domenica, Maggio 26, 2024
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IL BILANCIO DEL PARMA: CON LA SUA GOLDEN RAIN, KRAUSE AZZERA IL DEBITO

(Gmajo) – Con tanto di specchietto (per le allodole) accompagnatorio, sabato 20 aprile 2024, mentre tutti quanti soppesavamo il valore del pareggio di Palermo (0-0) prima che scendessero in campo tutte le altre per completare il quadro della 34^ Giornata di Serie B e pistolavamo strologando tutte le possibili combinazioni per salire in Serie A, Osservatorio Stadio Parma ha dato il buco a tutti, commentando, per primo, alla sua maniera sempre un po’ faziosa, peccato, perché sarebbero anche bravi e mostrano di conoscere la materia, se solo si cavassero gli occhiali scuri della prevenzione – il bilancio del Parma Calcio, esercizio 2023 (31 dicembre).

“Stadio Tardini: il Parma Calcio presenta il bilancio 2023 con 80,3 milioni di perdita”, questo il titolo scelto da Osservatorio Stadio Parma, mentre noi preferiamo puntare il dito sugli oltre 300 milioni di aumenti capitali, una vera e propria golden rain (ma sì, la pioggia dorata), perché la vera notizia è, appunto, la quantità delle conversioni in capitale e l’azzeramento del debito, anche perché, pur senza il conforto delle note contabili, lo sapevamo bene già da prima che, con i costi che ha (in effetti esorbitanti, fuori dal normale), il Parma, in serie B, non può che perdere, strutturalmente, tra gli 80 e i 90 milioni e non ci possiamo certo aspettare che qualcosa cambi in bilancio col semplice ricavo da ticketing (il prezzo del biglietto/abbonamento) o sponsor…

Anche la lettura che ieri, ha dato Sport Parma, “investimenti e perdite pesanti”, raffigura, certamente, una parte della inequivocabile realtà, ma ormai, non c’è più spazio per le grida d’allarme o le ansie su debito o squilibri di prefiche di dubbia moralità espressi, magari, da chi prima teneva il sacco a qualcun altro. Tornando a Stadio Parma, invece, dopo aver invaso i social con gli allarmi sul debito un paio di anni fa, oggi, semplicemente cancella la riga di riferimento dagli specchietti riassuntivi. Ma il dato che più appare evidente è non solo che Krause abbia messo nel Parma una marea di pila, ma anche che l’abbia praticamente tutta convertita a capitale in questi anni. Ma diamo i numeri

Al 31 Dicembre 2023, Kyle Krause ha finanziato il Parma Calcio per complessivi 356 milioni (ossia finanziamenti a tasso zero e postergati è sempre utile ricordarlo).
Di questi, nel corso degli anni, sono stati convertiti a capitale a copertura perdite, ben 300 milioni. Cifre acquisite definitamente al patrimonio del Parma Calcio.
Per effetto di queste munifiche elargizioni, nonostante risultati gestionali sempre in profondo rosso, oggi il Parma si trova in questa situazione patrimoniale.

Patrimonio netto: positivo per 20 milioni, rispetto ai 15 milioni del 2022
Debito al lordo dei finanziamenti controllante Krause Group: 88 milioni (erano 118 a fine 2022 e 146 a fine 2021).
Debito residuo verso la controllante: 57 milioni a tasso zero e postergati, che verranno convertiti a capitale durante il 2024.
Debito netto: 30 milioni. Importante: il Parma ha un debito bancario inesistente (1,4 milioni), una quota fisiologica a fine anno di fatture non scadute verso fornitori etc e circa 20 milioni di debito verso squadre per rate future di pagamenti cartellini .

Crediti netti: il Parma ha anche 32 milioni di crediti, di cui ben 11 da erario per tasse anticipate e circa 16 da altre squadre per rate future.

Insomma, di fatto il Parma ha zero debito, il che, in era post-Covid, è un risultato impressionante: di fatto soltanto il club Crociato e Fiorentina sono in queste condizioni in Italia, anche perché entrambe le squadre non hanno usato i vari provvedimenti “a babbo morto” per il Covid e ne beneficeranno nei prossimi anni, con i migliori indici di liquidità delle categorie.

