venerdì, Agosto 21, 2026
Cattivo CittadinoNewsVideogallery Amatoriale

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’IMPORTANT C’EST LA ROSE. PARDON: LO STAFF…

(Gianni Barone) – Non era mai successo nella storia mondiale del calcio, che la cosa che più importasse, destasse intessere e stupore nella presentazione di una squadra di calcio, al suo primo allenamento post raduno, fosse quello di conoscere la composizione dello staff e non tanto quello della rosa, 🌹, quella dopo la cessione di Bonny, i non riscatti di Vogliacco e Cancellieri, e la fine dei contratti di Osorio, Camara e Marcone, era nota a tutti dopo le acquisizioni di Ordonez, unico vera novità di mercato e i ritorni per fine prestito di diversi attaccanti più Kouda (Spezia) e Joujou (Le Havre) acquistati in inverno.

Incredibile come l’attesa di conoscere i nomi dei componenti dello staff del neo tecnico Carlos Cuesta, abbia calamitato, in assenza quasi totale di notizie di mercato certe sia in entrata che in uscita, l’inizio dell’estate del popolo crociato desideroso di conoscere quello che potrebbe essere il destino della propria squadra, in seguito al cambio di gestione tecnica dopo la partenza di Chivu, al quale molti, obtorto collo, hanno ascritto il merito di aver condotto in salvo la navicella crociata nel periglioso navigare dello scorso torneo in A.

Dopo l’addio del tecnico rumeno approdato dove aveva sempre sperato di andare, la telenovela del suo successore aveva caratterizzato quasi tutto il mese di giugno, fino allo notizia shock dell’arrivo di un tecnico non ancora trentenne, senza esperienza alcuna in fatto di guida di prime squadre maschili di massima serie, che in parte aveva un po’ destabilizzato le certezze di chi nell’ambiente avrebbe gradito un condottiero diciamo più navigato con più anni di carriera al seguito e una carta d’identità meno verde (green per usare terminologia più alla moda), mentre dopo aver assorbito in parte la sorpresa e lo stupore generalizzati, il mese di luglio condotto con un mercato/non mercato non gradito alla maggioranza dei tifosi che forse si sarebbero aspettati non dico altro, ma almeno qualcosa, ecco che l’attenzione e la scena se la sono presa tutta loro, cioè i tecnici che, con la conferma di Nicola Pavarini (unico matusa del gruppo coi suoi 51 anni roba dell’altro mondo, ma come si fa ad essere così vecchi? ) come preparatore dei portieri, affiancheranno Cuesta nella prossima stagione, e i cui nomi, che già si sapevano, perché qualcuno, giornalisticamente, aveva fatto “il figo”, violando il segreto istruttorio pre annuncio ufficiale, erano avvolti, chissà perché, da uno strano (falso) alone di mistero, disvelato in extremis proprio a ridosso del primo allenamento fissato per le 18.00 del giorno 15 a Collecchio, Mutti Training Center, aperto, con “nunzio vobis gaudium magnum” alla stampa tutta e non al pubblico che dovrà attendere l’orario di colazione da villaggio turistico per la domenica successiva (20 luglio, 09.30) nello scenario del Tardini per vedere e non per conoscere( visto la carenza di volti nuovi) il nuovo-vecchio Parma targato Cuesta.

Ci sono più novità nei 5 componenti lo staff (4) che nei 33/34 giocatori della rosa, iniziale, abbondante e quindi da sfoltire e da integrare nelle speranze e nelle attese di chi nel calcio ama non essere conservatore, con solo 3 novità, come detto Ordonez, Kouda e Joujou. Manca l’erede di Bonny qualcuno afferma e chiede: ma chi sarà? Ma come manca, visto che in organico ci sono qualcosa come 15 calciatori offensivi suddivisi in 1 tre quarti (Joujou, mentre Haj Mohamed appare tra i reietti), 4 prime punte (Pellegrino, Djuric, Sits, Benediczak, ieri assente, ci sarebbe anche Charpentier, ma anche lui è tra gli indesiderati) e 4 attaccanti esterni (Man, Ondrejka, Almqvis e a sorpresa Begic, mentre Mihaila, Mikolajewsky, Kowalski non rientrerebbero nei piani) e nemmeno una seconda punta, allora chi invoca un erede o vice Bonny non sbaglia?

