura fatiscente, di oltre 100 anni , con curve scoperte, bagni alla turca, allagamenti ovunque e strutture in tubi innocenti che fanno invidia al Nicaragua.
È legittimo che chi mette il denaro, tantissimo, più di chiunque altro dal dopoguerra ad oggi, abbia il sacrosanto diritto di rientrare dall’investimento e trarne profitto, dal momento che , forse qualcuno fa finta di non notarlo, alla collettività non sarebbe chiesto un euro
Ma come sempre si guarda il dito e non la luna, ovvero l imbarazzante inadeguatezza di una classe politica che non ha fatto altro che continuare a buttare la palla in corner per 4 anni
Sig Fabri è proprio questo il punto. Purtroppo non ha capito, non per colpa sua ma per il mantra ripetuto ossessivamente da giornalisti e politici locali. Il progetto dello stadio non è un’iniziativa totalmente privata ma è un Parterariato Pubblico Privato in Project Financing. Se la componente pubblica non si tutela con un’attenta valutazione di documenti di: Matrice dei Rischi, Piano Economico Finanziario (PEF) e Contratto di Convenzione, il rischio è che, come è spesso accaduto, i costi di questi partnerariati ricadano sulla collettività. Diverso sarebbe se l’iniziativa fosse totalmente privata, vedi Atalanta: stadio acquistato ad asta pubblica e costruito con iniziativa totalmente privata. Quello che non le hanno spiegato i giornali, è che il PEF del progetto preliminare è stato bocciato dalla società ingaggiata dal comune, che ha ritenuto il Ritorno dell’investimento non ottenibile e si parlava di uno stadio che costava 94 milioni e non 170 come il definitivo. Il Comune di Parma e i Consiglieri hanno il dovere di valutare questi rischi.
Io vorrei si chiudesse questa partita, ovvio in senso positivo, ma sto perdendo le speranze. Vorrei riporre nel cassetto impermeabile e occhiali da sole, ma tant’è…
Certata gialla, stivaloni verdi di gomma da cacciatore e busta della spesa sul sellino della graziella. Cordiale Borghetti mignon nella plastica e via nel futuro
Per i prossimi 3/4 anni di B con giovani di talento da far crescere per fare come l’Aiacs il Tardini con le latrine colanti liquami e le cerate va benissimo.
Per la serie b va bene così
In questa lunga e noiosa telenovela che ha come protagonista lo Stadio Tardini quello che stupisce è l’assordante mutismo del Centro di Coordinamento Parma Club e soprattutto quello dei Bois. Ma davvero ritenete plausibile dovere giocare per tre anni lontano dal nostro stadio? E allora se non condividete il progetto di Krause fatevi sentire e proponete con forza un rifacimento delle stadio a stralci come hanno fatto altre città.
Qui i soldi pubblici non c’entrano un granché (dal momento che il tanto contestato presidente era disposto a metterli di tasca sua da quanto ne so) nonostante tutto ci si è trovati difronte a la solita stucchevole burocrazia , nonché cittadini e tifosi stessi (ahimè!) indottrinati probabilmente anche da tutti quei pseudo-comitati contrari a qualsiasi progetto(come se uno stadio non ci fosse già!!) Sono convinto che da una ristrutturazione/rifacimento ne beneficeremmo tutti ma tant’è…ho paura che vina alla fine il non fare niente(spero di sbagliare)
Se mai dovessero iniziare i lavori li sono certo che sarebbe la pietra tombale sullo stadio a parma,indi tifo inizio lavori,ecsí ev scantí vuetor e i pronopoti