IL COLUMNIST di Luca Russo / WOW, CHE MAGLIA!
(Luca Russo) – Wow! Questa è stata l’esclamazione naturale cui mi sono lasciato andare quando, nella mia casella di posta elettronica, è giunta la newsletter con la quale il Parma ha svelato virtualmente il nuovo “Away Kit” 2025/26. Lo shooting ha avuto luogo nella Galleria Nazionale di Parma, nel cuore del Complesso Monumentale della Pilotta. E anche lì, sono pronto a scommetterci, qualche wow! deve essere scappato a chi, tra gli addetti ai lavori, ha avuto la possibilità di ammirare dal vivo e da vicino la maglia da trasferta per la prossima stagione.
Un capolavoro, una meraviglia, uno spettacolo e scegliete voi quali altri aggettivi calzano a pennello su una casacca che io considero riduttivo perfino definire solamente perfetta. E qui mi faccio aiutare dalle due sensazioni prevalenti sulle altre provate alla vista della divisa da viaggio. La prima mi ha riportato ai fasti del passato.
L’away kit, oltre che richiamare l’onda sonora dei tifosi, come ampiamente illustrato dal club, è a mio avviso, soprattutto un inno al Parma che fu e che la tifoseria Crociata si augura possa tornare ad essere. Come si può essere di fronte a una maglia del genere e non fare un viaggio a ritroso con la mente lasciandosi catapultare nei tempi durante i quali la formazione ducale riusciva a dettare legge sia in Italia che in ambito internazionale?
Con questa casacca i gialloblu vinsero le famose 3 coppe in 100 giorni a cavallo tra le stagioni 1998/99 e 1999/2000, nell’ordine Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Certo, già in numerose occasioni passate il sodalizio Crociato l’ha scelta come tenuta da esibire lontano dal Tardini, ma la versione in questione è quella che più e meglio delle predenti riporta ai trionfi di qualche decennio fa.
La seconda è dettata da ragioni estetiche che mi portano a dire che la scelta delle tonalità di giallo e blu è stata indovinatissima. Sia l’uno che l’altro non sono né troppo accesi né troppo spenti, come non di rado può accadere quando si maneggiano abbinamenti cromatici di questo tipo.
Nel complesso va fatto un plauso al Parma e a tutte quelle società che, come il Parma, in tema di prime e seconde maglie riescono quasi sempre a non cedere alla tentazione di proporre soluzioni fantasiose o per meglio dire poco rispettose della storia del club che rappresentano, tendenza che invece è largamente diffusa tra le tre grandi storiche del calcio nostrano. Perché, sebbene le logiche commerciali e di mercato invitino a scegliere strategie fin troppo alternative, stravolgere il passato non è un obbligo. E rispettarlo non è una colpa, soprattutto se ti fa fare collezione di complimenti. E di wow! Luca Russo (credits foto: parmacalcio1913.com)
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Prima maglia ape Maja, seconda revival 95/96 bianca e ultima la crociatona nera (non se ne può più, è sempre uguale)
Ciao Pietro,
Sulla Crociata nel tempo ho maturato una convinzione che indubbiamente risulterà impopolare: non la utilizzerei come prima maglia, ma come casacca da indossare in occasioni speciali, a mo’ di rievocazione storica. Non nascondo che esteticamente non mi piace, ma il parere sulla bellezza non tiene conto ovviamente del suo valore storico. Certo, magari non avranno il suo stesso valore storico, ma a modo loro hanno fatto ugualmente la storia: parlo delle maglie di fine anni ’80, con Ernesto Ceresini presidente, e degli anni ’90, con i Tanzi a capo della società. Farei di quelle maglie le prime e seconde maglie di oggi, esibendo la Crociata, appunto, in occasioni speciali. Ma è solo il mio parere e comunque so che, naturalmente e forse giustamente, non riscuoterà alcun consenso.
Mi dissocio
Mi accodo al suo parere, che condivido al 100% e credo che non sia così impopolare come lei pensa.
Anche a me la crociata ha davvero stufato, apprezzo invece molto di più la vivacità della giallo blu, non solo esteticamente, ma anche per i dolci ricordi di coppe e dí campioni che l’hanno indossata.
Quest’anno in particolare il lavoro, a mio modo di vedere egregio di Puma, ha forse accentuato la differenza, sarei d’accordo anch’io di rendere la crociata speciale solo per certe occasioni. Non ho i dati di vendita a supporto, ma scommetterei che ape maia e la terza siano molto più apprezzate da chi compra , rispetto alla classica e quasi sempre identica prima maglia
Concordo con Lei ma se lo dice è un arsano da andare al Mapei. Con la crociata non abbiamo vinto una mazza e fatto stagioni di merda da straccioni tribolate. Ma ai benpensanti piace soffrire. E anche io trovo l’ape Maia meravigliosa in generale e quella di quest’anno spettacolare così come la terza maglia. Un enorme plauso a Puma siamo anni luce dai decenni tristi e micragnosi in Errea. Se solo il negozio fosse aperto anche la mattina…
Grazie Luca per la risposta. La mia prima stagione assidua risale a Stefano Pioli che segna a Sanremo e ci porta in serie B con Marino Perani in panca, in maglia bianca e Prosciutto di Parma come sponsor. Riconosco il valore storico della crociata, ma comunque era già stata dismessa quarant’anni fa!
Concordo pienamente con Luca Russo sulla questione maglia crociata. Per quanto riguarda la seconda divisa, francamente preferivo quella dello scorso anno; ma è solo una questione di gusti personali.
Molto bella anche se preferisco quella della scorsa stagione (che ho preso).
Quest’anno mi piacciono molto le proposte, mentre l’anno scorso la terza maglia tutta gialla era stata deludente
Di maglie e di ricordi son piene le fosse ,ma noi non ci siamo ancora dentro ,quindi da fuori ti posso dire,chissenefrega giocheranno in canottiera
Poi se venisse uno come il fondo Pif o i tabaccai per me potrebbe farci giocare anche con una merda addosso. Ai tempi di Lui nessuno pensava alla croseda quando vedevi Baggio, Veron, Thuram e Cannavaro
La maglia del Parma è quella crociata e per chi l’ha vista al Tardini da bambino resterà sempre l’unica anche se allora la Serie A la vedevamo solo alla Domenica Sportiva. A farla abbandonare nei primi anni ’80 fu il fatto che la croce toglieva visibilità allo sponsor, che all’epoca era il Consorzio del Prosciutto.
Erano i primi anni dove il business cominciava a prevalere sulla tradizione.
seconda e terza maglia di quest’anno belle entrambe ma la storia non si discute
come seconda magia la mia preferita era quella gialla con croce blu come il simbolo della città utilizzata nell’anno della salvezza con rossi e ranieri ma non è stata piu proposta se non nella variante a colori invertiti che non mi piace