PORTIERI CROCIATI: GERARCHIE DEFINITE O PARLERÀ IL CAMPO?
(Ale Pongonazzo) – Non è passato nemmeno un giorno dall’acquisto del portiere Giovanni Daffara, classe 2004, provenienza Juventus, che il dibattito, per non dire la disfida, attorno ai portieri Crociati che difenderanno la porta del Parma è già a livelli da clima campionato, ätor che mesi estivi. L’argomento, come accaduto anche in passato, risulta divisivo, sarà perché la porta è una ed i pretendenti sono tre, sarà a causa del fatto che il ruolo è cruciale; ogni piccolo errore può tramutarsi in una condanna. Giustamente, ognuno ha le proprie preferenze, ma in ogni caso si potrebbe essere compiaciuti dal fatto che ognuno dei tre portieri possa teoricamente aspirare alla titolarità, senza necessariamente porli in contrapposizione. Teoricamente.
Facendo un piccolo passo indietro serve precisare che si ragiona sul numero di tre portieri e non quattro, non perché improvvisamente si sia persa la facoltà di contare, anzi, con l’aiuto delle dita delle mani si arriva agevolmente anche a dieci, ma ci si ferma a tre, perché sembra lineare supporre che per Suzuki sia già pronto, o quantomeno sia in preparazione, l’approdo ad altra destinazione, anche per finanziare questa ed altre possibili operazioni. Come ad esempio suggerito da Parmazone sul proprio profilo Instagram.
Dopo le fazioni a favore dell’esotico Zion, contrapposte a quelle del nostrano Edo, come ci si porrà di fronte al sempre nostrano Edo, al cugino d’Oltr’Enza Filippo (Rinaldi), per arrivare al biellese Daffara? Quali saranno le ragioni che sposteranno il gradimento in favore dell’uno o dell’altro? Fisicità, statura, esperienze, oppure coinvolgimento emotivo con la squadra e la città, età, prospettive? Diversamente a farla da padrone nelle scelte saranno i possibili futuri incassi alla eventuale vendita?
Facendo due chiacchiere col Majo, di tanto in tanto mi porta un po’ d’acqua fresca dove mi tiene rinchiuso per fare le recensioni di Calcio e Calcio – a proposito, sta per ricominciare nella sua versione estiva – si ragionava sul fatto che, a suo parere, il nuovo arrivo Daffara potrebbe avere la strada spianata verso la titolarità, in considerazione del fatto che la gestione della squadra è caratterizzata dal famigerato autosostentamento. Il nuovo profilo, infatti, pare più in linea con questo tipo di obbiettivo (necessità) rispetto al Corvi. Edoardo Corvi, che evidentemente ha dimostrato di saper essere presente in un momento potenzialmente cruciale in senso negativo, durante la passata stagione. Per converso ed inaspettatamente per molti, forse anche alcuni all’interno della società, è stato proprio grazie a lui che il momento è stato superato con disinvoltura nel conferire alla squadra, se possibile, addirittura maggiori certezze. In ogni caso anche Luca Ampollini rassicura sul fatto che Corvi rimarrà a contendersi i guantoni col nuovo arrivato Daffara.
Devo convenire che la lettura del Majo sembra piuttosto sensata, anche perché altrimenti al me porta pu l’àcua, ma a parte la convenienza idraulica, il ragionamento si basa su concetti solidi. Poi magari la stagione sarà iniziata da Corvi nell’intento di non voler stroncare sul nascere della stagione entusiasmo e fiducia in colui che ha dimostrato di poter star fra quei pali, senza dimenticare Rinaldi, anch’egli considerato di sicura prospettiva e per cui si dovrà comprendere se sarà disposto a passare un’altra stagione da terzo portiere, con verosimilmente davvero poche possibilità di sporcare i guantoni. Ma per quest’ultimo arrivano in soccorso le supposizioni fornite da Guglielmo Trupo dal proprio profilo X, nel segnalare che il futuro del portiere, ora terzo nelle gerarchie, sarà di comune accordo con la società lontano da Parma, nonostante per ora non vi sia nulla di concreto.
