CARMINA PARMA di Luca Savarese / DA GENOVA A GENOVA. DA IDEAL A SPLEEN

luca-savarese-stadio-marassi-genova.jpg(Luca Savarese) – Da Genova a Genova. Com’era bello ed arioso il Parma della Zena rossoblù. Capace non solo di rimontare lo svantaggio iniziale ma di andare a trionfare per 1 a 3. Fu quella del 7 ottobre una gara chiave, a chi si aspettava una squadra timidina ecco servito uno squadrone quadrato, cazzuto, con le armi, affilatissime, del contragolpe, per dirla in salsa River, contropiede per restare nel nostro universo. Il momento, senza dubbio più Ideal, della nuova stagione crociata. Com’è stato impacciato e languido, il Parma della Zena doriana. Incapace di creare una che sia una palla gol, costantemente messo sotto da una Samp in versione Sturm und Drang, assalto e tempesta, caricata a mille dal pareggio monstre di Saponara ai titoli di coda della gara di Roma con la Lazio. Il momento più Spleen, assieme alla sconfitta di Napoli, di questa nuova serie A per i ducali. Gemellaggio tra il vostro posto è qua bentornati in serie ale tifoserie, che negli anni novanta si spellavano le mani alle giocate delle compagini di Boskov e Scala, ma in campo, c’è stata solo una formazione, quella blucerchiata. 71% di possesso palla. Per la serie, quando la gestione non è fine a sé stessa, anzi, tutt’altro. La Samp ha voluto fortissimamente far girare la palla dal primo all’ultimo fischio di Pairetto di Nichelino e ce l’ha fatta, facendo anche girare le palle al Parma. Il dictat di Giampaolo è stato fin troppo chiaro sin dalle primissime battute: cercare di stordire, con il possesso ultra prolungato, il Parma. Così, gli emiliani sembravano, nell’acquitrino di Marassi, un nuotatore con l’ossigeno ridotto al lumicino. Sepe, inizialmente ha provato a porre resistenza alle ripetute insidie doriane. Cravero, intanto, dai microfoni di Dazn, rimbroluigi sepe sampdoria parma 2ttava ogni giocatore, quasi fosse stato, nella sua carriera, Leo Messi…Davanti Inglese è solo come quel pomeriggio estivo immortalato da Celentano e, si accorge, di non avere più risorse senza Gervinho. Già, l’ivoriano. Re Mida di molte situazioni, ma quando non c’è non deve diventare un motivo per desistere dal giocare. Si può farlo anche senza di lui. Una prova su tutte: proprio nella Zena sognante del 7 ottobre scorso, i ragazzi di D’Aversa furoreggiarono sul Genoa senza avere tra loro l’asso ivoriano. Lì, ci fu però un’organizzazione alacre, quasi un eroico furore dentro ogni istante di match, ingredienti, che nella Marassi doriana, sono invece rimasti a Parma. E così per il calcolo delle probabilità alla fine è arrivato il gol doriano. Sala, Praet, sampdoria parma undici crociato serie aQuagliarella, Caprari. In un batter di ciglia la Samp scrive il suo vantaggio: dipinto arrembante, con Quagliarella a portare via l’uomo stile basket e Caprari a depositare in rete. Caprari, l’ex raccattapalle della Roma, ha raccattato, coi piedi, una palla d’oro. Altra azione da manuale ma davvero nessun giocatore parmense ha provato anche solo ad ostacolare la devastante scorribanda doriana. La Samp aspettava solo questo. Il Parma, già, con l’acqua alla gola è finito qui. Dopo, Quagliarella, più libero di una renna al polo nord, sul secondo palo, fredda, di testa, Sepe. 136 reti per lui, eguagliato Sergio Brighenti ed a meno tre reti da Enrico Chiesa. La freschezza della Samp, la pesantezza del Parma. Non solo Inglese, predica nel deserto, ma è tutta la masnada ad essere disconnessa ciciretti samp parmadall’agone. Quando esce Quaglierella per un più che meritato nunc dimittis, Marassi gli tributa un coro doveroso: “Quaglierella oh oh, Quagliarella oh oh”. Fabio sempre al massimo deve ringraziare Giampaolo, che gli ha allungato la carriera.Saponara intanto, entrato al posto di Ramirez, semina scompiglio con una serpentina improvvisa. Ecco la nuova dimensione di Lorenzo Saponara, Giampaolo lo centellina, lui ne beneficia e la squadra ne risente in positivo. In negativo e da archiviare il più in fretta possibile è questo patatrac del Parma. Nemmeno i subentrati Stulac, Ceravolo e Ciciretti sono serviti a cambiare il senso ad un pomeriggio di tregenda. A volte si esce dalla carreggiata improvvisamente, questo succede in trasferta: Napoli, Bergamo, ora Genova. D’Aversa però, come fatto altre volte, saprà raccogliere questo guazzabuglio e trarne una nuovo senso. Del resto, per Baudelaire, non contavano tanto i momenti da euforia o quelli catatonici, quanto, dal male, trarne fiori. Il cielo della Samp, che supera i crociati in graduatoria, è sempre più blu. Quello del Parma però, al netto della novità del rapporto da avere con sconfitte come queste, deve fare in fretta a ritrovare le sue stelle, perché altrimenti, la golosità della prime giornate farà presto a diventare aurea mediocritas. Luca Savarese (foto dalla gallery di www.parmacalcio1913.com)

One thought on “CARMINA PARMA di Luca Savarese / DA GENOVA A GENOVA. DA IDEAL A SPLEEN

  • 17 Dicembre 2018 in 00:42
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    Gervinho non è un alibi, però avete notato che senza di lui non riusciamo ad andare in contropiede? Qualcosa vorrà pur dire, no?

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