venerdì, Agosto 21, 2026
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NEW TARDINI / PERCHE’ RIDURRE LA CAPIENZA?

(Gmajo) – Il nostro lettore Andrea D., in un commento postato alle 16.19 di lunedì 7 aprile 2025, in calce al mio ultimo Diario Crociato, annotava: “Prendendo spunto dalla ‘celebrazione’ del record di presenze allo stadio per l’annata corrente, mi permetto di chiedere se possa essere valutata l’opportunità del rifacimento dello stadio con una capienza maggiore rispetto a quella che sembrerebbe essere prevista in base al progetto presentato (ammesso che possa un giorno trovare concreta realizzazione). Personalmente ho qualche difficoltà a comprendere le ragioni sottese alla riduzione della capienza rispetto a quella attuale quando, almeno in occasione delle cosiddette partite di cartello, i posti vengono rapidamente esauriti con congruo anticipo rispetto alla data dell’evento sportivo determinando, da più parti, la ‘celebrazione’ del cosiddetto sold-out che si traduce spesso nella cocente delusione di chi, per varie ragioni, non riesce ad acquistare il titolo d’ingresso. Avendo avuto l’opportunità di assistere, in qualità di abbonato, alle partite degli anni d’oro (con la consapevolezza che non ritorneranno) della nostra amata squadra, ricordo con piacere quando gli spalti dell’Ennio erano gremiti e occupati da un numero di spettatori che poteva raggiungere anche le ventottomila unità. Ed anche all’epoca (come ora) c’erano i canali televisivi che trasmettevano in diretta le partite. Sono quindi portato a chiedermi se la rinuncia ad un maggiore bacino di potenziali ‘clienti’ (poiché tali ritengo possano essere considerati oggi i tifosi, almeno da chi gestisce la società con criteri manageriali), non possa determinare una conseguente perdita di possibilità di guadagno anche in considerazione del fatto che, valutando la possibilità di ricostruzione dello stadio, i costi di realizzazione di qualche migliaio di posti in più risultino ampiamenti giustificati”.

Nel rispondergli, avevo preannunciato che avrei dedicato al tema un approfondimento, che è quello che vi sto proponendo ora, anche se gran parte degli argomenti che leggerete li avevo già anticipati, appunto, nella mia risposta, che sotto ripropongo. Prima di procedere in tal senso, però, vorrei ripubblicare una grafica di Osservatorio Stadio Parma che già avevo inserito in un pezzo pubblicato il 20 giugno 2024, dal titolo “New Tardini, com’è lievitato il PEF dal Preliminare al Definitivo”, dove era evidenziata la riduzione dei posti a sedere della nuova opera, passando dal PEF del Progetto Preliminare (24.738) a quello Definitivo (ossia l’attuale, in attesa di divenire Esecutivo (20.988), con una diminuzione della disponibilità pari al 15,2%, con costi, viceversa, lievitati del 71,9% (dagli 80.526.000 del Preliminare ai 138.448.000 del Definitivo.

I costi, certo. Ed i ricavi? Ricopio un passaggio dal mio articolo sopra citato“Nel passare dal preliminare al definitivo, i ricavi (previsti) sono lievitati da 7.296.000 a 16.211.300, per un incremento del 122,2%. Il PEF del preliminare riguardava uno stadio da 24.738 posti, dal costo di costruzione di 80.526.000 euro più Iva, mentre il definitivo costa 138.448.000 (differenza + 71,9%) per 20.986 posti (-15,2%). Al di là dei già citati 2.000.000 in più, da un progetto all’altro, per i diritti di intitolazione stadio, la voce di maggiore incremento (+ 5.294.300) riguarda la vendita “Premium seating”ossia 2.315 posti “premium” dal costo di circa 2.287 euro cad, che rendono minore la dotazione (18.671) per i posti normali, poi ripartiti nei vari settori”.

