IL COLUMNIST / IL PARMA MERITA LO STESSO RISPETTO, ATTENZIONI E RIFLETTORI RISERVATI A FIORENTINA E NAPOLI QUANDO PRECIPITARONO NELLE SERIE MINORI

(Luca Russo) – È un lunedì come tanti altri. Opaco e noioso come tanti altri, anche se siamo in estate e le giornate sono baciate dal sole e da un caldo asfissiante invece che dalla pioggia o dallo sconfinato e interminabile grigiore di certi inverni. Sono sul treno che da Venezia sta riportandomi a casa. Il servizio di benvenuto è il solito: "Signore, gradisce da bere? E lo snack? Lo vuole dolce o salato? Desidera anche un quotidiano? Ho il Corriere, la Repubblica, la Stampa…". E io: "Vorrei un bicchier d’acqua, biscottini al limone e la Gazzetta dello Sport. Se non è già finita". Ecco, la Rosea non è già finita. C’è ancora un’ultima copia da distribuire. Finisce tra le mie gds mani. Comincio a sfogliarla. Ed è in questo istante che il mio lunedì opaco e noioso diventa triste e malinconico. Ma il perché ve lo spiegherò più avanti. Ce n’è per tutti i gusti sul primo giornale sportivo d’Italia. In copertina, spazio al caso Salah e all’asta a tre tra Inter, Roma e Atletico Madrid per accaparrarselo, coi  lupacchiotti in leggero vantaggio sulle altre due pretendenti. All’interno si discute del resto: la Roma (ancora) è piombata sulle tracce di Dzeko e il ds giallorosso Sabatini è volato in Inghilterra per trattare col City; Perisić, che in ritiro col Wolfsburg non ci è andato, sta avvicinandosi a grandi passi all’Inter ‘Fast and Furious’ di Roberto Mancini; Ibra dovrebbe restare in Francia, a patto che le dichiarazioni di Blanc non siano solo pretattica, mentre Mexes non saluta il Milan, col quale ha rinnovato il contratto; la Juventus ha rifiutato i 15 milioni di euro che il Bayern gli ha offerto per assicurarsi le prestazioni di Coman; Sousa, nuovo tecnico della Fiorentina, ha emanato i 10 comandamenti per arrivare al successo; il drone di Sarri  si è fermato al secondo giorno d’esercizio per via di un problema tecnico, ma poi è stato riparato ed ha ripreso a spiare gli azzurri, di nuovo al lavoro dopo il deludente quinto posto dello scorso campionato; Nicola Rizzoli ci ha raccontato fischietto per fischietto la sua ultima stagione; e Marco Iaria che la Serie A arranca, sì, ma intanto fa il record in tv: 1,2 miliardi di ricavi.
Dunque, perché il mio lunedì da opaco e noioso si è trasformato in un lunedì triste e malinconico? Perché sul quotidiano roseo del Parma non vi è più traccia. E pensare che fino a due mesi fa c’era addirittura un reality televisivo che si occupava di noi, o meglio delle nostre disavventure. Adesso, al contrario, siam caduti nell’anonimato più assoluto. Va bene che siam falliti (cit.), scivolati in D e, contesi tra i Grandi 8 e i Corrado, ancora non siamo effettivamente risorti, ergo è come se non esistessimo. Va bene che siamo una realtà di provincia e non metropolitana. Va bene che per la gente comune e i media siamo meno arrapanti di un Milan o di una Lazio. Ma i nostri trascorsi e la nostra bacheca, che trasuda trofei nazionali e internazionali da ogni mensola (una roba da far impallidire perfino squadre più blasonate di quella Crociata), meritano maggiore considerazione. Il calcio italiano non può e non deve dimenticarsi di noi, perché gli abbiamo dato tanto, in termini di successi; e prima di ‘evaporare’, continuando a scendere in campo sebbene avessimo due piedi in B e la quasi certezza di fallire, gli abbiam permesso di evitare grane coi broadcaster televisivi e un patatrac, specialmente finanziario, di proporzioni notevoli. No, quel calcio nel quale noi ci auguriamo di tornare nel breve volgere di tre o quattro stagioni, non può e non deve scordarsi di noi. Quando Fiorentina e Napoli son fallite e sprofondate nelle serie minori – e non parliamo del secolo scorso, ma di poco più di una decina di anni fa -, la stampa nazionale non le ha trattate con indifferenza. Parma, che al movimento ha dato tanto, merita le stesse attenzioni. Gli stessi riflettori. E lo stesso rispetto. Luca Russo

