PRENDE FORMA IL NETWORK KRAUSE: QUASI FATTA PER L’UD LEIRIA (PORTOGALLO)
(Vincenzo Bellino) – Il Krause Group, proprietario del Parma, continua a muoversi con decisione sul fronte europeo, confermando la volontà di costruire una rete di club dedicata allo sviluppo dei giovani talenti e alla valorizzazione dei giocatori. Dopo settimane di indiscrezioni, le nostre fonti esclusive chiariscono finalmente alcuni dettagli finora rimasti confusi.
Contrariamente a quanto era stato ipotizzato a metà dicembre da Parma Today, le trattative con il Paços de Ferreira, squadra della Liga Portugal 2, non sono mai andate oltre i contatti preliminari, risalenti a mesi fa. Come spiegato da rappresentanti del club lusitano a StadioTardini.it: «Al momento non c’è nulla in corso con il nostro club. Si parlava di un altro club portoghese, non del nostro. Un agente ci aveva chiesto informazioni dicendo che un club italiano era interessato a comprare una squadra in Portogallo, forse il Parma, ma non abbiamo mai avuto incontri con il Krause Group».
Questa precisazione smaschera definitivamente le voci secondo cui il Paços de Ferreira sarebbe stato il primo passo concreto del progetto europeo del patron americano. Il vero approdo strategico sembra essere invece l’UD Leiria, club della 2ª Liga portoghese. Secondo quanto riportato da Record, confermato anche dalle nostre fonti, il Krause Group è ormai in fase finale di negoziazione per entrare nella società, attualmente guidata da Nélio Lucas, con l’ufficializzazione dell’operazione attesa entro il mese.
Il gruppo americano ha condotto uno studio approfondito sul calcio portoghese, valutando strutture, organizzazione e potenzialità di crescita dei club. La città di Leiria è stata individuata come contesto ideale per sviluppare giovani talenti e testare modelli gestionali europei replicabili in altre società del network. L’accordo prevedrebbe non solo l’ingresso nel capitale della società sportiva, ma anche un coinvolgimento diretto nella strategia sportiva e gestionale.
L’obiettivo è creare una rete europea di club in grado di favorire scambi di giocatori, metodologie e percorsi di crescita coerenti. La scelta di Leiria, spiegano le nostre fonti, non è casuale: la società offre strutture adeguate, un’organizzazione flessibile e la possibilità di sperimentare un progetto a lungo termine senza le pressioni immediate di un club di prima divisione.
Questa operazione rappresenta un passo concreto nella strategia europea del Krause Group. L’obiettivo non è il mero investimento finanziario, ma la costruzione di un progetto sostenibile e strutturato, capace di valorizzare i giovani e di creare sinergie tra più club del network. Con l’UD Leiria, quindi, il gruppo americano prende posizione concreta sul territorio lusitano, smentendo le false piste sul Paços de Ferreira e segnando il primo tassello di un disegno europeo più ampio. Vincenzo Bellino
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Io ho un’idea ben chiara da almeno 1 anno ed in passato, in qualche commento, ho provato anche a darvi degli ” spunti ” ma non credo che abbiate letto tra le righe. È un’operazione che non mi sorprende e che ha una sua logica.
Concordo con te. Anche Schianchi la pensa come noi
mo lesa ster schianchi… era polemico e contrario a tutto quando c’era tanzi, figurati…
Beh… Parliamone… Basta saperlo prendere… Del resto aveva visto i conti pagati da Ghirardi…
Mi dispiace per gli amici portoghesi. Una disgrazia che nessuno merita.
Scusate ma il così detto Kraus Grup a parte due cantine e un dormitorio nelle Langhe e purtroppo per noi il fu Parma Calcio cosa comprende? Venduti i mini market il viso lungo ha solo i giocattoli qui in Italia. Comunque il “netuorc” di cleb con robette nelle serie minori portoghesi significa hot spot per Piripò provenienti dall’Africa (come fanno appunto in Partugal), manovre finanziarie e fiscali (come faceva l’Udinese col Watford e come voleva fare chi era dietro al prestanome cinese arrivato qui col Granada), insomma tutto meno che ambire a vincere partite e comprare giocatori forti. Ora come non mai dobbiamo liberarci di questa disgrazia con la mono giacca.
