venerdì, Agosto 21, 2026
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LA SANGUINOLENTA RETROCESSIONE DI TV PARMA NELLA GRADUATORIA DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI

(Gmajo) – 102 Tv Parma. Ma quel 102 non sta per la storica frequenza in modulazione di frequenza accesa 51 anni fa da Marco Toni, su mandato dell’editore Virginio Menozzi e del direttore Carlo Drapkind, per Radio Parma, la prima radio libera italiana, cui un anno fa avevamo dedicato un apposito supplemento di StadioTardini.it per celebrarne il 50° con le testimonianze dei primi pionieri. Quel 102, purtroppo, sta a raffigurare la posizione dell’unica emittente televisiva cittadina, nella graduatoria nazionale in base alla quale vengono concessi i contributi per l’editoria alle emittenti locali.

Come meglio potrete leggere nell’accurato servizio di Francesco Dradi per Parma Parallela che ringraziamo di averci concesso di riprenderlo e pubblicarlo integralmente anche sulle nostre colonne, al fine di consentirci di dare il nostro contributo divulgativo alla faccenda, per forza di cose non molto diffusa in città se non nei pissipissibaobao – la retrocessione al 102° posto, per l’emittente di Via Mantova, rappresenta un vero e proprio bagno di sangue, dal punto di vista economico, perché si traduce in una perdita secca di 372mila euro e dunque, come argomenta Dradi, si profila una notevole perdita in bilancio con gli industriali chiamati a ricapitalizzare.

Va da sé che senza le provvidenze statali, difficilmente le emittenti private potrebbero stare al mondo ed operare serenamente, giacché la raccolta pubblicitaria, da sola, non basta a far quadrare i conti, soprattutto ora che il medium ha perso appeal (e spettatori) a vantaggio dei social: rispetto al 2024, come documenta Parma Parallela, il contributo statale per Radio Tv Parma srl (gruppo Gazzetta di Parma) crolla dai 582.000 euro ai 211mila nel 2025: —64%.

In sostanza, proprio come avviene per le società di calcio, si tratta di una vera e propria retrocessione in serie B: la Serie A accoglie le prime 100 Tv, una per città (che si spartiscono 100,2 milioni): scendere sotto quella linea Maginot, significa, esattamente come avviene nel calcio coi diritti di trasmissione che crollano quando si arretra in Cadetteria, perdere gran parte delle proprie entrate (giacché la torta dei contributi da dividere è di appena 5,2 milioni.

Perché Tv Parma è retrocessa, scendendo dal 90° al 102° posto in graduatoria? Non solo perché è stata scavalcata da emittenti del Sud che hanno scalato a sorpresa la graduatoria, come pare cerchino di giustificarsi in Via Mantova, magari sottintendendo qualche magheggio, quanto perché, più realisticamente, la loro politica di gestione, da diversi anni, non solo con l’attuale management, era poco osservante a quanto prevedono, come scrive Dradi, i parametri oggettivi stabiliti dal DPR 146/2017: il personale in organico (i dipendenti: amministrativi, tecnici e, quotati maggiormente, i giornalisti e se sono professionisti è un plus); il rapporto tra ricavi e audience, basata su dati auditel; l’innovazione tecnologica. Quello che conta è il personale: vale i 2/3 del punteggio, mentre gli ascolti incidono per il 30%.

Adesso, cercando di chiudere la stalla a buoi scappati, (la situazione pare già compromessa anche per il 2026!) il gruppo editoriale corre ai ripari effettuando assunzioni di giornalisti (meglio professionisti che pubblicisti, perché valgono di più, ai fini della graduatoria, of course, anche se, ovviamente, costano di più): impresa abbastanza difficoltosa, dopo che si era depauperato, in precedenza, il proprio bacino di collaboratori, che, non regolarizzati dopo anni di collaborazioni a lacrime e sangue (con i manager che guadagnavano premi e stipendi continuando a tagliare i compensi già infimi degli umili prestatori d’opera) avena da tempo virato, magari obtorto collo, su altri mestieri o professioni più redditizi.

