L’OPINIONE DI MAJO DOPO CAGLIARI-PARMA 0-1: “CON I TRE DI TRIESTE SALGONO A 200 I PUNTI DELL’ERA LEONARDI. CASELLATO HA VISIONATO GLI AZZURRABILI, TRA CUI PALETTA”
(gmajo) – Il traguardo è puramente platonico, giacché i riscontri che contano sono i verdetti sanciti alla fine di ogni stagione con gioie e dolori che ne derivano, tuttavia con i tre raccolti ieri a Trieste salgono a 200, tondi tondi, i punti finora raccolti dal Parma nell’era Leonardi. Nella conferenza stampa fiume di un paio di settimane fa il Plenipotenziario si era vantato della nona posizione dei Crociati in questa speciale graduatoria, e noi lo possiamo confermare, dopo la attenta verifica a cura dello Statistico della nostra redazione, anche se in parte dobbiamo correggerlo circa il distacco dall’Udinese che ad oggi è di ben 34 punti (non proprio una bazzecola, nonostante là non ci sia più il Sommo Dirigente e l’allenatore sia Francesco Guidolin). La squadra dei Pozzo, nella classifica cumulativa degli ultimi quattro anni, dal
2009-10 a ieri, occupa la settima posizione, confermandosi alle spalle delle celebri grandi (il Milan è al comando, anche lui in cifra tonda, 300, 100 più dei nostri eroi; seguono Juve, Inter, Napoli e Roma) e precedendo la Lazio e la Fiorentina, a propria volta davanti al Parma, che dietro di sé mette il Palermo (-4), la rivelazione stagionale Catania (-9, il Chievo –18), il Genoa (-20), il Cagliari e il Bologna (entrambi a –25 dai gialloblù). Ognuno è libero di valutare – del resto come fanno i politici dopo le elezioni – i dati proposti: può essere significativo il trend che certifica come, comunque, il sodalizio di Ghirardi sia in linea con le razionali aspettative che si possono avere dal Parma di oggi. Il distacco da chi ci segue non è enorme, a
dimostrazione ennesima del grande magma di mediocrità delle formazioni di seconda fascia, mentre è interessante rimarcare come sia piuttosto risicato il divario – appena otto lunghezze – da un’altra nobile un po’ decaduta, la Fiorentina, pur essendo di proprietà dei Della Valle e non di un pisquano qualsiasi. Ieri, prima della partita, ho incrociato lo 007 del CT della Nazionale Cesare Prandelli, il preparatore atletico
Renzo Casellato, con il quale ho scambiato due chiacchiere informali – se non proprio in amicizia almeno da semplici conoscenti, dai tempi in cui lavorava a Parma – e tra i vari argomenti toccati c’era appunto la constatazione di come possa essere difficile colmare il divario dalle grandi già a Firenze, piazza indubbiamente dalle possibilità e dalle tradizioni maggiori rispetto alle nostre. In effetti aver fatto due punti di meno all’anno, nelle ultime quattro
stagioni, rispetto ai Viola non è roba da poco, dunque, a fronte dei rispettivi investimenti sostenuti. Ieri, Casellato, era al Nereo Rocco nelle vesti di osservatore azzurro: di chi?, gli ho chiesto. “Avrei dovuto seguire prima di tutto Astori, ma ho saputo che non scenderà in campo”, la sua risposta. E in ottica Parma?, ho insistito. “Beh non sono pochi i giocatori che sono già stati con noi, Amauri, Parolo, Mirante e non va dimenticato Paletta, perché Cesare dice sempre che vale la pena dargli un’occhiata”. Non è mai stato molto chiaro il perché il
forte centrale, dal passaporto con la duplice nazionalità argentina ed italiana, sebbene da tempo “azzurrabile”, alla fine non sia mai stato convocato da Prandelli. La spiegazione che, informalmente, mi ha dato Casellato è più di carattere politico-ambientale che non tecnico: nel senso che le precedenti convocazioni di oriundi avevano dato adito a non poche riserve da parte dell’opinione pubblica o della critica, che, in modo sciovinista, preferirebbero calciatori puramente della propria nazione e non assimilati. Il gioco, secondo quanto mi ha spiegato il prezioso collaboratore dello staff prandelliano, potrebbe valere la candela – del resto come per Silvestre – se
