ARIANNA CRISCIONE HEAD OF WOMEN FOOTBALL DI KRAUSE GROUP
(Gmajo) – Che Kyle Krause intenda fare sul serio col Parma Femminile – tornato in serie A, dopo la fugace apparizione nel primo anno del professionismo ed il biennale purgatorio in B – lo si capisce non solo dalla sontuosa campagna acquisti – con l’arrivo di ben 10 calciatrici, di cui 4 spagnole delle quali si dice un gran bene, ed il riscatto di due elementi cardine del team promosso sotto la guida tecnica di Salvatore Colantuono, al quale non è stato rinnovato il contratto e panchina affidata a Giovanni Valenti – ma soprattutto per un innesto di altissima qualità a livello dirigenziale nella controllante Krause Group: Arianna Criscione, ne è ora “head of women football”.
Arianna Criscione, ex calciatrice statunitense naturalizzata italiana (portiere in diverse squadre europee, tra cui Torres, dove ha vinto 3 scudetti consecutivi, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, Twente e Paris Saint-Germain con presenze anche nella nazionale maggiore italiana), dopo aver lasciato l’attività agonistica (anzi: durante, visto che al PSG contemporaneamente ricopriva il ruolo di Women’s Sponsorship Manager)…
…ha intrapreso una importante carriera imprenditoriale (prima donna a conseguire il Diploma FIFA in Club Management e master in business calcistico), come fondatrice di Valeur, una piattaforma dedicata alla trasparenza salariale nello sport, che fornisce strumenti e dati per aiutare le donne nello sport ad accedere a opportunità e negoziare compensi equi, piattaforma nata dall’esperienza personale della stessa Criscione come calciatrice professionista, che ha affrontato sfide finanziarie e disuguaglianze salariali nel mondo del calcio femminile. Insomma un profilo di quelli che piacciono molto a Kyle Krause, paladino di determinati valori, per il quale si spende e… spende.
Ora si tratterà di capire come procederà il trapianto della nuova manager nel complesso organismo di governance del Parma Calcio, che vanta un proprio organigramma diretto, con Federico Cherubini, il CEO, che non ha trascurato le Women, andandone a seguire le partite fin dall’insediamento, nonostante in quei giorni i maschietti fossero abbastanza male in arnese, cui riporta Domenico Aurelio che nel club ha l’identica carica di Arianna Criscione nella sovrastruttura di Krause Group, ossia Head of Women’s Football.
Se recentemente avevamo assistito ad una sorta di semplificazione della macchina organizzativa, con l’uscita di scena dal Krause Group del supervisore di tutte le squadre, Martin Semmens (che ha lasciato in eredità ad Aaron Ruben, che è Head of real estate del gruppo, il coordinamento e controllo delle Grandi Opere), con questo importante ingresso si rimescolano tutti i poteri, in un dipartimento particolarmente al tycoon in persona.
A CtnSports, Arianna Criscione aveva raccontato così il proprio viaggio nello sport: “Da bambina volevo essere come la mia sorella maggiore. Ha iniziato a giocare a calcio come portiere, quindi l’ho fatto anche io. Essere alla Coppa del Mondo femminile del 1999 al Rose Bowl e guardare i miei eroi vincere il trofeo è stato un momento cruciale per me. Da quel giorno in poi, ho capito che volevo essere come quelle donne, e che potevo esserlo. La mia famiglia ha sostenuto il mio viaggio. Dai miei genitori che mi hanno insegnato lezioni di vita: mio padre che mi ha mostrato come essere dura e forte, mia madre che mi ha dimostrato che potevo grattarmi le ginocchia, lavarle via ed essere ancora carina con un vestito. Mia sorella è sempre stata la mia più grande fan, mio marito sostiene continuamente i miei sogni e mi spinge ad arrivare più in alto, e mia figlia mi ricorda di rallentare e di apprezzare le piccole cose e le piccole vittorie”. Gabriele Majo
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Ed un sticazzi è stato scritto ?
Dazio portarcelo via
A noi del popolo ignoranti, beceri, criticoni, grati del Parma anni 90 e passatisti, del Parma Uomen frega meno che dei risultati della nazionale di penthatlon moderno.
Sarà interessante vedere dove finirà questa nuova Manager nella particolare classifica dei super-megagalactic-Director-Manager-Officer assunti-poi-silurati dal Monogiacca.
Un campionato avvincente tutto da seguire che vede coinvolti nella lotta al vertice:
Ribalta
Fournier
Vaeyens
Kalma
Martines
La officer cicciona di nome (se non sbaglio) Kuhl or forse Cul.
Semmens
Denari
Lucarelli
più qualche altro che non ricordo.