L’acquisto di Daffara sembra uno di quegli esempi in cui entrambe le parti ottengono quello che desideravano, magari rinunciando ognuna ad una parte dei propri desideri. Il Parma, forse, avrebbe sperato in un esborso meno oneroso rispetto ai sei milioni da metter sul piatto, del resto la Juventus, come spesso si è ascoltato, avrebbe preferito mantenere i diritti sul giocatore in ottica futura. Vero è che, come evidenziato da diversi organi di informazione, in particolare TuttomercatoWeb, la società torinese si trovava nella necessità di raccogliere un determinato realizzo entro la giornata del 30 giugno 2026, pena problematiche legate al FPF (Fair Play Finanziario).
Per questo, nessun diritto successivo da parte di chi ha alienato “il bene” Daffara ed un esborso un po’ più generoso del necessario da parte della controparte nell’operazione, sembrano essere il compromesso che ha portato il tutto a concretarsi.
Tuttosport, sempre vicino alle cose di casa Juventus, riferisce di una percentuale sulla futura rivendita (10%), credo sfumatura trascurabile considerando l’esiguità della percentuale stessa a fronte del pieno controllo sul giocatore. Peraltro pare che anche la tifoseria bianco nera sia divisa sulla bontà dell’operazione. Speriamo sia la parte delusa dalla vendita a vederci lungo.
Proprio a causa di questa urgenza da parte della società proprietaria del cartellino, e dopo che sembrava potessero essere altri i sacrificati per raggiungere determinati obbiettivi finanziari, come ad esempio il centrocampista Miretti, e dopo settimane di abboccamenti con il Parma, il tutto si è svolto con una apparente frenesia. Basti pensare che il Direttore ha ricevuto un avviso della presenza di Daffara a Collecchio per effettuare le visite di rito al PacC, ben sedici minuti prima dell’effettivo momento in cui la presenza del nuovo acquisto si sarebbe materializzata. Raggiungere il luogo deputato per far qualche fotografia al ragazzo volendone documentare l’arrivo una vera impresa. Complimenti d’obbligo al team di Parmalive che, presenti, smascherano l’utilizzo di teletrasporto o di altri poteri non alla portata di tutti. In effetti, nel pomeriggio del 30 giugno, ho sentito un rumore ed ho visto un bagliore nel cielo, proprio in direzione Collecchio. Tuttavia ci stiamo attrezzando con una recente ed utilissima versione del Majo: Majo Kid.
Nella concitazione della giornata anche una diabolica coincidenza, consentita dal non aver prestato attenzione a certi particolari, ha beffardamente permesso ad uno degli spallacci dello zaino Nike (che non è lo sponsor tecnico Crociato) di Daffara di oscurare completamente il logo Puma (che lo è…) sulla maglietta del Parma. Contese fra marchi senza esclusione di colpi. Il tutto ben visibile nel reel raccolto proprio dagli “istantanei” ragazzi di Parmalive e pubblicato su Instagram.
Sono già iniziate le dissertazioni: meglio un determinato numero di partite in serie A, quelle di Corvi, o un altro numero, più consistente, ma in serie B e C, quelle di Daffara (e Rinaldi…). Prevarranno considerazioni in prospettiva futura, legate alla differita economicità dei vari ragazzi o si presterà attenzione ad altre caratteristiche, come ad esempio la capacità di stare nello spogliatoio con un determinato ruolo? Sarà qualche centimetro di statura in più o in meno, oppure qualche chilo sulla bilancia a far pronunciare il proprio nome come il primo della lista il giorno della partita? Assisteremo ad avvicendamenti che disorienteranno forse più i tifosi rispetto ai portieri stessi? Sembra che la stagione sia già iniziata… Ale Pongonazzo
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Per Carnevali ogni scherzo vali ,va dal barber
Corvi ovviamente primo portiere
Non è così scontato: se Daffara, con le dovute proporzioni, è un investimento “alla Suzuki”, suppongo avrà una corsia preferenziale, per favorirne la rivendita con plusvalenza, situazione che con Corvi è meno prevedibile, per età e coinvolgimento sul territorio. Questo accade quando il club ha come primo obiettivo il player trading, prima ancora della competitività nel campionato di appartenenza.
