venerdì, Agosto 21, 2026
ColumnistNews

IL COLUMNIST di Luca Russo / LA CONFERENCE LEAGUE NON E’ UNA COPPETTA

(Luca Russo) – Dicono, sbagliando secondo chi vi scrive, che la Conference League sia una coppetta. Chi vi si qualifica, in diversi casi la snobba o la considera un fastidio. Chi, invece, è lì lì per qualificarvisi, fa di tutto per evitarla manco si trattasse della peste e se riesce nell’impresa, poco apprezzabile sul piano sportivo, stappa bottiglie di quello buono che nemmeno a Capodanno; se, al contrario, “malauguratamente” centra la qualificazione, comincia a escogitare una strategia per uscirne nel più breve tempo possibile.

Non è sempre questo l’andazzo, intendiamoci, basti pensare alla Roma e al Chelsea che hanno vinto la prima e la quarta edizione, ma anche a West Ham ed Olympiacos che si sono imposte nella seconda e terza o alla Fiorentina che in finale ci è arrivata due volte. Tuttavia resta generalmente la competizione alla quale – è questa l’opinione diffusa – sarebbe meglio non partecipare.

Un assunto che potrebbe essere accettato se e solo se si avesse una concezione esclusivamente commerciale del calcio, inteso come semplice strumento o pretesto per fare soldi. Certo, non si tratta né della Champions League né dell’Europa League, palcoscenici che nell’immaginario collettivo risultano più luccicanti e offrono maggiore visibilità, ma se “il calcio è del popolo”, come in tanti populisticamente urlavano qualche anno fa quando si ventilava l’ipotesi di dare alla luce la Superlega, la Conference League è la manifestazione che meglio e più delle altre celebra le nozze tra il pallone e la sua gente.

Lo spiegano un paio di sfumature non trascurabili della rassegna in questione: non è raro imbattersi in squadre i cui elementi fanno anche un altro mestiere oltre a quello del calciatore, il che nobilita lo slogan di cui sopra trasformandolo nella sua versione ancor più rustica: “il calcio è il popolo”; trattandosi di un torneo che mediamente abbraccia latitudini lontane da quelle del fúdbol che “conta” dominato e governato dalle logiche del business che impongono sedute di allenamento top secret e contatti coi fan solo a mezzo social, per citare solo due dei tanti esempi che si possono snocciolare in tal senso, le formazioni che vi partecipano si compongono di atleti facilmente accessibili e raggiungibili dai tifosi che li sostengono: chiedere un autografo o una foto al centravanti titolare del Tre Fiori, San Marino, è un compito agevole, ottenere le medesime cose dal terzo portiere del PSG rischia di essere difficile tanto quanto una missione da 007.

Aspetti sociologici a parte, c’è un ingrediente che fa della Conference League una coppa che, con le dovute proporzioni, è autenticamente più affascinante e romantica della Champions League e dell’Europa League, ed è la sua capacità, la sua predisposizione a proporre ciclicamente abbinamenti suggestivi che mettono di fronte Davide e Golia, che qualche volta si risolvono col primo che trionfa sul secondo. È successo in almeno due circostanze anche nelle gare del primo turno di qualificazione andate in scena tra martedì e ieri.

Al San Marino Stadium i sammarinesi del Tre Fiori, allenati da Girolomoni, hanno sconfitto gli armeni del Pyunik grazie ad una rete messa a segno da Manfroni al 63′. Ma il risultato più sorprendente e significativo della serata è giunto dalla Bosnia Erzegovina, segnatamente da Banja Luka dove i padroni di casa del Borac Banja Luka sono stati superati dagli andorrani dell’FC Santa Coloma, autori di una prestazione pressoché perfetta che ne ha legittimato la vittoria. 1-4 il finale al Gradski Stadion Banja Luka in un match che ha visto la formazione bosniaca esprimere un calcio approssimativo, confuso, disordinato, impreciso e pasticciato in entrambe le fasi di gioco e quella andorrana, viceversa, esibire trame e geometrie dettate da una buona organizzazione collettiva, una tecnica di tutto rispetto, gambe in ottima condizione, sebbene si sia soltanto a luglio, un agonismo da applausi e letture dei vari momenti della gara da grande squadra.

Non è un caso che gli ospiti siano riusciti a indirizzare la sfida a proprio favore già nel primo tempo, chiuso in vantaggio per 3-0 grazie ai gol siglati da Mourelo, Cistero e Virgili. Nel secondo si è materializzato il 4-0 ad opera di Leon e solo a venti minuti dal triplice fischio i rossoblu di Banja Luka sono riusciti ad accorciare le distanze con Kulasin, ma non a scongiurare i prevedibili fischi dei loro tifosi quando l’arbitro Avazashvili ha decretato la fine della contesa.

Sarà anche una coppetta la Conference League, come dicono quelli bravi, ma accoppiamenti, confronti e risultati del genere la rendono autenticamente più affascinante e romantica della Champions League e dell’Europa League. Luca Russo

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / LA CONFERENCE LEAGUE NON E’ UNA COPPETTA

  • Amico mio per sperare mai dí giocarla serve però che questa disgrazia di sciagura che si chiama Kraus si polverizzi lontano da qui. Con la folle strategia di questa proprietà puoi solo schiantarti etor che Conferens lig

  • Andreotteika

    Con sto fesso potresti ambire alla mitropacup,ripristinarla !

  • Si si hanno ragione Stanlio e Ollio, cacciamo via KK, che non ha un pio e fa solo danni. È visto che di tabaccaio che fa “sfracelli” (per adesso) ne esiste solo 1 ma lo hanno già preso, speriamo che ci compri Cellino…. Anzi no sarebbe troppo per noi, speriamo che tornino Ghirardi, Manenti Taci, così a Monticelli e Sorbolo non ci andiamo a giocare in attesa dei lavori allo stadio, ma ci giochiamo in campionato. Però il giorno che succederà zitti e muti, perché è quello che vogliamo.
    #KKnonhaunpio
    #ViaKeruKrauseKk
    #VogliamoManenti
    #BenepippaBermameleBalord
    #KKvuoleandareinB
    #prolassoanale

I commenti sono chiusi.