Se il compito di un Presidente, nella mente (in effetti distorta) del tifoso è quello di “cacciare la pila”, KK merita 10 e lode. Non a caso ieri, in una chat della quale sono ospite, si poteva leggere, ad esempio: Teniamoci stretto Krause… I parmigiani, per quanto ci rendessero orgogliosi della società autoctona, messi tutti insieme non ne volevano sapere di continuare a perderci soldi, cercavano soci ovunque (il cinese… e poi ricordo un arabo… tutta gente abbastanza improbabile…) pur di non pagare da soli e si sono fermati a 70 milioni. Krause ne ha buttati altri 300 senza battere ciglio”.

Come a dire che chi si occupa della gestione economica annuale merita 3 in pagella agli occhi dei tifosi? A parte che il manifesto dei 7 è stato chiaro fin dall’inizio e non si può imputare loro nulla, anche a fronte dei risultati conseguiti, a differenza di chi finora ha profuso parecchio senza raccogliere nulla… Da Grillo Parlante, come noto, preferisco, a differenza delle folle, chi programma una gestione virtuosa e non bisognosa di continue iniezioni, col club che si possa sostenere da solo con entrare reali, perché prima o poi può anche succedere che uno smetta di fare iniezioni, e poi son cavoli… Ma non so se ad oggi la domanda: “e se non li mettesse più?” possa aver senso a fronte di 360 milioni di cui convertiti 300, gli ultimi poche settimane fa…

Al di là dei riflessi dorati delle munifiche elargizioni,  ci sono, ovviamente, anche tutte le “ombre” del risultato gestionale (-80 milioni rispetto a -96 milioni del 22) con un costo del lavoro ancora lunare rispetto alla categoria (44 milioni di euro ad atleti e dirigenti sono cifre da media serie A, anche se migliora di 10M rispetto anno scorso) e ricavi bloccati sotto i 30 milioni, quando il Parma in Serie A superava i 60 milioni. Quindi, senza considerare le iniezioni, un Parma di questo formato può più o meno funzionare soltanto in una Serie A “nobile” che eroghi (fin che li danno, perché le previsioni tendono al ribasso) almeno 40 milioni di entrate diritti tv…

Situazione patrimoniale. E’ vero che con Krause il Parma ha sempre chiuso gli esercizi in profondo rosso, ma è altrettanto vero che, con un’eleganza da signore anche nelle forme, ha sempre immediatamente coperto le perdite con iniezioni di (tasca sua) di soldi freschi e veri, portando la società ad avere una situazione patrimoniale invidiabile da tutte le altre squadre.  E se il Parma andasse in A, potrebbe anche chiudere, nel giro di poco, ottimi bilanci… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

32 pensieri riguardo “IL BILANCIO DEL PARMA: CON LA SUA GOLDEN RAIN, KRAUSE AZZERA IL DEBITO

  • Dallara, Barilla e gli altri piocioni oculati locali se leggono questo articolo rischiano un infarto. Per la loro salute non fategli leggere che qualcuno spende milioni nel calcio e non per il “Territorio”, lo shock sarebbe troppo

  • I piocioni han messo 70k in 6 anni che poi han ripreso tutti da Krause oltre ad aver mollato lì un po’ di debiti a babbo morto per zogadori improponibili e c’è ancora delle gente che li idolatra.

    • I piocioni hanno perseguito il proprio progetto raccogliendo il massimo degli obiettivi possibili, a fronte di investimenti commisurati alla bisogna.
      Sono stati senza dubbio i migliori facendo un indice che misuri quanto prodotto con quanto investito.

      A mio modo di vedere, ed è un mio profondo rammarico, avrebbero potuto andare avanti ancora, appunto perché con una gestione oculata non sarebbe necessario profondere milioni in continuazione. Per questo a voi tifosi va bene un Kk perché è generoso e non bada a spese. Ma i milioni sono pesanti a casa di tutti per cui non credo vada avanti in eterno con questo andazzo. E poi son cazzi… ma chi se ne frega, vero? Ci penseremo poi…

      L’unica contraddizione dei sette è l’aver detto prima “mai più un padre padrone” per il Parma, salvo poi venderlo a Krause.

      Circa l’operazione, sono soltanto rienttati di quanto investito, senza guadagno alcuno (quando il valore del club si era già elevato: Krause fece un vero affare, tanto è vero che non ja mai parlato male dei suoi predecessori, né si è lamentato di nulla

      • ma infatti direttore … sono tutti fenomeni con i soldi degli altri … mio nonno diceva invece: sono tutti fenomeni con il deretano degli altri ..

