sabato, Ottobre 24, 2026
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL GIOCO DELLE COPPIE

(Gianni Barone) – Quando, all’incirca al minuto numero venticinque del secondo tempo dell’amichevole fra Parma ed Entella, esordio per il neo tecnico Crociato Alberto Gilardino sulla sua nuova panchina, si intuiva che qualcosa stava cambiando sul piano tattico, con il passaggio dalla difesa iniziale a tre centrali (da inizio ripresa: Troilo- Carlos-Ndiaye ) a quella a quattro (Chimezie-Troilo-Diego Carlos-Ndiaye), ecco che nel silenzio, quasi irreale, del Mutti Training Center di Collecchio, campo centrale del Settore Giovanile, popolato da pochi intimi spettatori, l’esperto numero 23 della Virtus Entella, Luca Parodi, se ne esce con la frase “Siamo tutti accoppiati!”, rivolta, presumo, ad un compagno di reparto, che ha lasciato tutti un po’ tutti interdetti e stupiti… Al che ci siamo domandati a cosa mai si stesse riferendo, senza riuscire a trovare una risposta plausibile per un tale tipo di singolare affermazione.

Che si riferisse al “gioco delle coppie” che s’instaurano, in campo, quando si confrontano due schieramenti cosiddetti speculari ? E in effetti, fino a quel momento, le due squadre, entrambe schierate, sin dal primo tempo, col 3-5-2 (tanto per fare e dare i numeri che non piacciono né a Gilardino e nemmeno a me medesimo, ma che fanno impazzire altri), a specchio lo erano eccome, oppure il navigato difensore di tante stagioni di Lega Pro, e solo ultimamente di serie B, voleva significare, con la sua affermazione, altro, che ancora oggi ci sfugge?

Chissà se riusciremo a svelare l’arcano, nel frattempo, però, il prode Parodi, ci dà l’occasione di affrontare un tema, quello delle coppie, in attacco soprattutto, ma anche in difesa, e mettiamoci pure nel centrocampo a due (dopo il cambio modulo operato nella seconda parte della ripresa) che ci pare possa essere al centro della nuova idea di gioco di Gilardino al Parma, espressa da i giocatori in campo, i quali per legare il gioco stesso devono accoppiarsi per avere intesa tra loro, nelle varie trame di gioco, (il “tutti insieme” del Gila da non confondere col “tutti dentro” di Pecchia) e hanno bisogno di appoggiarsi l’un l’altro, per lo sviluppo di una manovra che tenga conto di alcuni “principi di gioco” da cui sembra impossibile o vietato prescinderne, nella loro, più elementare applicazione.

E se nel primo tempo questo gioco delle coppie aveva funzionato bene in attacco, con la coppia Elphege- Romero, con una sorta d’intesa, ancora da perfezionare, ma che in seguito agli input del tecnico, che ben si udivano dagli spalti, ha fruttato la bellezza di ben quattro palle gol create, in un solo tempo, una vera e propria enormità rispetto alla gestione tecnica precedente, sempre molto avara in materia, nel secondo, invece, è un po’ venuta meno, allorché la coppie Touré-Almqvist prima, e Touré-De Martis, che avrebbero dovuto applicare, sempre secondo le ben sonore indicazioni del Gila, molto prodigo di consigli da dare ai suoi in campo, al contrario di tanti algidi e gelidi suoi illustri colleghi, “lo smarcamento fuori linea”, non sono riuscite nell’intento di far aprire la linea difensiva avversaria (che sarebbe poi lo scopo primario dell’attacco o movimento fuori linea in questione) e parimenti non sono state in grado di produrre nessuna azione da gol in tutti i secondi quarantacinque minuti.

Quindi pari e patta: buon primo tempo in fatto di azioni da gol grazie al “gioco delle coppie” che ha funzionato, seguito da una ripresa in cui, il gioco d’attacco, a cui Gilardino sembra voler dare una solida sferzata, ha latitato alquanto. Proseguendo negli accoppiamenti, di cui sopra, evocati inconsciamente, da Parodi, nel centrocampo del Parma, prima a tre (Fabbian- Ordonez- Cremaschi da destra a sinistra dall’inizio, con l’avvicendamento del play, Konate, in luogo di Ordonez a inizio ripresa) e poi a due, allo scoccare del cambio modulo  o sistema (non che dir si voglia) è emersa, questa volta, la strana coppia di mediani formata da Fabbian e Cremaschi, i quali prima da mezzale col play in mezzo a loro e poi da soli, senza, hanno rappresentato una novità da rivedere anche con altri interpreti, qualora supportati da due esterni come Almqvist a destra (con l’impegno a piede invertito, che non sempre risulta funzionale) e Valeri o Carboni a sinistra, con il secondo che ieri, stante l’assenza precauzionale di Delprato (più che mai imprescindibile negli equilibri difensivi e non solo), ha girovagato nelle due corsie esterne in lungo e in largo, proprio per sopperire alla penuria di esterni di piedi destro.