La ricerca, pare sia stata rivolta soprattutto a nuovo personale femminile, dal momento che, nel corpo redazionale (attualmente di 6 assunti) l’unica donna è la sola Francesca Strozzi (per altro part time, come l’ultimo innesto, prima della prossima infornata, il classe 71 Giuliano Capece ex Video Taro e curatore del Tg Provincia): ed infatti sarebbe stata individuata una professionista, già collaboratrice della Gazzetta di Parma negli anni scorsi, attualmente disponibile. Nell’ultimo film di Romeo Azzali si assisteva ad una scalata di Maddalena Ferroni, nella finzione da segretaria del direttore Rinaldi ad aspirante giornalista e chissà che non abbia anticipato la realtà, dal momento che l’attuale co-conduttrice (con Giuseppe Milano) di Calcio & Calcio potrebbe essere attratta dalla carriera giornalistica, sia pure meno remunerativa rispetto ad altri percorsi che le si sono aperti dopo essersi laureata Miss Parma 2023.

Un bel contrappasso, comunque, per il management di Tv Parma che, dopo aver negli anni precedenti, per attenzione dei costi, abbassato la qualità (la prima emiliana è TRC Modena, 25esima, – appunta Dradi – che si porta a casa 1 milione 130mila euro, mentre TeleReggio è 44esima, 889mila €; i cugini, tanto per fare un esempio, l’ultimo dell’anno lo hanno documentato in diretta), si trova ora a dover correggere la propria linea, assumendo…

Il presidente di Radio Tv Parma si chiama Marco Occhi (che poco prima di natale, dopo la sconfitta in 11 contro 9 con la Lazio, essendo tifoso Crociato, sui social si era un po’ lasciato andare, in modo irrituale per la posizione istituzionale che riveste, peraltro con i dati del tracollo già in mano), mentre il direttore generale nonché amministratore delegato di Gazzetta di Parma srl, è Pierluigi Spagoni, approdato in quel ruolo nel 2018, ad appena 35 anni, proveniente dalle Fiere di Parma.

Secondo quanto sostiene Francesco Dradi, appunto l’emergente Spagoni sarebbe stato il primo candidato alla successione di Cesare Azzali, nella carica di Direttore dell’Unione Parmense degli industriali (la potentissima ed influente, sulla vita della città, UPI): ma ora potrebbe essergli fatale questo incaglio, sebbene la discesa agli inferi di 12 Tv Parma fosse cominciata prima del suo mandato (e si narra per precisa scelta, direi piuttosto da kamikaze, visti gli odierni effetti): da rilevare – come documenta Parma Parallelacome nel 2018 12TvParma fosse 49esima in graduatoria. In otto anni la discesa di posizioni è stata progressiva fino alla débacle dell’anno scorso. La diminuzione nei punteggi di valutazione delle performance aziendali si riscontra sia nella voce personale (da 959 a 913 dell’indice Mimit), sia nell’audience (da 724 a 708). 

Basteranno le (tardive) nuove assunzioni per ri-scalare le posizioni dopo la discesa precipitevolissimevolmente? Le altre emittenti che hanno scavalcato 12 Tv Parma – che pur essendo l’unica televisione tradizionale sul nostro territorio ha perso ascolti – ovviamente non resteranno a guardare, e venderanno cara la pelle per non retrocedere… Gabriele Majo

Clamoroso declassamento di Tv Parma: 102esima in graduatoria nazionale

Tracollo nei conti. Tagliati 372mila euro di finanziamento pubblico

(di Francesco Dradi, da Parma Parallela) – Lo smacco è clamoroso. 12TvParma precipita dal 90 al 102esimo posto della graduatoria nazionale delle televisioni commerciali locali stilata dal Mimit (Ministero imprese e made in italy). E sui finanziamenti pubblici del 2025 cala la mannaia. Il contributo statale per Radio Tv Parma srl (gruppo Gazzetta di Parma) crolla dai 582.000 euro nel 2024 ai 211mila nel 2025: —64%. La perdita secca è di 372mila euro ed è un colpo pesantissimo sui conti societari. Il fatturato nel 2024 era di 781mila euro. Si profila una notevole perdita in bilancio con gli industriali chiamati a ricapitalizzare. Il danno è anche di immagine. C’è chi, con sarcasmo, l’ha ribattezzata “102TvParma“.