Sempre in quell’articolo avevo espresso tutte le mie perplessità sull’effettiva concreta possibilità di introitare 3.500.000 di namnig rights – ossia l’intitolazione commerciale dello Stadio, da affiancare all’attuale Ennio Tardini -, con un incremento di ben 2.000.o00 dalle previsioni del Preliminare (1.500.000) a quelle del Definitivo. “Esistono dei benchmark conosciuti: l’Atalanta, per il Gewiss Stadium, ad oggi ne incassa solo 750.000, il Monza per l’U-Power 250.000 euro, l’Udinese per la Dacia Arena incassa 500.000 euro così come la Juventus per l’Allianz Stadium 6,2 milioni di euro all’anno, ma se sei il Parma Calcio, già pensare di introitare più di un milione sei fuori mercato…” Immaginarsi 3,5…

Ma torniamo alla capienza che è il tema suggerito da Andrea, il quale mette in correlazione i posti a sedere con i ricavi, in quanto, riducendo gli uni, ridurresti di conseguenza anche gli altri che sono strettamente correlati. Però, analizzando attentamente il PEF, si evidenzia come il Parma Calcio riesca nel miracolo di aumentare i ricavi, pur a fronte del calo delle sedute. Come fa? Era sempre spiegato in quel pezzo: “Al di là dei già citati 2.000.000 in più, da un progetto all’altro, per i diritti di intitolazione stadio, la voce di maggiore incremento (+ 5.294.300) riguarda la vendita “Premium seating”, ossia 2.315 posti “premium” dal costo di circa 2.287 euro cad, che rendono minore la dotazione (18.671) per i posti normali, poi ripartiti nei vari settori”.

In sostanza, il trionfo dell’upper class, ovviamente a discapito dei cosiddetti popolari. Eh sì, perché uno dei settori che verrebbe ad esser maggiormente penalizzato, con la riorganizzazione dei posti, sarebbe proprio la Curva Nord, dove, anche se oggi si sta stretti e stipati, in piedi (a differenza di quanto esigerebbe il protocollo, ossia seduti, al posto assegnato e non dove si vuole) nessuno fa una piega (anzi, forse è proprio quel che piace…), nel prossimo futuro è destinata ad esser normalizzata, unificandola alle altre aree, con sedute più comode, con maggior spazio vitale tra un posto e l’altro. Cosa che, in Tribuna Centrale, ha anche un senso (come immagino possa esser d’accordo il Distinto Schiroli che per assistere alla gara con l’Inter ha speso ben 150 euro, con varie peripezie per potersi, diciamo così, accomodare, come ci ha raccontato nella sua rubrica), meno, invece, nel covo del tifo più caldo, enclave legale a sé rispetto al resto del mondo…

Oggi, in Curva Nord, si raccolgono un massimo di 6.500 fedeli, quasi tutti abbonati (con i posti a disposizione fumati in poche ore di apertura della Fase 2, ossia libera vendita, della scorsa campagna abbonamenti, che fece registrare il record di ben 3.366 sottoscrizioni complessive): ma con il New Tardini sarebbe prevista una notevole riduzione, che potremmo quantificare, a spanne, in circa un migliaio abbondante di posti in meno. Tutti più comodi, certo; al coperto, certo: ma siamo così certi che sia proprio quello che desiderano gli ultras, che, per esempio, questa domenica diserteranno il Franchi di Firenze, per il principio o entriamo tutti o non entra nessuno, dopo che il club Viola aveva messo a disposizione degli ospiti un’aliquota di appena 300 posti (con la scusa della ristrutturazione dell’impianto, anche se nelle gare UEFA, ne riservano i prescritti 1.200). I mille ed oltre in meno saranno contenti di dover stare fuori, o accomodarsi, alzando il budget, in altri settori diversi da quello amato?

Questa estate, una volta conclamato il tutto esaurito in Nord, proprio annotando la grande richiesta di posti popolari, provai a suggerire di mettere in abbonamento la Curva Sud, dove sarebbe stato bello creare una nuova casa del tifo, proprio là dove nacque originariamente: ve lo immaginate due settori caldi dietro le porte che tifino all’unisono per il Parma?

Il suggerimento rimase, ovviamente, inesaudito, un po’ perché sarebbe stato complesso aggiungerlo in corsa, un po’ perché la struttura del Tardini attuale, di quell’area, è concepita più per dare maggiore ospitalità al tifo ospite (sensibilità inversa rispetto alla Fiorentina…), che non per un surplus di ultrà nostrani. E’, forse, anche una questione di portafoglio, dal momento che certi sold out a prezzo pieno del biglietto a carico degli ospiti, riempiono il cassetto del cassiere di verdoni freschi. Ma con un po’ di lungimiranza, pensando anche al futuro e non solo al presente, fidelizzare le nuove generazioni a frequentare un nuovo tempio alternativo alla Nord non sarebbe affatto male: la mia sensazione, però, è che, ragionando con il simbolo del dollaro sulla cornea al posto della pupilla, ci sia maggiore attenzione ad avere il maggior numero possibile di spettatori (e non di tifosi…) in giacca e cravatta, che bivacchino nei salottini ristoranti vista campo, pagando caro il proprio posto.

