venerdì, Agosto 21, 2026
nella tana del pongonazzoNews

MEET & GREET CON ANDREA AGNELLI

(Ale Pongonazzo) – Collecchio 18 luglio 2026, all’interno del centro sportivo del Parma, come recita la didascalia accompagnatoria dell’immagine che lo testimonia, è stato avvistato Andrea Agnelli. Per come riportato il fatto, dalle parole del settore comunicazione istituzionale della società, pare di ascoltare un aneddoto con protagonista un appassionato di birdwatching che, per sua immensa fortuna, si imbatte casualmente in un edredone dagli occhiali, raro esemplare non facile da osservare.

Sembra che nell’inconsapevolezza generale si sia trovato lì per caso, proprio lì, nel territorio inibito ai tifosi anche per un semplice abbraccio di inizio anno alla propria squadra. Considerando che le foto che immortalano il momento sono in vendita su Getty images (immaginiamo il fatturato delle royalties…) evidentemente v’è stato qualcuno più fortunato di altri nell’aver ricevuto notizia del possibile avvistamento. Una serie di fortunati eventi, accaduti proprio nello scenario vietato ai tifosi, coloro che avrebbero gradito poter essere presenti, anche solamente per qualche minuto, giusto per ricongiungersi con la propria squadra dopo settimane di distacco.

In occasione dell’acquisto del Parma calcio da parte di Kyle Krause, si è assistito alla teatrale rimozione dell’adesivo della vecchia signora apposto sulla cover del notebook presidenziale. Ora, nostro malgrado, sembra di assistere, senza nemmeno beneficiare di un certo tatto, alla rimozione dell’adesivo Parma dalla nostra squadra, dalla nostra passione e dal nostro sentimento. Retorica? Chiamatela come preferite, nel caso non sarà proprio questa porzione a causare rigetto, abituati alle abbondanti razioni che, quasi quotidianamente, vengono servite. Un adesivo ben più appiccicoso sembra imbrattare senza nessun riguardo la superficie limpida e curata di una passione radicata e senza pretese, se non quella del rispetto di alcune piccole ma significative attenzioni.

In questo caso si è preferito gratificare i tifosi della squadra torinese piuttosto che quelli Crociati, come dimostrato dalle reazioni di apprezzamento nei confronti del loro ex presidente se non quelle di scherno nei confronti dei tifosi Ducali (prontamente rimosse), esplose sui social media. I sostenitori del Parma tuttavia non hanno risparmiato il manifestare la propria frustrazione, anche attraverso figure eccellenti, come un componente dei fab seven, Marco Ferrari, nel voler sottolineare la sconvenienza di un tale messaggio in relazione al contesto.

Se sembra comprensibile, la vista di questa figura al centro sportivo del club, considerando alcuni rapporti personali, molto meno lo è per quanto riguarda la divulgazione e la pubblicità regalata all’accaduto, quasi una sorta di sfida. Una volontà di comunicare, in prima istanza ai tifosi, c’è chi può e chi non può… e voi… non può. L’irrefrenabile desiderio di mostrare questa sorta di summer bright day, un meet & greet vip edition, un’operazione che ammicca ad un panorama più ampio di quello locale, mortificando ciò che risiede vicino e dimenticandone le specificità per gratificare quello che resta lontano, evidentemente non così tanto.

Forse insensate fissazioni, ma a che scopo e per quale fine disinteressarsene al punto da pubblicizzare addirittura quello che per la comunità crociata risulta come uno sfregio immotivato e gratuito. Gratuito, non come le immagini dell’incontro, in vendita su Getty Images. Sicuramente utili per gigantografie da esporre nel salone di casa, immagini con cui corredare i diari dei momenti significativi della vita di un tifoso Crociato, clà roba li.

Comunque un po’ di saudade non la si nega a nessuno. Il CEO Cherubini così come la direttrice della comunicazione istituzionale, Federica Lancini, devono essersi sentiti a casa almeno per un momento e, come sembra inevitabile, un po’ tutti cercano di ricreare attorno a sé l’atmosfera di casa, anche per riviverla solo per alcuni istanti. Mancava solo “Chega De Saudade” nella versione Morelenbaum – Sakamoto con alla voce Paola Morelenbaum, come colonna sonora, ma per fortuna almeno il pezzo non è stato profanato.