33 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / IL PARMA MERITA LO STESSO RISPETTO, ATTENZIONI E RIFLETTORI RISERVATI A FIORENTINA E NAPOLI QUANDO PRECIPITARONO NELLE SERIE MINORI

  • 13 Luglio 2015 in 10:27
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    Luca per me Parma è meglio di Roma eNew York messe insieme ed aprirei ogni giorno il Tg1 con notizie su Parma ma guarda in faccia la realtà, Firenze e Napoli sono di un’altro pianeta rispetto a Parma, come città e bacino d’utenza sportivo, al massimo ci daranno l’importanza di Siena e Padova. Fattene una ragione e sii fiero senza bisogno di comparati a Los Angeles.

    • 13 Luglio 2015 in 10:38
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      Ma Siena e Padova non hanno una bacheca paragonabile a quella del Parma. E per dirla tutta, da un punto di vista internazionale, nemmeno la Fiorentina e il Napoli. Detto questo, sono da sempre contrario al calcio governato dai bacini di utenza. Amo le storie. Soprattutto le favole. Un tempo il nostro calcio ne era pieno zeppo (il Pisa, l’Avellino, la Cremonese, la Lanerossi Vicenza, il Chievo). Oggi ci è rimasto solo il Carpi. Che tristezza. E che noia. Ma la prossima potremmo essere proprio noi…

    • 16 Luglio 2015 in 04:13
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      SONO SECOLI CHE VE LO DICO !!! il peso mediatico di una cittá non METROPOLITANA come Parma é inesistente!! Nonostante 8 VOLTE CAMPIONI, nonostante siamo stati il club italiano piú titolato degli ultimi 25 anni !! QUANTE VOLTE ve lo devo dire che le squadre INTERESSANTI sono la juve milan inter napoli roma lazio fiorentina e poi un pó meno sampdoria genoa torino palermo verona ecc…I giornali, giornalisti e le televisioni parlano di questi club…insomma, non conta se in 25 anni ho visto piú vincere io il MIO PARMA CHE TUTTE LE SQUADRE MESSE INSIEME COME torino, il genoa, il palermo, la fiorentina CHE non hanno vinto un TUBO,…CONTA ESSERE CAPOLUOGO DI REGIONE…MA AVETE CAPITO O NO COSA HA DETTO LOTITO?…il Carpi e il Frosinone non contano un C…O !!

  • 13 Luglio 2015 in 10:29
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    A dir la verità, nei giorni scorsi la Rosa si era abbastanza occupata di Parma Calcio 1913.

  • 13 Luglio 2015 in 10:57
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    @LucaRusso: lei, più di altri (considerato che si occupa di giornalismo sportivo), dovrebbe ben conoscere le regole che muovono i media che, peraltro, non sono molto diverse da quelle, più in generale, del commercio: si vende ciò che la gente vuole acquistare.
    Declinato alle vicende del Parma, significa, molto semplicemente, che ora (e per qualche anno) i mass media, almeno quelli nazionali, si occuperanno delle squadre che “contano”, cioè di quelle che attirano orde di lettori/ascoltatori/telespettatori.
    Cosa c’è di strano? Dura lex, sed lex.

  • 13 Luglio 2015 in 10:59
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    Rassegniamoci, e non curiamoci più di quel tanto dell’attenzione o meno dei media..è un pò la nostra storia, quando eravamo grandi e vincevamo comunque facevamo meno notizia delle altre, ora è probabile che ci dedicheranno attenzione saltuariamente se le cose in D dovessero andare bene, o male per farci su qualche ricamo in negativo. Meglio vincere a fari spenti che avere addosso attenzione e fare magre figure; preferisco avere molta meno esposizione mediatica di Balotelli ma tornare alla ribalta quando a parlare saranno i risultati (se arriveranno come speriamo).

