venerdì, Agosto 21, 2026
L'OpinioneNews

QUELLA FRASE DI CHERUBINI (IN UNIVERSITA’) CHE PREOCCUPA I TIMOROSI (VIDEO)

(Gmajo) – L’alert l’hanno lanciato immediatamente i preoccupati lettori dello spazio commenti di StadioTardini.it, non appena scorsi i primi lanci dei portali specializzati contenenti il virgolettato trascritto dell’intervento del CEO del Parma Calcio 1913 Federico Cherubini, durante la conferenza stampa di stamani, giovedì 2 ottobre 2025, nella sede di ParmaUniverCity Info Point (Sottopasso al Ponte Romano, 2/A, di fronte a piazza Ghiaia, a Parma), alla quale ha preso parte assieme al Magnifico Rettore Paolo Martelli per illustrare la rinnovata partnership fra le due realtà.

Il video sopra – girato, come gli altri sotto, dal prezioso Gian Carlo Ceci, presente all’evento per la nostra testata – riporta fedelmente la frase che turba i pensieri dei tifosi Crociati preoccupati, poiché già vessati dalle vicissitudini societarie – l’ultima delle quali, quella occorsa dieci anni fa con il fallimento del Fu Parma F.C. – che hanno lasciato in  loro stimmate profonde ed evidentemente non rimarginate: anch’io ho vissuto quelle vicende, e, come molti altri sono anche in attesa che i Curastars riescano a sbloccare, finalmente, una seconda tranche di crediti non ancora saldati agli aventi diritto, tuttavia non mi lascio prendere dallo sconforto quando sento il Plenipotenziario asserire che lui non sappia in quale categoria (o campionato, per restare più fedele) in futuro giocherà il Parma, un refrain che ha già speso in altre occasioni analoghe a quella di oggi.

Al di là del fatto che, conoscendo appunto l’iper-sensibilità dei tifosi su certi temi, forse, sarebbe bene fossero evitati, se non strettamente necessari, Cherubini intendeva dire che, qualsiasi cosa succeda in ambito sportivo, con l’attuale proprietà sarà sempre garantita una connessione con il territorio. Territorio, però, che non è solo rappresentata dalle Istituzioni – con le quali le interlocuzioni sono ottime fin da prima del suo insediamento, anche se ora è lui che raccoglie il loro plauso e gradimento, giacché Martines, con cui flirtavano prima, se lo sono ormai dimenticato, vista l’uscita di scena – ma appunto da un tessuto sociale un po’ particolare, proprio perché segnato da certe dolorose esperienze.

Persone che, già non è che amino particolarmente la lungimiranza e le idee woke di Krause (per il quale la maschile sarebbe alla stregua di femminili e giovanili e viceversa, ma di certo non per loro che sono indubbiamente più retrograde e poco propense a farsi indottrinare), ma che si spaventano non appena si mette in dubbio che il Parma possa restare là dove gli compete (a parte che non è che ci competa per diritto divino…) e che si fanno masturbazioni cerebrali ogni qualvolta si accenna, come ultimamente accade spesso (vedi a margine di Parma Calcio Legacy), a temi come sostenibilità che loro temono non possa andare a braccetto con competitività.

Tirando a mano temi di questo tipo, al di là di voler compiacere appunto le istituzioni che ti ospitano per celebrare una partnership o quelle che ospiti se inauguri uno Store, c’è, però, sempre il rischio di andare ad urticare tutti quei tifosi territoriali – che non sono pochi anche in presenza, ma che pullulano nell’on-line – i quali temono che per la società la competitività sia solo un addentellato secondario della sostenibilità, dettaglio, appunto, acuito dall’ammissione di non sapere in quale categoria possa in futuro essere il Parma, dal momento che a loro interessa che il Parma sia in serie A. E quando si parla di Parma, si intende la prima squadra maschile, perché a loro delle due femminili, e di tutte le giovanili importa una benedetta mazza