Anche se un giocatore delle sue caratteristiche e potenzialità in natura calcistica almeno alle nostre latitudini sembra non esistere e sarà compito di una delle tante branchie dell’area tecnica reperirne uno per lo meno il più possibile, per qualità, simile a quelle del francese asceso alla corte nerazzurra di Chivu con sommo piacere del medesimo.

Ma in tutto questo clima di incertezza, di attesa e di attese fanno scalpore e furore i nomi dei collaboratori tecnici di Cuesta: il vice portoghese Rui Sa’ Lemos, portoghese classe 90, Javier Alvarez Acena, spagnolo, età imprecisata ma di sicuro anni 90 o giù di lì la sua nascita, Alberto Pasini, 35 anni anche lui come Sa’ Lemos, preparatore atletico, ex Juve next Gen, oltre al già citato Pavarini, su cui nessuno osa discutere, non tanto per l’età matura, un particolare senza importanza, stando a quella di tutti gli altri nei tecnici gialloblù, (il più giovane di tutti rimane proprio Cuesta un record), quanto per il fatto che, per molti, ma non per tutti, il merito della maturazione di Suzuki, nel finale, sia merito e opera sua.

Uno staff di giovani (Pavarini escluso) per giovani, questo è il dato di fatto che deve dare forza all’impresa e coraggio ai protagonisti in campo e fuori. Sì, però i soliti scettici (che due palle che fanno venire) sono sempre all’attacco quando obiettano: – Ma l’esperienza dov’è? Cerco di rispondere loro con un brano testo del romanzo “Cuore di tenebra” che così recita: “Tutti tengono in grande considerazione i vantaggi dell’esperienza. Ma a dal riguardo bisogna dire che l’esperienza significa sempre qualcosa di sgradevole, che s’oppone all’incanto e all’innocenza delle illusioni.”

Un po’ poco come risposta, l’incanto e l’innocenza delle illusioni sono un segnale un troppo debole che l’autore tale Konrad Korzeniowski( che non è un giocatore giovane dell’Est come i tanti in rosa al Parma) ci offre. Al momento crediamo alle illusioni della meglio gioventù, anche se come cantava Gilbert Becaud: “l’important c’est la rose” (l’importante è la rosa, 🌹, mi creda) al di là o al di qua dello staff e del mistero buffo finalmente svelato. Gianni Barone

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

RADUNO PARMA CALCIO E PRIMO ALLENAMENTO CON MISTER CUESTA – COMMENTI LIVE DA COLLECCHIO (diretta streaming)

FINE DEL MISTERO BUFFO STAFF. UNA NOTULA UFFICIALIZZA VICE E COLLABORATORI DI CUESTA

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

29 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’IMPORTANT C’EST LA ROSE. PARDON: LO STAFF…

  • Mercato zero. Staff tecnico che è una barzelletta. Mi spiegate perchè quando dico che Kraus vuole andare in B si alzano i soliti col ditino alzato da professorini “eeehhhhhhh ma vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, vai al Mapei, arsano,…..”. Questa sarebbe una strategia che mira a consolidare la serie A? Sveglia!!!!O meritiamo di essere i mammalucchi che gambe a x e il suo cagnolino pensano che siamo.

  • #siamoappostocosì
    #iomifidodicherubini
    #ilmercatocominciaafineagosto
    #parmallafinestra
    #parmasullosfondo
    #squadragiovaneallenatadagiovani

  • Siberianhusky

    Ripetere in stile mantra che Krause punti a tornare in Serie B è il tuo cavallo di battaglia…anche se si tratta di un’affermazione priva di senso.
    Retrocedendo perderebbe un sacco di soldi e questa è una cosa che da fastidio anche ai ricchi.
    Certo è che il Parma a livello tecnico sta prendendo scelte inconsuete per la nostra Serie A, tutto sta a vedere se sul campo si dimostreranno giuste…

    • Amico mio ti ripeto. Se io mi butto dal mio balcone al 6 piano posso anche dire prima che non voglio uccidermi ma il mio agire va in quella direzione e probabilmente mi uccideró. È stucchevole continuare a dire che è una cazzata e che punta a retrocedere ma anzi vehhhhh punta in alto quando il suo agire dal non mercato alle scelte tecniche da due anni a questa parte sono totalmente folli e soprattutto al risparmio più totale. E lasciamo li con la fola che ha speso nel 2021 basta

      • Qui le fole continui a veicolarle tu ed è ora che gli dai un taglio. Anche io nutro le mie perplessità su un alternativo modo di intendere il calcio che l’attuale proprietà del club ha, e nutro un diverso orientamento su come dovrebbero andare le cose, ma non accetto che nel sito di cui sono direttore e proprietario, tu venga a propalare balle, perché è sotto gli occhi di tutti che Krause ha speso 500 milioni in 5 anni e che Keita Ordonez Suzuki Leoni, solo per citarne alcuni, non risalgano al 2021. Per cui visto che non la capisci con le buone, mi trovo costretto ad avvertirti che mio malgrado i tuoi prossimi commenti contenenti balle finiranno dritti nel cestino. Sono un democratico e mi fa schifo la censura, però hai rotto i coglioni.

