venerdì, Agosto 21, 2026
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“SCIAGURA” PRANDELLI, PROVACI ANCORA…

Il CT era l’allenatore dei gialloblù durante il crac Parmalat, ma riuscì a pilotarli al quinto posto nonostante fossero vacillate tutte le certezze (stipendi inclusi)…

 

19086(gmajo) – La storia è ben raccontata nel volume Una squadra e la sua gente – Cronaca di un anno straordinario”, scritta a sei mani da Angelo Giovati, Fabio Cola e Giuseppe Squarcia: si tratta del racconto in 195 pagine – attraverso gli occhi di un tifoso, di un componente dello staff societario e di un giornalista – della stagione 2003-04 del Parma AC, caratterizzata dal deflagrare del crac Parmalat (dicembre 2003) con l’annesso precipitare di tutte le certezze (stipendi inclusi) per la squadra sovvenzionata da Calisto. L’editore Azzali, l’anno di uscita il 2005. E l’allenatore era Cesare Prandelli, uno che con le sciagure, dunque, è abituato a convivere, senza andare a tirare a mano le tragiche vicende famigliari (la prematura scomparsa della moglie). Oggi, infatti, il coach di Orzinuovi è il Commissario Tecnico della Nazionale in uno dei periodi più travagliati della sua storia, anche se i precedenti tra scommesse, calciopoli e compagnia bella di certo non mancano. Epperò, quest’anno se uno considera anche il terremoto (con annessa amichevole al Tardini annullata in segno di lutto e precauzionalmente), la vicenda Morosini (il rinvio del campionato ha fatto saltare il contestato stage azzurro), il dramma fortunatamente superato della malattia di Cassano e i gravi infortuni assortiti (Pepito Rossi su tutti) nota che i contrattempi, chiamiamoli così, non mancano di certo. Di solito le varie “sfighe” azzurre, poi, si sublimano in positivi risultati sul campo (vedesi i Mundial 1982 e 2006 tanto per fare due esempi), ma quella volta, nel 2003-04, a Prandelli, andò bene anche con il Parma, perché concludere quella stagione al quinto posto, con quei chiari di luna, fu senza dubbio un ottimo risultato. E dunque, “Sciagura” Prandelli, provaci ancora…