Cherubini per ora in standby – dovrebbe aggiungersi a breve.
Evitiamo il body shielding, grazie
il presidente te woke ha intenzione di aprire il portafoglio anche per la squadra maschile?
Comunque ho notato che i titoli manageriali appioppati dal Monogiacca ai suoi sottoposti seguono una logica particolare, e si possono suddividere in quattro segmenti simili ai mattoncini Lego:
1) Sono incentrati attorno al sostantivo “Manager”. Questo è intercambiabile con “Director” e “Officer”, e può essere utilizzato anche come verbo (al gerundio) = Managing Director
2) Questo è preceduto da un altro sostantivo celoduristico: i due più gettonati sono “Head” e “Chief” = Chief Managing Director
3) Spesso questi due termini sono a loro volta preceduti da un aggettivo geografico, come “Global”, “National”, “International” (e in futuro magari “Intergalactic”) = Global Chief Managing Director
4) Il pastone risultante è poi seguito da uno o preferibilmente due termini di specificazione, introdotti da “of”. Qui la rosa dei termini utilizzabili è ampia e include “Marketing”, “Analytics”, “Football”, “Sport”, “Corporate”, “Development”, “Financial” e così via = Global Chief Managing Director of Sport & Analytics. International Head Managing Officer of Corporate Development. Eccetera.
Ovviamente questi personaggi (con stipendi rigorosamente a sei zeri) non fanno praticamente un cazzo dalla mattina alla sera; la loro funzione è di presentarsi in ufficio in giacca e cravatta, scrivere qualche email (in cui si firmano appunto con l’apposito titolo), e pompare l’ego del Boss che ora, durante i suoi viaggi su jet privato, potrà vantarsene coi suoi amichetti corporate:
Hey maaan, ho appena assunto un nuovo “Global Chief Managing Director of Sport & Analytics”…quanto sono figo?
e l’amico risponde…
Oh yeaaah, molto figo…io invece ho appena assunto nientepopodimeno che un “International Head Managing Officer of Financial & Corporate Development”…sono più figo di te!
10 e lode. Un bignami (or “bigino”) refers to a concise summary or manual, often used by students to quickly grasp the essentials of a subject. Grandissimo Metodologo.
Grazie grande Lele, o forse dovrei chiamarti Megagalactic Digital Communication Managing Director Specialist of StadioTardini.it (che fa più figo).
Purtroppo il Monogiacca continua a rendere complicate cose che complicate non sono. Disperarsi fa male alla salute…non resta che ironizzare.
condivido ed apprezzo
Tifosi come quelli qui sopra è meglio perderli che trovarli, sinceramente…
Tranquillo ,il calcio femminile lo vanno a vedere i parenti ,ma non tutti
all’europeo hanno venduto mezzo milione di biglietti solo per la fase a gironi, mezzo milione di parenti quindi…
secondo forbes entro il 2030 il calcio femminile sarà il quinto sport più seguito al mondo con 800 milioni di tifosi, ma per fortuna ci siete voi furbi a scoprire la verità…
fatti dare l’aiutino da casa oppure vai al noce ,secondo forbes de ,mo mama
Non so se è più patetico chiudersi nel proprio bozzolo per paura del calcio femminile o bearsi della propria ignoranza
Che pena in ogni caso…
A differenza di altre discipline il calcio femminile fa pena, dovrebbero rimpicciolire sia il campo che le porte per provare a ricavare qualcosa di decente
Dir va in retromarcia a Parma il calcio Femminile, sembra che vada bene ma in realtà fanno cose assurde in tutto: la scorsa stagione per i big match mai uscito il giorno prima partita elenco Convocati per non dare punti di riferimento alle avversarie, infortuni alle calciatrici anche quello per non far sapere? Bah! Poi non è stato comunicato chi rimasto di quelle che erano in B chi ha rinnovato il contratto! Poi hanno iniziato allenamenti senza una rosa e con Materiale dell anno precedente per quale motivo? Diranno tutto prima del ritiro e materiale nuovo in ritiro? Mah comunque è tutto assurdo! Il maschile che non eccelle in comunicazione, dopo primo allenamento ha comunito la rosa e aveva materiale nuovo!