Più che altro mi viene da pensare che il progetto a medio/lungo termine si trasformerà in un progetto a lunghissimo termine. Costruire un network di squadre di per sè non la vedo come un brutta idea, è che nello sport bisogna necessariamente fare i conti con l’età, nel senso che se vuoi far crescere i calciatori all’interno delle tue squadre ci vuole parecchio tempo, almeno all’inizio, poi magari prendi il giro e se fai le cose fatte bene ogni anno tiri fuori qualche giocatore. Ma ci vuole tempo per iniziare a vedere i primi risultati.
Secondo me il famoso progetto è più attuabile se hai più squadre rispetto ad averne una, perché adesso i calciatori li devi svezzare a Parma dopo lo puoi fare nelle squadre satellite e portare a Parma quelli già pronti. Rimane lo spinoso problema di lasciar lavorare le persone che si hanno in società senza troppi vincoli e paletti.
Col Nova Gorica a Ghirardi e Leonardi non andò molto bene…
Nemmeno al Parma a dir la verità andò meglio…. infatti Ghirardi è ancora nei nostri pensieri, è speriamo che gli arrivino ben chiari e potenti….
Comunque voglio pensare che andrà bene stavolta…
Comunque ridendo e scherzando (si fa per dire ovviamente), ad oggi siamo a due cessioni e zero acquisti mentre le concorrenti come Fiorentina, Lecce e non solo hanno già scritturato nuovi rinforzi. E per non farci mancare nulla, secondo Trupo, a gennaio Guaita potrebbe già andare via…ma in che mani siamo? Il tanto vituperato Cherubini mi sa che non era il messia che tutti speravamo…
Più che vituperato, direi osannato, giacché vituperare significa “Coprire d’insulti gravi, lesivi della dignità e dell’onore; infamare, ingiuriare”, in sostanza “Disprezzare”, che non mi pare certo il caso del Plenipotenziario (a parte qualche aliquota, per via dei suoi trascorsi bianconeri)
Dimmi tu quale proprietario ti regala un’intera squadra portoghese nel mercato di gennaio. Cosa volete di più? Poi, se a fine mercato c’è l’occasione giusta per fare qualche operazione in Francia, Belgio o paesi scandinavi, non si tirerà dietro e ci regalerà qualche altro liceale. Il “progggettto ” !
Mi scuso per la clamorosa gaffe… come si dice in questi casi, che figura di m…
E’ vero che i mercati del Parma finora non hanno regalato chissà che ed in qualche modo è comprensibile il pessimismo, però giudichiamo alla chiusura (l’anno scorso arrivò Pellegrino ad esempio…), non si sa mai…
Si, quello che come sempre mi lascia perplesso è la “calma olimpica” con cui si fanno gli acquisti, nonostante l’urgenza, perchè l’urgenza c’è eccome. Fiorentina e Lecce, sempre per menzionare le solite due, hanno chiuso in fretta e furia più colpi come previsto…noi dormiamo come sempre
Quello è vero. Mi vien da dire che la politica di autosussistenza imponga prima le cessioni…. Boh, staremo a vedere.
E mi ricordo bene le lamentale sull’acquisto. Oggi è da santificare visto che ci tiene a galla. Puntando sui giovani è così, spesso va male e ogni tanto ci prendi, dobbiamo abituarci a questa dimensione.
mettiamoci dentro anche il Pisa
Acquistare una squadra di Serie C italiana sarebbe stato più utile in funzione della prima squadra sotto il profilo strettamente tecnico sportivo.
Per sgrezzare i giovani prospetti è uno scenario perfetto, specie nel girone meridionale.
Se ne è invece scelta una portoghese.
È una strategia legittima della proprietà, ma andrebbe chiaramente spiegata alle tifoserie delle squadre del gruppo… perché d’acchito la sensazione che si tratti di scelte di pura natura economica per generare plusvalenze è netta.
Faccio notare questo passaggio: ” la possibilità di sperimentare un progetto a lungo termine senza le pressioni immediate di un club di prima divisione” . Sinceramente credo che stiano già sperimentando con noi . È tutto un esperimento. Ma a questo punto, dato che la loro filosofia si presta bene alle sperimentazioni in ambienti con poca pressione, perché non compra un altro paio di squadre anonime in campionati anonimi, tipo Belgio, e vende il Parma?
Tu planets tu clebs, tu planets tu clebs… la la la la