  • Costantino XII

    Io sono un tifoso del Parma autentico e non di quelli che poi tifano anche Juve, Inter e Milan perché più vincenti…penso che il sig. Krause non abbia la più pallida idea di come si faccia calcio in questa nazione! Sono anni che abbiamo bisogno di un attaccante da doppia cifra (almeno 10 reti in una stagione) e continua a fare acquisti perlopiù inutili. Il valore di alcuni giocatori è inspiegabilmente lievitato, ma non le loro prestazioni. Come può un “paperone” Suzuki valere 50 mln e capitan Delprato neanche le metà? Ricordo a tutti che l’anno scorso le papere del nipponico ci sono costate la bellezza di almeno 10 punti in campionato…questo lo dicono i fatti. Personalmente ho scritto una lettera in buon inglese indirizzata a Krause chiedendogli di darsi all’ippica, sono sicuro che in quel campo farà meglio. A Parma vogliamo persone con la passione per il calcio. Tanzi avrà usato i soldi del Monopoli, ma ha portato a Parma gente come Buffon, Frey, Benarrivo, Cannavaro, Thuram, Veron, Almeyda, Stanic, Micoud, Conceição, Crespo, Chiesa e altri…Krause non è capace di spendere 10 mln per Colombo, e con tutto il rispetto per Lorenzo, non è proprio la stessa cosa…

    • Credo che il riferimento a Micoud avrebbe potuto essere risparmiato…

      • Costantino XII

        Sempre meglio Micoud di Sohm, ti ricordo che era il sostituto di Zidane in nazionale…Sohm la nazionale la vede con il contagocce ed è nazionale elvetico (con tutto il rispetto possibile)…

    • Costantino, fa una cosa, invece di commentare qua trovati al bar con Davide a discutere del Parma che secondo me ve la intendete alla grande. Di solito vanno sempre in coppia.

      • Costantino XII

        Io Alberto ho risposto educatamente…certi tifosi del Parma, come te probabilmente, tifano Juve, Milan, Inter…io sono autentico e ho vissuto gli anni d’oro del Parma. Nessuno chiede di tornare ai fati di un tempo…ma almeno un pò di rispetto per i tifosi si! Io sono tra i soci fondatori della società e, anche se detengo una piccola quota azionaria, penso di avere il diritto di dissentire sulla gestione approssimativa della società senza essere attaccato messo alla porta…forse Davide talvolta esagera…ma siamo tutti stufi, vogliamo vedere qualche volta bel gioco e qualche colpo ad effetto: Li fanno società come Verona, Sassuolo ed Empoli e noi non riusciamo neanche ad acquistare un potenziale bomber da 10 reti a stagione???

        • Per mia fortuna tifo solo Parma. Se per te rispetto è comprare un giocatore ad effetto credo abbiamo una definizione diversa di rispetto. Detto questo a me sembra che Parma abbia abituato sempre ai “colpi ad effetto” (Cassano, Gervinho, Vazquez, per citare alcuni in tempi recenti). Poi è ovvio che non si possono fare sempre e soprattutto al 16 di luglio. Su quello che hai detto su Verona, Sassuolo e Empoli penso si commenti da sola. Dico solo che a Parma c’è sempre il brutto vizio di vedere l’erba del vicino sempre più verde. Il bel calcio è quello che porta i risultati, altrimenti facciamo come i napoletani che hanno perso scudetti su scudetti giocando bene.

    • Penso che Krause si possa criticare liberamente su molte cose, ma scrivere che non è capace di spendere 10 milioni è una enorme minchiata dimostrata dai fatti, l’impegno economico della sua gestione è stato abnorme, possiamo poi discutere sui risultati, ma non certo sulle risorse messe a disposizione.