  • 13 Luglio 2015 in 11:08
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    L’attenzione che hanno avuto Napoli e Fiorentina era legata ad aspetti di opinione pubblica e peso politico di due tra le più rappresentative città metropolitane italiane.
    Tutto il mondo dell’informazione d’Italia aveva interesse a che entrambe, tornassero presto e ad ogni costo nel calcio che conta per convenienze economiche, potere territoriale legato ai partiti, ordine pubblico, etc.

    Parma ha una storia sportiva che merita rispetto, ma purtroppo possiede un tessuto territoriale molto provinciale che negli ultimi anni ha mostrato al mondo il suo volto peggiore con sprechi, fallimenti, cattiva gestione.
    Il marcio è uscito fuori un po ovunque, nel calcio come negli altri sporto, ma anche e soprattutto nell’industria e nella politica cittadina.
    Avere un sindaco 5stelle, non ci favorirà certo nell’avere simpatia da un mondo che vive da sempre, della politica clientelare dei partiti di maggioranza.

    Per tornare nel calcio di serie A, Parma dovrà compiere un autentico miracolo e dovrà farcela con il lavoro e le capacità sportive.

    Ad essere sincero, non sono molto fiducioso in un futuro roseo per questo nuovo Parma. Vedo molti/troppi dubbi persino nel far nascere la società, e nella più ottimistica delle ipotesi, occorrerebbero almeno 4/5 anni per risalire.
    Una generazione intera di tifosi nella fascia 10-15 anni, crescerà senza il Parma in tv, e in un mondo veloce e digitale come quello attuale è un eternità.

    Le parole di Ceresini sono emblematiche: “la dimensione corretta del Parma è la serie B”, il io timore peggiore è che le sue parole si avverino.

    • 13 Luglio 2015 in 11:23
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      D’acordo su tutta la linea

      • 13 Luglio 2015 in 22:37
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        E siamo in due.

    • 13 Luglio 2015 in 11:38
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      vorrei capire se Ceresini la pensava cosi’ anche negli anni 90,
      per quel che mi riguarda se in serie A ci giocano meritatamente FROSINONE SASSUOLO CARPI EMPOLI E CHIEVO non vedo perche’ un domani non troppo lontano non si possa tornare li

  • 13 Luglio 2015 in 11:16
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    L’attenzione mediatica non pone il focus sui meriti ma sulla attitudine ad interessare il maggior numero possibile di destinatari. Ho detto una banalità ma è una verità vecchia come il mondo, inutile piagnucolare. Anche noi cittadini comuni poniamo più attenzione al Parma calcio che agli arcieri di Moletolo….

  • 13 Luglio 2015 in 11:17
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    La serie D, il “non pagare i debiti di Ghirardi”, la catarsi, la rigenerazione, il “abbiamo vissuto 30 anni sopra le nostre possibilità, la serie D e la Lega Pro sono la nostra dimensione, il piccoli passi, il ripartiamo dai giovani, calcio pulito, biologico, modello diverso, etcia, morale, schifo i mecenati, etc. e altre banalità assortitte sembrano come ho già avuto modo di dire, slogan del miglior (o peggiore) politico. La così detta aria da dare ai denti. Aria che se si bada bene accomuna fin da febbraio politici dei più vari schieramenti (dall’Oglio/Dall’Olio, Pizza, Marani, etc.), ai nostri amati e idolatrati Millepiedi. Basta leggere le dichiarazioni entusiaste del Sen. Avv. Pagliari all’indomani della conferenza stampa con toni come vinveremo lo scudetto per capire come vi sia una grande sintonia tra politica e millepiedi.
    E l’elenco dei soci della c.d. Newco 2 (quote da 300+200 euri) lo conferma.
    Da un certo punto di vista ribadisco che l’operazione è stata geniale. Gli innominabili lasciano le macerie. Le mani nello schifo guai a metterli. Con 4 soldi intervengono i mecenati INDUSTRIALI che gonfiano i 4 soldi con una retorica imbarazzante, tanto che a leggere la stampa locale (dalla nazionale siamo già spariti) sembra che abbiamo chiuso la stagione in Champions. Ma non è finitia qui..cosa c’è di meglio che fare bella figura al prezzo di un wend al mare?Ecco i 500 euri dei politici entusiasti.
    Evviva!!!!!!