Per come la penso io, per quanto possa contare, credo non ci sia da preoccuparsi delle frasi che Cherubini pronunzia per accontentare un po’ il suo datore di lavoro che ha le sue fisse o le istituzioni: egli, infatti, è navigato dirigente del calcio italiano e sa perfettamente quale sia la chiesa al centro del villaggio. Lo scorso campionato ci veniva descritto con una paura fottuta della retrocessione, ma mica per gli stessi motivi di chi tifa, ma appunto poiché consapevole del danno che ne sarebbe derivato. Lui sa perfettamente come alla Serie A non ci si possa rinunciare di buon animo, perché poi tutti i virtuosismi fatti (anche in sede di mercato, tagliando rami secchi e verdi) cadrebbero nel vuoto, anche perché senza la massima serie in mano quelle cessioni o non sarebbero andate in porto, o non avrebbero fruttato tanto come è stato. Per cui, diamo il giusto peso alle sue parole, senza star lì, ogni volta, col bilancino… Gabriele Majo

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LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

34 pensieri riguardo “QUELLA FRASE DI CHERUBINI (IN UNIVERSITA’) CHE PREOCCUPA I TIMOROSI (VIDEO)

  • nicolò gazzi

    Si diciamo che pure io ,appena ho sentito e letto quelle frasi virgolettate ,riportate da cherubini stesso ,mi si e’ un po gelato il sangue ;col senno di poi ovviamente poteva dirlo diversamente il concetto che ci avrebbe tranquillizzati maggiormente

  • Esatto Nicolò, io penso che un dirigente del suo livello e con la sua esperienza debba stare molto più attento ad esprimere certi concetti, facilmente fraintendibili. Detto questo mi fido come sempre del nostro direttore e speriamo che d’ora in poi Cherubini curi maggiormente la comunicazione, perchè direi che è parecchio importante…

  • Cosa doveva dire che il Parma ha la serie a garantita di diritto?

    • Se per anni ti parlano di Europa, progetto ambizioso, alti livelli… sai com’è.. un pò contraddittorio.. dove sta la verità?

      • Per la verità è da tempo che questa tipologia di obiettivo non viene proclanata. Dobbiamo attenerci all’attualità. Oggi gli obiettivi sono stati delineati, più volte, dall’attuale gestore Cherubini, che ha parlato di consolidamento della categoria, piazzandosi tra le 13 o 14 squadre stabilmente nella massima serie. Per centrare questo obiettivo, nel rispetto dell’auto sostenibilità nel frattempo chiesta dal proprietario xhe dopo averci messo nel primo lustro 500 pali, peraltro non investiti al meglio, ha deciso di non continuare a rimetterci del suo per farci divertire, ha reinvestito parte dei proventi delle grandi vendite in altre scommesse, sperando di azzeccarle… scommesse (Cutrone ed Oristanio a oarte) in perfetta continuità con la filosofia del quinquennio precedente
        .

        • Lo stesso Cherubini parlò a febbraio di ambizioni di tornare ai massimi livelli.. o io e lui abbiamo un vocabolario diverso oppure in 8 mesi ha dovuto rivedere un pò i programmi. E comunque, chi vuole stare stabilmente in serie A, non dovrebbe porsi neanche il dubbio di sperare per il meglio… Lui sa benissimo le reali intenzioni di Krause e sa benissimo dove ci può portare. Possiamo solo sperare per il meglio…

          • Insomma, è chiaro che l’Europa non è un’opzione oggigiorno pronosticabile, specie considerata l’attuale volontà del proprietario di far rispettare l’auto-sostenibilità. Ma da una frase francamente poco felice come quella ribadita oggi, non dobbiamo trarre conclusioni affrettate. Cherubini sa perfettamente che, con la filosofia del suo padrone, sommata alla chiusura dei rubinetti prima troppo aperti, non è tempo di sogni di gloria, né vanno alimentate illusioni. Cerchiamo, quindi, di essere realisti, considerando che salvarsi sia il minimo sindacabile, tralasciando il come…

