LA PRESENTAZIONE DI BARALDI AL PADOVA: “SONO UN MANAGER, NON UN MAGNAGER”

Il consulente del presidente Cestaro ha incontrato i giornalisti patavini in una conferenza all’ora di pranzo allo stadio Euganeo

baraldicestaro9febbraio024(Gabriele Majo, fonte: Padova Goal) – A quasi un mese di distanza dalla sua entrata in servizio, preannunciata per primi da noi di stadiotardini.com, è stato presentato oggi alla stampa patavina Luca Baraldi l’assistente del presidente del Padova Marcello Cestaro, (insieme nella foto a lato da Padova Goal) chiamato – come recitava il comunicato apparso il 12 gennaio sul sito ufficiale del club – “con l’obiettivo di potenziare la struttura organizzativa e nella prospettiva di uno sviluppo oltre che dell’attività sportiva anche di attività industriali e sociali orientate a rafforzare le varie aree strategiche della società (compreso il settore giovanile)”. Alle 12.10 sono arrivati nella sala conferenze dell’Euganeo il presidente Cestaro e suo figlio Lorenzo che collaborerà alla riuscita del piano industriale (e questa è parsa subito una importante novità, sottolineata dallo stesso genitore: “Anche lui si sta innamorando del pallone! Non l’ho chiamato io, è venuto da solo! Ha conosciuto Baraldi e ha voluto conoscere anche l’ambiente, e ciò non può che recarmi grande gioia. Il suo impiego è legato ai numeri, ma se riusciamo ad inserirlo maggiormente non può che farmi piacere…”), l’amministratore delegato Gianluca Sottovia, il direttore sportivo Rino Foschi e il direttore della comunicazione Gianni Potti.