Del resto il forte legame con il territorio e la gente di Parma è ben evidente. Il sindaco della città sempre coinvolto in tutte le situazioni, l’ateneo parmigiano incarnato dalla figura del Magnifico Rettore, sempre al centro di iniziative per coloro che frequentano le aule, sicuramente tutti indigeni, e poi i sampietrini nella texture della nuova maglia, c’è solo da sperare che non vengano cambiati in continuazione come in via D’Azeglio.

Per tutti questi motivi non serve stranirsi della presenza di Andrea Agnelli agli allenamenti a porte rigorosamente chiuse. Come indicato dal comunicato che accompagnava l’immagine, quella in vendita su Getty, fedelmente ed opportunamente riportato dall’edizione online de La Gazzetta di Parma: Un momento per osservare da vicino la crescita della squadra allenata da Carlos Cuesta e le nuove idee verso la prossima stagione“. Non sarebbe stato meglio evitare di farsi immortalare in quella formazione o almeno evitare di diffondere quelle inopportune immagini? Forse si è voluto.

Un momento, un frammento, un istante sospeso nel tempo, la crescita della squadra dopo un giorno di ritiro, una magia vista da vicino, ora la stagione avrà tutto un altro sapore.

La presenza di Andrea Agnelli all’allenamento del Parma un regalo per la città, un bianco nero accostato al sentimento Crociato ad osservare le nuove idee per la prossima stagione, quelle su cui i tifosi si interrogano, i medesimi che hanno già sottoscritto abbonamenti senza aver nessun riscontro alle tante domande che affollano i loro pensieri per la stagione che verrà, gli stessi che non ottengono la sacra concessione di poter entrare a Collecchio per i primi calci della stagione. Non stiamo a cavillare, sempre di bianco nero trattasi, che sia disposto a righe verticali o che formi una croce sul petto poco cambia. Insensato ricordare anni di episodi che hanno visto quelli con la croce avversari ed avversati da quelli con le righe, siamo tutti racchiusi in quei due colori, piccole incomprensioni, come per quella cena per cui Dino Baggio reclamava il rimborso, prima di abbandonare il campo una volta espulso. Un gesto per ricordare goliardicamente le serate trascorse assieme. Oppure si è forse frainteso?

Gli episodi caratterizzati da idiosincrasia fra gli appartenenti alle tifoserie dei due club non sono isolati e nemmeno trascurabili, il fatto che si preferisca ignorarli, forse attribuendo alla memoria un valore risibile non sembra per niente in linea con il vortice di valori a cui siamo continuamente e pateticamente richiamati. Evidentemente alcuni di questi sono significativi, ma non quelli dei tifosi Crociati.

In un’estate che già fornisce motivi d’ogni genere per surriscaldarsi serviva proprio questa ventata d’aria fresca, i protagonisti dell’incontro sotto le ombreggianti fronde di Collecchio, l’incontro reso ancor più gradevole da un soffio di vento, il medesimo che nella pancia di molti tifosi si trasforma in tempesta. Invero alcuni avranno sinceramente apprezzato, almeno coloro che vivono l’anno in modo tribolato, dovendo per opportunità ed opportunismo vestire una maglia appoggiandone in verità un’altra.

Chi non ha provato nemmeno un po’ di fastidio nel vedere quella immagine e leggere quella sorta di didascalia forse è meglio che controlli targa e comune di immatricolazione, precisando che, targa ed immatricolazione, non dipendono dai natali ma dal marchio che ci si sente bruciare addosso.

Poi v’è anche un aspetto che lascia il campo alle più fantasiose supposizioni: “Agnelli compra il Parma” ed altri: “anche il Casa Pia”…. “no ‘l à belè tot cl’ätor là”. Ed invece la realtà, come ricordato in un articolo apparso su Tuttosport, del 25 aprile 2026 a firma Guido Vaciago, è che Andrea Agnelli investirà molti danari, ma non nel calcio, bensì in altri sport ritenuti con un alto potenziale di sviluppo. Il tutto attraverso la nuova creatura Gamma Wawes (raggi gamma). Questo forse aggiunge turbamento per la possibilità che la sua presenza possa coincidere col vedersi inceneriti da un luminoso raggio, proprio come in certi brutti film di fantascienza.