    • Questo no. Ma credo siano fatti notori che ci siano problemi di vario genere. Un mercato come quello di quest’ estate dopo una salvezza maturata in uno stranissimo secondo tempo a Bergamo fa capire che il brodo venga fatto col dado e non col cappone. Aggiungiamo che si sente parlare di malumori notevoli per gli acquisti all’ estero fatti dalla coppia KK / pettina’ che costerebbero troppo, ecco che le frasi di cherubini hanno senso. Non ho mai creduto alla ricchezza smisurata di KK ( se io compaio nella classifica forbes quando ho kum and go, perché dopo che l’ ho venduta e dovrei aver incassato soldi corrispondenti non ci sono più?) e non ho mai creduto alla filantropia degli imprenditori americani per il calcio italiano, perciò credo che il meglio per il parma targato usa sia già stato visto. Adesso dobbiamo pensare alla sostenibilità del calcio a parma che vede 11000 spettatori locali, zero merchandising e la quota più bassa di abbonamenti a dazn oltre a due fallimenti della società calcistica a ribadire che la serie A per come la intendiamo ( grandeur) non è sostenibile qui.

      • Se non ricordo male, su Forbes KK non c’era andato neppure prima della vendita della storica azienda di famiglia. Ma questo non è un dettaglio fondamentale, né è fondamentale finire su Forbes per esser miliardari.

        Condivido, invece, la conclusione del ragionamento, quella, cioè, sul fatto che la Serie A, quella che secondo molti tifosi ci competerebbe di diritto, dopo la grandeur targata Parmalat, non sia sostenibile a Parma, come testimoniano i vari fallimenti che han gravato anche sul territorio e molto meno sulle tasche di chi li ha causati. Vero che ci sono esempi di realtà più piccole ancora nella massima serie, ma queste, almeno, non hanno pretese di coppe e scudetti come i nostalgici di Calisto e della scolorina di Tonna…

  • Scusate ma Kraus non fa prima a vendere e levarsi dai coglioni? Così non ci rimette più nulla

    • Raoul casadei

      Ciao ciao ciao ciao mareeeeeee ,dai Davide ancora 8 mesi,checchè ne dica Er Major ,Uber alless !

      • Chi l’ha detto? Perani?

  • Scusate ma se il magnate non mette un borro (cosa che per altro fa da anni) a cosa serve il magnate? Basta Rodolfi Mansueto

  • Un po’ di sana prudenza non guasta mai. “Serie B is an option”, non ci sarebbe nulla di male se a proferirlo fosse un addetto ai lavori fuori dal contesto cittadino e di squadra. Più che ai tifosi è una bella spinta di ottimismo alla squadra e ai giocatori. Che l’algoritmo abbia sputato qualche probabilità ma non imprevisto (cit. Monopoli)? D’altronde, l’ottimismo è il sale della vita…

  • Ringraziamo i piocioni che come da tradizione Upi han preso per il culo tutti ricevendo anche applausi quando hanno presentato Kraus come futuro roseo ed europeo. Ahahhahhahaahahhaa adesso lo faccio io! Dopo 5 anni siamo esattamente al punto di prima anzi peggio visto che si era a un deicmo posto. E le parole di Cherubini suonano sinistre come Ghirardi al regio per il centenario. Se sono parole dettate da un disimpegno del babbuccia prodromico di una cessione sarò felicissimo, in caso contrario iniziamo a prepararci al peggio anche se in questi 5 anni abbiamo mangiato tanta di quella bida che ci sembra ormai cicolata

    • Davide, il tuo è un ragionamento del cavolo: chi ha venduto si era assicurato che chi acquistava fosse solido e generoso. Cosa che Krause ha dimostrato di essere. Non potevano sapere però di una certa originale filosofia e lungimiranza del loro cliente, che comunque avrebbe buttato sul piatto [per non dire altrove] i famosi 500 pali. Che poi con quelli altri sarebbero arrivati in Champions è un altro discorso…