Penso che il New Tardini (ed il relativo PEF) sia stato concepito più in quest’ottica, che non ad avere tifosi, per come la intendiamo noi, cioè che con trombe e bandiere accompagnino la squadra del cuore, quelli che, per capirci, in Curva Nord sabato sera han fatto vivere emozioni nuove all’ex MDC Luca Martines. Indubbiamente, però. la politica di non mettere in abbonamento la Sud, ha pagato dal punto di vista delle presenze se con i suoi reali 22.103 spettatori (23 dei  22.126 comunicati nel foglio diffuso ai giornalisti sono stati successivamente annullati) Parma-Inter, dalla ripartenza della Serie D di dieci anni fa, è stata la partita con il più alto numero di spettatori, che sorpassa i 22.009 del 1° settembre 2018 per Parma-Juventus. Quota 22.000, da allora, è stata superata solo in queste due occasioni.

Anche scorrendo gli altri dati stagionali sul numero di spettatori al Tardini, si nota come ad alzare le cifre siano proprio quelli relativi ad incontri con club seguiti in trasferta tradizionalmente da elevate folle di tifosi (le storiche grandi, le metropolitane, ma anche il Lecce): per questo, anche in altre occasioni quando si esaltava la grande fedeltà della tifoseria Crociata, per parte mia effettuavo il distinguo rimarcando come a rimpolpare l’esercito degli spettatori ci fossero anche gli strangers e non solo i locali.

Poi, a proposito dei locali, c’è da domandarsi quanti, tra gli abbonati, siano in effetti tifosi pienamente ortodossi, osservanti la fede Crociata e non strisciati travestiti che preferiscono spendere qualche euro in più, pur di evitare lo sbatti di trovare il biglietto in occasione della partita con la propria reale squadra del cuore. Inoltre, al  di là di uno zoccolo duro diciamo di circa 10.000 persone, quanti altri sono solo spettatori che seguono la moda, solo perché il Parma, dopo una lunga assenza, è finalmente tornato in Serie A? Se a chi fa di conto nel club poco interessa la tipologia di chi fruisce dello spettacolo, perché pecunia non olet da chiunque/dovunque arrivi, ai Sommi Sacerdoti della Fede Crociata questi flussi interessano molto, consci dell’importanza di rinforzare le proprie fila, anche per garantire un certo ricambio generazionale (diceva Nicola Calathopoulos, durante la presentazione del suo romanzo Testimone imperfetta a proposito della fruizione del calcio delle nuove generazioni: “Secondo uno studio abbastanza recente, i giovani oggi non sopportano la vista di una partita di calcio, cioè non riescono a guardarla tutta, e mentre la guardano distrattamente, col telefonino fanno dell’altro…”).

Quali, dunque, i numeri giusti, per un impianto che si ha l’ambizione possa risultare funzionale per i prossimi 90/99 anni (se mai l’investitore privato sarà accontentato, ad onta delle magagne interne alla maggioranza della Giunta Comunale che al massimo potrebbe trovare unanimità scendendo a 60 anni di concessione, e sempre che lui stesso abbia ancora voglia di impegolarsi in questa grande impresa)? Gabriele Majo

Ed ora, come promesso in apertura, ecco il mio copia incolla, dallo spazio commenti, di quella che era stata la mia risposta al lettore Andrea che ha suggerito il tema che abbiamo elaborato.

Gentilissimo Andrea, intanto grazie per il garbo con cui si pone, l’apprezzamento per il sottoscritto e l’ottimo spunto che mi fornisce, che, probabilmente meriterebbe un approfondimento a tema che non escludo di poter proporre. Intanto, però, cercherò di anticipare qui qualche riflessione in merito.