Magari verremo inceneriti poco a poco, senza nemmeno rendercene conto, con il bianco e nero che si confonderanno, mescolandosi in una sgradevole tinta grigia senza più un’identità, senza un’appartenenza; molta inclusione, anche quella di coloro che non dovrebbero essere inclusi, non per rozza discriminazione, ma per rispetto e sensibilità. È così che molte delle parole spese attorno all’attenzione per la comunità Crociata si sgretolano smascherate da cotanta superficialità.

Il calcio è anche appartenenza, clan, tribù; un certo sentire può essere considerato superficiale e puerile ma le medesime considerazioni potrebbero avvolgere chi pesa determinati rituali e specifici rapporti senza porsi nei panni altrui.

Forse tutto è nell’ordine delle cose: un proprietario da sempre tifoso juventino, un CEO per cui non serve ricordare i trascorsi e pure chi cura la comunicazione istituzionale del club non deve essere certo insensibile al fascino delle striature verticali. Senza dimenticare altre figure vicine al mondo Juventus: i fratelli Notari e uno degli ultimi arrivati, Federico Crovari (nell’effige in vendita scamiciato come il suo emulo, eccezionalmente ospite al Mutti). Parma, da piccola Parigi a piccola Juventus? … a so cme stagh. Ale Pongonazzo

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25 pensieri riguardo “MEET & GREET CON ANDREA AGNELLI

  • Stopaj (little cork)

    Son 6 anni che il parma defunse,riflessi da bradipo o non accettazione di un lutto ?😂

  • Direttore…ci compra AA?

      • Si scherza director…
        Comunque ho notato che ha preferito – giustamente – il mare al direttone… Buon relax allora 🙂

        • No non sono andato al mare, ma lo stesso ho preferito non fare il privilegiato

  • A me non interessa nulla di chi va trovare Cherubini,men che meno della juventus, a me interessa solo il Parma

    • Stopaj (little cork)

      Se esistesse ancora ti darei ragione 😂

  • Fortemente inopportuna la pubblicazione della foto. Sono abbastanza sicuro che lo abbiano fatto ingenuamente perché nessuno è parte della nostra storia, non la sa, non la capisce o non la vuole capire. Una proprietà con DNA locale non l’avrebbe mai fatto e sono sicuro che, al di la dei denari, se ci fosse potrebbe sicuramente garantire quella spinta emozionale e quella unitarieta’ di intenti che oggi si fa molta fatica a vedere.

    • Per me mpn è solo questione di ignoranza, ma di presunzione.

      Peraltro anche dei parmigiani scivolarono su peccati analoghi, tipo i capi Ppc autoselfatisi allo Stadium, con altrettanto clamore degli antijuventini Crociati, o l’invito sul palco a Vialli zittito a suon di fischi durante la presentazione del nuovo Parma Calcio 1913 in Pilotta con conseguente incazzatura del biologico Scala…

      • Stopaj (little cork)

        Be con Vialli ci volevano solo dei sottosviluppati mentali a fischiarlo ,e non mi stupisco che anche a parma ce ne sia un altra densità visto gli ultimi anni

        • Perfetto da applausi. Trogloditi usciti dalle caverne

  • Se Agnelli avesse pietà nel vedere lo scempio a cui siamo sottoposti e la condizione di sequestrati da una proprietà che ci costringe all’accattonaggio e almeno si operasse per portarci un liberatore mi inchinerò ai suoi piedi.

  • Friiiiigaaaaaaaaannnnnnnnmmm!!!!!! Veeeeehhhhhhhhhhhhhh dimmi te chi ha Frigan e Benepippa vehhhhjj cosa vuoi la pensione poi???? Cosa credi veh di essere il Como?????? Ahahhahahahah il Como ce l’ha il Casa Pia vehhhhhhh????? Ahahhahahah la Cempion noi abbiamo Kraus il progetto il Casa Pia vehhhhhhhhh!!!!

  • Evolversi no vero? Solo sempre sotto il solito campanile col campano e?( sapere non esistono più nemmeno i campanari). Mi sembrate Don Camillo e Peppone.
    Sveglia i tempi cambiano e l’IA è pronta ad aggredirvi

  • Stopaj (little cork)

    Sai dove te la devi infilare l’IA ? chiedi ad alexa

  • Uffa questo krause ha rotto gli zibidei vorrei tornare ai tempi di Ceresini tanta serie c ho visto un parma cossatese favoloso già giocavano con il 433 e non parliamo della solbiatese era uno squadrone o il s Angelo chi non lo ricorda , ma non disdegno neppure i tempi di ghirardi e poi arzignano come si fa a scordalo bei tempi non c erano critiche di nessun genere tutto contenti c era sintonia con
    La città bei tempi , mangiavamo pane e il salame nei autogrill O andavamo a brescello in bici che bei tempi adesso uno skifo ridatemi
    La cossatese please