      • Raoul casadei

        No eh ? Bastava leggere il Lombroso

  • ma ragazzi siete stressati il reggiana club ” stadiotardini ” oltre che criticare tutto e tutti del mondo parma ( dal presidente all’ allenatore passando per i giocatori ) siete anche stressati chimicate le parole di cherubini che era un maniera per dire semplicemente ” indipendentemente dalla categoria ” ecc……. bastava capire dove e in quale contesto e’ stato detto , per fortuna che qualcuno l ha spiegato ma forse non se ne doveva neppure parlare o almeno non mi pare che nessun altro ne abbia parlato ……kalma e gesso ragazzi troppo ansiosi e forza regia mi raccomando forza con le critiche al presidente…….. secondo me se israele respinge la global flottilia e’ colpa sua ( spero si capisca che e’ ironico )

  • Buon giorno.molto soddisfatto del temperamento e della energia anche fisica del parma di lunedi.detto questo non penso che nel parma attuale ci sia ambizione..ne qualita tecnica.la pokutica societaria e’ chiara guardare questa estate ..mercato in uscita ..rimpinguare il bilancio di una societa e scomnettere con grossi rischi su giocatori giovani e poco conosciuti.cutrone e ‘ conosciuto in italia..risultati.., massimo risultato conseguibile salvezza. ..siamo realistici.un saluto al dt maio.

  • Cerchiamo di essere onesti e chiari, cosa che ovviamente il main strim fedele alla linea non può essere. Nel calcio italiano la “autosostenibilità” non consente di nutrire ambizioni o crescita. Mancano ricavi da stadi di proprietà, i diritti Tv sono scarsi,etc.. Le “plisvalenze” nuovo dogma di Rugolotto e dei vari che cercano di indottrinarci non possono consentire una crescita, banalmente perchè non sono strutturali ma episodiche e perchè dipendono dai risultati sportivi (se retrocedo col cazzo vendo Bernamèl a x, se faccio un buon campionato magari qualche allocco che lo prende per poi ritrovarsi un Sohm lo trovo). Con la “autostenibilità” nuovo dogma dei seguaci degli Umpò Pipò Pisciowè Liberian 16 enni se va bene fai come Empoli, Lecce, nemmeno Cagliari che sarebbe già un lusso. Quindi chi parla di “autostenibilità” e ambizioni come sempre ci prende per il culo. L’Atalanta fa le plusvalenze ma prende Retegui e De Ketelare, etc.. Se il magnate in babbucce ha ormai chiarito quello che già si sapeva da 3 anni (non spende un pio da 6 mercati fa) l’unica e spero vera chiave di lettura è che si sta guardando intorno per levarsi da coglioni. Anche perchè dovrebbe aver capito che col calcio italiano puoi anche guadagnarci ma se rilanci e investi. Questa virata su temi piocioneschi (in salsa arcobaleno e inclusiva ovviamente) mi fa sperare che anche con l’ausilio del liquidatore umbro Kraus stia cercando di mollare e tornarsene nelle Langhe. Viceversa sono davvero cazzi amari, ma non capisco nemmeno cosa Kraus ci guadagnerebbe da un Empoli fatto male in salsa di tomacche. A meno che non goda a torturarci e inizio ad avere questo sospetto, che ormai sia qui per punirci.

    • Davide lascia lì di cagare balle: anche nelle ultime sessioni di mercato (a suo modo) Krause di soldi ne ha spesi parecchi come documentato da fonti varie qualificate. Poi che abbia investito male è un altro ragionamento, ma non puoi continuare a reiterare come un disco rotto che non abbia speso

      • Ha “investito” meno di 1/3 di quanto incassato. Ergo non ha investito nulla.