si potesse garantire a Paletta un posto come titolare e non come riserva, ma se non hanno cali o problemi i titolari Ranocchia e Chiellini, diventa difficile prevederlo. Insomma, al momento, Gabriel più di un posto in panca non potrebbe avere e quindi permane lo stallo in essere. Spiegazione molto interessante, anche perché l’ultima volta in cui avevo toccato l’argomento credevo che Paletta avesse optato per l’Argentina, dal momento che lui stesso aveva pubblicamente riferito di aver avuto un colloquio con il selezionatore. Se son rose fioriranno. Già è bello
sapere che una chance potrebbero averla di nuovo, sia pure assai teoricamente, anche Amauri (che sia arrivata a Coverciano la raccolta firme promossa dal Saltimbanco?), Parolo o Mirante, ieri sera piuttosto decisivo per il risultato dei Crociati. Gli ho chiesto anche di Sansone, che l’informatissimo Casellato sapeva
perfettamente non sarebbe stato utilizzato, poiché reduce da infortunio: “E’ già nel giro dell’Under 21 e stiamo seguendo con grande attenzione la sua evoluzione”. Della simil-amichevole di ieri la pletora di nostri opinionisti ha già opinato: dal mio punto di vista non mi è parsa una gara completamente balneare, nel senso che un tot di occasioni da una parte e dall’altra ci sono state e quindi è stata tutto sommato abbastanza divertente. Rispetto al solito mi è parso di aver riscontrato un po’ più di serenità e di testa meno pesante, quindi con una manovra un po’ più leggiadra, anche se Valdes, negli ultimi tempi, mi
pare un emulo, in cabina di regia, di Michelangelo Antonioni, di cui nei giorni scorsi al d’Azeglio hanno proiettato L’Eclisse (oltre ad altre celebri pellicole d’antan nella rassegna gratuita proposta da tale sala d’essai: a proposito di cinema, stasera, 9 maggio nelle sale italiane e in esclusiva per Parma al Cinema Edison, alle 21,15 esce «No – I giorni dell’arcobaleno», Cile 2012, 118 minuti, il film di Pablo Larrain voluto e interpretato da Gael Garcia Bernal che ricostruisce una delle pagine più spettacolari della democrazia: nel 1988 il dittatore cileno Augusto Pinochet decise di indire un referendum popolare per garantirsi altri sette anni di potere; contro ogni previsione, il fronte del no vinse e il giovane pubblicitario che aveva ideato la campagna contro Pinochet divenne
suo malgrado una sorta di eroe nazionale. Info: www.solaresdellearti.it). Insomma non esattamente una pellicola ritmata, quella girata anche iersera da Valdes… Come già ha riferito il mister con dentro Ampuero e la macchina da presa nelle mani di Marchionni si è visto un altro film. Con tanto, una volta tanto, di lieto fine. Una consolazione per quello sparuto gruppo (poco meno di 30 effettivi) messo insieme dal CCPC, nonostante il turno infrasettimanale e la lunga distanza. Tra l’altro, nel viaggio di ritorno, c’è stato un piccolo fuori programma, dovuto a problematiche di
approvvigionamento di carburante della corriere stravagante: e così, nostro malgrado – io ero con loro, come al solito – siamo stati dirottati a Latisana per fare il pieno, non ho capito bene il perché, in due distinte stazioni di servizio. Poco male: perché il pieno più interessante è stato quello fatto dal Parma nell’estrema terra friulana. E se anche siamo arrivati alle 5,30 pazienza. Una volta tanto eravamo tutti stanchi, ma felici. Inclusi coloro che sono andati immantinente a lavorare con la voce dell’indisciplinata Stefania che continuava a risuonare nelle orecchie…
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