      E definire Suzuki un paperone poi.. si commenta da solo.. i nostri sono tutti scarsi e devono darsi tutti all ippica,analisi profonda e autorevole..

    • Tanzi per comprare gli assi che hai elencato ha lasciato in mutande centinaia di risparmiatori ed azionisti, anche pensionati… Non mi sembra il caso di citarlo come esempio di presidente virtuoso e ambito. Tutti abbiamo goduto dei successi di quel Parma, ma siamo obiettivi: se fosse stato il presidente di una strisciata l’avremmo messo al rogo sulla pubblica piazza, altro che portarlo ad esempio… Veramente preferiresti uno così a KK???

  • Chiedo timidamente e sommessamente che mi venga fatto l’elenco degli acquisti di Kraus con il relativo esborso vero per ognuno e mi venga fatta la somma per arrivare a 500. Io ci ho provato partendo dal 2020 e sono arrivato a circa 130. Ne mancano 370.

      • Allora sono stati spesi per toppare i busi precedenti, perchè se non stati spesi sul mercato non mi sembra che siano stati spesi per Stadio o Centro Tecnico e nemmeno in stipendi di dipendenti visto che la maggior parte prendono meno di catatori su di tomacche e sigolle. Quindi no spesi sul mercato, no per stadio e Collecchio, no per stipendi si dipendenti, men che meno in stipendi di giocatori che sono tra i più bassi della serie A e prima B. Per cosa sono stati spesi? Sono curioso

        • Esiste anche una normale gestione. E mi stupisce che un colletto bianco quale sei, non ci possa arrivare da solo. Non esiste solo il calcio mercato. E non esistono solo le grandi opere. Una società del genere (peraltro molto sovrastrutturata) ha un suo costo.

          E basta anche con ‘sta cazzata dei debiti (busi) che l’attuale proprietà (al di là di qualche servo sciocco) non ha mai lamentato. I famosi circa 70 milioni di debiti sportivi, sono stati decurati dal prezzo di vendita. Te l’ho già scritto anche troppe volte. Per cui ribadisco il discorso di ieri: basta scrivere falsità

          • Eh si ma continua a non tornarmi il conto del favoleggiato mezzo palo. Io sono tra quelli che non credono ai busi della precedente gestione ultra sparagnina che era gestita col pallottoliere della massaia. Quindi no busi, no calcio mercato (per altro fermo da anni), no stipendi di zogador e allenatori, no grandi opere, no stipendi del personale, allora van tutti a Petna, Lancom, Notari e aree performans, perchè ripeto non si spiega. O è messo l’aeroplano in conto al Peeerma se no veramente i numeri non quadrano. Per dire il Como avrebbe speso meno…. prima o poi qualcuno ci illuminerà.

          • Davide non venire qui, però, a percularmi: se Ti avverto che i tuoi tentativi di propalazione di fake news saranno trattati con tolleranza zero, ossia immediatamente cestinata, non puoi, mentre stai dialogando proprio con me, inserire una di queste corbellerie, ossia che il mercato sia fermo da anni. Chiunque ci legga, infatti, sa perfettamente che il proprietario del Parma ha speso parecchi dei suoi soldi, incluse le ultime due sessioni di mercato, nel quali ha speso per prendere calciatori anche piuttosto interessanti (alla prova dei fatti) come Ondreika, Suzuki, Pellegrino, quelli prenotati per questa stagione un anno fa, etc. Quindi, io avrei dovuto buttare nel cestino questo tuo commento solo per quel motivo. E’ una balla colossale dire – come ripeti tu in continuazione – che Krause non spende.
            Poi sul come spende possiamo anche dibattere: possiamo anche non essere d’accordo con la sua linea e filosofia, ma limitiamoci a motivare il malcontento con questo, senza, invece, scadere nelle balle inconsistenti. Tra l’altro tu sei persona preparata: leggiti i bilanci e guarda come KK abbia messo soldi concreti suoi: quindi qua balle copme le presunte pezze al culo, il non aver soldi fa far ballare una scimmia e tutto il tuo abituale armamentario, non usarlo in questo spazio perché le balle e le leggende metropolitane non mi va che si veicolino attraverso un sito di cui sono proprietario e direttore responsabile.