Sabato, al Tardini, erano presenti 22.126 spettatori: a differenza della Fiorentina che, durante i lavori di ristrutturazione dello Stadio Franchi ha deciso di penalizzare i supporters ospiti, lasciando disponibile un’aliquota di 300 posti (in Serie A, mentre nelle Coppe Europee, in ossequio ai regolamenti della UEFA 1.200), ragion per cui il tifo organizzato di Parma ha deciso di astenersi dalla trasferta, chiedendo a quelli che andranno di non esporre insegne, la società Crociata, invece, ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli ospiti destinando a loro un numero di biglietti superiore, al solo settore ospiti originale (spicchio Bortolon) ma anche buona parte, se non l’intera Curva Sud, giacché nel foglio spettatori si faceva riferimento a 3.500 tifosi ospiti “ufficiali”, senza considera i tanti infiltratisi negli altri settori “misti”. Questa attenzione inclusiva per lo straniero, chiamiamola così, si perde un po’ nella notte dei tempi, direi, appunto, da quando, chiuso il settore Bortolon per molto tempo, proprio a causa della disgrazia del tifoso vicentino da lì precipitato, si era dovuta trovare una soluzione per poter ospitare le tifoserie avversarie, appunto alienando la Curva Sud. Questa estate scrissi che sarebbe valsa la pena (dato il record di abbonati di Curva bruciati in poche ore, per via dei prezzi favorevoli, abbinati all’entusiasmo per il sia pur tardivo ritorno nella massima serie) mettere in vendita durante la campagna abbonamenti anche la Sud, cercando di ricostruire lì (dove in antichità era nato) un secondo covo di passione popolare: il club, però, anche per non apportare modifiche strutturali di settori e relativi ingressi, aveva preferito lasciar perdere, anche se credo che la vera ragione fosse quella di poter destinare la vendita ai tifosi avversari, prevenendo così eventuali problemi di ordine pubblico (non a caso l’opzione era caldeggiata dal direttore operativo Stefano Perrone) e assicurandosi un certo gruzzoletto con la libera vendita agli ospiti, sia pure a prezzi non esagerati come in altri settori, di cui ho fatto riferimento nell’articolo, citando il nostro autore Riccardo Schiroli che ha scucito ben 150 euro per un posto strettissimo di Tribuna Centrale Petitot. Rispetto ai cari anni 90, in cui si era felici e stretti, (e prima ancora anche in piedi), con il passar del tempo la fruizione dello spettacolo calcio si è imborghesita, per cui ora, anziché strette sedute, si va alla ricerca di larghe comodità. L’impianto di oggi è lo stesso di allora: se prima ci stavano quasi 30.000 spettatori, era perché le norme di sicurezza erano nettamente meno stringenti rispetto a quelle di oggi, e la richiesta era, appunto, di poter esserci nel numero maggiore possibile di presenti, e pazienza se scomodi (ed insicuri): ora, invece, ci si vuole scrannare in posti comodi con la visuale del palcoscenico garantita. Nel New Tardini, se mai sarà fatto, aumentare gli spazi a disposizione del pubblico non è cosa semplice, in un contesto come quello che ospita l’impianto stretto tra le case vicine e la scuola Pezzani/Puccini. La filosofia perseguita dai progettisti, su mandato del committente, è quella di poter metter comodo il maggior numero di persone possibili, peraltro in spazi Upper Class (ossia cari), decisamente meno per i popolari. Riuscire a farci stare, anche in un impianto rifatto da capo, più di 20.000 persone la vedo abbastanza dura, proprio perché laddove prima ci stavano tre persone, poi, a malapena, ce ne starebbero due…
Quest’anno, come giustamente dice lei, c’è stata gran fanfara per i tanti record di presenze stracciati al passato, proprio perché c’era tanta voglia di A nei nostri, ma anche grazie ai tanti esodi di tifosi avversari, qui accolti col maggior numero di presenze. Nel prossimo futuro sarà ancora così? Se, per esempio, si costringessero i tifosi ad andare a Piacenza per 27 mesi, con risultati sportivi altalenanti, tra tre anni quanti abbonati si conta di poter fare? L’entusiasmo non andrebbe ucciso, e l’entusiasmo lo ammazzi se allontani i tuoi tifosi dalla squadra. In più, come dicevo, la maggior attenzione sarà riservata ai più danarosi, ma sappiamo bene che il tifo genuino è quello popolare: che tipologia di prezzi sarà loro riservata in un impianto nuovo, che al momento vedrebbe una forte diminuzione di posti disponibili rispetto all’attuale? Anche dopo il rifacimento si manterrà questa gentile ospitalità per il tifo avversario, facendo cassetto con le loro forti presenze?
Cordialmente Gmajo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

17 pensieri riguardo “NEW TARDINI / PERCHE’ RIDURRE LA CAPIENZA?

