IL BILANCIO DEL PARMA VISTO DA SCHIROLI: “GESTIONE FINANZIARIA (ORA) IN EQUILIBRIO, MA…”
(Riccardo Schiroli) – La cosa eclatante del bilancio del Parma al 31-12-2025 è che il valore della produzione schizza dai 41.56 milioni del 31 dicembre 2024 a 125.57 milioni (avvertenza: sto arrotondando alla seconda cifra dopo il punto, quindi alle decine di migliaia di euro, per facilitare la lettura). L’EBITDA (cioè i guadagni prima di togliere interessi, tasse, svalutazione e ammortamenti) è un sostanzioso 27.8 milioni. Per rendere l’idea, 12 mesi prima il Parma lo aveva negativo per oltre 35 milioni. Insomma, ci perdeva 35 milioni prima di aggiungere gli ammortamenti, una voce normalmente rilevante.
L’EBITDA ci dice che la gestione ordinaria del Parma produce cassa. Come in parte anticipato, questo margine se lo ingoiano quasi interamente gli ammortamenti. Per semplificare, diciamo che in una società di calcio si tratta del rateo di costo dei giocatori di proprietà che spetta all’esercizio oggetto del bilancio. Nel nostro caso, è un robusto 24.45 milioni. L’EBIT (ovvero ii risultato prima di togliere interessi e tasse) è di poco negativo (331.249). La gestione tributaria porta poi il Parma in perdita di 1.38 milioni di euro. Considerato che il capitale netto è superiore ai 31 milioni di euro, questa modesta perdita viene interamente assorbita, senza necessità per il socio (quasi) unico di mettere mano al portafoglio.
Il socio in questione, comunque, mano al portafoglio l’ha messa abbondantemente in passato (e il direttore di questo sito sostiene che un decello lo abbia pure di recente trasfuso, per esigenze di liquidità). Il capitale netto è positivo anche perché il ‘padrone’ ha trasformato un 377 milioni di “finanziamenti infruttiferi” (e che erano anche postergati, che vuol dire che nella sostanza quei soldi Krause li avrebbe eventualmente riavuti dopo aver soddisfatto ogni altro creditore, quindi mai) in capitale.
Se si guarda al risultato d’esercizio a fine 2024, quando la perdita era arrivata a 63.25 milioni, si ha chiara l’idea dei passi avanti che la permanenza in Serie A ha consentito. Assieme ad una brillante gestione del ‘player trading’, che ha portato a mettere a bilancio 69.45 milioni di plusvalenze a fronte di soli 276.000 euro di minus valenze. Significa che il Parma ha quasi sempre venduto a un valore molto superiore a quello che aveva iscritto a bilancio.
Ci sono altri 2 aspetti molto positivi. L’indice di liquidità (ovvero il rapporto tra liquidità + crediti a breve e debiti a breve) è pari a 1. La gestione finanziaria del Parma, insomma, è in equilibrio. Il rapporto tra il costo del personale, che ammonta a oltre 54 milioni, e il valore della produzione è pari a 0.5. Questo significa che la gestione economica del Parma è perfettamente sostenibile. E anzi, la società si potrebbe permettere di alzare anche di un 15% il costo del lavoro, a fronte di un valore della produzione che non cali.
Il punto che più conta, dal punto di vista dei lettori del sito, è proprio questo. Per mantenere questo livello di ricavi, visto che una qualificazione alle Coppe appare lontana, il Parma dovrà continuare a realizzare plusvalenze. Dobbiamo, insomma, aspettarci sedute del calcio mercato abbastanza vivaci e, soprattutto, dobbiamo prepararci a non affezionarci troppo ai migliori giocatori. Che, come è successo ai Bonny, Leoni e compagnia, sono destinati a partire a fronte di offerte importanti.
Chiudo parlando dei debiti. Il Parma ha circa 61 milioni di debiti a breve, appena 7 verso banche e quasi 11 verso fornitori, e 91.34 milioni di debiti a medio e lungo termine. Di questi, oltre 60 milioni sono debiti verso il Krause Group, che è il socio unico della società controllante. Rispetto ai 740 milioni di debiti lordi della Juventus o gli oltre 600 di Inter e Roma, direi che ci può stare abbastanza tranquilli… Riccardo Schiroli
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Articolo molto interessante che contribuisce, assieme al gemello del direttore, a chiarire le dinamiche della società. Mi piacerebbe leggere un parere relativamente a quanto degli aspetti sottolineati sono caratteristiche del Parma Calcio e quanto invece è dovuto ad aspetti poco sostenibili del sistema calcio. In altre parole, come potrebbe il Parma aumentare i ricavi senza ricorrere alla vendita dei migliori giocatori e senza indebitarsi?
Grazie
Riducendo i costi…
Immagino si riferisca ai dirigenti, perché i costi dei giocatori mi sembrano già abbastanza bassi. Se così fosse, se ho inteso bene, la domanda diventa: perché installare una struttura dirigenziale così complessa?
Me lo domando anch’io, ma forse sono solo un pezzo d’antiquariato…
…se non servono al Parma, forse servono a qualcosa d’altro…
Che mi risulta impossibile continuando a inserire in organico nuove figure Manageriali. Credo che Il Distinto Dott.Schiroli potrebbe darci maggiori delucidazioni
Realisticamente, l’unico modo che il Parma avrebbe per aumentare i ricavi sarebbe partecipare alle Coppe. Aumentare i proventi da stadio, con questo stadio, mi sembra improbabile.
ma il dato EBIT 143.325 è corretto, sono mila o milioni?
Ho ripreso in mano il conto economico del Parma. E mi devo scusare: avevo riportato un dato errato, ma che ora ho corretto grazie al suo alert. L’EBIT (ovvero il risultato d’esercizio prima di interessi e imposte) è correttamente espresso in migliaia, ma ho colpevolmente riportato la riga sbagliata. In realtà si tratta di un risultato negativo, per quanto di poco: 331.249. Al 31 dicembre 2024 l’EBIT ammontava a un risultato negativo di 64.37 milioni.
Questo 15% va messo nel monte ingaggi.
No va messo nella gestione delle formazioni giovanili e togliendo le spese per il settore woman. Scusare sono poco inclusivo su questo settore vista la assoluta poca visibilità di tale settore