Non poteva mancare, in tema di coppie, quella difensiva formata da Troilo e Diego Carlos: si presume due certezze anche in questa nuova gestione targata Gilardino, che si è instaurata con il variare d’assetto da 3 centrali a 2 nel cambio di modo di difendere a 4 inclusi i due terzini, tra i quali spicca, come annunciato in sede di conferenza di presentazione del giorno prima, l’impiego di Ndiaye da terzino sinistro oltre che da braccetto mancino nel precedente schieramento. Altra novità da rimarcare nello schieramento a tre a inizio ripresa Troilo braccetto a destra del centrale Diego Carlos.

Le ha volute provare un po’ tutte Gilardino, il quale con fuori 8 giocatori più 2 (Frigan, Delprato acciaccati dell’ultima ora), non poteva pretendere di più dalla gara e dal risultato per capire fino a quando e come questa squadra possa essere adattata e non rivoltata, alle esigenze di una ripresa di campionato e un futuro in cui occorre calibrare e far quadrare al meglio le due fasi e i due atteggiamenti, difensivo ed offensivo, che vanno parimenti, considerati, allenati e assimilati a dovere, non tralasciando nulla.

Il suo non sarà certo un compito né facile e né semplice, nell’immediato, ma la sua voglia di farlo è di esserci l’ha messa in mostra già da ieri, telecomandando i movimenti di alcuni singoli da Romero (“David sta centrale non andare in giro per il campo”) a Nesta (“Con palla a Valeri, parti prima”) passando per Fabbian (“Giovaaa, voglio che attacchi la profondità!”) fino ad arrivare a Cremaschi, il più bersagliato di indicazioni e consigli nel ruolo di mezzala da assimilare al meglio, visto che prima non era mai stato impiegato in quella delicata posizione.

In attesa del ritorno dei nazionali e del reintegro degli infortunati, questo è quanto è emerso da un’amichevole per pochi intimi che ha permesso di captare “voci da dentro”, umori, sensazioni, idee e intenzioni che dovranno concorrere alla costruzione di quella idealità che è insita in una nuova credibile proposta di gioco da offrire e che serva per migliorare il gioco della squadra. Gianni Barone

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Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL GIOCO DELLE COPPIE”

  • Su per na braga

    Le coppie di pippe,figa parodi ci caga in testa sembra di essere tornati ai tempi del fratelli Boscolo a sottomarina,renditi conto del livello di circo americano a cui siete arrivati

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  • Voleva dire Luca Parodi quando ha detto che siamo accoppiati che il Parma è come loro cioè lo che siamo accoppiati come loro cioè siamo da serie B.
    Gila ha una bella gatta da pelare.

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    • E se fosse che intendeva due squadre da scapoli ammogliati: loro gli ammogliati?

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  • Bell’articolo! Forse con “siamo tutti accoppiati” voleva dire che erano tutti marcati a uomo oppure che stavano già facendo loro questo compito…

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  • Ho letto per caso le dichiarazioni di Pellegrino al festival dello sport di Trento e mi è venuto da vomitare. Sinceramente non me ne frega una mazza di un cesso dai piedi da serie C del genere ma leggere di un mercenario che dopo due mesi e 4 partite parla di Firenze come il sogno della sua vita e centro del mondo dopo aver parlato fino a maggio della famiglia qui a Parma fa capire lo spessore del personaggio. Tra un anno parlerà di Istanbul come del suo sogno da piccolo o di Siviglia come il centro dell’Universo. Personaggi del genere apparentemente innocui ma grami come endes sono veramente vomitevoli. Ultimamente questi atteggiamenti erano in generale per fortuna un po’ calati come lui ricordo il nero azzurro rossonero tifoso interista da sempre ma parmigiano nel cuore e juventino nell’animo di Pioli e altri pagliacci simili. Per fortuna il tempo è sempre galantuomo…

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  • Mancini ha detto che si deve entrare in campo solo per vincere e poi vada come vada. Noi con. l:Inter dobbiamo avere la stessa mentalità. Entrare per vincere e poi vada come vada ma almeno ci avremo provato.

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    • Su per na braga

      Sarebbe già tanta roba che riuscissero ad uscire dallo spogliatoio,co dit lumeghe

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