  • La Viola, ben guidata da Commisso (che ricordo in 5 anni ha fatto due finali europee, una di coppa Italia, il miglior centro sportivo in Italia e iniziato lo stadio che fa pagare alla Fond der Laian col PNRR) fa giustamente i suoi interessi e se può appena impedisce le “invasioni” di tifosi avversari tanto care alla nostra stampa provinciale. Solo noi coglioni andiamo a prendere i pisani al casello di Spezia, vendiamo i biglietti nell’arsano per il Catanzaro (ci sono più calabri nell’arsano che a Cutro), facciamo promozioni a 10 euri a laziali, napoletani, torinisti etc.. per poi far parlare la Rudarola di”invasione granata” al Tardini. Ora facciamo lo stesso quando verranno gli strsciati o il Napulè o il Como, prendiamo esempio da Commisso. I coglioni siamo noi, non loro. Segnalo anche che sabato, oltre al di là che sembrava Parma Palermo o Parma Reggina e non Parma Inter, la così detta “invasione” di strisciati da noi si traduce sempre in strafottenti coglioni con sciarpe che sbraiano e ti fregano il posto, rompono le balle al parcheggio del Barilla, pisciano giù dalle scale del parcheggio e fanno come se fossero a casa loro. Quando io vado a Verona, tanto per dire o Brescia non noto la stessa “ospitalità” che concediamo noi. Giustamente a casa di un altro porti rispetto, se non lo fai prendi una bastonata. Qui da noi venghinoi siore e siori fate come a casa vostra.

  • Strano che gli altri son tutti bravi e belli e noi brutti e sporchi…..

    • Amico mio vai a Verona o Bergamo e vedi se gli strisciati non organizzati, ma le così dette “famiglie” nelle tribune e nei distinti si comportano come da noi o se stanno zitti e muti con le orecchie basse. Il lunedì di Pasquetta sarà il solito scempio col solito meridionale che trovo seduto al mio posto e mi tocca litigare per farlo alzare, i soliti coglioni al parcheggio,e tc.. E vai anche a vedere se dalle altre parti “favoriscono” gli esodi delle tifoserie ospiti. Come vedi no…

  • Resto convinto che la migliore soluzione per lo Stadio del Parma una volta arrivati gli yankee, sarebbe stata quella di delocalizzare il Tardini in un’altra area dove poter costruire da zero, uno Stadio veramente moderno con la giusta capienza per una società che insegue le giuste ambizioni di crescita e con molti meno problemi di progettualità e realizzazione.

    L’unica alternativa percorribile era il progetto di Nuovo Inizio che con un investimento relativamente più ridotto, avrebbe portato delle migliorie all’attuale struttura del Tardini ma lasciandolo essenzialmente quello che tutti noi conosciamo.

    Krause invece ha percorso una Terza Via che temo non lo porterà da nessuna parte.
    Con il risultato che continueremo a giocare per moltissimi anni ancora nel vecchio e caro Stadio Tardini.

    Sperando almeno di utilizzarlo in serie A e non in serie B, perchè purtroppo nemmeno di questo abbiamo certezza, nonostante le vagonate di milioni investiti dallo Zio d’America.

  • Se arriviamo a 10.000 abbonati (in media) non vedo il problema della capienza anche se ridotta.Sul settore ospiti come numero si stabilisce un limite e dev’essere rispettato (tutelando anche abbonati che vedono occuparsi il loro posto)in quanto ai prezzi se altri fanno 30.€ ci si adegua a loro,non si tratta di essere bravi ,belli o brutti ma di non essere coglioni. La via intrapresa da Krause a me sembra chiara: rifare lo stadio a spese proprie (cambiando pure 2 volte il progetto)con la condizione di lasciarlo dov’è ora punto. Se non piace ,come sembra, e si continua a perdere tempo, ci penseranno altri, con altri fondi e altri progetti….ossia non se ne farà mai nulla.