    • Ale Pongonazzo

      Dai Davide, rilassati…sai che quando c’era da legnare sono sempre stato il primo, nessuno sostiene che i soldi li abbia spesi bene e nei “posti giusti”, però bisogna anche darsi la possibilità di credere, almeno ancora per un po’, che certe cose possano essere cambiate o stiano cambiando. Cuesta l’ è molt meno puten di quel che appare anagraficamente.
      L’ età e certe supposte esperienze non sempre contano e qualche volta contano come delle supposte, per cui visto che siamo in tema, non farti venire i tuoi proverbiali prolassi che col caldo l’ è anca pu’ grisa.

    • Massive Attack

      Davide, dal 2020 a oggi – quindi in cinque anni – sul mercato dei trasferimenti sono stati spesi circa 300 milioni di euro. Un milione in più o in meno, ma siamo lì. Di questa cifra, ben 68-69 milioni sono stati impiegati per coprire gli errori della precedente gestione, con Faggiano come direttore sportivo.
      Ricordiamoci: 21,5 milioni per Inglese, 8 milioni per Cornelius, 8,5 milioni per Grassi, 4,5 milioni per Sepe, 5 milioni per Kurtic e 8 milioni per Karamoh.
      Tutti giocatori che sono stati riscattati – e sappiamo bene cosa hanno (o non hanno) dato una volta acquistati definitivamente. Quindi, si scopre che una grossa parte del budget è stata spesa per rimediare a una politica di mercato sbagliata.

      • Mi permetto di correggerla: in quanto, come più volte specificato (quasi sempre per correggere Davide), il “debito sportivo” nel frattempo cumulato da Nuovo Inizio durante la propria gestione, è stato scontato dal prezzo di vendita a Krause (dalla valutazione iniziale). Quindi non sono stati spesi soldi per ripianare alcunché, dal momento che quei soldi sono stati un “mancato guadagno” dei venditori.

        In secondo luogo, lei parla di errori di Faggiano, ma l’errore lo fa lei ad affermarlo, in quanto le operazioni orchestrate dal DS (ed avallate dal CDA, dal momento che non era un amministratore, dunque era senza portafoglio) sono servite allo scopo di perseguire successi sportivi rimasti nella storia con il famoso claim “Come noi nessuno mAi”, ossia le promozioni dirette dalla D alla A e due salvezze. I calciatori scelti e pagati (forse Inglese eccezione a parte, perché in effetti si era compiuto un passo un po’ più lungo della gamba, contraddicendo la nomea di “piocioni” dei Magnifici 7) secondo le valutazioni di mercato e non strapagati, sono stati funzionali all’ottenimento degli obiettivi sportivi prefissati. Star qui a discutere Faggiano è un oltraggio alla recente storia di successo del Parma.

        • Massive Attack

          Ecco perché hanno venduto il club: aveva accumulato debiti. In ogni caso, Faggiano prendeva le decisioni sui trasferimenti, naturalmente con l’approvazione del consiglio di amministrazione.
          Possiamo guardarla anche da un’altra prospettiva: a breve termine è stata una storia di successo, ma a lungo termine non lo è stata. Quegli investimenti non sono stati redditizi. Non siamo riusciti a rientrare nemmeno delle spese per nessuno di quei tanti giocatori, per non parlare di un guadagno in conto capitale.
          Nell’anno della retrocessione avevamo ancora tutti quegli stessi giocatori, tranne Kulusevski. Quei giocatori camminavano in campo. In tutto il periodo in cui Faggiano era al comando, abbiamo preso solo due giovani giocatori, e pure in prestito, e li abbiamo sviluppati per l’Atalanta, che poi ha ottenuto un enorme guadagno dalla loro vendita.

          • Al di là della superficialità, dei luoghi comuni e dei pregiudizi, andrebbe sempre considerato che Nuovo Inizio era una start up aperta dal più esperto startuppista ossia Marco Ferrari, che con opportuna studiata strategia, anche sportiva grazie a Favgiano, ha rapidamente centrato la propria mission vincendo tre campionati in stecca e mantenedo due volte di fila la categoria [A] conquiststa. La liro era una gestione sul breve ~ e non l’hanno mai nascosto ~ e non sul lungo termine. Le mosse di mercato erano conseguenti, non si posdono paragonare con quelle di proprietà stabili Cmq centrati tutti gli obiegtivi; vendita inclusa: sono uscito in silenziosenza debiti,defalcati dal prezzo di vendita. È stata una ottima gestione