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Il parallelo tra quei difficili giorni del Parma e quelli di oggi della Nazionale mi è venuto spontaneo proprio pensando all’anello di congiunzione Cesare Prandelli: i colleghi nazionali (e pure internazionali), durante la conferenza stampa che avrebbe dovuto precedere la disputa del friendly match con il Lussemburgo al Tardini, avevano chiesto 5-6-7 volte al CT se pensava che il calcioscommesse avrebbe portato bene alla squadra, visti i celebri precedenti già ricordati (e a un certo punto il capo ufficio stampa Barbara Moschini era parsa un po’ contrariata: “E’ già l’ottava volta che glielo chiedono, mo’ basta…), ma soltanto noi parmigiani abbiamo l’indelebile ricordo di cosa accade in quell’annata, quando cadde il castello di carte (false) dell’ex Re del Latte, rischiando di far sparire anche la gloriosa squadra che lui non voleva crociata. Sempre per restare nelle similitudini anche quella volta ci fu un infortunio grave, quello di Adriano, superato dai gialloblù con nonchalance grazie alla presenza in rosa dell’astro nascente Gilardino. (Io, al contrario di gran parte della stampa locale – e di conseguenza pure dei tifosi, o viceversa – non sono mai stato un gran estimatore di Prandelli, e la cosa è reciproca, e tra le perplessità tecniche, sorvolo sulle altre, c’era proprio quella di non “vedere” il Gila, che durante l’estate precedente in Under 21 segnava a ripetizione. Egli, infatti, lo avrebbe lanciato solo dopo il crac del brasiliano, prima, invece lo utilizzava con il contagocce, non vedendolo in coppia col gigante. Tra le perplessità morali, diciamo così, menziono solo il suo non chiaro addio da Parma dopo quella rocambolesca stagione che fu all’origine di una serie interminabile di mie articolesse su Lungoparma. Gli imputavo di non avere avuto il coraggio di confessare ad una piazza con cui era nato un feeling particolare, che se ne sarebbe andato alla Juventus, che lo aveva chiamato, anche se poi, finì alla Roma. Il mio ragionamento era: se a Stefano Tanzi, poco prima del crac, avevi detto che tra galantuomini bastava una stretta di mano per il rinnovo del contratto, perché non rinnovare quando il commissario Bondi, tramite Baraldi, ti aveva fatto capire che rientravi nei piani? E ovviamente glielo avevano fatto capire dopo che erano riusciti a mettere insieme uno straccio di speranza che il Parma riuscisse a rimanere in vita nonostante il crac della casa madre, con l’escamotage dell’amministrazione straordinaria. Perché se non si fosse trovato quell’orpello il club sarebbe stato cancellato dal novero dei professionisti. Ma lasciamo perdere, se no si va fuori tema…). Di queste similitudini tra il Parma di allora e la Nazionale di oggi (potremmo anche aggiungere che la pessima sconfitta in Svizzera fa il paio con la dicembre 2003 crac parmalatprima battuta di arresto in quel campionato che ebbero i nostri con la Reggina, pochi giorni dopo la caduta degli dei; Parma, tra l’altro in campo, in quella occasione, con la maglia crociata per celebrare i 90 anni) avrei voluto parlare volentieri con gli autori del volume citato in apertura, che ha in copertina il famoso striscione “Prando adottami” (anche se ad essere adottato era stato “il Prando”), tuttavia nessuno dei tre ha raccolto il nostro invito, perché c’era chi era impegnato più o meno fuori Parma, o perché un conto era il Cesare parmigiano e un conto il Cesare nazionale. Peccato, perché si è persa una opportunità. Tra l’altro, purtroppo, la mia biblioteca, colpevolmente, non ospita quel sacro volume che in effetti non può mancare, sicché mi è anche difficile attingerne qualche passo da riproporre in questa sede: supplirò copiando un paio di commenti, trovati “in rete” e postati qualche anno dopo la stesura da un paio di lettori. Matteo Ghiretti (22-01-2008): “Libro scritto con cuore e testa si percepisce da subito e grazie a questa spontaneità supera alcuni limiti. Lo consiglio vivamente a chi vuole conoscere una storia diversa da quelle sentite nel periodo del fallimento Parmalat ma ancora più autentica perché chi l’ha scritta è stato coinvolto in prima persona. Storia di calcio, ma non solo. Bravi tutti e tre gli autori”. Massimo Iacchetti (27-12-2007): “Un libro poco conosciuto al grande pubblico del calcio, ma non solo, che meriterebbe, per la storia raccontata, i protagonisti (il Parma di Cesare Prandelli nella stagione del crack Parmalat) e il metodo di narrazione (tre autori, sei mani, cronaca romanzata redatta da un bravo giornalista, un tifoso di curva e lo psicologo dello staff tecnico della squadra), di essere pubblicizzata e diffusa oltre i confini del territorio parmense, dove ha avuto gran fortuna. La storia dell’impero di Calisto Tanzi e, soprattutto, la figura, più come uomo che come allenatore, di Prandelli sono, ancora oggi, a tre anni di distanza dai fatti narrati in queste avvincenti pagine, estremamente attuali”. E non erano attuali solo nel 2007: lo sono anche oggi. C’è Euro 2012, provaci ancora “Sciagura Prandelli”… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

3 pensieri riguardo ““SCIAGURA” PRANDELLI, PROVACI ANCORA…

  • Majo diciamo che prandelli si sta comportando da ipocrita…due pesi e due misure sulla vicenda criscito/bonucci…del codice etico poi meglio tacere…se veramente si fosse applicato balotelli doveva stare a casa!! Meglio tacere poi della sua stupida uscita di ritirare la nazionale…o dei "40 sfigatelli che giocano"…ma vuole farci credere che solo gervasoni e carobbio taroccavano? Perchè non si è data una sorta di amnistia a quelli non coinvolti ma semplicemente informati dei fatti? Così avrebbero potuto parlare senza il rischio di squalifica e ne avremmo viste delle belle…altro che 40 sfigatelli…
    E anche le convocazioni lasciano desiderare

  • E anche le convocazioni lasciano a desiderare…cassano impresentabile…montolivo un'ameba tutto l'anno…ranocchia a casa per tenere bonucci (che al di la di tutto è scarso forte)…la mancanza di una vera prima punta che avrebbe potuto far comodo…ed ora pare la volontà di cambiar modulo e stravolgere 2 anni di lavoro…
    Questa squadra (mi auguro di sbagliare) andrà fuori al primo turno anche perchè mi sembra svuotata oltre che scarsa…mi farà piacere per l'ipocrita prandelli!

    Mi firmo per entrambi i post

    Il rolex di buffon

  • Elià Majo che cosa ti inventi pur di scribacchiare qualcosa in un periodo di secca. Comunque ti perdono perchè mi hai fatto rivivere con questa storia il periodo del Prando a Parma e quel libro che custodisco nella mia libreria. Che magò !!! Giovati, Squarcia e Cola mancano alla curva e al Parma ghè poch da fèr.

    Uno della Nord

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