  • 13 Luglio 2015 in 11:20
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    Tutto questo ha un nome brutto e burocratico, più consono ad un acquedotto o alle cabine elettriche: bacino d’utenzau

  • 13 Luglio 2015 in 11:21
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    Russo ti sei scordato un piccolo particolare da 5 milioni di euro,
    non mi pare che fiorentina o napoli li abbiano mai ricevuti,e se vogliamo dirla tutta c’era ancora il lodo petrucci che era per tutti,mica la marzano che era per una….
    quindi bando ai piagnistei si torna agli anni 70 dove per avere notizie sul parma compravo stadio

    • 13 Luglio 2015 in 12:17
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      Applausi!

    • 13 Luglio 2015 in 12:36
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      Dandoci quei 5 milioni, il sistema calcio italiano non ne ha dovuti versare una vagonata nelle casse dei broadcaster italiani che, con una Serie A modificata nella sua composizione in corso d’opera, per effetto della mai concretizzata non discesa in campo del Parma, gli avrebbero fatto causa. Badate bene che l’affare l’han fatto QUELLI, mica i dipendenti e i giocatori del Parma che alla fin fine tirando la riga han beccato un cavolo. Quei 5 milioni hanno salvato il calcio italiano, senza sortire alcun effetto benefico sulla salute del nostro Parma, del quale con quei 5 milioni di euro si è solamente prolungata l’agonia.

      E poi…e poi per meriti sportivi la Fiorentina è stata catapultata in B. Ai danni di Pisa e Martina. Una furbata degna della peggiore Italia. Altro che storie: loro sì che hanno avuto un regalone! Sul Napoli, beh che dire: ha avuto fin troppo, in termini di occhi chiusi, controlli elusi e bocche cucite, nella seconda metà degli anni ottanta. Mica si può sempre avere?

  • 13 Luglio 2015 in 11:36
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    D’accordissimi con Markness. E infatti la colpa gravissima è che gli attori in campo in questo momento non hanno mosso un solo dito per evitare questa situazione, anzi quasi augurandola (Dallara, Urlanden, Bellè e compagnia). E ora illudono anche con cazzate quali amichevoli col Real Madrid o richiamo di ex giocatori e cariatidi ottuagenrie. Ma penso che l’entusiasmo che i Millepiedi credono o si sono illusi di generare sia qualcosa di elite, di un’intelligentia pseudo intellettuale e moralista (100 persone massimo). La gran parte della gente se ne frega del calcio biologico, delle seghe mentali tipo newco2 che assomiglia al progetto assurdo Tedeschi bollette del gas e segue solo il calcio professionistico. Se Ferrari e soci non se ne sono accorti siamo nel 2015 e delle trasferte a Lentigione col lambrusco ai ragazzini non frega un bel nulla e nemmeno della retorica del calcio pulito e banalità associate.

