venerdì, Agosto 21, 2026
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TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO, CUESTA SE NE VA O RESTA?

(Ale Pongonazzo) – Giovedì 30 aprile 2026, ultimo giorno del mese in cui, secondo i proverbi, non ci si dovrebbe scoprire, 12 Tv Parma diffonde una nuova puntata di Calcio e Calcio. Un Calcio e Calcio diverso dal solito, un Calcio e Calcio “dietetico”, un Calcio e Calcio orfano, in questa puntata, dell’anfitrione in Monticelli: Luca Ferrari infatti risulta bloccato sul proprio divano da una fastidiosa lombalgia. È proprio il suo avatar a comunicarcelo in un video: nonostante tutto, senza offesa per l’avatar, preferiamo la versione originale, sarà l’abitudine.

In studio a Parma, oltre a Maddalena, abbiamo Isabella, Giuseppe e Luca (l’Ampo), pronti ad ospitare Carmine Franzese (consulente di mercato) e Michele Caggiati che, rimasto senza un pasto caldo (era previsto ospite in Monticelli) ha trovato ricovero nello studio centrale di via Mantova.

La trasmissione prende il via grazie allo slogan di Maddalena: “salvezza sinonimo di sperimentazione”. Ampollini, nella proverbiale requisitoria d’apertura e nel ricordare la bella vittoria contro il Pisa, pare apprezzare il nuovo intendimento del Cuesta nell’abbandonarsi ad un calcio più propositivo. Per converso, si rileva come il giocare leggermente più avanzati comporti il lasciare spazi alle spalle dei difensori, rendendo più facile per le squadre avversarie attaccarci in determinate occasioni. Alóra cmé ‘s fà? Elphege è una bella sorpresa per cui si deve ringraziare Mamo Notari. Grazie.

Interviene Milano per sottolineare la frase pronunciata da capitan Delprato dopo il match col Pisa in cui indica, per il prosieguo del campionato, il ruolo del Parma: “Sereni ma fastidiosi”… tipo … in allegria: infileranno le dita negli occhi a qualcuno o gli strapperanno i peli di un braccio, previsto per i malcapitati anche il suono del campanello di casa alle tre di notte.

Improvvisamente Franzese si sostituisce a Giuseppe Milano nell’utilizzo dei “ci sta”. Per ospitalità, “ci sta”. Caggiati, in ragione di una acquisita spensieratezza, ipotizza si possano ora prendere maggiori rischi, ma senza snaturare le note caratteristiche che ci hanno accompagnato fino ad ora.
Una grafica rimarca come il Parma, nelle ultime undici partite non abbia segnato reti unicamente in due occasioni, evidenza di una concretezza mirabile ed improvvisamente in studio vola anche un “tanta roba” ad accompagnare i “ci sta”.

Luca, l’unico presente in trasmissione in serata, sottolinea come Cuesta abbia fatto un gran lavoro ma altrettanto ricorda come non possa considerarsi un miracolo la salvezza raggiunta. A suo parere la rosa della squadra è di buon valore e per questo il risultato non è da ascriversi unicamente all’intervento dell’allenatore.

Arriva anche il momento per un “voglio dire”, necessario per evidenziare le reiterate critiche nei confronti del gioco del Parma, considerato il più brutto della serie A da parte di molti commentatori nazionali. Critiche ritenute sterili nel non notare, nel panorama italico, una cospicua offerta di gioco che si possa definire spettacolare e nemmeno piacevole.
Franzese, invero, ricorda che delle quattro o cinque partite a cui ha assistito del Parma nessuna lo ha mai divertito. Tuttavia il fatto positivo che emerge sta nella capacità dei Crociati di far giocare male gli avversari. Perfetto, noi giochiamo male, gli altri li facciamo giocar male, tutto male. A sèmma a pòst.

Inaspettatamente un fulmine a salvezza serena colpisce il dibattito; Franzese, riferendosi al Cuesta, domanda: “Ma rimane?” Dopo un istante sospeso nello spazio tempo si ascoltano le sensazioni di Ampollini, il suo presentimento vedrebbe una società desiderosa di ripartire con l’allenatore spagnolo però…c’è un però…vi sono da comprendere diverse cose. Quali non è dato a sapere.
Cuesta potrebbe anche avere offerte da altri club: la situazione è in divenire, ed allora… diverrà.