Buonasera Franchino,
sono un po’ in imbarazzo nel commentare gli aspetti della comunicazione del Parma Femminile, avendola curata (con amore) per tanti, prima della brusca interruzione del rapporto. La “ristrutturazione aziendale” all’origine del mio licenziamento, ha comportato la sparizione della figura di responsabile area comunicazione giovanile/femminile, sostituita, indirettamente, da quella del Digital Communication Specialist, il quale non dipende (come a mio avviso avrebbe più senso) dal responsabile area comunicazione, figura rimasta per maschile/corporate, bensì dal Digital Marketing Director. Entrambe queste ultime figure hanno formazione professionale rispetto a quella giornalistica, per cui sono a digiuni dell’abc per quelli che sono i tradizionali rapporti con la stampa, e le relative esigenze per svolgere il proprio diritto/dovere di informare. Ma la responsabilità non è di chi viene chiamato a svolgere questa tipologia di lavoro, ma da chi ha ri-studiato la pianta organica, senza conoscere, a propria volta, come dovrebbe essere strutturata l’area. Gli errori che lei lamenta, ne sono la diretta conseguenza, perché a decidere non sono, i giovanotti messi lì ad obbedire, ma coloro che gli danno disposizioni, che vanno ad invadere un terreno che non conoscono, privilegiando dinamiche sportive, rispetto a quelle comunicazionali, cosa che in una società di calcio è già fisiologico che accada, ma nel settore da lei indicato ancor più amplificato. Si dirà: della femminile impipa a nessuno; vero, specie in una piccola città conservatrice come la nostra, però proprio perché é una disciplina che va promossa, che dovrebbe esserci maggiore sensibilità nel curare questi aspetti, senza prodursi nei… segreti del quirinale.
Quando è iniziata l’attività della Femminile, il nostro giornale on line (regolarmente depositato sul registro stampa del Tribunale di Parma e diretto da un giornalista professionista, io) aveva fatto richiesta per avere il roster completo delle giocatrici che hanno iniziato l’attività, ma ci è stato risposto che lo avrebbero fatto in occasione della partenza per il ritiro, così come l’elenco degli acquisti è stato comunicato tutto assieme, figurarsi accadesse qualcosa del genere per la maschile. Nell’occasione avevamo pure domandato di poter fare una video intervista a Mister Giovanni Valenti (che conosco personalmente per averlo intervistato decine di volta nella nostra comune pregressa esperienza nelle giovanili maschili), ma mi era stata data disponibilità solo per poterla effettuare in forma testuale con domande scritte di cui mi sarebbero arrivate risposte scritte con richiesta di leggere preventivamente il contenuto. Condizioni che mi hanno portato a rinunciare alla cosa, in quanto credo nell’empatia tra intervistato ed intervistatore che si crea solo parlandosi di persona, specie conoscendosi. Dal momento che i servizi sul femminile hanno di solito almeno uno zero in meno rispetto a quelli della maschile, non credo di esser stato io a rimetterci… Peraltro sapendo quanto ci tenga alla Femminile il Patron… Peraltro dall’antica par condicio (molto teorica) ed inclusione, negli anni siamo passati ad un esilio a Noceto della Femminile, sia per quanto riguarda le partite (non più al Tardini, cosa per la quale avevamo avuti importanti riscontri sulle reti nazionali, con gli elogi dei media nazionali e della Federazione) ma anche per gli allenamenti, non più a Collecchio come per il primo anno di A. Non avevo notato, come lei, che l’abbigliamento tecnico è lo stesso della scorsa stagione, a differenza di quello della maschile, anche in questo caso non mi pare ci sia molta par condicio… Vedremo, comunque, se anche in questi dettagli ci saranno dei miglioramenti: la forma è sostanza…
Digital Communication Specialist. Mentre Lei era semplicemente responsabile della comunicazione. Allora il Metodologo ha centrato il problema. Digital Specialist Communication fa figo…eh eh eh
A me del calcio femminile non frega niente, è grave? Un calcio imparo perché very Woke. Confesso di essere moderatamente etero ma non c’entra niente, voi sempre col sesso….
Ma ci sono altre squadre femminili all’interno del gruppo Krause?
No, ma anche per quanto concerne la maschile la situazione era pressoché analoga, perché il livello degli altri team della galassia non è certo paragonabile alla serie A italiana. Pertanto ci troviamo di fronte ad una classica sovrastruttura che può comportare quei problemi di governance, di cui Luca Martines aveva parlato a Radio Serie A, appena prima di essere giubilato.
Per quanto forse alla squadra femminile servirebbe una sovrastruttura o anche solo una struttura di qualche tipo…
Capisco la battuta, però, Le garantisco che, al di là delle professionalità coinvolte, come aveva sottolineato lo stesso Luca Martines, per esperienza diretta (ne aveva parlato a Radio Serie A appena prima della giubilazione), nel Parma esiste un evidente problema di governance, essendo che ci sono molte sovrapposizioni di ruolo, dovute, appunto alla sovrastruttura di gruppo che finisce per prevaricare, o comunque interferire, con la gerenza del club. Per cui sicuramente Arianna Criscione è una splendida individualità, ma calata come dirigente di gruppo…