  • 13 Luglio 2015 in 13:53
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    Cerchiamo però il giusto mezzo. Siamo spariti dalla stampa nazionale, ora però non mettiamoci a dire che la nostra dimensione è quella della Lega Pro, con qualche salto indietro in D. La nostra dimensione sarà quella che conquisteremo sul campo, ma se la A si permette Carpi, Empoli, Sassuolo, Frosinone e Chievo, beh allora noi ci potremmo stare tranquillamente. Il blasone non si compra lo si conquista e noi che piaccia o no ce lo siamo conquistato, che Napoli e Fiorentina attirino più media è palese, lo dice la dimensione dei bacini d’utenza. Non piangiamoci addosso se la Rosea non scriverà più nulla di noi, ma nemmeno trasformiamoci in rospi autoflagellandoci dicendo che per 30 anni abbiamo vissuto sopra le nostre dimensioni, se no il discorso va allargato a tutta la Serie A e si fa lungo. Ad esempio, perchè dobbiamo parlare di blasone se ci si chiama Genoa che è un secolo che non vince più nulla, e noi dobbiamo subire il contrappasso di aver vissuto 25 anni di glorie per molti effimere? O il Cagliari con uno scudetto all’attivo, la dobbiamo considerare piazza più gloriosa? Ora siamo dove ci tocca essere per motivi ben noti, presto torneremo a lidi in cui la Gazzetta dello Sport sarà costretta a riparlare di noi. Non pensiamo che quello che è capittato al Parma non capiterà mai più, per cui vedrete che se si programma bene e si fanno le cose come vanno fatte, torneremo in alto prima di quanto si creda, anche grazie a disgrazie altrui (anche se non ci saranno ripescaggi, il ridimensionamento o la sparizione di qualche piazza importante, ci toglierà giocoforza un pò di concorrenza nella rilsalita, per cui…)

  • 13 Luglio 2015 in 14:43
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    Non parlavano di noi quando eravamo in serie a, figuriamoci se parlano di noi in serie d.

  • 14 Luglio 2015 in 07:54
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    Anche la pro Vercelli ha una grande bacheca…occhio a vivere di ricordi…

    • 14 Luglio 2015 in 11:41
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      Il problema è che mentre è probabile che pochi siano i superstiti che hanno potuto vivere i trionfi della Pro Vercelli, a Parma la memoria è più fresca..poi guai a vivere di ricordi, ma almeno credo sia innegabile che la bacheca del Parma è stata costrutita in tempi in cui una buona fetta di tifosi può raccontarla attraverso gli occhi di chi è ancora al mondo, in altre piazze (e non faccio una battuta ma una amara constatazione) molti sono dipartiti proprio perchè parliamo di generazioni fa. Che un Genoano oggi mi dica “Noi abbiamo una storia gloriosa”, mi fa sorridere..dei signori d’inizio secolo scorso hanno una storia gloriosa, il Genoa attuale mi sembra lontanissimo parente del Grifone vittorioso, lo stesso dicasi del “Bologna che tremare il mondo fa” o di altre realtà di tutto rispetto, ma preistoriche rispetto a noi. Io m’incazzo (scusate il francesismo) perchè oggi non c’è più la Maxicono di cui ho vissuto i trionfi, ma non mi sento di menarla dicendo “abbiamo vinto 8 scudetti e tante coppe europee”, idem per il baseball di cui sono grande appasionato. Il passato lo rivivo con piacere ma tendo a dimenticarlo poichè è un approdo dolce ma amarissimo al tempo stesso. Preferisco di gran lunga la gloria di domani, di trofei polverosi me ne faccio poco sinceramente..

      • 14 Luglio 2015 in 15:27
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        Questo discorso è a maggior ragione valido per Fiorentina e Napoli che, tolte qualche Coppa Italia qua e là, non è che abbiano combinato granché recentemente.

        • 15 Luglio 2015 in 11:42
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          Peccato che Fiorentina e Napoli abbiano un bacino di tifoserie che Parma non potrà mai avere…..infatti quando facevate la Champions, che per voi era tanta ma tanta roba, non riempivate nenache il Tardini,quindi non è che avete poi tutta sta tifoseria…anche perchè cmq le tifoserie più numerose sono quelle storiche…e voi, nonostate abbiate vinto coppe Internazionali recentemente (oddio 25 anni fa), siete una piccola realtà di provincia che fino agli anni 90 avete fatto seie B e Serie C……
          E inutile che fate voli di fantasia….questa è la realtà…

          • 15 Luglio 2015 in 13:30
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            Peccato che neanche il Napoli faccia sti gran numeri al S. Paolo con una città di quasi due milioni di abitanti (rileggiti i dati dei paganti ed abbonati dell’utlimo campionato), la volete capire che il bacino d’utenza va paragonato al territorio? Parma arriva a 180.000 abitanti a fatica, Milan e Inter quale media spettatori avevano quest’anno? Allora basta con la storia di tanti tifosi o meno, città metropolitane in percentuale portano meno tifosi allo stadio del Parma. Per la cronaca l’ultima coppa risale al 2002, non a 25 anni fa..