      • Direttore, lei sa benissimo che dire che sono stai i 7 a portarci in A è una notizia di reato (512 bis del CP)! In A ci ha portato la Link Desports di Jiang Lizhang. Lei sottintende che il Parma era nella “disponibilità” dei 7 anche quando era il cinese a fare i conferimenti e gli aumenti di capitale per garantire la continuità aziendale?

    • L’onore dei pioci

      Forse perché senza i piocioni che han preso la squadra fallita in Serie D e riportata a velocità record in Serie A, nessun multimiliardario si sarebbe interessato al Parma?

      Citofonare Vicenza, Bari, Triestina, Catania e tante altre per quanto la risalita fosse un risultato scontato.

      Talmente scontato che in 100 anni di calcio nessuno ha fatto 3 promozioni di fila..

  • Dal punto di vista della generosità, Krause andrebbe ringraziato a vita. Però, credetemi, vedendo i risultati sportivi ed i soldi spesi, mi viene da piangere a me per lui. Sempre più convinto che dirigenti come Corvino o Marchetti, abituati a spendere poco ottenendo in proporzione grandi risultati, ci avrebbero portato in A con molto ma molto meno. Non si può continuare così, perché prima o poi si stancherà di bruciare soldi.

    • Corvino fa avanti e indietro serie A serie B, Marchetti la A la vede in televisione.

      • Ti ricordo che il Parma è in B da 3 anni, quindi avresti preso gente che la B la conosce e costruisce squadre all’altezza. Non ti saresti fatto 3 anni di B, se tutto va bene. Il Lecce di Corvino quanto ha speso per salire e per salvarsi in A, ed il Cittadella per fare i playoff? Informati prima di criticarli.

        • Infatti vedo la fila a cercare Corvino e Marchetti.
          Con giocatori di categoria, se sali li vendi in B perché sono da serie B.
          Alla fine vivi sempre sull’ascensore tra A e B.
          Senza nulla togliere all’esperienza di Corvino e la bravura di Marchetti, molto bravi a fare le nozze con i fichi secchi, io preferisco chi è in grado di portarmi in A, magari dopo 3 anni, ma rimanerci a lungo.

  • A volte non basta leggere solo i numeri, occorre anche leggere tutto il bilancio, la gestione “oculata” dei sette ha lasciato oltre 70 milioni di riscatti di giocatori “inutili” al nuovo proprietario, costo che ovviamente è stato tolto dal prezzo per l’acquisto del Parma, ha lasciato pure 80 milioni di ammortamenti del parco giocatori, tutti acquistati dall’individuo che scappo per primo quando i costi stavano diventando insostenibili, giocatori che hanno generato ovviamente solo minusvalenze, ammortamenti che sono andati a costo nei 4 anni successivi, quindi, 80 milioni delle perdite attribuite alla nuova gestione derivano dalla “oculata” gestione precedente.
    Non conosco il motivo per cui Krause abbia garantito lui i pagamenti dei riscatti, al contrario di Al Mana, posso solo ipotizzare ad un vantaggio fiscale, il Parma Calcio fa sempre parte della Krause Group e quest’ultima paga le tasse negli USA.

    • Abbiamo fatto la A con Ceravolo, Scozzarella, Di Marco in prestito, Gagliolo e Iacoponi. I 7 devono fare un monumento a D’Aversa (che pagavano pure poco, il meno pagato della serie A) che ha fatto un miracolo sportivo altro che Gasperini.

      • E viceversa. La storia successiva di D’Aversa dimostra che, senza il supporto della società, si va poco lontano…