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baraldi ricomincia dal padovaLa conferenza è stata aperta dal presidente Cestaro: “Siamo arrivati un po’ in ritardo a presentare Luca Baraldi, ma eravamo impegnati. Egli è stato chiamato dall’Unicomm, ma conoscendo il mondo del calcio viene con noi per collaborare a tutto campo. Riteniamo che oggi per fare un lavoro serio ci vogliono persone che abbiano tempo e conoscenza per poterlo fare. Per noi della Unicomm questa è una passione che ci dà soddisfazioni, ma vorremmo fare un lavoro interessante non solo con la prima squadra ma anche con il settore giovanile. Il direttore sportivo Foschi sta facendo un grande lavoro dal punto di vista tecnico e non interferiremo, ma ci riuniremo per baraldi padovaparlare dal punto di vista economico ed amministrativo. Qui ci sono molte persone che vanno messe d’accordo”. Ha quindi preso la parola Luca Baraldi che, dopo i ringraziamenti di rito a chi lo ha chiamato, ha ricordato che nel cacio è “sempre intervenuto in progetti particolari. Forse è la prima volta, però, in cui ho un azionista che non ha problematiche dal punto di vista economico e che ha delle grandi motivazioni per la squadra, il che è un bene per Padova. Cestaro porta amore per questa squadra e Padova è una delle pochissime piazze che paga regolarmente. Non vince solo la squadra, si vince o si perde tutti insieme, e Padova ha delle grandi ambizioni. Il mio ruolo sarà quello dell’assistente. Per me è un onore e baraldigruppo9febbraio (1)un orgoglio essere assistente di Marcello Cestaro, non un disonore… Non entrerò nel consiglio d’amministrazione, io sono venuto qui per fare il consulente di Cestaro. In Lega il Padova sarà sempre rappresentato da Sottovia. Io non sono venuto per prendere il posto di qualcuno, spero di essere un valore aggiunto in una società che ha già un management ben rodato. Bisogna essere pronti a raggiungere importanti obiettivi per poi consolidarli, e questo è un segnale della lungimiranza societaria”. Nonostante la rassicurazione, però, in tanti si chiedono se cestarofoschi9febbraio-012-150x150possano esserci problemi di convivenza tra il nuovo manager e il direttore sportivo Foschi. Baraldi è accomodante: “Lo conosco da molto, non abbiamo mai lavorato insieme ma abbiamo fatto in passato delle importanti operazioni in prospettiva”. Questo, invece, il giudizio sull’allenatore Alessandro Dal Canto: “Non lo conosco ma lo stimo, è giovane e coraggioso. E credo che i giovani siano i grandi valori della vita e del calcio. Ho visto il derby col Verona, ed il predominio territoriale mi fa ben sperare”. Baraldi ha quindi parlato del delicato ruolo della stampa: “La ritengo fondamentale, come ritengo fondamentale che ci sia un colloquio giornaliero perché è il mezzo principale cestarobaraldi9febbraio-014per arrivare ai nostri tifosi. Deve essere indipendente, ma fare critiche costruttive. L’obiettivo da qui a fine campionato è di realizzare un piano che garantisca un futuro positivo. Vogliamo creare un “cruscotto” complesso in cui si accenda una spia che indica il problema, perché se andiamo in serie A ci vogliamo restare…” . I giornalisti gli chiedono del suo rapporto con le banche: “Oggi il calcio muove moltissimi interessi finanziari. La maggior parte dei gruppi bancari ha deciso di non finanziare più il mondo del calcio. Io non vengo qua per rappresentare il lorenzocestaro9febbraio-020mondo delle banche, anche se ho un rapporto di collaborazione ufficiale con MedioBanca, che se investe nello sport mi chiede una consulenza”. Baraldi è noto per i piani industriali che presenta nelle società in cui opera: famosissimo quello alla Lazio, ribattezzato appunto Piano Baraldi. Ebbene, anche il Padova avrà il suo piano, la cui attuazione sarà attentamente seguita e curata dal figlio del presidente Cestaro, Lorenzo: “Solitamente faccio contratti di sei mesi, massimo un anno, e firmo il licenziamento in bianco: mi piace essere manager non presentazionebaraldi9febbra“magnager” Il mio contratto scade il 30 giugno ma ho un’opzione entro il 30 aprile per rinnovarlo un altro anno. Abbiamo spaccato in due il nostro percorso perché nelle prossime settimane dovremo stilare un piano industriale biennale/triennale che preveda entrambi gli scenari, ovvero che si vada o meno in serie A. Intanto pensiamo a raggiungere il massimo risultato di qui a giugno, poi si penserà al resto. Mi auguro di rimanere a Padova molto, perché vorrebbe dire che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi…”. Specie se la massima serie dovesse essere davvero raggiunta potrebbe baraldi9febbraio-008allargarsi la compagine societaria con nuovi ingressi: “Cercheremo di trovare chi può credere nel nostro progetto e soprattutto chi è pronto a fare ingenti investimenti. Chi può farlo? Chi ha sinergie importanti col mondo delle famiglie, per farsi conoscere ed avere ritorni, ed il Veneto è una terra ricca di industrie che avrebbero le possibilità di darci una mano. Speriamo che qualche compagno di viaggio possa salire sul treno per viaggiare con noi!”. baraldi9febbraio-018-150x150Non appena approdato al Padova si è pensato che Baraldi potesse essere una sorta di apripista per la Segafredo del Re del caffè Massimo Zanetti: “Mi onoro di essere stimato da lui perché in questo mondo del calcio ha sempre creduto in me, ma per Padova non è né attore principale né secondario. Proverò a convincerlo a fare da sponsor, non è in contrasto con Famila.. E poi non potrebbe darci una mano visto che è già nel Bologna…”.

Fonte: Padova Goal, dalla cronaca di Gabriele Fusar Poli

Foto da Padova Goal

padova goal

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “LA PRESENTAZIONE DI BARALDI AL PADOVA: “SONO UN MANAGER, NON UN MAGNAGER”

  • 10 Febbraio 2012 in 12:07
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    "Il progetto è biennale-triennale" (Luca Baraldi, manager del Padova);
    "Il progetto è triennale" (Luca Baraldi, dirigente Bologna);
    "Il progetto è triennale, lavorare qui è sempre stato il mio sogno" (Luca Baraldi, presidente del Modena);
    "Il piano è triennale, tornare qui è sempre stato il mio sogno" (Luca Baraldi, dirigente Parma-bis);
    "Il piano è pluriennale. La Lazio per me è sempre stata un sogno" (Luca Baraldi, dirigente Lazio);
    "Parma è la mia città, un sogno, il progetto è triennale" (Luca Baraldi, Parma uno)

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