CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CALCIO, AMORE E FANTASIA
(Gianni Barone) – Il calcio non è scienza, poiché l’uomo con le sue emozioni, sensazioni e percezioni è una realtà molto complessa, per cui non è prevedibile, né riproducibile in quel determinato momento e in quella specifica situazione di campo. Situazioni che cambiano in continuazione, che si possono anche prevedere, dando validità alle tesi statistiche, ma le stesse situazioni previste possono diventare imprevedibili (anche se solo per un momento) per l’intervento di variabili che vanno a incidere sulla percezione ed interpretazione da parte dei singoli calciatori.
Tutto questo viene enucleato ampiamente dai testi di tecnica calcistica, i quali ci vogliono far capire che solo per questo il calcio non è “solo” scienza, facendoci allontanare di poco dall’assunto di Galileo Galilei che affermando che “è scientifico tutto ciò i cui effetti sono riproducibili in laboratorio”, dà la stura ad una visione parallela ed alternativa della questione, secondo la quale il calcio non è scienza per l’imprevedibilità e la complessità della sensazione di tempo e di spazio nella situazione ed in quel preciso momento.
In questo quadro s’inserisce la figura dell’allenatore, che ha necessità delle scienze, perché solo chi conosce, chi sa, può essere creativo, che forse è la cosa più bella, che tutti apprezzano della figura del tecnico che deve rapportarsi continuamente con le reazioni di altri uomini e situazioni non sempre previste: avversari, spazi, tempi, compagni, palla, scelta di soluzioni di gioco, comportamenti dentro e fuori dal campo di gioco.
E tutte queste cose si possono vedere e assaporare, oltre che vedendo le partite allo stadio e in tv, molto di più assistendo agli allenamenti di una squadra di calcio, una volta liberi ed aperti a tutti, stampa e pubblico, ed ora – non si capisce bene il perché, forse lo si può solo intuire – non lo è più.
Ed il fatto che il Parma edizione 2025-2026, abbia iniziato aprendo alla stampa il primo allenamento – ed al pubblico la prima uscita, sotto la veste di “allenamento congiunto” con la squadra Primavera (un tempo l’avremmo chiamata sgambatura in famiglia), al Tardini domenica prossima in orario mattutino – rappresentano un evento, oltre che una piacevole novità, per molti, per sapere, scoprire e conoscere tutti quei particolari o aspetti curiosi che le copertine delle conferenze e dei passaggi tv obbligati spesso nascondono, privando il pubblico di quel qualcosa di creativo e fantasioso che il calcio può far valere nell’immaginario collettivo di chi lo ama, lo segue e lo critica.
Quindi, ciò che una volta era normalità, ai tempi in cui anni ’80, io, giovane cronista di radio che andava a seguire gli allenamenti dei Parma di Perani e Sacchi anche per il “Carlino Parma”, ora diventa qualcosa di inedito, di straordinario, che incuriosisce oltre ogni possibile limite.
Cosa ci sarà, poi, di tanto di interessante in un’ora e mezza di allenamento, qualcuno si potrebbe chiedere, però, vedere all’opera Carlos Cuesta, finalmente con il suo staff (dopo lo svelamento del mistero buffo che non c’era) è risultato un qualcosa di attraente per chi ha potuto esserci o per chi ha potuto, tramite la diretta di Stadio Tardini, completa in ogni sua parte, sapere e capire di più dell’inizio di questa gestione tecnica targata Cuesta, tecnico all’esordio e su cui i fari della critica e della curiosità saranno sempre puntati.
E Majo, da vecchio geniaccio della comunicazione, non si è lasciato sfuggire questa ghiotta occasione, e schierando una formazione di tutto rispetto, non mancava quasi nessuno, ha giocato al meglio la partita, informando e proponendo opinioni su questo inizio di stagione calcistica, dando la possibilità a tutti i suoi ospiti di discutere in assoluta libertà di pensiero, riuscendo addirittura a strappare alcune battute, di natura calcistica e non, al primo cittadino della città, Michele Guerra, il quale non è riuscito a sottrarsi al pressing del direttore di questo sito, più che mai lanciato nell’impresa.
E mentre Cuesta per la gioia dei cronisti presenti che prendevano appunti, ha presentato nei pochi minuti di partitella, a ranghi e spazi ridotti con le famigerate “sponde” che rimettevano in campo il pallone, un abbozzo di quello che potrebbe il suo schieramento, molti ipotizzano un 4-2-3-1 che già da noi Pecchia aveva riproposto sia in B che in A…
…Majo, per non essere da meno, ha messo in campo per la diretta un identico schieramento tattico, con Tegoni in porta a difendere le istanze dei tifosi che non avevano potuto assistere all’evento; difesa a 4: centrali l’impenetrabile e sempre presente Zurlini, affiancato dalla new entry Francesca DeVincenzi molto pimpante, sulle fasce i guizzanti Belletti e Diena…
…in mezzo al campo, oltre a sé stesso nel ruolo di metodista, sistemista, play e regista, nelle visione di tutti i moduli possibili immaginabili, ha schierato il fido mercatologo Vincenzo “Enzolino” Bellino, sempre preciso e puntuale con il suo tono di voce rassicurante, sulle trequarti ha posto l’esuberanza e la freschezza atletica e verbale di Lorenzo Fava, e Simone Brianti, come esterni d’attacco al fianco del citato (Signor come da sua stessa definizione) Sindaco Michele Guerra nel ruolo di fantasista e creativo alle spalle del centravanti…
…che al pari dell’erede di Bonny, ancora non c’è, ma se Guardiola in quella posizione ci mette “lo spazio”, che tutti possono ricoprire, lui ci ha piazzato lo “spazio all’immaginazione creativa”, che ha saputo offrire a suoi lettori ascoltatori, e con questo tipo di schieramento e formazione non poteva certo non vincere la partita degli ascolti e dell’interesse per aver portato, con il suo ormai consolidato “talk in piedi”, un po’ d’informazione e riflessione oltre che il solito amore per il mezzo comunicativo e quella dose di pregiudicata fantasia che non guastano mai. In questo caso si può giocare undici non contro undici, ma contro tutti, pur essendo in dieci con lo stratagemma del giocatore immaginario che colma il vuoto vergando queste righe. Gianni Barone
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