Non è stato un Natale sereno negli studi televisivi di via Mantova e un contraccolpo potrebbero subirlo anche le ambizioni del dg Pierluigi Spagoni (ad del gruppo Gazzetta di Parma).

Ma non tutto il male viene per nuocere, come dice il proverbio. Per uscire dal “rosso” Tv Parma è obbligata a investire e, dunque, presto ci saranno nuove assunzioni di giornalisti.

Andiamo per ordine.

Finanziamenti pubblici vitali per le tv locali

Il governo nel 2025 ha destinato 105,5 milioni di euro per le televisioni commerciali locali. Senza il finanziamento statale praticamente nessuna emittente televisiva territoriale sopravviverebbe. Le risorse economiche da raccolta pubblicitaria sono insufficienti per tenere in equilibrio i conti.

Per assegnare i contributi viene stilata ogni anno una graduatoria nazionale. La posizione in classifica è determinata da una serie di parametri oggettivi stabiliti dal DPR 146/2017: il personale in organico (i dipendenti: amministrativi, tecnici e, quotati maggiormente, i giornalisti e se sono professionisti è un plus); il rapporto tra ricavi e audience, basata su dati auditel; l’innovazione tecnologica. Quello che conta è il personale: vale i 2/3 del punteggio, mentre gli ascolti incidono per il 30%.

Il plafond è ripartito in due fasce: alla fascia A (le prime 100 tv in graduatoria) vengono assegnati 100,2 milioni, alla fascia B rimangono le briciole: 5,2 milioni per 45 emittenti. Questa ripartizione può essere considerata ingiusta ma, in un contesto di risorse definite, la ratio è di evitare l’assalto alla diligenza, con domande fittizie, e quindi “premiare” i più meritevoli, attribuendo un finanziamento significativo affinché 100 tv (in 100 città) possano svolgere al meglio il servizio di informazione locale. Questa è la teoria, sana, poi c’è la pratica e sappiamo che l’Italia è un paese di furbetti, ma questo è un altro discorso.

Un aspetto da non sottovalutare è che le domande per il contributo si compilano in febbraio, però la graduatoria esce a fine novembre e i conti per far quadrare i bilanci si fanno col Natale alle porte.

La graduatoria nazionale

L’emittente prima in classifica è la pugliese TeleNorba che riceve un bonifico ministeriale di 3 milioni 164mila euro. Seconda la sarda Videolina (2,692 milioni). A seguire Canale Italia, la napoletana Canale 21, Telelombardia e Antenna Tre Veneto.

La prima emiliana è TRC Modena, 25esima, che si porta a casa 1 milione 130mila euro, mentre TeleReggio è 44esima (889mila €).

La centesima è Ètv Marche di Rete7 srl e incassa 567mila €.

12TvParma in otto anni scende dalla posizione 49 alla 102

Come detto 12TvParma nel 2025 si è attestata al 102esimo posto, ottenendo un contributo di 211mila euro. Nel 2024 l’emittente della società Radio Tv Parma srl era 90esima e incamerò 583 mila euro. Il saldo negativo è di 372mila euro.

Da rilevare come nel 2018 12TvParma fosse 49esima in graduatoria. In otto anni la discesa di posizioni è stata progressiva fino alla débacle dell’anno scorso. La diminuzione nei punteggi di valutazione delle performance aziendali si riscontra sia nella voce personale (da 959 a 913 dell’indice Mimit), sia nell’audience (da 724 a 708).

Che la situazione fosse critica era noto. Come mai non si è intervenuti, rafforzando la voce del personale? La domanda è aperta.