        • Ti ricordo che la gestione di una società di calcio non passa solo attraverso il calciomercato. Tutti i parametri vitali del Parma Calcio gestione Krause erano sul profondo rosso, ma il magnate, con sue trasfusioni di sangue, ha provveduto a rimpinguare. Salassi non restituibili come già un lettore ti aveva chiarito tempo fa.
          Ma anche ragionando solo di calciomercato, solo l’ultima sessione, grazie all’abilità e ai buoni uffici di Cherubini, ha fatto sì che si chiudesse con un saldo attivo. Ciò non tagli che i 50 milioni siano stati investiti/spesi in belle speranze anche quest’anno, così come negli ultimi mercati, quelli in cui, secondo te, il Parma non avrebbe speso. Ripeto: lo spendere di Krause non va misurato con il gradimento alle operazioni che esegue

  • Krause ha dichiarato Marco Ferrari, Presidente di Nuovo Inizio “un Presidente che in questi anni ha dimostrato concretamente la sua passione e la sua volontà di investire per portare il club ad un livello sempre più alto” ahahahahhahahahahhahahahahhahahahhahahahhahahahhahaahahha ci vuole del coraggio!!!!!!ahahahahhahahahahhahahahhahahahahaha
    vehhhhhhhhh

    • Davide, Krause gli investimenti li ha fatti e, per come la pensava lui, appunto per la finalità di portare il club ad un livello sempre più alto. Peccato, però, che la sua ricetta non si sia rivelata adatta al calcio italiano. Ma ha pagato, e tanto, di tasca sua (a differenza di chi ha pesato sul territorio, e non mi riferisco solo al fallimento Ghirardi).

      • Direttore, le faccio i miei più sinceri complimenti per l’incredibile pazienza che sta dimostrando con quest’essere(poco umano, perché secondo me viene da un altro pianeta) a cui ha spiegato almeno 20/25 volte sempre gli stessi concetti che lui NON VUOLE O FORSE NON PUÒ CAPIRE.Tenendo presente che lei argomenta i concetti espressi con prove comprovate e lui invece I suoi non concetti con farneticanti sproloqui partoriti solo dalla sua mania di protagonismo, se io fossi in lei mi sentirei un po’ offeso dal fatto che metta cosi sempre in discussione le sue affermazioni. Resto comunque speranzoso che le già ventilate minacce di bannare I suoi commenti possano diventare al più presto esecutive perché non se ne può veramente più….

        • Anche oggi mi sono esercitato in quest’arte…

          Per il bannarlo: sono un terribile liberale…

      • Ottimo quindi siccome ha capito che la ricetta non è adatta ha capito che è meglio levarsi dai maroni. Anche perché non c’è un piano B. Vivacchiare è solo l’anticamera della catastrofe. Visto che non ha l’umiltà di cambiare ricetta resta solo il ritorno nell’Aiova per la gioia di tutti noi senza anello al naso

        • Che la ricetta non sia funzionante è quanto posso asserire io, o tu o altri, ma non è certo una presa di coscienza sua, tanto è vero che reitera all’infinito (sembra te…) i suoi convincimenti. La sua cultura woke, sinceramente, penso che ai tifosi interessi una benedetta mazza, anzi, nell’insistere alimenta le antipatie. Comunque, lui crede nel suo progetto che a noi pare non funzionare: solo che nel suo piano decennale, prevedeva forti investimenti prima, per l’avviamento, poi la macchina, secondo lui e secondo tutti coloro che lo hanno assecondato, potrebbe andare avanti da solo autoalimentandosi.
          Detto questo: non si può sperare che ci siano eternamente dei Calisto che sputtanino soldi loro (o rastrellati sul territorio, peggio) per far divertire te, me e gli altri diecimila spettatori. Non sono certo un estimatore di Krause, per i noti motivi che mi riguardano e che tutti qui più o meno sanno, ma non mi piace che si veicolino balle su di lui, come su nessun altro. E dire che non ci ha messo i soldi è una balla. Aggiungo che non si può neanche sperare in eterno che lui o qualche altro abbiano voglia di sputtanare altrettante risorse. La proprietà solida dietro serve per metterci dentro, come ha fatto fino ad ora, l’eventuale differenza tra spese e ricavi. Per non finire a gambe all’aria come accaduto con chi di pila non ce ne ha di fatto mai messa, riuscendo a campare per anni (abbastanza bene) grazie all’arte dei magheggi di chi la giustizia gli sta facendo pagare il conto più che a lui.