    • Il ragioniere

      Caro Massari,
      a volte un bel tacer non fu mai scritto.
      Soprattutto se la voglia di mettere alla berlina i soliti 7 si scontra con la matematica e i più elementari principi contabili e di business. Infatti, nel momento in cui 70 milioni di riscatti futuri vengono interamente dedotti da un prezzo di acquisto, tutto l’onere di quei riscatti va sul venditore e tutto il vantaggio al compratore nel momento in cui si realizza la transazione. E’ come se ti avessero pagato 100 e tu rimetti dentro 70, per essere chiari.
      Che poi i costi dei cartellini a bilancio dal punto di vista contabile siano ammortizzati per gli anni di contratto, genera un effetto che è esattamente opposto a quello che hai descritto. Perché se la tua controparte ti “sconta” subito 70 e quei 70 tu li hai come ammortamenti a bilancio in tot anni, ci sono 2 conseguenze:
      Hai un beneficio di cassa e risorse, perché ti sono stati levati da un prezzo tutti insieme 70 milioni che non hai versato e che dovrai pagare in 4/5 anni di tempo;
      Hai un beneficio economico cash per ogni euro che ti entra da quei cartellini, anche se contabilmente ti vanno a minusvalenza. Se per il Pezzella di turno, ti sono stati “abbonati” – numeri di esempio – 6,5 milioni nel 2020 e lo vendi a 1 nel 2022, il risultato in termini di cassa è +1, non una minusvalenza.

      Il saldo tra rate in acquisto e cessione era poi meno di 60 e non 70, ma questo è un dettaglio, il principio non cambia.

      • Quanta confusione..stai mischiando le mele con le pere, voci finanziare con voci reddituali. L’esempio di Pezzella, se lo fai in un esame orale ad Economia, il professore ti boccia e ti caccia urlando. Quando compri un giocatore, quasi sempre non lo paghi cash ma a rate, quindi Krause ha comprato il pacchetto comprensivo dei debiti vs le altre squadre per i cartellini da pagare, ad esempio Inglese, pagato in più anni. E questo è l’impatto finanziario e patrimoniale dell’operazione. Da un punto di vista reddituale, il costo storico viene ammortizzato( costo non monetario), ottenendo il valore netto contabile, dato di riferimento per calcolare plus o minusvalenze. La valutazione di una società viene fatta basandosi sul patrimonio netto e sulla capacità reddittuale più stime di altri fattori, come potenzialità del brand.

        • No: come ha correttamente scritto Il Ragioniere, i 70 milioni di riscatti futuri sono stati interamente dedotti dal prezzo di acquisto

          • Lui ha fatto una confusione assurda tra debiti , minusvalenze, perdite di bilancio. Sono poste di bilancio completamente diverse. L’esempio di Pezzella è totalmente nosense da un punto di vista economico. Io ho poi parlato di patrimonio netto, che appunto tiene conto dei debiti, quindi parlavo del valore scontato dei debiti. Lui sarà pure ragioniere ma io sono laureato in economia.

  • Liverani e Carli (scelte illuminate) mi sa che però li aveva presi Pizzarotti non KK. Comunque vediamo stasera quanti strisciati coglioni saranno a strombazzare con le sciarpe nero e azzurre sotto l’acqua con le cerate e gli stivaloni. Un piccolo inciso su quell’imbarazzante personaggio parmigiano purtroppo simbolo strisciato nero e azzurro che di nome fa Nicola e di cognome inizia con la B e finisce con la i. Ho letto una intervista immagino sotto effetti alcolici o lisergici su pullman da guidare e cazzate varie. Ma perché personaggi del genere hanno avuto i natali nella nostra provincia?

  • Sorge spontanea quindi la domanda: ma senza stadio Krause si romperà le balle di cacciare la pila?

  • Si parlava di perdite di bilancio, gli ammortamenti vanno a costo e quindi influiscano sulle perdite, l’avevo scritto che non erano soldi persi perché gli erano stati scontati, ho scritto che i giocatori lasciati (ex napoli) erano inutili e non valevano quello che erano stati pagati, la gestione poco oculata riguardava i tanti milioni di debiti che il Parma aveva verso altre società, e qualcuno li doveva garantire, altrimenti la squadra non sarebbe stata iscritta al campionato, al mana non l’ha fatto sarà stato consigliato male se era così vantaggioso, senza contare le decine di milioni spesi negli anni successivi per i contratti stipulati ai suddetti giocatori, non ho niente contro i vecchi proprietari, anzi a livello sportivo ho goduto parecchio, ma ad un certo punto la gestione gli è sfuggita di mano e non si proprio sentire che la società era amministrata meglio prima, provi a guardare i debiti che aveva la società a settembre 2020 ed i debiti che ha ora.