Tracollo dei conti

Il fatturato di Radio Tv Parma srl nel 2024 è stato di 781.460 € con un utile di 35mila €. Salta subito agli occhi come il finanziamento pubblico valesse il 75% delle entrate. Il resto deriva da raccolta pubblicitaria e altre fonti. Va detto che il fatturato dell’emittente del gruppo Gazzetta di Parma è in costante calo negli ultimi anni, in parallelo con la discesa nella graduatoria delle tv commerciali.

Il buco di 372 mila euro nel contributo statale dovrebbe portare a un dimezzamento del fatturato nel 2025 e, stando alle fonti consultate dal cronista, a un “rosso” di circa 300mila euro. Un passivo che sarà ripianato non solo estinguendo le riserve ma dovendo anche intaccare il capitale sociale che è di 1 milione 200mila euro.

Potrebbe non essere finita qua. Il declassamento potrebbe riverberarsi anche nell’anno in corso, dato che la graduatoria del Mimit non si basa su un solo anno, ma pondera l’ultimo biennio e, dunque, anche una sterzata nel 2026 potrebbe non essere sufficiente per rientrare tra le 100 di fascia A.

L’obbligo di nuove assunzioni

Dato il contesto (ossia la garanzia governativa di una stabilità del finanziamento pubblico alle emittenti tv, che equivale a un’entrata certa e cospicua, se si rispettano determinati parametri) la scelta per gli amministratori di Radio Tv Parma srl è obbligata: assumere dipendenti per risalire la corrente delle posizioni in graduatoria e ri-ottenere un contributo large size. La strategia opposta, tagliare il personale per ridurre i costi, porterebbe inesorabilmente alla chiusura della tv, non essendo in grado di generare profitti autonomamente.

In questo caso (solo in questo? domanda pleonastica del cronista) il finanziamento pubblico stimola un comportamento virtuoso nella società privata: assumere.

Allo stato attuale i dipendenti di Radio Tv Parma sono 16 di cui 6 giornalisti (quattro a tempo pieno e due part-time). Le previsioni per rientrare nella fascia A del Mimit indicano la necessità dell’assunzione di 2 giornalisti a tempo pieno, di cui almeno 1 già con lo status (e lo stipendio) da professionista.

Data l’urgenza della situazione, nell’ultima decade di dicembre sono stati tenuti colloqui e provini; probabilmente entro fine gennaio vedremo almeno un volto nuovo nelle edizioni del tg diretto da Pietro Adrasto Ferraguti.

Le ambizioni e l’imbarazzo dell’ad

Ora, in una città abituata ad accalorarsi per la presenza o meno nella top ten delle varie classifiche nazionali, pensate cosa può significare essere 102esima in ambito televisivo. Potrebbe valere un dibattito… in una trasmissione tv. Non accadrà.

Tuttavia, stando alle fonti consultate dal cronista, l’imbarazzo (eufemismo) che si è originato per questo declassamento non è da poco. Tutti guardano al direttore generale di Radio Tv Parma, nonché amministratore delegato di Gazzetta di Parma srl, Pierluigi Spagoni.

Soprattutto perché Spagoni, fino a questo passo falso, era considerato in pole position per sostituire Cesare Azzali nella carica di direttore dell’Upi, Unione Parmense Industriali. Il contratto di Azzali, che ha 72 anni, è in scadenza a giugno e sembra proprio che questa volta non sarà confermato, andando in quiescenza. Dai numerosi colloqui, svolti dai vertici confindustriali per assegnare la poltrona di direttore a Palazzo Soragna, sembrava che il favorito a succedergli fosse il 43enne Spagoni. Fino all’incaglio della 102esima posizione di 12TvParma.

Va peraltro rimarcato che Spagoni non può essere considerato l’unico responsabile, in quanto la situazione di decrescita si trascinava da anni. I consigli d’amministrazione, sia di Radio Tv Parma sia del gruppo Gazzetta, erano a conoscenza dei numeri della graduatoria e la politica del “braccino corto” per la televisione era sostanzialmente avallata da tutti, in un quadro di informazione locale che non vede concorrenti.