  • antonio bonacci

    Mah… non e’ una bella prospettiva considerato come si era approcciato l’americano quando rilevo’ la societa’ parlando di europa……. Vorrei sapere ora cosa risponderebbe se gli chiedessero quale e’ l’obiettivo del parma nei prossimi, diciamo 2 anni, dopo che ha parlato di europa….. ma sono anche conscio del fatto che e’ meglio che non parli…per il bene suo e dei tifosi. Dopo 5 anni di proprieta’ non possiamo certo dire che sia un presidente che faccia o abbia fatto sognare la piazza… con tutte le aspettative che anche lui ha contribuito a prefissare. E dire che le possibilita’ finanziare non sarebbero mancate di certo. Rimarra’ una grande occasione mancata dalla citta’ e dalla squadra per tornare a buoni livelli del calcio

    • Raoul casadei

      Siamo un adesivo da mettere sul laptop ,il giochino per bambini scemi di un miliardario che sta a parma come lo gnocco fritto sta alla torta fritta,5 anni mai sentito parlare lui o il figlio elfo dopo una cazzo di partita per sentirli dire ,magari in italiano anche imperfetto,ebbiemo fetto caghiare mmmm mmm non fare lo stù pido,eccheccazzo !

  • Sì ma vorrei capire in che mondo vivete ? dopo Krause caro Davide e amichetti vari chi pensate che comperi il Parma 1913 per metterci centinaia di milioni all anno per avere ambizioni e far contento Davide ? gesu cristo pensate che arrivi ? ma voi sognate , il Parma e tra gli ultimi come bacino di spettatori e tra gli ultimi come squadra seguita in tv , nonostante gli sforzi tra gli ultimi come abbonati ! e vendita magliette e merchainsider questi sono i dati e la realtà . E già tanto se troviamo un pirla che ci fa salvare ogni anno e ci tiene in serie A , i berlusconi e monza sono l ultimo esempio .i ricchi on buttano più via i soldi nel calcio … idem sassuolo anche lui retrocesso per non parlare della sampdoria o della lazio che scoppia eccc .Voi pensate che un arabo acquisti il parma ? ma per favore forse un manenti ! ragionate un po’ la lezione non vi è bastata ma smettete di sparare cazzate

    • Eh caro Francesco hai ragione. Ma vedi il nostro Davide è la tipica persona che fa lo sborone con i soldi degli altri, ma poi se invita 4 amici (sempre che li abbia) al ristorante, alla fine della cena scappa dalla finestra del cesso per non pagare il conto…

  • Fantantonio

    Le parole hanno un peso quindi la chiosa finale lascia il tempo che trova perché poi tutti ci ricorderemo dei vecchi proclami di Krause (porterò di nuovo il Parma in Europa) e delle uscite da lacchè di questo incompetente di Cherubini. Abbiamo ben capito quale sia purtroppo ormai la direzione, si parla di sostenibilità dopo anni e anni di sperperi e eccessi con risultati sportivi imbarazzanti. Sostenibilità che certamente non può essere seguita d un miglioramento dell’ area sportiva se le campagne acquisti sono fatte stile football manager e in un’ unica sessione si cedono i migliori (quasi tutti) dopo un’ annata disastrosa in cui la salvezza è arrivata sul filo del rasoio.

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