  • Il ragioniere

    La gestione dei 7 non aveva un debito tranne i futuri riscatti (da pagare in 5 anni) dei calciatori, ma il valore creato da squadra in A, progetto stadio, pubblico riportato allo stadio, centro sportivo etc era superiore (> 100 milioni). il principio base per un imprenditore e’ creare valore. E Nuovo Inizio ha creato valore dalla gestione partendo da valore zero e arrivando a valore cento in soli 5 anni. Avevano il dovere di trovare uno affidabile con capitale e voglia di investire e lo hanno fatto, dimostrando tra l’altro con il cinese che questo era il loro obiettivo e non avrebbero mollato squadra a gente inaffidabile. Potevano pure guadagnarci due spicci, ma hanno preferito fare lo sconto a KK per il mercato estivo 2020. Sportivamente hanno fatto da D a nono posto in A in 5 anni, ma secondo i professori del web non basta. Dovevano nel frattempo valorizzare i giovani, fare utili, calcio champagne e magari pure far piovere figa.
    A Parma si cerca sempre il pelo nell’uovo pur di non riconoscere l’impresa che e’ stata fatta. Da D ad A con cessione ad un plurimiliardario, tutelando la squadra ma senza perdere soldi che avrebbero rimesso le imprese. Ripeto, citofonare Bari, Vicenza, Catania, Padova, Reggio, Trieste e tante altre per vedere quanto era scontato…

  • Il ragioniere

    Ah, a proposito di iscrizione al campionato 2020, visto che se ne leggono di tutte i colori. l’iscrizione al campionato è stata fatta in base a fideiussioni dei 7 che – valutando Krause come persona finanziariamente assolutamente affidabile – per non creare problemi, le hanno mantenute sino a fine stagione, con nuovo proprietario che le ha sostituite solo mesi dopo. Inoltre i 7 hanno lasciato indice di liquidità positivo per mercato con ultimo aumento capitale fatto ad Agosto 2020. Sempre per via di qualche puntino sulle i che ogni tanto va messo.

    • In tutto questa abilità contabile e finanziaria come mai non erano state fatte 3 verifiche in croce sul sartino cinese pluripregiudicato con identità vera tuttora sconosciuta e ricercato dall’Interpol che con una mail un amico spagnolo mi aveva detto che era un Nuccilli magro con gli occhi a mandorla? Tanto da crearsi poi dei grossi casini, cause per ciocarlo fuori, etc.. quando si è scoperto il tutto? Nessun dottorone aveva fatto una diu diligens?

      • Esempio sbagliato

        Le verifiche erano state fatte ed approfondite e Desports/Gruppo Whuan DDMC, quotato in Borsa era assolutamente in white list. Tanto e’vero che più o meno nello stesso periodo, Lizhang viene fatto entrare come socio nei Minnesota Timberwolves, NBA americana notoriamente rigida nei controlli. Il problema è stato il successivo e repentino cambio di politica del governo cinese nei confronti del calcio, che ha chiuso all’improvviso tutti i rubinetti verso l’Europa, con problemi che hanno riguardato tutte le squadre in cui erano investiti capitali cinesi. Che ti chiami Lizhang o Jack Ma, in quelle zone passi dall’altare alla polvere con lo schiocchio delle dita del Partito.
        Pensa però, i piocioni che tanto irridi, ritenendo la Cina un Paese comunqe “esotico” si erano premurati con contratti e clausole che hanno permesso di estromettere il Socio, chiudendo la questione con totale riconoscimento delle loro buone ragioni (mentre in altri contesti tipo Milan le cause sono ancora in ballo). E pensa ancora, sempre gli stessi piocioni che sbeffeggi,non hanno esitato ad intervenire in modo deciso e pure rischioso – vedi sopra – a tutela del Club.
        Che dire? mi sa che se per attaccare i 7 porti Lizhang come esempio vai poco lontano.