          • Massive Attack

            Non è che voglio contraddire. Io non nego nulla. È chiaro che dal loro punto di vista – è una storia di grande successo. E questo lo riconosco. Hanno davvero ottenuto un risultato che merita elogi. Hanno protetto il club durante la prima vendita a quel povero cinese. Alla fine l’hanno venduto bene, e secondo me l’hanno venduto a un uomo che, pur con tutti i suoi difetti, ha una visione chiara. Il club, a lungo termine, deve essere autosostenibile. Ed è proprio l’unica cosa a cui la precedente dirigenza non ha davvero pensato. Alla fine, se Faggiano fosse un tale esperto, non sarebbe in Serie C. Basta ricordare quanti affari sono stati favoriti a favore del Napoli. Abbiamo speso 35 milioni per Grassi, Sepe e Inglese. Tutti sono andati via a zero. Ho tutto il diritto di essere allergico a Faggiano.

          • Ci son fior fiore di dirigenti che non meritano la a ed altri che languono in C. L’operato di Faggiano è stato funzionale al progetto tecnico di allora che, ribadisco, era sul breve e non sul lungo periodo. Credo, inoltre, che abbiano rispettato un lodevole equilibrio tra costi e ricavi di certo di piu che nell’attuale gestione, specie a fronte degli obiettivi sportivk raggiunti. Alla vecchia societa stava bene trattare col Napol7, non sono razzisti come certi tifosi. A D’Aversa stava bene Sepe che qui ovviamente è stato odiato per la sua napoletanita

          • Massive Attack

            Non odio nessuno. Sono del Montenegro, come Vučinić e Krstović. Uso il traduttore. E sinceramente non sono a conoscenza dei vostri problemi di razzismo nel paese. Mi dispiace per questo, davvero.
            Quella retrocessione sfortunata è stata anche parte di quel progetto a breve termine, perché alla fine i titolari erano sempre gli stessi giocatori degli anni precedenti, tranne Kulusevski. Questo è il mio punto. Alla fine, la vecchia dirigenza aveva portato Liverani, che è stato un vero disastro. Dopo è arrivato Krause. Ovviamente neanche la sua prima finestra di mercato con Carli ha aiutato. Oggi abbiamo solo Sohm, che possiamo dire sia stato un acquisto riuscito.
            Comunque, ci siamo capiti perfettamente.

          • Assolutamente no. La nupva proprietà concordo tutto prima e appena entrata in aervizio eatromise tutti. La retrocessione fu tutta opera loro.

  • Massive Attack

    Di cosa stiamo parlando? Sempre di gente scontenta.
    Praticamente ogni investimento della scorsa stagione si è rivelato un investimento giusto.
    Andiamo con ordine.

    Suzuki, anche se all’inizio ha commesso errori, nella seconda parte della stagione, con Chivu, è stato praticamente perfetto. E non dimentichiamo il mentore Pavarinij. Valore: 40 milioni.

    Leoni, anche se molti mettevano in dubbio quell’investimento, si è dimostrato — una volta arrivato Chivu — un nazionale italiano a soli 18 anni. Valore: 40 milioni.

    Pellegrino ha inciso con gol, assist e un’incredibile grinta. E abbiamo trovato un vero numero 9.

    Keita, che contributo straordinario da quando è arrivato Chivu! Ha portato il centrocampo sulle proprie spalle.

    Ondrejka: in 11 partite ha segnato 5 gol. E quasi sempre entrando dalla panchina. Un gol ogni 83 minuti. Ha strappato un pareggio con la Lazio con due gol, ha conquistato la vittoria contro l’Atalanta con altri due, e ha pareggiato con l’Inter con un altro. Cinque punti cruciali nella lotta per la salvezza.

    Valeri, preso a parametro zero, anche lui è stato un colpo azzeccato, anche se un po’ più debole in fase difensiva. Ha comunque fatto 2 gol e 6 assist.

    L’unico vero errore: Pontus Almkvist, pagato 2 milioni.
    L’unico investimento ancora in dubbio: Matias Lovik, che semplicemente non ha avuto minutaggio. Entrava solo nei finali, quando la partita era in bilico, e in quei momenti non era giusto inserirlo.

    Conclusione: la politica dei trasferimenti è stata estremamente riuscita. Nominate un club della parte bassa della classifica che ha giocatori di questo valore e talento.
    Si parla dell’Empoli come esempio, e l’Empoli è retrocesso, senza vincere una partita da dicembre a maggio. Non scherziamo.

    E un’altra conclusione: il vero problema della scorsa stagione si chiamava Fabio Pecchia.

I commenti sono chiusi.