PARMA-LIVORNO 2-0, AMAURI CON UNA DOPPIETTA, TRASCINA IL PARMA IN EUROPA LEAGUE – La cronaca di Orazio Vasta e il tabellino
(Orazio Vasta) – Finale col brivido, ma che gioia al triplice fischio di Fiorentina-Torino. Ebbene sì, il Parma ha giocato due partite, una contro il Livorno, avversario già retrocesso, ma venuto nel ducato per fare barricate e rendere la vita difficile a Cassano e compagni, l’altra in parallelo sulle frequenze radio, tra i commenti che giungevano in panchina, sugli spalti e dal tabellone dello stadio Tardini. Per gran parte della serata il Milan aveva accarezzato l’impresa, in Europa al posto di Torino e Parma, poi la zuccata di Amauri ha rimesso tutto a posto, regalando ai crociati il gol del vantaggio e la possibile qualificazione in Europa.
Il raddoppio del numero undici, la standing ovation per Pava, alla sua ultima in carriera, hanno per un momento allentato la tensione che è tornata vibrante alla fine dei tre minuti di recupero. Al Franchi l’extra time è stato di un minuto più lungo e proprio sul finire, come il peggiore dei finali ecco arrivare l’episodio che potrebbe sconvolgere tutto: calcio di rigore per i granata.
Dopo una serata in cui i cattivi pensieri erano stati spazzati dalla condotta di gara sportivissima dei viola, ecco l’episodio che potrebbe cambiare nuovamente gli equilibri e spedire i granata in Europa. Cerci va sul dischetto, ma Rosati compie il miracolo e spegne le velleità europee degli uomini di Ventura. L’Europa torna in Emilia, l’Europa torna nel Ducato.
La stagione del Parma si è chiusa con la ciliegina che tutti aspettavano. La qualificazione, messasi in salita nelle scorse giornate, è divenuta realtà al termine di una gara vera, combattuta, in cui il Livorno di Nicola ha onorato il campionato fino all’ultimo secondo.
Un primo tempo passato nella metà campo avversaria, un Parma che ha attaccato tanto, ma che non è riuscito a trovare il gol. Troppa tensione, troppi errori e il tempo che scorreva rischiava, inesorabilmente, di penalizzare i crociati. Donadoni spingeva dalla panchina, chiedeva calma e gioco, voleva raggiungere quell’obiettivo che era ancora lì, alla portata dei crociati. Bastava semplicemente fare un gol. Vincere la propria partita.
Il Sassuolo intanto cadeva sotto i colpi del Milan, la Fiorentina si portava in vantaggio contro il Toro al Parma non restava che segnare. La svolta arriva nella seconda metà di gioco. Donadoni toglie Schelotto e mette dentro la fisicità di Amauri, il centravanti italo brasiliano, tanto criticato per gran parte della stagione, ha risposto presente mettendo a segno il gol del momentaneo vantaggio e quello che ha definitivamente chiuso i conti.
La prima marcatura del centravanti crociato è un mix di bellezza e rabbia, una frustata di testa che Anania non ha avuto nemmeno il tempo di vedere, una zuccata delle sue, precise e letali. Un giocatore troppo spesso messo alla berlina, ma che non si è mai risparmiato e ha sempre dato il massimo, lottando e onorando la maglia, spesso e volentieri le critiche sul suo conto sono state esagerate. I suoi due gol un messaggio d’amore alla città e ai tifosi.
La festa può avere inizio… dopo sette anni il Parma ritrova l’Europa. Nell’anno del Centenario, speciale per i colori crociati la città di Parma torna a respirare l’Europa.
Gli investimenti del presidente Ghirardi sono stati ripagati e assieme ai suoi anche quelli del grandissimo Pietro Leonardi, capace di costruire una squadra che ha saputo lottare fino all’ultimo per raggiungere un traguardo che è sembrato troppo spesso alla portata dei crociati, ma sembrava irrealizzabile parecchi mesi fa.
Gran parte del merito anche al tecnico Donadoni, capace di plasmare un grande gruppo, che ha scritto pagine importanti e messo in tasca numeri da record.
In questa sera di festa non pensiamo a quei black out, ai cali di tensione e gli approcci sbagliati e ai punti persi per strada. In questa sera di festa questi elementi non fanno altro che riempire il bicchiere mezzo pieno del Parma Calcio, capace di raggiungere un traguardo e realizzare un sogno pur avendo steccato in diverse occasioni. La forza del gruppo è stata quella di averci creduto fino in fondo e – mi tocca ammetterlo – ha stupito tifosi e addetti ai lavori (me compreso!).
Questo Parma merita di godersi la festa, di non pensare a quanto tempo fa questo traguardo poteva essere raggiunto o altro. Questo Parma ha davanti a sé un grande futuro, deve solo migliorare dove ha peccato, trasformarsi sempre più in una squadra cinica e spietata, perché prima o poi la fortuna svanirà e chissà se in altre circostanze simili, su altri campi, con altri avversari, qualcuno andrà a sbagliare un rigore pesante come un macigno all’ultimo minuto di gara…Oggi è successo, quindi non resta che dire: Parma esulta… l’Europa è nelle tue mani! Orazio Vasta
PARMA-LIVORNO 2-0, il tabellino
Marcatori: 17′ st e 35′ st Amauri
Parma (4-3-3) – Mirante (42′ st Pavarini); Cassani, Paletta, Molinaro, Gobbi; Acquah, Marchionni, Parolo (37′ st Galloppa); Schelotto (8′ st Amauri), Cassano, Biabiany. A disposizione: Bajza, Rossini, Sall, Munari, Mauri, Gargano, Obi, Jankovic, Palladino. All. Donadoni
Livorno (4-4-2) – Anania (38′ st Aldegani); Ceccherini, Rinaudo, Emerson, Gemiti; Biagianti, Mosquera, Duncan, Siligardi (24′ st Bartolini); Paulinho, Belfodil (16′ st Piccini). A disposizione: Bardi, Simonetti, Mesbah, Bruzzi, Biasci, Valentini, Coda, Tiritiello. All. Nicola
Arbitro: Sig. De Marco
Ammoniti: Ceccherini