Le tensioni tra soci

Radio Tv Parma srl non è di proprietà esclusiva dell’Upi, che la controlla tramite la finanziaria di Gazzetta di Parma (55%), ma vede come socio di minoranza (40%) TR Media, società editoriale di Coop Alleanza 3.0, entrata nel capitale di Radio Tv Parma in conseguenza degli accordi per l’assorbimento della defunta Teleducato nel 2018. Una residua quota del 5% è della famiglia Allodi.

TR Media possiede Trc Modena e TeleReggio (che veleggiano nella parte medio alta della graduatoria) e non è per nulla contenta della situazione creatasi a Parma. Si vedrà, in caso si dovesse procedere a una ricapitalizzazione, se la controllata delle Coop sarà disposta a sottoscrivere l’aumento di capitale o preferirà diluire la quota. Francesco Dradi (da Parma Parallela)

LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.itsito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann, "Giovannino Guareschi" del regista Andrea Porporati, film "Ammazzare stanca", film "I giorni più intensi di Guido Kalb", serie Tv "Il Capo perfetto", serie Tv "Motorvalley". Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro", "3 di Picche", "Le jour de la robe de la mariée", "Pazzia"; video clip ufficiale di "Sto bene al mare" di Marco Mengoni feat Sayf, Rkomi; video clip musicale girato a "Il brutto anatroccolo" di Milano; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio", "Franciao", "Sconcerto nella Bassa".

15 pensieri riguardo “LA SANGUINOLENTA RETROCESSIONE DI TV PARMA NELLA GRADUATORIA DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI

  • Personalmente al di la della simpatia che ho per un paio e non piu di persone che lavorano a radio tv parma..penso che il canale offra davvero poco a ciminciare dal palinsesto televisivo per me horror..mai una serata dedicata al cinema o a documetari storico artistiche ..programmi ripetuti e organizzati un po cosi’ ..non so se in tutto questo centri la direzione di oggi oppure no…questo lo lascio alle vostre opinioni..o a lei dt maio..giornalista esperto e in gamba..anche il richiamare e dare spazio nelle trasmissioni sportive ad esempio. ..sempre le solite persone…e dare sempre lo stesso taglio per me e’ non va propio

    • Beh ci sono liste di prescrizione incredibili: basti pensare ai veti ainpresunti concorrenti, salvo ospitare concorrenti veri [e stiamo parlando di un gruppo piuttosto egemone]

  • Andrea Concari

    Spero che questa batosta sia finalmente l’inizio di un nuovo capitolo.
    Scelte coraggiose aperture a nuove idee e un ritorno a quel coraggio pionieristico che ha fatto di radio Parma e tv Parma una leggenda

  • Non mi permetto ora di fare analisi su ascolti , politiche di tvparma, dico solo da telespettatore sportivo tifoso del Parma che BarSport è inguardabile, Calcio&Calcio ancora peggio.

    Si può dire in questa città che il Verdi non ha senso e che questa città è stata cementificata troppo, e che la qualità dell’industria alimentare locale è mediocre? Possiamo parlare sempre nei programmi di approfondimento delle situzioni che Giulia Innocenti sta portando avanti? o no?

    A me di non sentire critiche costruittive su Krause (Ghirardi prima quando qualcuno in sala stampa lo salutva con ciao Tommy, diventato giornalisti idolo dei tifosi) e di sentire dire che Parma è bella e brava e vedere l’articolo immancabile sulla pagina dell’Economia delle industrie locali mi sarei rotto anche le palle.

    E’ giusto così. I miei messaggi a barsport e calcioecalcio non vengono letti, miracolosamente me ne hanno letto uno in palla in tribuna.
    Ora abbiamo vinto contro una squadra già in b con la fiorentina e con un gollonzo con il Verona e ora “grandissimo krause” quando sono 5 anni che facciamo ridere.
    Poi di vedere il dentista juventino, l’altro là collegato da casa che mangia (e non fa ridere a nessuno) ne avrei anche le palle piene scusate.
    Ma dove sono finiti i Cervi?i gli Schianchi? i Boni?