  • 15 Luglio 2015 in 15:46
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    Vorrei far notare che nell’anno della c2 vennero sottoscritti da parte dei tifosi viola 20.000 abbonamenti. La citta’ di Firenze conta circa 350.000 abitanti, quindi all’epoca in teoria piu’ del 5% degli abitanti sottoscrisse la tessera…numeri che dimostrano lo straordinario rapporto tra Firenze e la squadra.

    • 15 Luglio 2015 in 16:48
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      Ok, ma quello è un anno eccezionale in cui hanno avuto la botta d’orgoglio di abbonarsi in C2, come ci sarà a Parma in D. Se proietti il Parma in media in A, ha sempre fatto (scremati gli anni dei successi e dei circa 20.000 abbonati) in rapporto alla cittadinanza il 5% di abbonamenti, quindi in linea o superiore ad altre piazze. Ripeto, basta col giochino dei tanti/pochi tifosi. Ad Istanul, se si prendono le 5 maggiori squadre della città, i numeri in proporzione sono disastrosi proprio perchè allo stadio non vanno (come in Italia) se non per partite di cartello o in momenti clou della stagione, eppure per assurdo ogni squadra di Istanbul potrebbe contare su circa 4 milioni di bacino d’utenza. Diresti che il Galatasaray è una piccola realtà turca solo perchè in media fa 40.000 spettatori a partita? (1% della popolazione “disponibile” per andare allo stadio).

  • 15 Luglio 2015 in 17:02
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    AlessandroPr78, mi dispiace per te ma il Napoli ha dei numeri un pò più alti di Parma, mi dispiace per te purtroppo i numeri in percentuale interessano a pochi….e sicuramente il Napoli è una società molto ma molto più storica di voi, quindi con uno zoccolo duro. Non puoi negare che a Parma prima degli anni 90 i tifosi erano orientati su altre squadre.
    Penso che se voi rimanete in serie D nel giro di un paio di anni farete si e no 300 tifosi…Quando vi hanno decretato falliti….i vostri TIFOSI dov’erano? Ad attacere le sciarpe ai muri? Invece di fare un casino incredibile e costringere la Lega ad aprire gli occhi??

    • 15 Luglio 2015 in 17:52
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      Detto con il massimo rispetto, ma il vostro modo di intendere il tifo mi fa letteralmente ribrezzo. E se anche non c’era nessuno in Lega (dove peraltro si sarebbero fatti come sempre i cazzi loro, perché non si lasciano condizionare dalle piazzate di quattro disadattati e qui se Dio vuole non abbiamo ultrà condizionati dalla malavita) non vuol affatto dire che faremo 300 abbonati. Gli anni novanta che lei cita sono oltre 25 anni fa. Tutti, tranne un paio, vissuti ad alto livello dal Parma. Quello che era prima di questa ampia fetta di storia non credo c’entri molto.
      Saluti
      Gmajo

    • 15 Luglio 2015 in 18:06
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      Sarà più storica ma in Europa ha vinto un quarto del Parma, mi spiace per te, ma anche questo è un dato incontestabile.

    • 16 Luglio 2015 in 17:05
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      con tutto il rispetto per il Napoli, la differenza la fa solamente il numero di tifosi al seguito, la cittá capoluogo di regione che si rivela in : pressione mediatica , vendita di giornali e quindi piú VISIBILITÁ…perché gli scudetti del Napoli non sono sufficienti a dare una visibilitá calcistica in europa troppo scarsa e non parliamo delle coppe europee molto latitanti rispetto a Parma….ALLORA DICIAMO, NAPOLI É PIÚ IMPORTANTE DAL PUNTO DI VISTA GLOBALE EXTRA CALCISTICO E CIÓ SI RIFLETTE MOLTO SUL MONDO DEL PALLONE CHE É FATTO PIÚ DI NUMERI CHE DI COPPE VINTE…

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