    • In America sono più di vent’anni che Krause promette di fare lo stadio di calcio a Des Moines e ancora non si è visto un bel niente. Meditate gente… meditate…

  • Ai gobbi l’avrei fatto pagare 50

  • Luca Battaglia

    Ciao Direttore; sul discorso stadio/capienza è da sempre ben vivo il problema quando hanno luogo le partite di cartello. In quei frangenti una parte della tifoseria di Parma chiede più posti, ma solo per quelle 2 o 3 partite all’anno. Non vedo perchè preoccuparsi tanto della futura capienza dello stadio. Orma quasi tutte le società si stanno orientando su stadi con capienze minori rispetto a quelle che hanno con il vecchio stadio ( Milan e Inter pensano ad impianti da 50/55.000 posti; Roma idem e così via). La capienza eventuale e futura del tardini a 20.000 posti sarebbe più che sufficiente, potendo contare su massimo 12/13.000 abbonati. Se i parmigiani vogliono vedere il Parma possono abbonarsi anche in settori non particolarmente costosi come la tribuna est o le laterali ovest, ma se si pretende di avere il biglietto solo per qualche partita all’anno, ritengo corretto da parte della società di aumentarne il costo: è una legge di mercato richiesta/offerta. Non credo che per Parma Lecce alle 20.30 in inverno ci sia stata bagarre per prendere i biglietti…. Per quanto riguarda invece gli altri patron più furbi (sarà anche così….) del nostro, nella costruzione dello stadio, forse sarà meglio parlarne a lavori finiti, non mi sembra che ne Commisso ne i tabaccai indonesiani abbiano vita molto facile a casa loro. Personalmente metterei il tappeto rosso e i petali di rosa al passaggio di un imprenditore che, con i suoi soldi (non Commisso che fa il furbacchiotto con i soldi di tutti….) costruisce uno stadio nuovo al posto di un cesso come quello di Como o come diventerà il nostro tra poco.
    Saluti a tutti e buona giornata.

    • Standing ovation….👏👏👏

  • Direttore, Lei dice che gli anni d’oro non torneranno, con la programmazione niente è impossibile… guardi quello che sta facendo l’Atalanta…. con molte meno spese di noi…. ci vogliono solo le persone giuste al posto giusto… i mezzi finanziari non mancano….

    • Mai detto che gli anni d’oro non torneranno più. Certo l’era di Calisto sarà non sarà facilmente raggiungibile per tanti motivi.
      Penso, altresi, che le risorse profuse siano inversamente proporzionali alle idee…

  • Lo yankee non lo farà mai!!!!
    Ma ci vuole un cervello come Albert Einstein per capirlo???
    BASTA LEGGERE IL PEF………..PURA FOLLIA…………😎

    P.S. consiglio una trasferta a Bergamo da Percassi! Potrei fare da uber…a gratis….

  • Mah… l’Atalanta sta facendo bene negli ultimi 8 anni (vincendo peraltro solo un trofeo…), per il resto cosa ha mai fatto fatto? Merito sicuramente a loro di aver costruito una bella realtà ma la storia del calcio è piena di exploit che durano una decina d’anni e poi scoppia tutto. Percassi intanto ha ceduto oltre la metà della società al socio americano….

    • Adesso sminuire l’Atalanta soprattutto se guardiamo a cosa ha fatto Kraus negli ultimi 5 è imbarazzante. Una retrocessione con 20 punti e ultimo posto, tre anni di B e una A con 27 punti in 30 giornate. Nessun progetto di quelli sbandierati “messo a terra”. Di cosa stiamo parlando? Ah forse del tendone fatto a Nosè per la femminile ad oggi uno “lascito” tangibile della gestione Kraus

      • Non mi sembra di aver sminuito nessuno dicendo che negli ultimi 8 anni hanno costruito una bella realtà che non ha vinto niente. Il precedente secolo di storia è fatto di nulla.
        Che Percassi abbia venduto il 55% delle sue azioni è altrettanto vero.

  • Buongiorno Direttore,
    noto con dispiacere che non ha fatto nulla per far cessare le dichiarazioni vagamente discriminatorie del noto soggetto.
    Forse è una fattispecie di implicita o inconscia condivisione…

    • Semplicemente non ho tempo di stare dietro a tutti i commenti.
      Ognuno è responsabile di quel che scrive (e ne risponde) senza che il nastrino debba sempre bacchettare

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