    • I tempi cambiano che possa piacere o no

      • Stopaj (little cork)

        Sono le persone che cambiano,mica i tempi ,il tempo è un illusione che ci siamo inventati per mettere ordine ad una fugace apparizione dal nulla,per me di persone in grado di distruggere il calcio a parma come questo bizzarro americano ne esistono tre o quattro al mondo,complimenti ai 7

        • Che do bali con sta storia dei 7. Lasciali un po’ in pace, va mo là.
          Loro hanno venduto e quel che è capitato dopo non appartiene a loro. E peraltro, al di là delle mille critiche che si possono muovere, il Parma è in serie A.

          • Stopaj (little cork)

            No in serie a c’è CLA roba li,mighe al perma

        • E si non scherziamo adesso la Juventus Milan Inter Napoli eccc non se ne può più tifosi avversari che occupano ristoranti e bar della città ! Come se fosse casa loro e pagano pure , che sporcano la città , laziali che ti occupano il posto vuoi mettere la cossatese erano in 6 da cossato in trasferta niente città sporcata stavano lì in un angolo bei tempi e c era sintonia con la città ! io krause non lo reggo ci obbliga alla serie A devi pagare dazn per vederlo in trasferta prima prendevi il pullman o l auto andavi a solbiate Arno nessuno ti menava o sfregiava l auto adesso come fai ad andare a Roma o Genova o Napoli o milano , poi il parma era forte mica come adesso 12 esimo in serie A era sempre secondo o terzo in c , pensate che fortuna i reggiani potranno farsi bellissime trasferte , come vorrei che se ne andasse krause e finalmente tornare a arzignano aria pulita o se siamo fortunati con il clodia sottomarina in maggio così andiamo al mare e una dannazione krause non lo reggo più ma per quanto tempo ci vuole tenete in serie A ? Poi mi tocca vedere anche il calcio femminile in serie A non ne avessi abbastanza del maschile in A ! ma se ne torni in Iowa e ci lasci l amata serie C con una spruzzatina di serie D …. signore liberaci di krause al limite ridacci il cinese ! O se propio vuoi Taci o manenti ma di krause non se ne può più !

          • Stopaj (little cork)

            Faresti ridere solo mettendoci la faccia ,con la tastiera fai piangere,comunque al massimo puoi avere nostalgia dei derby col Licata

          • Per me la questione è semplice:
            quando c’è competizione vera, anche la terza categoria diventa epica.
            Quando c’è lotta, quando c’è attaccamento, quando c’è un risultato che non è un numero ma un pezzo di identità, allora tutto prende vita.
            Il contrario è il galleggiamento:
            quel restare lì, sospesi, senza un progetto emotivo, con organici che cambiano ogni tre mesi, senza relazioni, senza affezione, senza un’idea che non sia “salvarsi per poi vendere ciò che funziona”.
            È un modello che non genera appartenenza, non genera sogno, non genera futuro.
            È manutenzione, non sport.
            Per sognare serve la lotta per vincere, non la gestione del rischio.
            Serve l’immedesimazione nei singoli, serve la maglia come simbolo, serve la sensazione che ogni partita sia un pezzo di storia e non un turno di lavoro.
            Altrimenti tutto si svuota e diventa quella caricatura che altrove chiamano “sport”:
            un grande centro commerciale con un campo in mezzo, dove si va per mangiare, bere, chiacchierare, fare foto e partecipare a rituali da club di animazione.
            Un intrattenimento, non una competizione. Un rito sociale, non una sfida.
            E allora no, non si può dichiarare di essere fatti per il quattordicesimo posto.
            Quella è filosofia industriale, è logica commerciale, è gestione di portafoglio.
            Non è sport. Lo sport, quello vero, è l’opposto:
            è la fuga da ciò che appesantisce la vita, è la sospensione del quotidiano, è la possibilità di credere che qualcosa possa andare oltre la logica, oltre il budget, oltre il margine operativo.

  • Stopaj metticela tu la faccia i comici la mettono sempre

    • Stopaj (little cork)

      Se non ci arrivi ti faccio uno schizzo

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