Direttore hanno gia deciso da subito come dice lei con Daffadà 2.0 vogliono fare una plus valenza inutile che fanno credere gioca chi sarà più in forma partono alla pari ecc. Come era sucesso con Chichizola all arrivo di Suzuki stessa minestra! Se gli interessava far giocare Corvi visto che ora c’è il mercato aperto e titto il tempo necessario (rispetto a quando avevano preso il Vincent poco Vincente Guaita) guardavano con calma un portiere esperto da affiancare a Corvi invece hanno preferito la Plus Valenza senza Gaetano, ma ci può stare visto che vogliono fare l autosostenibilità economica, però che la piantino di prendere per il Culo con partono alla pari ecc!!
In realtà, però, non mi pare abbiano (ancora) dichiarato che partono alla pari. E’ un’ipotesi che si fa… Però vero che siamo di fronte ad una sorta di riedizione di Suzuki, ma a differenza del totem nipponico, qui non siamo di fronte ad un portiere con la prospettiva ravvicinata di andare al mondiale come successo a lui. Vero che all’epoca (ma la direzione area sportiva/tecnica ed il mister erano differenti) inizialmente si era lasciato intendere che Chichizola e Suzuki sarebbero partiti alla pari, ma, appunto, Chichi era un senior avanzato (sia pure esordiente in A), mentre Corvi è un eterno ragazzino (agli occhi di tutti), ma in realtà ora nel pieno della propria maturità. In effetti, rispetto a Chichizola-Suzuki, ci potrebbe anche stare una teorica pari competizione per il posto, proprio in virtù di questo, ma oggettivamente Corvi ha nel Parma la sua comfort zone, la stessa che è stata il suo punto di forte per fare bene contro le aspettative di tutti e non so quanto possa risultare “valorizzabile” ai fini di una eventuale cessione, mentre l’ex Juve è un giovane promettente reduce da un’ottima B (ma anche l’enfant prodige Scuffet all’Udinese qualche anno fa lo era…) che in effetti, rispetto a Suzuki, potrebbe maturare con maggiore calma. Tuttavia, resto convinto di quanto espresso prima ossia che la competizione, forzatamente, non potrà essere alla pari, visto che il Parma se ha preso Daffara è per ricavarne una plusvalenza…
…sto guardando ridendo la trasmissione su tv parma..fanno gia grande la politica che il parma fara’ sugli ingressi dal mercato..ripeto vende 3 su 4 dei migliori giocatori piu il non rinnovo di bernabe’ vuol dire rischiare grosso per le loro sostituzioni…poi il bello e’ stato il sondaggio sulle possibili cessioni che sacrifichereste..suzuki..keita o pellegrino..penso che almeno 2 su 3 partiranno..quindi questa domanda e’ propio senza senso….
Amico mio chapeu per lo stomaco e l’intestino. Guardare la trasmissione di Tv Parma sul NON mercato di Kraus è una roba da prolasso anale, intestinale con interessamento della bile. Il tutto mentre il Como ahahahahhahahahaha veeeeehhhhh il Como ha già speso 100 cucchi veri e reali. E noi siamo ancora qui dopo 4 anni a parlare di due sfigati di portieri che al massimo hanno richieste in C se devono fare i titolari…altro che guerra dei poveri questa e è guerra degli straccioni
At sì un suclòn…il Como è fuori scala per noi! L’hai capita o no? Che ti vada bene o no, questa è la realtà. La nostra battaglia sportiva è con altre squadre…figa Davide datti una calmata.
..alcuni dicono societa molto solida anche economicamente..ma cosa? Capisco la necessita’ di vendere e anchecla volonta dei giocatori ad andare a prendere molto piu soldi..ma da quello che so’ ..tutta questa solidita’ non esiste..anzi si sono spesi camionate di soldi on passato e ancora oggi si cerca di recuperare il piu possibile..resta il fatto che lossatura della scquadra sara’ da rifare quasi da zero..
Sig. Enrico tutti gli anni sarà così. Lo scorso anno è stato l’esempio di come sarà la gestione del Parma per questo e i prossimi anni. Comprare a meno possibile dei giovani e cercare di farne aumentare il valore. E’ ovvio che poi viene venduto chi ha mercato e chi fa guadagnare di più….. che banalmente sono i giocatori più forti..
Direi che noi tifosi dobbiamo vivere alla giornata.
Prendendo spunto dalla foto, perché non decentrare la croce tipo maglia Norvegia, perderemmo l’effetto sepolcrale dell’attuale maglia crociata.