Fra i contributi filmati della trasmissione non sfugge un primo piano della maglia utilizzata contro il Pisa in cui, sóra ala còppa, campeggia evidente la scritta “famiglia gialloblu”, altro evidente indizio di come questa parola, spesso (ab)usata dai giocatori, sia una vera e propria indicazione di scuderia e non sempre frutto di spontanea percezione. Quando alcune situazioni si svelano un po’ forzate pare perdano parte della loro efficacia.
In ogni caso nella famiglia felice sembra che alcuni familiari possano essere meno felici, uno di questi dovrebbe essere Bernabé, forse non completamente soddisfatto dalle caratteristiche del suo impiego nell’architettura della squadra, motivo per il quale il suo rinnovo pare in salita.

Immancabile la lavagna del cosa va e del cosa non va, si evidenzia un inserimento tardivo di Nicolussi Caviglia all’interno del centrocampo titolare. Oltre agli interrogativi sul futuro di Cuesta a Parma, compaiono anche quelli relativi a quale potrebbe essere il gioco dello spagnolo nella nuova eventuale stagione. Franzese risolve l’enigma con un ragionamento lineare: “…dipenderà da chi arriverà e da chi partirà”.

Si tessono le lodi di Keità e di Ndiaye protagonisti l’uno di una ottima stagione, l’altro di buone prove dopo il rientro dal lungo infortunio. Rapide dissertazioni sugli incontri di Champions League alla luce del roboante risultato fra Psg e Bayern Monaco (5 – 4) che tanto ha diviso l’opinione pubblica. A risolvere ogni tipo di discorso arriva, riportata da papà Giuseppe, la battuta di Folco, figlio del conduttore della trasmissione: “Papà, in una partita si sono bruciati tutti i gol che servono al Parma il prossimo anno per salvarsi”. Ampollini replica: “ragazzi, la mela non cade lontano dall’albero”, forse consapevole della passione per la frutta dell’amico conduttore.

Formazioni possibili per la serata di domenica: Inter forse con Pio Esposito in campo dall’inizio e Parma teoricamente senza sorprese nello schieramento iniziale. Capitolo arbitri. Tante le incongruenze di questa parte dell’universo calcio.

Si ricorda il parere di Marco Parolo al tempo del rigore concesso all’Udinese per fallo di mano di Balogh, provvedimento assurto ora agli onori delle cronache in seguito alla ormai famosa “bussata al vetro” da parte del designatore Rocchi, per correggere la decisione presa ed indicare quella da seguire. Il vero problema è: “ma a Rocchi, che si prende la briga di bussare al vetro, nessuno gli ha detto che da tempo sono stati inventati i videocitofoni?”

Il giocatore della settimana è Ephrom Mason Clarke, veloce contropiedista del Coventry, anglo-giamaicano classe 99, quotazione 10 milioni, fonte Transfermarkt. In tema di mercato sembrerebbe il momento di osare con qualche acquisto che possa alzare il livello delle prestazioni e della possibilità di raggiungere determinati risultati. Ancora una volta un eco in studio: “Ma se dovesse andarsene Cuesta chi viene a Parma?”. Franzese sardonico: “Si andrà a prendere un altro trentasettenne in Galles”.

La serata si conclude con l’Avatar del Ferrari che conferma la presenza sul divano dell’originale facendocelo rimpiangere, questo non ce lo saremmo aspettato. Ale Pongonazzo

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7 pensieri riguardo “TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / A CALCIO E CALCIO, CUESTA SE NE VA O RESTA?

  • Di questo abominio l’unica cosa degna di nota è il parrucchino o meglio parruccone piccicato alla testa di Carmine Franzese

    • Dobbiamo in futuro copiare il Como

    • Anche il decoltè della girl è da salvare dai, pessimistone che non sei altro!

  • Solitamente quando Ampo comincia a parlare in questa maniera, vuol dire che qualcosa non va… Temo che la posizione di Cuesta non sia poi così solida…

    • Veeeeeeeeehhhhhhhhhhhhh Cuesta??????? Lo paghi te vehhhhhhhhhhh????? E Bernamèl che fatica vehhhhhh è colpa di Kraus??????? Ahahhahahahahhaha abbiamo Corrent vehhhhhhhhhhh e Frigan vehhhhhhhh Frigan siamo già #appostocosi vehhhhhhhh li tiri fuori te i soldi vehhhhhhhhhh questa società il progetto vehhhhh i giovani l’aiacs notari vehhhhhhhhhhhhhhhhhhhh cremaschi Benepippa dimmi te chi ha cremaschi e Balog vehhhhhh

  • Costa troppo Cuesta. Chiede un adeguamento e non essendoci un euro se ne va come fan tutti quando si ha a che fare con una società senza un pio per far ballare una scimmia.

  • ma veh che strano che il Lecce si salva anche quest’anno….ma che bravi veh che quando servono i punticini arrivano sempre…gli amici del senatore romano…quello con l’impresa di pulizie che ha i tifosi che non vanno allo stadio…

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