  • Chi l avrebbe mai detto che con trasmissioni al limite del ridicolo come calcio e calcio e vero sport,per non parlare del resto, TV Parma sia scesa tanto in graduatoria.. Veramente pazzesco. Speriamo cambi qualcosa perché vedere sempre le solite facce, per di più incapaci, è veramente deprimente

    • Il problema delle produzioni televisive non è il principale e comunque una conseguenza della masochistica linea imprenditoriale al risparmio. Super manager pagati per mettere alla fame i collaboratori, a discapito della qualità. E chi, come Majo, rimarcava sommessamente queste cose, messo al bando da ogni trasmissione, assieme, ovviamente agli altri reietti di StadioTardini.it che pure facevano comodo ~ a gratis ~ con la propria competenza…

  • Ale Pongonazzo

    Senza tenerla lunga, come mio solito, non so se sono in grado di giudicare o valutare il gruppo egemone, anche paragonandolo ad altri gruppi assimilabili, una cosa però, nell’ attraversare le loro diffusioni mi rimane.
    Sempre istruiti da una debordante autoreferenzialità, un vocabolo che spesso accompagna l’ascolto è “autorevolezza”, riconosciuta in proprio, senza l’ attendere che altri la riconoscano. Si ha sempre l’impressione che vi sia chi comprende e chi non può farlo. Generose lezioni vengono impartite. Se per una squadra di calcio il proprietario dovrebbe essere un custode, credo che un mediagroup, nel considerarsi riferimento per l’ intera città e provincia, potrebbe essere meno divisivo… così abbiamo utilizzato anche un bel termine di quelli che vanno di moda e ti fanno sembrare intelligente…e così, almeno oggi, mi do un tono…autorevole.

  • Perché purtroppo é una TV vecchia conduttori obsoleti non vi é la scintilla molto provinciale come rete

    • Al di là dei programmi, tuttavia, il problema è di gestione. Io ho sempre trovato incredibile che dei manager pagati per tagliare i costi (con collaboratori pagati da fame, sempre al ribasso) guadagnassero cifre enormi. Se poi queste professionalità ti portano a questa retrocessione (motivata da scelte al risparmio fatte prima…).
      Chiaro che con redazione sotto organico, collaboratori mal pagati non ci possa essere qualità

      • È quanto succede nel mondo del lavoro e l’informazione non fa eccezione, i manager continuano a guadagnare cifre straordinarie se paragonate agli stipendi delle maestranze, da diversi anni. Senza parlare di alcuni top manager che godono di buonuscite milionarie, anche con risultati fallimentari o quasi.
        Oggi parlare di cultura è come bestemmiare (con la cultura non si mangia, disse un nostro ministro dell’economia), più passa il tempo più aumenta l’ignoranza.
        Se non si trovano rimedi efficaci e rapidi, La specie umana si avvia all’auto estinzione.

        • Purtroppo convengo che viviamo in un’epoca di decadenza. Comunque in un mondo dove si dovrebbe essere misurati a risultati, i compensi dovrebbero essere correlati nel bene e nel male e chi ha trascinato Tv Parma in serie B dovrebbe essere valutato per quel che ha fatto. A parte che anche i committenti…

  • Direttore ci penserà Kraus a finanziare la “sua” Tv di Regime. Ah no ha le pezze al culo anche lui

    • Ma basta con sta storia delle pezze al culo. Quelle ce le abbiamo io e te, non certo Krause

  • Allora finanzierà lui la sua radio e tv. Tutti i suoi più fedeli soffiapiffero sono lì.

  • Bravo direttore. Mi ha incuriosito molto l’articolo , perchè di questo argomento non avevo la benché minima conoscenza. Grazie.

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