ANNOTAZIONI CROCIATE / PARTITA EPICA (PER LORO…)
(Fabrizio Pallini) – Parma Roma al Tardini: partita epica (ma per la Roma). Una partita di altri tempi con i minuti di recupero al cardiopalma. Raccontare e commentare questa partita è veramente difficile e complicato, per tutti gli avvenimenti accaduti.
Dopo un primo tempo nettamente a favore della Roma, dove le motivazioni erano indubbiamente differenti: la Roma si giocava le residue speranze di coppa campioni, il Parma era già salvo.
I crociati hanno il merito di non subire il secondo gol e nel secondo tempo il Parma dimostra tutt’altro piglio e volontà. Pareggia subito con Strefezza al 47esimo e ritrova gioco e fiducia. Il Parma, infatti, si sveglia dal torpore e gioca la partita “con la calma dei nei nervi distesi”. Abbandona il fortino che tanta fortuna aveva portata alla squadra Crociata e dimostra, con la tranquillità della salvezza acquisita, di poter giocare in modo differente le partite.
Il Parma, però, così facendo rischia grosso e protagonista diventa Suzuki che con alcune parate straordinarie salva il Parma. All’86 esimo, però, va in vantaggio con un bel gol di Keita su perfetto passaggio di Estévez appena entrato. Esulta la mamma in tribuna con la maglia Crociata, bel regalo per la festa della mamma.
Sembra fatta.
Ma dietro l’angolo c’è un curioso destino che viene a riprendersi quella fortuna che quest’anno aveva più volte accarezzato il Parma. Nei minuti di recupero, infatti, succede di tutto: prima il gol del neo entrato Rensch, dopo una mischia furibonda nell’area Crociata e poi il rigore sempre propiziato dallo stesso Rensch, che viene cinturato sempre in area da Britscghi, pure lui entrato da pochi minuti. L’arbitro, che in un primo momento aveva concesso il fallo a favore del Parma, richiamato dal Var, assegna il calcio di rigore alla Roma. Va sul dischetto Malen che realizza il suo secondo gol, dando l’incredibile vittoria ai giallorossi.
Si direbbe una partita d’altri tempi dove è successo di tutto: gol, pali, parate strepitose, errori microscopici, gol annullati, contestazioni. Una partita che, a nostro avviso, il Parma non meritava di perdere, a differenza della partita di Milano, dove i Crociati avevano issato subito bandiera bianca.
La prima considerazione che ci preme fare e che abbiamo già sottolineato, è quella che le motivazioni delle due squadre erano troppo differenti.
Un’altra, è quella che ogni qualvolta il Parma abbandona la strategia del “fortino” poi la partita la perde. Qui potremmo agganciare la polemiche che qualcuno ha lanciato in settimana su Cuesta. Il dubbio è quello se convenga tenere il giovane allenatore, che sì ha salvato la squadra anche prima del previsto, con la sua difesa dal basso (catenaccio), ma che non ha saputo sviluppare un bel gioco e soprattutto non saputo valorizzare alcuni giocatori ritenuti importanti, vedi Bernabé. Molti lo vorrebbero confermare, ma con la volontà di una evoluzione del suo gioco.
Le sostituzioni sono state fondamentali, sia in positivo che in negativo. Rensch, in pratica, è stato l’artefice della vittoria della Roma con il suo gol e con il rigore propiziato. Per il Parma, Estévez ha regalato il passaggio d’oro per il gol di Keita. Purtroppo, negativa la sostituzione di Delprato con Britschgi che ha causato il rigore ai giocatori della lupa. La scelta del due attaccanti, nel secondo tempo, era sembrata vincente.
Non possiamo non citare le polemiche sia sul calcio di rigore che sul secondo gol, molti dubbi li abbiamo anche noi, ma quest’anno, a nostro avviso, i torti e le ragioni si sono compensate, anche se in questo caso riteniamo di essere stati penalizzati.
Fortunatamente il Parma era salvo, altrimenti le coronarie di molti avrebbero dovuto subire pericolosi sussulti. Mancano due partite e a noi piace pensarle come prove tecniche di trasmissione (formazione…). Vedremo…
Ora tutte le preoccupazioni e i dubbi sono e saranno sulla conferma o meno di Cuesta… Ad maiora. Fabrizio Pallini
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Ieri sera al tardini Roma ladrona ha ragione Cuesta tutta Italia ha visto cosa è successo chiffon aveva visto bene niente rigore si sono spintoni tutti e due Lissone camera di somari il var così fa solo danni! 12′ di recupero? Unica cosa perché ha sostituito del prato? Con lui il parma non perdeva di sicuro
Il Palazzo si sa ha stabilito che la Viola doveva salvarsi (Como Fiorenina clamorosa), idem il solito Lecce degli amici di Lotito (le solite 2/3 vittorie “strane”, il furto in Lecce Cremerdese, etc.) e che il Como deve andare max in Europa Lig. Tutto il resto viene organizzato di conseguenza. Tra l’altro ieri le quote sulla vittoria del Parma avrebbero causato non pochi problemi alle agenzie di scommesse (basti leggere le polemiche delle scommesse anche agli internazionali d’Italia per rendersi conto che è ora di smettere di credere alle fole), di qui l”‘arbitraggio” di Chiffi pilotato dal Var che si è ormai visto come funziona (Var chiamati dal Palazzo in tempo reale per orientare le parte sopratutto negli ultimi minuti). Cmq ieri si è palesato che Stefrezza è per noi di un livello superiore e che sarebbe da totali dementi lasciarlo andare ma andrà così perchè veeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh lo paghi te e tutte le puttanate dei vari Rugolotto e degli altri soffiapiffero sulla “rivendibilità” e che Bruschi è gramo come il rudo e che etor che Suzuchi, se c’è qualchi idiota che lo vuole glielo porto io essendo un altro cesso come Sohm e come tutti gli “svizzeri” delle nuove generazioni.
Facciamo una colletta per trattenere strefezza
Partita epica anche per noi: ci sono alcune sconfitte che, per motivi diversi, rimangono nella memoria e anche nel cuore, oserei dire: questa è di quelle. con la squadra applaudita e osannata da tutto lo stadio pur uscendo sconfitta. Mi ha ricordato un pò la sconfitta a milano con l’inter nel maggio del 2004.
Per quanto riguarda il futuro, si dovrà vedere se l’anima finanziaria del club dominerà o lascerà un minimo spazio a quella sportiva
Molto meno romanticamente a me ha ricordato, invece, il tracollo col Mikan vera fine dell’era Pecchia. Nello psicodramma che ci siamo creati, il Parma sarebbe stata la vittima sacrificale per favorire la Roma nella rincorsa Champions, ma al di là della discutibile direzione di Chioffi, ci siamo suicidati da soli…
D’accordo col direttore