  • In generale non mi sembra il caso di rivangare il passato, ognuno ha la sua idea sulle gestioni passate ed è giusto che sia così. Io ho la mia che ho già scritto e che riguarda le responsabilità dell’anno della retrocessione che almeno andrebbero divise equamente tra le due proprietà.
    Detto questo il modo di far calcio di Krause è molto diverso da molte proprietà italiane, sta investendo molto ma in mano si trova anche un discreto valore, ha una rosa intera di giocatori di proprietà il cui valore andando in serie A si raddoppierà automaticamente, ha tutta l’area e le strutture di Collecchio e presto potrebbe avere uno stadio nuovo e moderno.
    Tutto è pensato per generare valore nel lungo termine ed il valore segue i risultati sportivi.
    Faccio un esempio, quando il Parma si salvò un anno grazie a Gervinho e l’anno dopo grazie a Kulusevski aveva si mantenuto la categoria (e quindi nel breve raggiunto il risultato) ma con due giocatori che non hanno generato valore per le casse del club e quando non si è più riusciti a tirare fuori il coniglio dal cilindro è arrivata la retrocessione. Tutto era orientato al presente, spendere poco e cercare di mantenere la categoria (attenzione non dico sia necessariamente sbagliato però era così, non c’era la volontà di costruire delle basi per il futuro).
    Quello che deve fare il Parma di Krause è primo andare in A (dove ci sono i ricavi per dare slancio al progetto), costruire una ossatura solida di giocatori e provare a pescare in giro per il mondo dei nuovi Kulusevski da poter valorizzare e rivendere per creare valore nell’ambito di un progetto teso a alzare sempre più l’asticella dei risultati sportivi.

    • Apprezzo il tuo ragionamento, ma non esiste asserire che le responsabilità della retrocessione vadano equamente ripartite tra società vecchia (che ha centrato tutti gli obiettivi, adottando, come era corretto che fosse, una strategia a breve, con elementi pronti all’uso) e società nuova, la quale ha assunto fin da principio, col passaggio di proprietà, le redini della gestione della società, estromettendo formalmente e concretamente, il management dei sette, perseguendo ogni tipo di scelta in prima persona, così come le precedenti, in compartecipazione, erano state condivise tra compratore e venditore.

      Circa, poi, la strategia a lungo termine dell’attuale gestione, mi permetto di eccepire che i timing inizialmente indicato per la serie A, dal presidente Krause in persona, era immediato, con tanto di promesse di imminenti viaggi in Europa, mentre da allora sono trascorse alcune annate di melma. E se si centra l’obiettivo quest’anno è grazie a un certo San Pecchia…

      • Ciao Gabriele,
        mi spiego perchè dico questo, poi non voglio entrare nelle percentuali di colpe ma sono fermamente convinto che vi sia uno sharing delle stesse…
        Come noto le stagioni si programmano mesi prima, quindi quella famosa stagione è stata tutta programmata dalla vecchia gestione, vedi scelta dell’allenatore del DS, etc
        Se non erro Krause ha rilevato le azioni a metà settembre avendo pochissimo tempo per fare il mercato impostato peraltro su una errata percezione della rosa.
        Quando una stagione inizia male è poi dura recuperarla in corsa specie, ricordiamocelo, che in quella stagione arrivò pure il Covid, stadi vuoti, senza tifosi a spingere la squadra…
        Quella poi fu un’annata dove non ci girò nulla per il verso giusto e sono convinto che senza quei 3 o 4 episodi sfortunati (come il rigore di Busi contro il Sassuolo) avremmo potuto lottare per salvarci, nonostante tutto.

        • Non abbiamo la controprova, ma le referenze degli esperti parmigiani parlano per loro. Viceversa KK volle da subito fare di testa sua, estromettendo totalmente i predecessori convinto di saper già che fare. Quindi no: assolutamente non si diano, neppure in percentuale, colpe ai 7..

          • Rimaniamo cordialmente di opinioni diverse…
            Ciò però, e ci tengo, senza nulla togliere all’impresa fatta dai 7 che resta tale e incancellabile nella storia.

          • Se prendi Liverani e Carli hai già deciso di retrocedere (per incassare il paracadute e spendere meno in B). Poi è arrivato KK e in 10 giorni ha fatto un treno di cazzate che paghiamo ancora adesso. Ma la scelta di allenatore (se così si può definire Liverani basti vedere la carriera anche successiva) e Ds (vedi Liverani) erano già un “manifesto programmatico” di retrocessione pilotata. Per altro dopo aver raccontato che il secondo anno di A era il più difficile e che sfangato il secondo anno col terzo sarebbe stato tutto diverso.

  • Sembra di essere in un forum di economia e finanza…non ci capsico una mazza

  • Hai fatto bene Caro Gacu a precisare il”SE” andiamo in A…….Pecchia lo vedo in chiaroscuro….a volte ci becca a volte no. La squadra è inferiore al Comò al Venezia e alla Cremonese…..un po’ come il Milan dell anno scorso

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